<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947</id><updated>2012-02-03T13:17:17.543+01:00</updated><title type='text'>Lettere catinensi   Blog di Francesco Giordano</title><subtitle type='html'>Questo blog non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non è un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.3.2001.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>63</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-795163269964677477</id><published>2012-02-03T13:12:00.003+01:00</published><updated>2012-02-03T13:17:17.549+01:00</updated><title type='text'>Viaggio tra le vie dell'Arte 2012: a Roma il 12 febbraio si presenta il movimento 'Alienismo'</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-anfTbikpU4M/TyvPrDvz0PI/AAAAAAAAAnI/b26CWVDl6wU/s1600/viaggio2012.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 265px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704881691642024178" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-anfTbikpU4M/TyvPrDvz0PI/AAAAAAAAAnI/b26CWVDl6wU/s320/viaggio2012.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;VIAGGIO TRA LE VIE DELL'ARTE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'11 e 12 febbraio 2012 a Roma, presso la sede della Società Umanitaria, in via U. Aldrovandi 16, si svolgerà la dodicesima edizione di Viaggio tra le vie dell'Arte. Dunque un altro traguardo importante che già si preannuncia ricco di novità e sorprese.I lavori del convegno inizieranno alle ore 16 di sabato 11 febbraio e proseguiranno a partire dalle 9,30 per tutto il giorno domenica 12 febbraio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11 Febbraio dalle ore 16.00 -20.00&lt;br /&gt;Benvenuto e saluti della dott.ssa Elena Cordaro&lt;br /&gt;Responsabile della sede di Roma della Società Umanitaria&lt;br /&gt;Apertura della mostra "Intreccio di emozioni" di Luigi Marocco&lt;br /&gt;E-book la nuova editoria del futuro Presentazione del progetto di editoria digitale&lt;br /&gt;con Vittorio Frau, Paolo Tortorici e Giovanni Tomei&lt;br /&gt;Fantasy Way alla riscoperta del fantastico - presentazione del progetto editoriale dedicato al mondo del fantastico, a cura di Antonella Salamone e Savio Pagano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Concatenazione di complicate coincidenze" incontro con Claudio Cerronis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un animale per amico” Progetti di Attività Assistite con gli Animali e di Pet-therapy&lt;br /&gt;a cura di Antonella Dalmonte, Presidente Associazione Ethos 3000 onlus&lt;br /&gt;"Incontro con il disegno" a cura di Maria Casarotti&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 12 Febbraio 2012 ore 10,00 - 13.00&lt;br /&gt;Premiazione del Primo Contest on.line di arti visive e Poesia "Denunciamo e ricordiamo" a cura del Blog Dominio Mentale diretto da Giovanni Donato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione ufficiale della 4a edizione del Premio Internazionale Fortunato Pasqualino&lt;br /&gt;Interventi di: Francesco Giordano, Vittorio Frau, Angela Agnello, Sergio Belfiore, Sergio De Angelis.&lt;br /&gt;Presentazione e firma del Manifesto "&lt;a href="http://www.alienismo.it/"&gt;Alienismo&lt;/a&gt;" Movimento Artistico e di Pensiero&lt;br /&gt;Interverrà: Vera Ambra, Maria Tripoli, Adriana Battaglia, Beppe Costa, Francesco Giordano, Augusto Monachesi, Savio Pagano, Giuseppe Lucca, Klem D'Avino&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ore 16.00 - 20.00Incontro con gli autori di Akkuaria: Andrea Michetti, Annamaria Locatelli, Bojana Bratic, Beatrice Gradassa, Danilo Caccamese, Daniele Brinzaglia, Fabio Ognibene, Gabriella Pison, Laura &amp;amp; Federica, Maria Tripoli, Milly Nale, Massimo Triolo, Renata di Sano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-795163269964677477?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/795163269964677477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/02/viaggio-tra-le-vie-dellarte-2012-roma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/795163269964677477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/795163269964677477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/02/viaggio-tra-le-vie-dellarte-2012-roma.html' title='Viaggio tra le vie dell&apos;Arte 2012: a Roma il 12 febbraio si presenta il movimento &apos;Alienismo&apos;'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-anfTbikpU4M/TyvPrDvz0PI/AAAAAAAAAnI/b26CWVDl6wU/s72-c/viaggio2012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-8057783247137060915</id><published>2012-01-24T02:35:00.004+01:00</published><updated>2012-01-24T02:43:59.906+01:00</updated><title type='text'>Perché la cultura siciliana sostiene la rivolta dei 'nuovi vespri'</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9lhW9x5ni0A/Tx4MlYG8MoI/AAAAAAAAAj8/z5KjFR6yqd8/s1600/bandiera-sicilia-animata.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701008014563881602" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-9lhW9x5ni0A/Tx4MlYG8MoI/AAAAAAAAAj8/z5KjFR6yqd8/s320/bandiera-sicilia-animata.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LvQvohCy-tA/Tx4MehEDQRI/AAAAAAAAAjw/Q4szKsGgdHw/s1600/forza%2Bd%2527urto.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 281px; FLOAT: right; HEIGHT: 179px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701007896708595986" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-LvQvohCy-tA/Tx4MehEDQRI/AAAAAAAAAjw/Q4szKsGgdHw/s320/forza%2Bd%2527urto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Riportiamo il comunicato (il cui autore è lo scrittore e giornalista Francesco Giordano), già presente nella homepage del sito akkuaria.com dal 19 al 24 gennajo, in nome di quella rivolta ideale dei nuovi vespri, che dalla Sicilia in queste ore sta dilagando in tutta Italia:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Perché la cultura siciliana sostiene la rivolta dei 'nuovi vespri'&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Narrando dell'insurrezione dei Vespri nel noto suo volume, l'insigne storico inglese Steven Runciman ha scritto che la rivolta della popolazione siciliana del XIII secolo contro l'oppressione angioina "non fu soltanto un dramma isolato di cospiratori e tagliagole... ma fu uno di quegli eventi storici che mutarono il destino di nazioni e di istituzioni di rilievo mondiale". Poiché, come si sa in ogni dove, la civiltà moderna inizia nel Mediterraneo, ed in Sicilia.&lt;br /&gt;A volte la ruota della storia, come il decimo arcano dei Tarocchi, torna a girare e ciò accade quando l'esaperazione giunge al culmine, quando i popoli sono estremamente e singolarmente vessati. Così le genti d'America si ribellarono alla iniqua pressione fiscale nel secolo XVIII e nacque, dopo un breve conflitto, la gloriosa Unione degli Stati nord americani, suggellata dalla illuminata sua Costituzione; così dopo un terrificante e devastante conflitto, nel recente XX secolo in Sicilia durante l'occupazione nasceva l'indipendentismo, dal cui sangue e valore (1944-46) sgorga l'attuale Statuto della Autonomia della Sicilia: il quale nei fatti ci consentirebbe di governarci nè più ne meno di uno degli stati federati statunitensi, se avessimo avuto dei politici degni di questo nome e non già servi dello Stato nazionale, da cui nessuno auspica la separazione poiché sarebbe assurdo ed insensato, ma il massimo grado di autogestione, in primis quella finanziaria.&lt;br /&gt;Ecco perché le attuali proteste dei movimenti "dei forconi", "forza d'urto", e similia, hanno tutto il nostro sostegno e la massima solidarietà da parte di Akkuaria. Il mondo della cultura mondiale, e quella di Sicilia in particolare, non può che essere al fianco delle rivendicazioni degli uomini di terra di mare e di trasporto, nel sostenere non solo le loro legittime richieste, ma anche e soprattutto nell'invocare a gran voce quella rivoluzione culturale, pacifica (non pacifista) delle masse che dovrà necessariamente portare ad uno scontro frontale con la "casta" dei poteri forrti della politica, della grande industria, della imprenditoria vero fomite della criminalità e non viceversa poiché essa medesima facente monoblocco con la subdola imposizione fiscale che non può accettarsi, pur nelle comprensibili emergenze, da un governo che non segue il corso degli eventi dei popoli, perciò rischia anche suo malgrado di esserne travolto. Difficilmente le genti di Sicilia si ribellano: se in questi giorni le proteste apartitiche ed in nome solamente del tricuspide ed antichissimo simbolo della Triquetra (al centro dell'isola ammantata del patrio tricolore... ciò ha senza dubbio un grande significato), hanno riscosso unanimi consensi dalle masse, a cominciare dalle donne d'ogni età e condizione sociale, v'ha da riflettere e sostenere quell'onda immensa che può trasformarsi nella grande marea che travolgerà gli inetti ed i sordi al richiamo della coscienza.&lt;br /&gt;Chi vede, in silenzio ascolta. "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti", ammoniva il Maestro divino: la Chiesa dell'Apostolica legazìa e degli ultimi sa e non dimentica la storia.&lt;br /&gt;Intellettuali, donne e uomini d'arte e cultura, Poeti, sono sulle barricate col movimento che dalla protesta per motivi apparentemente pratici, si muta e dovrà mutarsi in rivolta ideale contro il sistema dell'oppressione dell'uomo sull'uomo, finché il riscatto del popolo siciliano, nella sua completa autogestione, non si compia, in nome di quei valori di Libertà, di Tolleranza, di Fratellanza che sempre furono la gemma regale dei venticinque secoli della nostra intramontabile civiltà.&lt;br /&gt;Catania 19 gennajo 2012&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-8057783247137060915?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/8057783247137060915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/01/perche-la-cultura-siciliana-sostiene-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8057783247137060915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8057783247137060915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/01/perche-la-cultura-siciliana-sostiene-la.html' title='Perché la cultura siciliana sostiene la rivolta dei &apos;nuovi vespri&apos;'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9lhW9x5ni0A/Tx4MlYG8MoI/AAAAAAAAAj8/z5KjFR6yqd8/s72-c/bandiera-sicilia-animata.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-8214893720217446159</id><published>2012-01-14T18:06:00.003+01:00</published><updated>2012-01-14T18:20:41.477+01:00</updated><title type='text'>Presentati dalla casa editrice Akkuaria i nuovi ebook</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-p8kNoldvhL0/TxG5CXb712I/AAAAAAAAAi0/8cSD2HQ2QGE/s1600/13012012%2528001%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697538453902448482" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-p8kNoldvhL0/TxG5CXb712I/AAAAAAAAAi0/8cSD2HQ2QGE/s320/13012012%2528001%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-D-dWWr8tH5E/TxG2kIlWNMI/AAAAAAAAAio/QP6Qo0zMorg/s1600/13012012%2528002%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697535735496062146" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-D-dWWr8tH5E/TxG2kIlWNMI/AAAAAAAAAio/QP6Qo0zMorg/s320/13012012%2528002%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presentati dalla casa editrice Akkuaria i nuovi ebook &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Nella simpatica cornice del Deluxe luxury coffee, locale sito in via Toselli dietro piazza Trento in Catania, è stata presentata la sera di venerdì 13 gennaio (se il XIII arcano è la morte, l'inverso come noi lo intendiamo, è immortalità) non soltanto la rassegna di ideazioni grafiche di Vera Ambra, che è l'anima e la creatrice della casa editrice e del sito Akkuaria, ma anche i primi 12 ebook prodotti appunto dalla predetta casa editrice, in collaborazione con una nota azienda informatica catanese. L'occasione, che ha riunito un folto gruppo di amici accomunati dalla passione per la Letteratura, se è scaturita dalle belle foto in bianconero, rappresentanti l'angoscia dell'Essere chiuso in gabbie immaginarie, ovvero le "Amnesìe di Eros", tema della serata -in onore del dio d'Amore si lèssero delle poesie da parte degli intervenuti, còlla solenne conclusione di una lirica tempiana densa d'erotismo, declamata da uno dei partecipanti- ha voluto essere il primo appuntamento del 2012 da parte degli amici di Akkuaria e di Vera Ambra, nella consapevolezza che la produzione libraria, cartacea e digitale, deve evolversi di pari passo in maniera conforme ai tempi.&lt;br /&gt;Fra gli ebook (i quali hanno attualmente un notevole successo mondiale, e presto o tardi si diffonderanno anche in Italia affiancando la produzione cartacea), da segnalare il volume di liriche, di notevole successo, "Pegaseium nectar" di Vera Ambra (di cui è disponibile la traduzione in spagnolo), ed il saggio pubblicato lo scorso anno "Domenico Tempio cantore della Libertà" di Francesco Giordano, con una antologìa di liriche del sommo poeta del secolo XVIII.&lt;br /&gt;Nel terzo millennio, la voce della Poesia, della Letteratura, dell'Amore è viva più che mai, "novus ordo ab antiquo".&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-8214893720217446159?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/8214893720217446159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/01/presentati-dalla-casa-editrice-akkuaria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8214893720217446159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8214893720217446159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/01/presentati-dalla-casa-editrice-akkuaria.html' title='Presentati dalla casa editrice Akkuaria i nuovi ebook'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-p8kNoldvhL0/TxG5CXb712I/AAAAAAAAAi0/8cSD2HQ2QGE/s72-c/13012012%2528001%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-4130078600475492964</id><published>2012-01-04T10:56:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T11:13:53.996+01:00</updated><title type='text'>Mario Rapisardi , nel centenario della morte, 4 gennaio 1912-2012</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Mario Rapisardi , nel centenario della morte, 4 gennaio 1912-2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Questo blog nasce 'rapisardiano', ovvero nei suoi primi passi, onora e rende omaggio alla figura di quel Vate della Poesia dell'Umanità, che per l'Italia del secolo XIX (ed anche dopo) fu Mario Rapisardi, catanese. Dell'opera sua, osannata e vituperata in vita quanto dimenticata in seguito poi riscopertta a cura dei discepoli, poscia novellamente coperta da oblìo, come è nella natura delle opere dell'uomo, rimane oggi il messaggio immortale; delle opere, la più gran parte sono di attualità, come le Poesie Religiose (chi vuole può qui &lt;a href="http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/01/mario-rapisardi-le-poesie-religiose.html"&gt;http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/01/mario-rapisardi-le-poesie-religiose.html&lt;/a&gt; leggere il testo integrale), i Poemi e Poemetti, le Ricordanze.&lt;br /&gt;Moriva cent'anni fa, esattamente alle 16,30 del 4 gennajo 1912, nell'"aerea casa" dell'alto Borgo, in via Etnea a Catania, mentre il meriggio avanzava, e azzurreggiava "il mare immenso", l'Jonio cantato nelle sue poesie. Ad assisterlo pochi e fidati amici: Tano Ardizzoni, Alfio Tomaselli (che sarà il curatore delle memorie del Maestro), e la "creatura unica", Amelia Poniatowski Sabernich, che dalla nativa Firenze accettava di scendere in Sicilia per essere la compagna dell'uomo impareggiabile, in spregio alle allora severissime e dure convenzioni sociali che vedevano con sdegno un separato, convivere. Gli chiusero gli occhi dopo anni di "arteriosclerosi", si disse: ma era il mal di vivere del Poeta, che lo rapiva alla vita quasi sessantasettenne, lui ch'era nato in via del Penninello il 25 febbrajo del 1844. Un mese prima per i tipi del Sandron, dopo lunghissimo travaglio, era stato stampato il volume (anzi, il volumone!) della edizione definitiva delle opere complete; Concetto Pettinato, giornalista di razza e catanese d'altrettanta schiatta, allora giovane (dirigerà poi il "La Stampa" nel 1944 nella RSI, e ne pagherà lo scotto), scrisse a proposito delll'opera, sul Giornale di Sicilia del 31 dicembre 1911: "il Rapisardi non fu anticristiano, è vero: anzi amò fervidamente la figura di Cristo, che il Carducci non amò né comprese mai. Ma fu qualcosa di molto peggio: fu anticattolico. E gli italiani sono scettici, ma sono ad un tempo tradizionali", invocando per le liriche rapisardiane il premio Nobel "al primo vero idealista e filantropo che abbia partorito la razza italiana".&lt;br /&gt;Moriva Mario Rapisardi, con gli ultimi versi sulle labbra, stampati l'indomani su tutti i giornali: "E sull'animo mio vasto, infinito \ lago nell'invernale ombra sopito \ la gran giornata della morte \ albeggia".&lt;br /&gt;La sua Catania, fatto unico con Vincenzo Bellini (una città che non celebra mai vivi nè morti, tranne se geni: e se di geni ve ne son sempre pochi, nell'Ottocento furono appunto il Cigno per la musica ed il Vate per la Poesia), lo onora immensamente: la salma viene trasportata il giorno dopo in Comune sulla 'carrozza del Senato' (anche questo un fatto unico), poi l'omaggio del popolo. scuole e istituzioni chiudono per lutto: il Duomo chiude per protesta contro colui che considera il "Lucifero", titolo del celebre poema (non molti anni dopo di ben altri e veri 'luciferi', si sarebbero notati nelle sacre sale non solo delle cattoliche chiese, ma financo in Vaticano!). Il sette l'imponente corteo di circa centocinquanta mila persone percorre via Garibaldi sino a piazza Palestro, dove si tengono i discorsi commemorativi prima della deposizione: in cima al corteo, annotano i giornali locali, alla testa delle autorità tutte dal Sindaco al Rettore dell'Università dove per tanti anni il Rapisardi, fondatore della Facoltà di Lettere (egli che mai conseguì la laurea, nominato "per chiara fama" dal Ministro della P.I. De Sanctis...), Federico De Roberto, il celebre scrittore, amico del Poeta e anima nobilissima di uomo e letterato. Ma Rapisardi non venne tumulato per ben nove anni: solo il 9 gennaio 1921 il Comune si decise a costruire la tomba sua, che si vede oggi nel piazzale centrale. Anche ciò il Poeta aveva antiveduto. Era anticlericale, il Rapisardi: e come notò Pettinato, questo non viene perdonato da certa stirpe di bigotte biscie. Oggi possiamo dire che, nelle sue opere, vide in anticipo di un centennio il Concilio Vaticano II, di cui l'antico chierichetto che serviva messa, l'autore giovane dell'Ode a Sant'Agata e il cantore di quella "Palingenesi" che gli valse da parte di Victor Hugo l'appellativo di "precursore dell'avvenire", avrebbe approvato gli assunti. Era Frammassone (e la Massoneria, società di libero pensiero, ne onorò la figura), ma distingueva sempre l'Uomo puro dai faccendieri e dai trafficanti; perciò fece sempre "parte a se stesso". Ed a Cristo in ultimo, pur titano ed impenitente, poteva egli laicamente confessarsi: al prete no, non poteva: lo si può capire.&lt;br /&gt;Noi qui da fedeli d'Amore verso il Vero, il Bello, l'Ideale, nonché catanesi, riteniamo di compiere il nostro dovere: perciò abbiamo scelto di consegnare al lettore, nel video che segue, onde celebrare degnamente il centenario della di lui dipartita verso l'Eterna Luce, i capoversi VIII, XII, XXI e XXII del poemetto "L'impenitente", apparso prima sulla "Nuova Antologia" del 1 ottobre 1900, poi nella edizione definitiva delle opere (la musica di sottofondo è il I tempo della Sinfonia 9 di A.Bruckner). L'ultima parola è il nome del Messìa di Galilea, non è un caso. Sono versi che segnano succintamente il percorso filosofico, umano e spirituale dell'Uomo e del Poeta Rapisardi: e dalle brume del tempo, egli riemerge dopo un secolo, trasumanato. Onore al Maestro, che la Luce dell'Inifinito sempre accompagni la Parola!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;F.Gio.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-87eda4e6b24b8f1c" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v23.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D87eda4e6b24b8f1c%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D345B9F175BD8D8E4462582CCF0229F6843632F74.4BE23391F6A464DAA00C5D72C1792D724CB5BA96%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D87eda4e6b24b8f1c%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DSjC7kD0WqsJHqyeOXCSIoKj24jg&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v23.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D87eda4e6b24b8f1c%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D345B9F175BD8D8E4462582CCF0229F6843632F74.4BE23391F6A464DAA00C5D72C1792D724CB5BA96%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D87eda4e6b24b8f1c%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DSjC7kD0WqsJHqyeOXCSIoKj24jg&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-4130078600475492964?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/4130078600475492964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/01/mario-rapisardi-nel-centenario-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4130078600475492964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4130078600475492964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2012/01/mario-rapisardi-nel-centenario-della.html' title='Mario Rapisardi , nel centenario della morte, 4 gennaio 1912-2012'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3272156753773042221</id><published>2011-12-05T12:46:00.004+01:00</published><updated>2011-12-05T12:56:31.047+01:00</updated><title type='text'>Considerazioni sulla Messa in Latino a S.Giuseppe al Transito in Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j8Tf1bG2C_I/TtywNohgnKI/AAAAAAAAAhg/0-45bgEaSk8/s1600/Messa%2Blaino%2B04122011.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682610578097478818" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-j8Tf1bG2C_I/TtywNohgnKI/AAAAAAAAAhg/0-45bgEaSk8/s320/Messa%2Blaino%2B04122011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Ieri sera nella chiesa settecentesca di San Giuseppe al Transito in Catania recentemente riaperta al culto, si è celebrata, dopo la conferenza sulla figura del Cardinale Francica Nava, la S.Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (detta anche comunemente "messa in latino"), da parte del sacerdote Don Antonio Ucciardo, docente di teologia e cappellano dello SMOM, assistito dai diaconi Serrano e Adernò. Hanno partecipato molti fedeli (il tempio era gremito), lieti dopo mesi dalla prima volta -in seguito a silenti e convinte battaglie- che anche nella città etnea si celebrasse il sacro rito secondo il 'motu proprio' del 2007 di Papa Benedetto XVI: a Monsignor Smedila rettore del vicino santuario mariano di S.M.del'Aiuto, è così subentrato il giovane prete Ucciardo, di fine attenzione liturgica.&lt;br /&gt;Alcune considerazioni: la S.Messa in lingua latina, secondo la tradizione ultramillenaria, è di certo una funzione che ispira alla meditazione ed alla preghiera ben più che la messa nelle lingue nazionali dei vari popoli. I fedeli partecipano soprattutto pregando, e nella preghiera si realizza l'unione con l'ipostasi divina. I canti in stile gregoriano che dalla parte alta del tempio, senza l'assistenza di organo, furono eseguiti da valenti interpreti (l'Agnus Dei, il Pater Noster, ed altri), donano lo spirito affatto misticheggiante della funzione, ove l'incenso è anche 'collante' esorcistico. Ma nel 'deserto degli ultimi quarant'anni', come ha detto esplicitamente il p. Ucciardo nell'omelia riferendosi alla nuova liturgia la quale ha in molti casi stravolto il senso della Santa Messa, è difficile ricostruire. Anche tra i motivati fedeli, senza nessun ausilio di messalini col testo intiero (i quali ci dicono siano in arrivo, e saranno venduti a chi ne faccia richiesta), ove non abbiano quelli della nonna, risultò a nostra indagine visiva pressoché impossibile di rispondere, oltre all' "et cum spiritu tuo" ed al "Dominus vobiscum". Meno male che alla fine, dopo l'"Ite Missa est", la lettura in senso del tutto purificante, del prologo del Vangelo di Giovanni, le parole della Luce (sempre in Latino, naturalmente!), pose il suggello alla intensa funzione. Molto v'ha da fare, molto rimane. Che la S.Messa nella lingua tradizionale della Chiesa Cattolica si espanda e vada verso il popolo, come nei secoli passati: e non sia solo serbata per elìtes e cultori nostalgici! Non accada che una funzione così pregna di afflato mistico sia 'riservata' ai soliti noti, ma da parte dei responsabili si utilizzino le moderne tecniche (e tecnologìe) per diffonderne la partecipazione, in molti sensi, non soltanto nella presenza fisica. Può servire l'aggancio a conferenze, incontri culturali: e però ci si metta d'impegno a chiamare i giovani, le nuove leve, non solamente colti studiosi (di una certa età). E' l'autentico spirito del motu proprio che deve essere esaltato, anche oltre la celebrazione. L'alternativa, che a noi può anche andar benissimo ma a lungo raggio si rivela asfittica, è costituire l'ennesimo cenacolo: con la differenza che in quello evangelico gli Apostoli (che erano laici, non sacerdoti...) secondo lo spirito della Pentecoste, andarono per tutte le genti ad annunziare la Buona Novella. Questa a nostro parere, è la pietra angolare: 'battere sullo stesso terreno', ci si passi il termine, la S.Messa in italiano. Molto difficile, non impossibile, per chi crede.&lt;br /&gt;Appuntamento il 1° gennaio per i fedeli che anche a Catania desiderano partecipare alla S.Messa in lingua latina, sempre nella chiesa di S.Giuseppe al Transito (piazzetta Maravigna, di fronte l'Anagrafe) alle 18,30, nel giorno dedicato alla S.Madre di Dio; sarà cantato il solenne Te Deum.&lt;br /&gt;(F.G.)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella foto e nel breve video: alcuni momenti della funzione sacra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-7c5900b110440889" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v17.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D7c5900b110440889%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D7C0F1B5CBAB2729E4E337F4C6239D7D46F2880BF.58F5B9C2D986AC3DF90190EE262F44CE9FBB2492%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D7c5900b110440889%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DldGf6UNXoaxjGBCA-HY-s9QKCFU&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v17.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D7c5900b110440889%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D7C0F1B5CBAB2729E4E337F4C6239D7D46F2880BF.58F5B9C2D986AC3DF90190EE262F44CE9FBB2492%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D7c5900b110440889%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DldGf6UNXoaxjGBCA-HY-s9QKCFU&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3272156753773042221?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3272156753773042221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/12/considerazioni-sulla-messa-in-latino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3272156753773042221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3272156753773042221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/12/considerazioni-sulla-messa-in-latino.html' title='Considerazioni sulla Messa in Latino a S.Giuseppe al Transito in Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-j8Tf1bG2C_I/TtywNohgnKI/AAAAAAAAAhg/0-45bgEaSk8/s72-c/Messa%2Blaino%2B04122011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2957288654689088567</id><published>2011-12-02T14:55:00.002+01:00</published><updated>2011-12-02T15:00:40.749+01:00</updated><title type='text'>Santa Messa in Latino e conferenza sul Cardinale Nava a San Giuseppe al Transito di Catania, 4 dicembre 2011</title><content type='html'>La Confraternita di San Giuseppe al Transito e San Giovanni Battista&lt;br /&gt;e la Nobile Arciconfraternita dei Bianchi&lt;br /&gt;in collaborazione con il &lt;br /&gt;Sovrano Militare Ordine di Malta e il&lt;br /&gt;Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Spagna)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono lieti di invitare la S.V. all’incontro sul tema&lt;br /&gt;La Riforma della Riforma:&lt;br /&gt;l’Episcopato Francica Nava&lt;br /&gt;tra i Pontificati di Leone XIII e San Pio X&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’83° Anniversario del pio transito&lt;br /&gt;dell’Em.mo Card. Giuseppe Francica Nava di Bondifè&lt;br /&gt;Arcivescovo di Catania&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relatori:&lt;br /&gt;· Prof. Avv. Antonino Blandini, storico e giornalista.&lt;br /&gt;· Rev.do don Antonio Ucciardo, docente di Teologia presso l’ISSR San Luca di Catania,Cappellano Delegazione SMOM e Nobile Arciconfraternita dei Bianchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moderatore&lt;br /&gt;Prof. Giuseppe Adernò&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguirà la celebrazione della&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Santa Messa in Rito Romano Antico&lt;br /&gt;nella II Domenica di Avvento&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Presterà servizio il “Collegio Liturgico Card. Francica Nava”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMENICA 4 DICEMBRE 2011&lt;br /&gt;ORE 17,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiesa di San Giuseppe al Transito&lt;br /&gt;P.zza Maravigna - Catania&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2957288654689088567?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2957288654689088567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/12/santa-messa-in-latino-e-conferenza-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2957288654689088567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2957288654689088567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/12/santa-messa-in-latino-e-conferenza-sul.html' title='Santa Messa in Latino e conferenza sul Cardinale Nava a San Giuseppe al Transito di Catania, 4 dicembre 2011'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-5698562769793638345</id><published>2011-11-08T18:09:00.008+01:00</published><updated>2011-11-13T00:06:46.979+01:00</updated><title type='text'>Successo della II edizione del Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-p_IQsXDTAZE/TrlkAhZwstI/AAAAAAAAAeg/KD7WO0XONrY/s1600/sam_1189.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 179px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672675165779047122" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-p_IQsXDTAZE/TrlkAhZwstI/AAAAAAAAAeg/KD7WO0XONrY/s320/sam_1189.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HcL4rTysUGo/TrljyuwSyZI/AAAAAAAAAeU/DfODrNqkuWk/s1600/premio%2Bcorsaro%2B3.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672674928845048210" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-HcL4rTysUGo/TrljyuwSyZI/AAAAAAAAAeU/DfODrNqkuWk/s320/premio%2Bcorsaro%2B3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-x2UVwA5quz0/Trljrh2mDaI/AAAAAAAAAeI/wY9QqAiWLU0/s1600/sam_1187.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 179px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672674805122731426" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-x2UVwA5quz0/Trljrh2mDaI/AAAAAAAAAeI/wY9QqAiWLU0/s320/sam_1187.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5_GS_IyRSAs/TrljZ-vXd1I/AAAAAAAAAd8/vtPWsl6lja8/s1600/premio%2Bcorsaro%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672674503639398226" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-5_GS_IyRSAs/TrljZ-vXd1I/AAAAAAAAAd8/vtPWsl6lja8/s320/premio%2Bcorsaro%2B2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-51KHxS4Yhv0/TrljKSNKIKI/AAAAAAAAAdw/8YSJutJiHu4/s1600/premio%2Bcorsaro%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672674233986719906" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-51KHxS4Yhv0/TrljKSNKIKI/AAAAAAAAAdw/8YSJutJiHu4/s320/premio%2Bcorsaro%2B1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Successo della II edizione del Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un premio di poesia che si tiene nel suo luogo più autentico, ovvero nel 'tempio della memoria', una biblioteca pubblica, è quanto di massimamente armonico si possa imaginare. Così nella biblioteca comunale di Tremestieri etnèo, ariosa e luminosa nella sua struttura nuova ispirata all'antico, si è svolta la II edizione del concorso internazionale di poesia dedicato alla memoria di quel maestro, sacerdote poeta, che fu Antonio Corsaro, figura notevole della Letteratura italiana del Novecento, che ebbe nella città di Catania stabile dimora. L'evento è stato patrocinato dal Comitato Provinciale dell'AICS di Catania - Settore Cultura e dal Comune di Tremestieri Etneo.&lt;br /&gt;Per l'iniziativa instancabile ed altamente laudevole di Vera Ambra, anima e presidente dell'associazione culturale Akkuaria la quale da anni persegue la riscoperta e la valorizzazione della Letteratura in senso autentico e che proprio da padre Corsaro fu incoraggiata a pubblicare la sua prima raccolta di liriche, l'iniziativa ha avuto luogo col successo che conviene a coloro che si raccolgono, invero una folta e qualificata élite, intorno al focolare della Poiesis, della Parola indiatasi nel verso.&lt;br /&gt;In questo senso, dopo i saluti del direttore della Biblioteca dottor D'Urso, hanno relazionato il critico letterario Sergio Collura e lo studioso dell'opera di Corsaro, Francesco Giordano. La voce di Sergio Collura ha intrattenuto mirabilmente l'uditorio, vagando con la nobiltà che è congeniale all'oratore sul concetto di Letteratura e sul significato del verso, della Parola nella visione altamente poetica che ogni ispirato deve o dovrebbe avere, specificando che se non si comunica all'altro il messaggio insito nella Poesia, essa è nulla, e solo la Poesia autentica, egli ha precisato ricordando il giovane lirico Cesare Cellini, può salvare l'Uomo.&lt;br /&gt;Francesco Giordano ha scelto di illuminare la figura di Antonio Corsaro poeta e sacerdote, dopo una breve disamina biografica, leggendo alcune liriche tratte dalla raccolta "Il figlio dell'Uomo", ove egli opera una indagine finissima e temperata dalla alta sensibilità che lo contraddistinse, sul significato dell'esistenza dell'Uomo simbolo, Gesù che è negli altri; altresì dando lettura di altra lirica dove il poeta manifesta il suo amore per la terra nativa, "tra il sole e le sciare". Autore, tra le moltissime composizioni, dell'Inno a Sant'Agata che si canta ogni anno durante le celebrazioni per la Patrona di Catania, Antonio Corsaro sempre fu fiero della sua sicilianità, pur essendo uomo di visione internazionale. Dando lettura inoltre di una lirica verticalista (frangia estrema della poesia che vide in Corsaro il suo 'teorico), il relatore ha inteso informare l'uditorio su codesto aspetto della poeticità del 'prete sciolto', come amò definirsi padre Corsaro: un prete che molto amò la Santissima Vergine. E delle poesie alla Madonna, tratte dal volume "La Vergine", il relatore ha letto alcune, testimonianti l'afflato intenso che il religioso per altri aspetti controcorrente, quale Corsaro fu, ebbe sempre per la Madre di Dio, la Theotokòs.&lt;br /&gt;La manifestazione ha veduto infine l'intervento di Vera Ambra, che coadiuvata dalle poetesse Gabriella Rossitto (la quale ha letto in modo affatto delicato e sensibile molte delle liriche premiate) e Mariella Sudano, amabile coordinatrice, ha premiato gli autori vincenti.&lt;br /&gt;Una manifestazione semplice e pura, all'insegna della Poesia che è visione salvifica e solenne, in un mondo oramai troppo, indubitabilmente, prosastico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;(***)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-5698562769793638345?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/5698562769793638345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/11/successo-della-ii-edizione-del-premio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/5698562769793638345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/5698562769793638345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/11/successo-della-ii-edizione-del-premio.html' title='Successo della II edizione del Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-p_IQsXDTAZE/TrlkAhZwstI/AAAAAAAAAeg/KD7WO0XONrY/s72-c/sam_1189.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3762354169904905843</id><published>2011-10-26T15:02:00.002+02:00</published><updated>2011-10-26T15:07:52.008+02:00</updated><title type='text'>Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro II edizione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dRfxfrAoPGM/TqgF3raemjI/AAAAAAAAAdY/TC0Q9ETWEsI/s1600/corsaro2011.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 232px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667786585150495282" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-dRfxfrAoPGM/TqgF3raemjI/AAAAAAAAAdY/TC0Q9ETWEsI/s320/corsaro2011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Premio Internazionale di Poesia Antonio Corsaro II edizione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Il 5 novembre 2011 alle ore 18.00 si svolgerà presso la Biblioteca G. Calabrò di Tremestieri Etneo - Zona Canalicchio - la seconda edizione del Premio Antonio Corsaro.&lt;br /&gt;Interverranno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Vera Ambra&lt;/em&gt;, Presidente Associazione Akkuaria&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sergio Collura&lt;/em&gt;, Critico Letterario&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;/em&gt;, Giornalista &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per l'occasione, alla presenza delle Autorità cittadine, sarà inaugurata presso la stessa Biblioteca una nuova sezione dedicata agli autori di Akkuaria con i libri che saranno donati dall'Associazione. Gli autori presenti firmeranno personalmente le loro copie. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3762354169904905843?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3762354169904905843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/10/premio-internazionale-di-poesia-antonio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3762354169904905843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3762354169904905843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/10/premio-internazionale-di-poesia-antonio.html' title='Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro II edizione'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dRfxfrAoPGM/TqgF3raemjI/AAAAAAAAAdY/TC0Q9ETWEsI/s72-c/corsaro2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2625431549087035456</id><published>2011-10-10T17:56:00.004+02:00</published><updated>2011-10-10T18:04:30.448+02:00</updated><title type='text'>La Biblioteca Universitaria di Catania ricorda il direttore Salvatore Mirone ad un anno dalla scomparsa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pMdr6E6gkNM/TpMXCdtJ4iI/AAAAAAAAAco/9rdy2Pg_FBY/s1600/07102011%2528005%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661894487636042274" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-pMdr6E6gkNM/TpMXCdtJ4iI/AAAAAAAAAco/9rdy2Pg_FBY/s320/07102011%2528005%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Ym4CoUbnu4w/TpMWvBfFZaI/AAAAAAAAAcg/oK5-QYVOfoc/s1600/07102011%2528002%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661894153643320738" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ym4CoUbnu4w/TpMWvBfFZaI/AAAAAAAAAcg/oK5-QYVOfoc/s320/07102011%2528002%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vCRDOWupjeM/TpMWaxrBceI/AAAAAAAAAcY/HbKeio23irA/s1600/07102011%2528001%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661893805801042402" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-vCRDOWupjeM/TpMWaxrBceI/AAAAAAAAAcY/HbKeio23irA/s320/07102011%2528001%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La Biblioteca Universitaria di Catania ricorda il direttore Salvatore Mirone ad un anno dalla scomparsa&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;　&lt;br /&gt;Con una cerimonia più affettuosa ed informale che strutturata nei canoni dell'ufficialità, si è ricordato la mattina del 7 ottobre, nella sala di lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Catania sita nel palazzo centrale, il compianto direttore della medesima Salvatore Mirone, ad un anno dalla sua scomparsa ed a sedici anni dalla sua quiescenza. Convennero a ricordare l'amico, l'uomo buono e gentile e dai tratti affatto sensibili con tutti, molti che gli vollero bene: fu questa anzi la mòlla che spinse a organizzarne il ricordo.&lt;br /&gt;Relazionarono sulla figura di Salvatore Mirone insigne e brillante bibliotecario e capo della gloriosa biblioteca, nucleo rampollato dalla donazione del Vescovo Ventimiglia nel '700, il prof. Antonino Blandini, che narrò con dovizia di particolari le vicissitudini degli anni del XX secolo in cui Mirone fu al vertice della struttura, la loro intensa amicizia e collaborazione ed il fatto che alla sua tenacia si deve l'acquisizione delle carte Verga e De Roberto; il prof. Silvano Salvatore Nigro, ordinario di Letteratura italiana all'Università di Milano, ha voluto ricordare il Mirone sempre disponibilissimo con gli studiosi, ed alcuni personali aneddoti che ne fecero emergere l'umanità; il dott.Francesco Giordano, giornalista letterario, ha scelto di illuminare la figura di Mirone poeta discreto ma di grande levatura, leggendo alcuni versi di sue liriche tratte dagli "Appunti di Viaggio" pubblicati sulla rivista "Incidenza" (vedi la nota &lt;a href="http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/il-tempo-ritrovato-ovvero-due.html"&gt;http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/il-tempo-ritrovato-ovvero-due.html&lt;/a&gt;, che la direzione attuale della Biblioteca ha voluto affiggere all'ingresso della sala in ricordo del Mirone), così manifestando quel tratto peculiare dell'uomo, denso di grande nobiltà. Infine la dott.ssa Elena Migneco della Sovrintendenza ne ha ricordato la estrema affezione verso coloro che vedevano la Biblioteca come un luogo di pura ricerca; il Direttore attuale dott.Giovanni Viglianisi, allievo di Mirone, precisando l'approvazione di questi alla nascita della sezione musicale ed al corpus fotografico, ha concluso con l'auspicio che se non la Biblioteca (intitolata al palermitano G.Caruso), almeno la sala di lettura possano essere dedicate al nome dell'illustre estinto. L'uditorio intervenuto apprezzò molto il ricordo dell'amico, particolarmente la vedova prof.ssa Maria Salmeri, che di Mirone fu compagna di vita e d'arte, se così si può dire, avendo anch'ella diretto per trent'anni l'altra grande istituzione della città di Catania, la Biblioteca Civica ex benedettina, nel monastero omonimo. L'amico involato verso le eterne luci dell'Oriente, siamo convinti, del ricordo che in terra ancor si ha delle sue rimpiante qualità, avrà delicatamente sorriso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;F.Gio.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nelle foto: momenti della celebrazione, e Salvatore Mirone in una foto di alcuni lustri fa.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2625431549087035456?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2625431549087035456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/10/la-biblioteca-universitaria-di-catania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2625431549087035456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2625431549087035456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/10/la-biblioteca-universitaria-di-catania.html' title='La Biblioteca Universitaria di Catania ricorda il direttore Salvatore Mirone ad un anno dalla scomparsa'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-pMdr6E6gkNM/TpMXCdtJ4iI/AAAAAAAAAco/9rdy2Pg_FBY/s72-c/07102011%2528005%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-4283460838515267058</id><published>2011-10-10T17:49:00.002+02:00</published><updated>2011-10-10T17:56:33.223+02:00</updated><title type='text'>La Comunità delle Suore Benedettine di Catania festeggia gli ottanta anni della Priora Madre Giovanna</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1q3pNUYfkoU/TpMVQIXLhMI/AAAAAAAAAcQ/mE-20x2Yano/s1600/10102011.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661892523401643202" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-1q3pNUYfkoU/TpMVQIXLhMI/AAAAAAAAAcQ/mE-20x2Yano/s320/10102011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5gieiw6CdYw/TpMUwXznlQI/AAAAAAAAAcI/l-qaGAc9fYc/s1600/80%2Banni%2BNSMadre%2B5%2B10%2B11.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661891977791640834" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-5gieiw6CdYw/TpMUwXznlQI/AAAAAAAAAcI/l-qaGAc9fYc/s320/80%2Banni%2BNSMadre%2B5%2B10%2B11.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La Comunità delle Suore Benedettine di Catania festeggia gli ottanta anni della Priora Madre Giovanna&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;　&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi la comunità monastica delle Suore Benedettine dell'adorazione perpetua del SS.mo Sacramento, presente da un centennio nella città di Catania nel monastero fascinoso e plurisecolare, sempre benedettino, di via Crociferi, ha festeggiato una ricorrenza importante e significativa, per le monache e gli amici che gravitano intorno alla confraternita, spinti dall'Istituto San Benedetto, la prima scuola cattolica nata nella città etnea: gli ottanta anni della Rev.ma Madre Priora Madre Giovanna Caracciolo, che regge le sorti del monastero dal 1986, allorché succedette alla Madre Maria Rosario.&lt;br /&gt;Il 5 ottobre fu dato nella bellissima, e perfetta nella sua conservazione della prima metà del Settecento, chiesa di San Benedetto (tempio di proprietà della Chiesa, per fortuna... e non dello Stato... come gli altri adiacenti!) in via Crociferi, un concerto di chitarra classica tenuto principalmente dal maestro Agatino Scuderi, con la collaborazione del figlio ed altri promettenti esordienti, in onore di 'Nostra Madre', come la Priora, in virtù del carisma mectildiano dell'Adorazione al Santissimo, viene appellata dalla comunità (ella è in effetti la vicaria della Santissima Vergine, essendo la Madonna l'Abbadessa perpetua del Monastero); si udirono musiche di Paganini, Schubert, nonché pezzi di autori specifici per chitarra quali Cardoso, Tarrega e Sainz De la Masa, inframmezzati dalle riflessioni di Nostra Madre, lette da alcune Suore. Il giorno successivo 6 ottobre il Rev.Mons. Gaetano Zito rettore della chiesa celebrò la S.Messa di ringraziamento per il dono della presenza di Nostra Madre Giovanna a capo delle Suore Benedettine: ella ha voluto sottolineare la sua leggerezza e freschezza ed entusiasmo, nonostante l'età, e ribadire lo sforzo che da parte delle Benedettine si compie, specie nella società attuale, per rendere sempre vicine le genti al messaggio cristiano. Alla cerimonia affettuosa hanno partecipato anche gli amici da sempre vicini alla comunità, ed alcuni piccoli alunni dell'Istituto con le loro famiglie. A febbraio di quest'anno in chiesa vi fu la consacrazione perpetua di Suor Veronica, insegnante della scuola dell'Infanzia in Istituto, ed il 25° di Suor Chiara; prossimamente sarà una nuova consacrazione. Recentemente Suor Agata fu eletta Madre Vice; la segreteria e le relazioni pubbliche sono sempre con brillantezza svolte da Suor Annamaria; la comunità cresce, lenta ma inesorabile, secondo la divina volontà.&lt;br /&gt;Ci piace riportare un passaggio delle riflessioni di Madre Giovanna,intorno alla preghiera: "La preghiera non è pensare ma amare. La preghiera è la nostra vita: sia che siamo in chiesa o altrove, noi parliamo con Dio come un bambino dialoga con la sua mamma. Dobbiamo pregare anche quando siamo nell'aridità con tanta fede: fede nella presenza reale, fede attiva, attuale, amorosa, fede nella presenza di Dio nelle persone, negli eventi. La vita prepara la preghiera e la preghiera accompagna la vita. Si prega vivendo e si vive pregando. La preghiera per noi è vitale perché consiste nel trasformare ogni cosa, ogni attimo in un atto di amore a Dio. Pregare significa vivere col cuore innamorato. Pregare è amare, ascoltare, invocare, chiamare per nome la persona amata. E' la preghiera che ci mette in intimo rapporto con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo. E' nella preghiera che Dio si manifesta a noi. Non si cresce nell'amore se non si cresce nella fede. Non si cresce nella fede se non si conosce Dio. Non si conosce Dio se non si prega".&lt;br /&gt;Ad multos annos, per Nostra Madre e l'intiera comunità monastica delle Benedettine catinensi e tutti gli amici!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;F.Gio.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nelle immagini: un momento della cerimonia del 5 ottobre 2011; intorno alla Madonna, abbadessa perpetua, Madre Giovanna appena eletta Priora e la Priora emerita Madre Rosario, il 26 giugno 1986.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-4283460838515267058?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/4283460838515267058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/10/la-comunita-delle-suore-benedettine-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4283460838515267058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4283460838515267058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/10/la-comunita-delle-suore-benedettine-di.html' title='La Comunità delle Suore Benedettine di Catania festeggia gli ottanta anni della Priora Madre Giovanna'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1q3pNUYfkoU/TpMVQIXLhMI/AAAAAAAAAcQ/mE-20x2Yano/s72-c/10102011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3370373467583365390</id><published>2011-08-11T18:57:00.001+02:00</published><updated>2011-08-11T18:59:29.873+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Y_VRYKm7pFk/TkQKN3bnUhI/AAAAAAAAAbw/_VucvaNiWvk/s1600/Vera_Ambra_e_Sergio_Collura.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639643866709053970" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-Y_VRYKm7pFk/TkQKN3bnUhI/AAAAAAAAAbw/_VucvaNiWvk/s320/Vera_Ambra_e_Sergio_Collura.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nell’ambito del festival mondiale della Poesia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Cesare Cellini ricordato da Sergio Collura alla libreria Trinacria&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"La Parola nel Mondo", incontri poetici svoltisi a Catania a cura di Akkuaria, han dato risalto alla figura del giovane artista prematuramente scomparso – Significato della Parola - 　 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si è svolto nei giorni scorsi, nei locali della libreria Trinacria in Catania –la quale sta continuando a rappresentare il punto d’incontro di poeti, studiosi, letterati: e non è sempre così stato, del resto?- il Festival internazionale di Poesia "Parola nel mondo", iniziativa svoltasi in contemporanea in 65 nazioni, inneggiante alla Pace mondiale attraverso l’opera catartica, insostituibile, della Letteratura in versione lirica. L’interrogativo, che è di Ungaretti, "la poesia può salvare l’Uomo?", appare quanto mai attuale, mentre nel Mediterraneo fioccano bombe per novelli conflitti, i quali lasceranno quel "tutto perduto" (secondo le parole del grande Papa Pio XII), terreno perennemente incolto che ogni conflitto genera. Ne scriviamo perché tra gli incontri organizzati, mercé la solita e insostituibile vulcanica iniziativa dell’Associazione culturale Akkuaria presieduta dalla scrittrice Vera Ambra (che nella città dell’elefante, ha dato l’impulso alla manifestazione, collegandola alle iniziative mondiali attraverso l’attivismo dei collegamenti Internet), ve ne fu uno a parer nostro di rara e squisita sensibilità: l’incontro e la voce di Sergio Collura, docente di sottile e preziosa preparazione intellettuale, artista critico e poeta come pochi, il quale seguendo il tema della pace mondiale, ha inteso rammentare all’uditorio l’opera poetica di Cesare Cellini, straordinaria figura di aquilotto, "aiglòn", poeta e scrittore involatosi giovane (a soli 28 anni, nel maggio 1993) nel mondo di là, per chi crede, ma lasciando un segno indelebile nella lirica contemporanea. E prima di precisare l’excursus della poesia di Cellini, è necessario colmare una lacuna che Sergio Collura, da quell’uomo raffinato e signore che è, non ha voluto per umiltà prettamente cristiana (anche ciò è sua nota distintiva: una fede vera, silenziosa, non urlata e per questo più forte, possente nella sua intensità) quella sera precisare: egli è un valorosissimo Poeta, un artista anche pittore, noto dappoiché, nel deserto della memoria che oggi alligna (massime a’ piedi del vulcano etnèo e nella città sempre rifiorente), negli anni Ottanta e primissimi Novanta del trascorso secolo XX, se vi fu una figura eminente e luminosa che a Catania riusciva a catalizzare l’attenzione dei giovani (e tra coloro, last but not least, chi scrive) nelle iniziative di classe che organizzava, attraverso le edizioni Tifeo, il Movimento Giovani per un Nuovo Umanesimo, il far intervenire critici come Pampaloni, Spagnoletti, Sanguineti, nelle affollate assemblee, sempre in compagnìa dell’amico ed allievo Cesare Cellini: se vi fu un uomo cosiffatto, questi era ed è Sergio Collura. E fu un onore per lo scrittore e giornalista Francesco Giordano, intervenuto all’incontro, proferire brevissime parole nel presentare al pubblico la sua figura, rievocando il periodo su accennato. Ma Collura (gà Pierre Ananou in arte…) scelse, rendendo felici coloro che lo conobbero e ne apprezzarono e delicate qualità intellettuali e lo stile, di ricordare Cesare Cellini, la sua arte, la sua traccia importante nella Poesia: intensa, macerata, struggente come ognuno dei versi che si sono letti, ciascuno secondo una cadenza ben precisa ma anche franta, in quell’endecasillabo –ha spiegato Collura, conscio della indecifrabilità della vera Poesia, ma con l’abbrìvio passionale del docente di antica razza, il quale mai dimentica per ciò di essere anche allievo: "homines dum docent, discunt"- che l’artista prima plasmava con attenzione, poi destrutturata al fine di intendere la ricostruzione del pensiero, della cosmicità di esso, in unità inscindibile di microcosmo e macrocosmo. Sul filone dell’Estetica (materia oggi insegnata dall’oratore), Sergio Collura ha poi indugiato nelle letture celliniane di poesie ispirate al desiderio, anelito infinito, di Assoluto, nell’ottica di una ricerca dell’abbraccio finale resasi più densa, insopprimibile negli ultimi giorni, allorché la sentenza spietata dei medici gli dava pochi mesi di vita. "E nell’arcano silenzio \della mia intimità \ sfamato e dissetato \ dalla Parola \ ho lungamente goduto \ della mia \ pur breve sosta \ nella vita", in "Pronto è il mio cuore": tale riflessione dona conforto, e precisa il senso della poesia, che è Parola. Egli infatti scriveva: "Credo che la Poesia sia essenzialmente parola, "la Parola"… in essa colgo il mistero di me stesso e il mistero di Dio, e i due misteri, uniti nella Parola, nella Poesia cioè, diventano un tutt’uno: capacità creativa, nonostante il tempo e la morte", Ed ancora, in un pensiero definito ai limiti dell’eresia da qualcuno: "Amare la poesia, amare cioè la Parola, è amare la creazione. Credo infatti che il primo poeta in assoluto sia stato ed è Dio. Ritengo la Poesia, "la parola dell’uomo", e riconosco ad essa la stessa dignità della "parola di Dio": ambedue salvano. Se non fosse così, l’incarnazione perderebbe tutto il suo valore, tutta la sua forza". Sono pensieri frammentati dal "Journal intime", degli ultimi giorni di vita, Pasqua 1993: ed è già il poeta illuminato da quel visus non più oscurabile, che lo avrebbe condotto, seguendo il "lancio del ponte verso il tempo" (come in altro verso), a quel "silenzio dell’Eterno", laddove tuttavia "il canto esploderà \ come aurora al suo tramonto" (da Exodus, inediti). Fra due anni, nel ventennio dalla morte, auspichiamo sia con la giusta ampiezza rammentata la figura straordinariamente attuale, eterea, densa di vera fede di Cesare Cellini: la cui anima sarà stata certamente felice, del piccolo fatto, della grande realtà di un cenacolo di amici i quali, in quel maggio che ne vide la prima fiamma e l’ultimo moccolo, fenice rifiorente dalle spazzate ceneri del tempo, nella città sua lo rammentano, lo rendono vivo in continuo. Questa è la funzione della Poesia, la parola, l’immortalità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;F.Gio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nella foto, Vera Ambra e Sergio Collura&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3370373467583365390?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3370373467583365390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/08/nellambito-del-festival-mondiale-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3370373467583365390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3370373467583365390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/08/nellambito-del-festival-mondiale-della.html' title=''/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Y_VRYKm7pFk/TkQKN3bnUhI/AAAAAAAAAbw/_VucvaNiWvk/s72-c/Vera_Ambra_e_Sergio_Collura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2229387348422248048</id><published>2011-08-11T18:19:00.004+02:00</published><updated>2011-08-11T18:32:57.291+02:00</updated><title type='text'>Premio letterario Fortunato Pasqualino e Akkuaria, a Butera 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hECqKKxL3lM/TkQCiRaqnFI/AAAAAAAAAbI/DSYuxcNZ-do/s1600/sam_00391.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 179px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639635421188758610" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-hECqKKxL3lM/TkQCiRaqnFI/AAAAAAAAAbI/DSYuxcNZ-do/s320/sam_00391.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Sghlj5ia1JI/TkQB06DUuxI/AAAAAAAAAbA/btl3xUoBBN4/s1600/sam_00331.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639634641822726930" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Sghlj5ia1JI/TkQB06DUuxI/AAAAAAAAAbA/btl3xUoBBN4/s320/sam_00331.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Comune del nisseno celebra un suo figlio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il Premio letterario Fortunato Pasqualino e Akkuaria a Butera, grande successo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Afflusso notevole da ogni parte d’Italia e dall’estero per una importante manifestazione&lt;br /&gt;nel ricordo dello scrittore siciliano – Fecondità della Letteratura e speranza nel futuro -&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Nella consapevolezza che l’amore per la Letteratura deve essere universale, non già confinato entro limiti angusti e distruttivi; nel sole indorante l’unicità del tramonto delle terre sicule; in codesto clima del mite nostro maggio, si svolse nei giorni scorsi la terza edizione del Premio internazionale di poesia e narrativa dedicato a Fortunato Pasqualino, scrittore nativo di Butera (poi trasferitosi a Roma, dove è morto nel 2008), città che ha fortemente voluto il ricordo del suo illustre figlio, ospitando affettuosamente la manifestazione. Iniziativa che, come molte altre le quali ultimamente si registrano, nasce per impulso volontà vulcanica e ferrea di una donna, anzi di un cenacolo formato prevalentemente da donne, secondo l’antica Tradizione della Magna Mater che –in particolare nell’antica Trinacria- era venerata quale datrice di mèssi, fons honoris di luce, zòlla ultima cui aggrapparsi nel misterioso cammino della vita. Vera Ambra, anima e fulcro dell’Associazione "Akkuaria" che ha fornito l’essenziale moto organizzativo alla cerimonia, con Angela Agnello di Gela ed i componenti della giurìa (Gabriella Rossitto, Mariella Sudano) e coloro i quali intervennero per contribuire all’evento (la regista e scrittrice Sara Aguiari, lo studioso e giornalista Francesco Giordano), fecero sì che il residence "Le Viole" di Butera, comune ridente e principesco (i principi buteresi erano i primi del Parlamento siciliano in età normanna), pullulante di intervenuti, abbia registrato una iniziativa fresca e simpatica, giovane e brillante, soprattutto feconda di sviluppi futuri.&lt;br /&gt;Tale infatti si caratterizzava la presenza del Sindaco di Butera Luigi Casisi, eccellente anfitrione che con gentilezza ha ospitato i numerosi intervenuti i quali da ogni parte d’Italia, sino alla lontana Croazia, discesero in territorio buterese per l’incontro intitolato a Fortunao Pasqualino, impreziosito dalla presenza della vedova dello scrittore signora Barbara Olson; il presidente del Consiglio comunale buterese Carmelo Labbate ha precisato la continuità e conservazione storica della memoria buterese nel mondo, unita dalla poesia; così l’excursus intenso dello studioso Francesco Giordano ha voluto individuare nella "custodia delle carte, ovvero l’archivio Pasqualino" un punto nodale da perseguire: istituire in Butera un centro studi al letterato dedicato, ove si conservino le sue testimonianze.&lt;br /&gt;Vera Ambra ha tenuto le fila della brillante manifestazione, col solito stile scevro da fronzoli e denso di passione, di entusiasmo e di verità imprescindibili: quelle verità che si è donati, col riconoscimento dei disegni, alla classe elementare della scuola buterese che ha ricevuto il giusto riconoscimento: dalla gioja dello sguardo dei piccoli, dalla loro innocenza, scaturisce il futuro per tutti, la purezza del percorso letterario, che mai deve arrestarsi. Con l’attenta lettura dell’attore Emanuele Puglia (nonché gli interventi del cantastorie Barbera), la serata ha avuto degli aspetti artistici notevoli. Segnaliamo le opere, edite nel volume antologico delle edizioni Akkuaria, di Marta Lìmoli, attrice che alla bellezza unisce rara aristocraticità di stile e vena letteraria da incoraggiare e secondàre, il racconto-frammento "La sola cosa" ("Cosa fare della propria vita era un interrogativo soltanto suo, presente come un ritornello pari a quelle gocce sull’asfalto, che scoppiavano disintegrandosi in gocce sempre più piccole… gli sguardi rapidi della pioggia notavano soltanto l’incarnato tenue, strapazzato dalle intemperie…"); la poesia "Tic tac" di Giuseppe Lucca, artista musicale dalle finissime sensibilità ("Allorché sprovvisti di competenti abilità \ d’ingegno e d’azione \ ciondolanti creduli entusiasmi \ acconcerebbero ad un modo … l’umana condizione e l’eterna natura di Dio"), nonché la poesia "La nota rotta" di Giovanni Coppola, che all’impegno sociale associa con garbo intensi voli poetici ("Tutto sembra immobile \ nei giorni di Adamo \ solo l’offerta della materia sottratta \ all’ordine cosmico degli elementi… nulla è stabile \ nelle dipendenze del dolore \ la vita è apparizione di ombre \ che indicano il sobborgo dell’inutile ricerca").&lt;br /&gt;Per quel che concerne la figura di Fortunato Pasqualino scrittore, questo irregolare della letteratura come qualche autorità nel campo lo ha definito, la linea mediana è tra saggezza e sapienza. E’ una consapevolezza che parte dalla sua solitudine intellettuale di ‘zingaro’, come amava definisi, unitamente all’afflato assolutamente cristiano, cattolico anzi seppure in modo anche qui fuori dagli schemi però entro l’ambito di una fede vera, schietta, sincera, quasi pànica, al limite del boschivo, di contro al mondo roboante del sapiente: di colui cioè che ha studiato molto e sfoggia come una catena di gemme, i grani del proprio scibile. Questo non mancava, anzi ne era ben provvisto, al nostro autore: il quale tuttavia –fors’anche in virtù della lontananza con la terra siciliana, con il nucleo antico e nobile di Butera dalle prestigiose origini normanne e principesche- sentiva meglio rispondente al proprio animo la saggezza del contadino, della gente primigenia, assai meglio della sapienza di colui che, tronfio, crede di più non apprendere e, come i sofisti che&lt;br /&gt;Socrate si divertiva a far cadere in aspra contraddizione, si crogiola nel proprio nulla.&lt;br /&gt;La Sicilia di Pasqualino è già negli anni Settanta una terra disgiunta dalla sua anima bimillenaria, che è nei campi: egli visse primariamente il distacco del dopoguerra, l’emigrazione e le connesse umiliazioni dell’esule e allorquando tornava, s’accorgeva della cràsi insanabile tra urbanizzazione ed abbandono della sana e tenace vita contadina. Quel percorso che oggi i maggiorenti della politica, in modi e forme adatte al XXI secolo, cercano necessariamente di invertire e sempre più si dovrebbe, puntando sulle coltivazioni indispensabili, egli lo intravvide e nel mentre notava che era attorno "terra bruciata", da profeta invocava il ritorno alla Natura, come novello Virgilio, il ricongiungimento alla terra madre. Solo quel ritorno, vieppiù in tempi di accelerata decadenza delle economìe, potrà salvare l’isola nostra, il cui destino scritto dalla storia è sul mare e tra le terre feconde.&lt;br /&gt;A tale anima feconda di letterato, Vera Ambra artista, poetessa e scrittrice ha voluto èrgere attraverso il premio letterario che molti riunisce nell’afflato di umanità e solidarietà, il monumento autentico che né vento né acque né fuochi possono scalfire, poiché edificato nei cuori: solo tale costruzione può osare di sfidare l’impietosità del tempo e sperare di valicare le porte Scee, di ciò che non tramonta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Barone di Sealand&lt;/strong&gt; (Fr.Giordano)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Pubblicato su Sicilia Sera n° 339 del 31 luglio 2011)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nelle immagini, alcuni momenti della manifestazione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2229387348422248048?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2229387348422248048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/08/premio-letterario-fortunato-pasqualino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2229387348422248048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2229387348422248048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/08/premio-letterario-fortunato-pasqualino.html' title='Premio letterario Fortunato Pasqualino e Akkuaria, a Butera 2011'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hECqKKxL3lM/TkQCiRaqnFI/AAAAAAAAAbI/DSYuxcNZ-do/s72-c/sam_00391.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-4060752558098119273</id><published>2011-07-01T11:41:00.002+02:00</published><updated>2011-07-01T12:28:38.265+02:00</updated><title type='text'>Santa Messa in latino a San Giuseppe al Transito</title><content type='html'>Il 25 giugno u.s., nel tempio dedicato al transito del patriarca San Giuseppe sito nel centro antico, di matrice settecentesca come tutte le costruzioni di Catania, città fenice sette volte distrutta e sette ricostruita, celebràvasi la Santa Messa secondo la forma straordinaria del rito Romano, ovvero seguendo il motu proprio "Summorum Pontificum" del Santo Padre Benedetto XVI, il quale ordina la celebrazione della funzione sacra in lingua latina, nel solco della Tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.&lt;br /&gt;Alla funzione, tenuta in occasione dei vespri della solennità del Corpus Domini, alle 19,30 (iniziata invero col quarto d'ora accademico di ritardo...) convennero numerosi ed interessati fedeli. Celebrò Monsignor Carmelo Smedila rettore della chiesa e del vicinissimo santuario mariano-parrocchia di Santa Maria dell'Aiuto, da cui il movimento s'irradia; il coro si prodigò con molta passione; la funzione è stata coadiuvata dal collegio liturgico Cardinal Nava diretto da Piersanti Serrano, con Fabio Adernò ed i bravi e volenterosi ragazzi del gruppo.&lt;br /&gt;Ciò posto, e felicitandoci -dopo tante silenti battaglie da parte di alcuni, pochi ma decisi, volenterosi, fra cui anche chi scrive...- poiché finalmente anche nella città di Agata protomartire si è iniziata la celebrazione delle Sante Messe in lingua latina (ad Acireale, come si sa, è prassi consolidata da tempo, ogni domenica), ci permettiamo di fare alcune segnalazioni, utili e circolanti fra i fedeli dopo la funzione: manca un calendario preciso, almeno per i prossimi sei mesi, delle Messe (molti han chiesto, invano); il foglietto che laudevolmente era stato fotocopiato e lasciato sui banchi, se riportava i passaggi salienti della Messa ed i momenti ove ci si deve inginocchiare, tralasciava aspetti normali dell'Ordinario (il "et cum spiritu tuo", ad es.) che son naturali per chi ha il retroterra classico, ma lasciarono imbarazzati quanti, almeno un quaranta per cento, erano -come è noto, non per loro colpa...- digiuni della abitudine antica.&lt;br /&gt;Inoltre, e ciò sia detto senza polemica veruna, nell'omelia il caro Monsignor Smedila si è soffermato sulla figura di Giovanni Paolo II (??..), sull'importanza del Concilio Vaticano II (???...), mentre nessuna parola, neppure alla lontana, ha speso sulla bellezza, sulla gioja, sulla importanza del celebrare egli stesso insieme ai convenuti la sacra funzione in lingua latina ottemperando agli ordini del Pontefice, per giunta in una solennità così importante come la festa del Corpo di Cristo. Chi vuol comprendere, comprenda.&lt;br /&gt;In ogni caso, come usa dirsi, il primo passo è fatto. Qui un nostro video ne documenta alcuni momenti salienti. Speriamo che si proceda per passione e per volontà (e non per costrizione agli ordini superiori giunti da alto loco...), come insegna la sequenza: "Quod non capis, quod non vides, animòsa firmat fides, praeter rerum òrdinem", ciò che non vedi, non comprendi, te lo conferma la fede oltre la natura. Laus Deo.&lt;br /&gt;(FGio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-61a17c2b91dfca06" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v3.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D61a17c2b91dfca06%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D71601C675CCFA5EE19859A5B116D64881547DB42.1AA4A4EF60D459ECC98641386C2B4BAD20302FD%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D61a17c2b91dfca06%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D5MJm16y-akfVIGU1VLObxOkPzUw&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v3.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D61a17c2b91dfca06%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D71601C675CCFA5EE19859A5B116D64881547DB42.1AA4A4EF60D459ECC98641386C2B4BAD20302FD%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D61a17c2b91dfca06%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D5MJm16y-akfVIGU1VLObxOkPzUw&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-4060752558098119273?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/4060752558098119273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/07/santa-messa-in-latino-san-giuseppe-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4060752558098119273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4060752558098119273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/07/santa-messa-in-latino-san-giuseppe-al.html' title='Santa Messa in latino a San Giuseppe al Transito'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-6426608803612874080</id><published>2011-06-16T15:48:00.004+02:00</published><updated>2011-06-16T16:04:17.514+02:00</updated><title type='text'>Sabato 25 giugno ore 19,30 S.Messa in rito Romano antico a S.Giuseppe al Transito in Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Z8fsjK4Nxqw/TfoMsROcrGI/AAAAAAAAAaw/zwuu00LR7YA/s1600/messa-in-latino.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 224px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618817439775894626" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Z8fsjK4Nxqw/TfoMsROcrGI/AAAAAAAAAaw/zwuu00LR7YA/s320/messa-in-latino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Comunichiamo che sabato 25 giugno, alle ore 19,30, nella chiesa di San Giuseppe al Transito (piazza Maravigna), sita nel centro storico di Catania, dietro via Garibaldi, verrà (finalmente.... dopo tanta attesa....) celebrata la S.Messa secondo il rito Romano antico, ovvero in lingua latina, ottemperando agli ordini del Santo Padre Benedetto XVI espressi nel motu proprio "Summorum Pontificum". L'occasione sono i primi vespri della solennità del Corpus Domini. Celebra il rettore del tempio e del santuario mariano dell'Aiuto, Monsignor Carmelo Smedila, parteciperà il collegio liturgico Cardinal Nava, diretto da Piersanti Serrano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Invitiamo tutti i catanesi a partecipare numerosi alla funzione (ed a munirsi di Messale adeguato... magari scovato in qualche vecchio cassetto!) la quale vede la città di Agata di nuovo invocare l'Onnipotente nella lingua della Tradizione. Deo gratias!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(F.G.)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-6426608803612874080?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/6426608803612874080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/06/sabato-25-giugno-ore-1930-smessa-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6426608803612874080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6426608803612874080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/06/sabato-25-giugno-ore-1930-smessa-in.html' title='Sabato 25 giugno ore 19,30 S.Messa in rito Romano antico a S.Giuseppe al Transito in Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Z8fsjK4Nxqw/TfoMsROcrGI/AAAAAAAAAaw/zwuu00LR7YA/s72-c/messa-in-latino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-849410963207421142</id><published>2011-05-30T15:22:00.003+02:00</published><updated>2011-05-30T15:30:41.682+02:00</updated><title type='text'>Santa Maria dell'Aiuto di Catania 2011: la processione</title><content type='html'>&lt;em&gt;Presentiamo il video, con particolari effetti, da noi realizzato, di alcuni momenti salienti della processione della venerata immagine cinquecentesca di Nostra Signora dell'Aiuto, svoltasi nel centro storico di Catania la sera del 29 maggio 2011. Codesti particolari aspetti della devozione popolare alla Grande Madre, sono da conservare e da apprezzare, specie in tempi di decadimento. Sancta Dei Genetrix, ora pro nobis!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-108f6314a34437e8" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v21.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D108f6314a34437e8%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1080D64D358634B99BE8B8214A61D5F17EA90DD.5355528D96356CB8B1D95E06EA6EDB0D331B631C%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D108f6314a34437e8%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dg9gkBI4e9WY5cNceC1qR-cLik64&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v21.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D108f6314a34437e8%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1080D64D358634B99BE8B8214A61D5F17EA90DD.5355528D96356CB8B1D95E06EA6EDB0D331B631C%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D108f6314a34437e8%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dg9gkBI4e9WY5cNceC1qR-cLik64&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-849410963207421142?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/849410963207421142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/05/santa-maria-dellaiuto-di-catania-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/849410963207421142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/849410963207421142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/05/santa-maria-dellaiuto-di-catania-2011.html' title='Santa Maria dell&apos;Aiuto di Catania 2011: la processione'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2136649102674150821</id><published>2011-05-11T12:40:00.001+02:00</published><updated>2011-05-11T12:42:30.802+02:00</updated><title type='text'>L'Associazione Giovani e Tradizione di Acireale organizza a Roma il Convegno sulla S.Messa in latino</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-B7tdwIIO01M/Tcpn8Z6Kb_I/AAAAAAAAAZ0/KwWBnhSYJJA/s1600/LocandinaMail.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 164px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605406973660655602" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-B7tdwIIO01M/Tcpn8Z6Kb_I/AAAAAAAAAZ0/KwWBnhSYJJA/s320/LocandinaMail.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Segnalataci dall'amico Piersanti Serrano (che partecipa alle assise), genius loci del Collegio Liturgico Cardinal Nava il quale tante benemerenze riscuote in Catania città nativa ed ovunque si perpetui la Tradizione della Chiesa, pubblichiamo la locandina del convegno organizzato dall'attiva e solerte associazione "Giovani e Tradizione" di Acireale (a cui si deve la celebrazione ogni domenica della S.Messa in lingua latina nella 'città dalle cento campane') in Roma, sul motu proprio che secondo la volontà del Santo Padre, ha rinnovellato nell'antico solco, la vita liturgica del cattolicesimo romano. Catania aspetta ancòra la S.Messa latina... confidiamo non per molto. "Una speranza per tutta la Chiesa", il titolo: speranza che facciamo nostra, nel mese dedicato alla Vergine Madre, Regina del Cielo, ed invocando l'Angelo Custode...&lt;br /&gt;(FGio)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2136649102674150821?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2136649102674150821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/05/lassociazione-giovani-e-tradizione-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2136649102674150821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2136649102674150821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/05/lassociazione-giovani-e-tradizione-di.html' title='L&apos;Associazione Giovani e Tradizione di Acireale organizza a Roma il Convegno sulla S.Messa in latino'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-B7tdwIIO01M/Tcpn8Z6Kb_I/AAAAAAAAAZ0/KwWBnhSYJJA/s72-c/LocandinaMail.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2814248425012323996</id><published>2011-05-04T14:32:00.004+02:00</published><updated>2011-05-04T14:38:34.993+02:00</updated><title type='text'>Premio letterario Fortunato Pasqualino 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rhv97zUZP-Q/TcFIRfswBbI/AAAAAAAAAZU/yeFKyGr2JE0/s1600/pasqualino.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 249px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602838876829779378" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-rhv97zUZP-Q/TcFIRfswBbI/AAAAAAAAAZU/yeFKyGr2JE0/s320/pasqualino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-i2xsXSLhEVQ/TcFIKoWkvFI/AAAAAAAAAZM/YwaKzuqnCJo/s1600/securedownload.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 270px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602838758893599826" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-i2xsXSLhEVQ/TcFIKoWkvFI/AAAAAAAAAZM/YwaKzuqnCJo/s320/securedownload.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;A Butera cerimonia di premiazione del Concorso letterario Fortunato Pasqualino&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sabato 14 Maggio 2011 alle ore 17.00 presso il Residence "Le Viole" - Piazza Castello - Butera&lt;br /&gt;si svolgerà la Cerimonia di chiusura della 3a Edizione delConcorso Internazionale di Poesia e Narrativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMIO FORTUNATO PASQUALINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luigi Casisi, Sindaco Comune di Butera &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Siciliana &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Sebastiano Missineo, Assessore Regionale Beni Culturali e Identità Siciliana &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Giuseppe Federico, Presidente Provinciale Caltanissetta &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Carmelo Labbate, Presidente del Consiglio Comunale di Butera &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Giovanna Donzella, Assessore alla Cultura Comune di Butera &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Giuseppina Carnazzo, Dirigente Settore Cultura Comune di Butera&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Giorgio Russello, Presidente Associazione Artists &amp;amp; Creatives&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Fisicchia Caterina, Insegnante &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nino Amico, Storico&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano, Giornalista&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ospiti gli attori: Natalia Silvestro, Carlo Barbera ed Emanuele Puglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Giuria:&lt;br /&gt;Angela Agnello, Gabriella Rossitto, Giulia Passino, Mariella Sudano, Sergio De Angelis, Vittorio Frau&lt;br /&gt;Ingresso libero:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maggiori informazioni su &lt;a href="http://www.premiofortunatopasqualino.it/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://www.premiofortunatopasqualino.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2814248425012323996?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2814248425012323996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/05/premio-letterario-fortunato-pasqualino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2814248425012323996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2814248425012323996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/05/premio-letterario-fortunato-pasqualino.html' title='Premio letterario Fortunato Pasqualino 2011'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-rhv97zUZP-Q/TcFIRfswBbI/AAAAAAAAAZU/yeFKyGr2JE0/s72-c/pasqualino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3717903033341146994</id><published>2011-04-05T18:34:00.003+02:00</published><updated>2011-04-05T18:45:15.425+02:00</updated><title type='text'>Lo scrittore e saggista romeno Geo Vasile a Catania e Modica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TW0LcwNWFcw/TZtGzMxxwEI/AAAAAAAAAXM/ytaH_Y2VVmE/s1600/locandina%2Bvasile.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 231px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592141207727882306" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-TW0LcwNWFcw/TZtGzMxxwEI/AAAAAAAAAXM/ytaH_Y2VVmE/s320/locandina%2Bvasile.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;A &lt;strong&gt;Catania il 13 aprile 2011 alle ore 17.30 presso la Libreria Trinacria Libri, Piazza Giovanni Verga 6/a&lt;/strong&gt;, nell'ambito degli scambi culturali con la Romania, l'Associazione Akkuaria, organizza un incontro con lo Scrittore - critico letterario e saggista &lt;strong&gt;Geo Vasile&lt;/strong&gt;. Per l'occasione sarà presentato il libro bilingue di poesie "Ninfe &amp;amp; Kimere".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Relazioneranno:&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vera Ambra&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, Presidente Associazione Akkuaria&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gabriella Rossitto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, Poetessa&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, Giornalista&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Seguirà un intervento musicale del chitarrista Gianfranco Vitello.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A Modica il 16 aprile 2011 ore 17.30, organizzato da "Il Caffè Letterario S. Quasimodo" e si terrà presso la Sala Conferenze del Palazzo Grimaldi, Corso Umberto IModica&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Programma SALUTODott.ssa Anna Maria SAMMITO Assessore alla cultura - Comune di Modica&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;INTERVENTO SU QUASIMODO"Virile contemplazione del Mistero"Geo VASILE.Scrittore - critico letterario e saggista&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;INTRODUZIONE AL LIBRO BILINGUEDI GEO VASILE "Ninfe &amp;amp; Kimere"Domenico PISANAPresidente Caffè Letterario "S. Quasimodo"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;LETTURE QUASIMODIANE E DI TESTI POETICI DI VASILE in italiano e romeno&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;MUSICHE M° Lino GATTO, chitarra M° Daniele RICCA, violino &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;COORDINASalvatore PAOLINO Vice-presidente Caffè Letterario "S. Quasimodo"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;GEO VASILE, pseudonimo letterario di VASILE GHEORGHE (n. 21 giugno 1942, Bucarest)Laureato del Collegio S.Sava; negli anni ’60 segue i corsi dell’Università di Bucarest, Istituto di Lingue e Letterature Straniere, Facoltà di lingua e letteratura italiana e romena, dove ebbe tra i professori illustre personalità tipo Nina Façon, Alexandru Balaci, George Lazarescu, Doina Derer, Marco Cugno ecc. La sua tesi di laurea è stata il primo studio del mondo accademico rmeno sulla poesia e la prosa di Cesare Pavese. Tra 1967 e 1971 fa il professore di campagna; dal 1971 fino al 1990 è bibliotecario presso l’ufficio scambi internazionali della Biblioteca Nazionale, periodo in cui gli è permesso dal regime solo di tradurre poesia universale su varie riviste del paese. A partire dal 1991 è redattore di pagina culturale del quotidiano "Dimineata" (Il Mattino") e dal 1992 fino al 1996 del settimanale "Baricada". Si dedica esclusivamente alla critca letteraria e allla traduzione da e in italiano, collabora con qualche rivista letteraria, tra le quali "Luceafarul" (Espero) diventato dal 2008 "Luceafarul de dimineata" ( Espero mattutino), "Romania literara", "Astra", "Hyperion" . Debutto editoriale: nel 1987 cura e traduce dall’italiano un antologia di versi, " Insula regasita" (Insula ritrovata) con i tipi dell’Editrice Univers, prefazione di Marin Sorescu, del poeta e saggista siciliano ed europeo Mimmo Morina (Villafrati, Enna 1933 – Lussemburgo 2005); di Mimmo Morina tradurrà fra 15 anni, nel 2002, la prima parte di una trilogia in prosa intitolata "Argonauti di Via Telegrafo". All’inizio del novembre 2008 viene invitato ad una serata di poesia romeno-italiana ospitata dall’Accademia di Romania in Roma. In presenza di un numeroso pubblico, del ministro consigliere dell’Ambasciata Romena, l’italianista Mihail Banciu e della vice-direttrice Daniela Crasnaru vengono allestite tre antologie poetiche curate e tradotte da Geo Vasile: Geoge Bacovia. Plumb. Versuri. Piombo. Versi, Marino Piazzolla . I fiori del dolore. Florile durerii e Mihai Eminescu. Iperione.Poesie scelte, tutti e tre uscite presso l’Editrice romana Fermenti. Fa una conferenza sul motivo del dolore universale nell’opera dei tre grandi poeti, collegandosi anche a Leopardi. Sono intervenuto i critici italiani Donato di Stasi e Antonella Calzolari. Nel giugno del 2009, su invito della direttrice dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Monica Joita, partecipò al lancio dell’antologia poetica bilingue di Gellu Naum, "A cincea esenta. La quinta essenza" quale traduttore ed esegeta dell’opera del più grande surrealista romeno (1915 – 2001), occasione in cui gli fu assegnata nella sede del Comune la medaglia della città di Venezia per aver favorito i rapporti culturali e di amicizia tra i due popoli. Sono intervenuti la docente universitaria Silvana Tamiozzo e il giovane critico Nicola Cecconi. Da Venezia raggiunse Friuli , su invito del romanziere Marco Salvador, residente a San Lorenzo. Ebbe occasione di visitare il Centro di Studi Pasoliniani nonché il cimitero di Casarsa, dove furono portate e sepolte le spoglie del grande scrittore, trucidato nel 1975 a Ostia, la villa Manin di Passariano (Codroipo), un complesso archittetonico monumentale del Cinquecento, l’abitazione dell’ultimo doge Ludovico Manin, e che in quel periodo ospitava un’ampia mostra retrospettiva dell’artista friulano, amico del Pasolini, Giuseppe Zigaina (n.1924). Verso la fine del maggio 2010 tiene una conferenza a Firenze sul più grande poeta cristiano d’Europa Mario Luzi nonché sull’ultimo romantico europeo, il romeno Mihai Eminescu (1850-1889). Da Firenze viaggia in treno verso Torino dove soggiorna per qualche giorno; sempre in treno raggiunse Mestre. In presenza dell’autore veneziano, fa una conferenza presso l’Istituto Romeno di Venezia sul romanzo di Tiziano Scarpa "Stabat Mater" (Strega e Supermondello 2009) uscito nello stesso anno in romeno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;maggiori info su&lt;a href="http://www.akkuaria.com/articoli/Geo_Vasile.htm"&gt;http://www.akkuaria.com/articoli/Geo_Vasile.htm&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3717903033341146994?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3717903033341146994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/04/lo-scrittore-e-saggista-romeno-geo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3717903033341146994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3717903033341146994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/04/lo-scrittore-e-saggista-romeno-geo.html' title='Lo scrittore e saggista romeno Geo Vasile a Catania e Modica'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TW0LcwNWFcw/TZtGzMxxwEI/AAAAAAAAAXM/ytaH_Y2VVmE/s72-c/locandina%2Bvasile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-5374095066547455086</id><published>2011-03-14T17:48:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T17:58:44.486+01:00</updated><title type='text'>150° dell'Unità della Patria, proclamazione del Regno d'Italia: Catania monarchica ricorda</title><content type='html'>In occasione delle celebrazioni del cento cinquantenario della proclamazione del Regno d'Italia, quindi della sancita Unità della Patria, avvenuta nel Parlamento di Torino, palazzo Carignano, il 17 marzo 1861, laddove il Re Galantuomo Vittorio Emanuele II della augusta casa di Savoia (a cui si deve, con l'opera indispensabile di Giuseppe Garibaldi, la creazione della Nazione come la intendiamo...) fu consacrato primo Sovrano, doniamo un nostro video appositamente realizzato, in cui il contributo di Catania, seconda città fedelissima alla dinastìa della bianca croce, dopo Napoli (in base alle votazioni del referendum-truffa del giugno 1946), è manifesto secondo una particolare angolatura.&lt;br /&gt;Viva l'Italia una e indivisibile, nel solco della Costituzione del 1948 derivata direttamente dallo Statuto Albertino!&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-535374133cb1430e" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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Soltanto che, allorquando non soggiacciono alle imposizioni dei politici che le inventano, con annessi e connessi, se sono promosse da persone capaci e di un certo rilievo interiore, hanno una bella riescita. In caso contrario, ed accade frequentemente, sono delle delusioni insipide e ridicole. Per quel che concerne il primo premio che la città di Catania, luogo nativo, ha dedicato alla figura ed all’opera artistica di Emilio Greco, si può dire senza difficoltà che all’entusiasmo dei promotori, ha corrisposto una grande capacità e densità d’animo, le quali hanno fatto in modo che la manifestazione si svolgesse e donasse risultati di ampio rilievo. Ciò si è ben compreso nei giorni scorsi, svolgendosi la cerimonia di premiazione, nel cosiddetto ‘palazzo della Cultura’ o Platamone di via Vittorio Emanuele-Landolina, sede dell’Assessorato alla Cultura, del premio.&lt;br /&gt;Il progetto, ideato e promosso da Giorgio Russello, presidente dell'Associazione Italiana Artists &amp;amp; Creatives, ha pienamente soddisfatto le aspettative della giovanissima associazione, nata nell'agosto del 2009 e dei suoi giovani dirigenti. La manifestazione, sostenuta dal Comitato provinciale di Catania - Settore Cultura - dell'AICS, Ente di promozione sociale, riconosciuto dal Ministero degli Interni, e dall'Associazione Akkuaria, è stata patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Catania, Museo Emilio Greco di Catania, Archivi Emilio Greco di Roma, dal Comune di Sabaudia ed altri.&lt;br /&gt;Proprio nei locali del Museo greco la casa Editrice Akkuaria, di cui Vera Ambra è l’instancabile animatrice –ed a lei si deve l’idea e l’attuazione del premio Greco- ha istituito in dono, una sezione di autori contemporanei, la cui lettura è possibile, nelle sale del sito.&lt;br /&gt;La cerimonia, per ampiezza degli intervenuti da molte parti di Sicilia e d’Italia nonché per la piacevolezza della serata, allietata anche dai "cùnti" del noto cantastorie Carlo Barbera, fu molto gradevole, e confermò nei presenti certificandola, quella che è una rara realtà: narrare di Poesia è oggi più che mai difficile, ma se il tema viene svolto senza pretese di eccessivo intellettualismo, con semplicità e garbo, ottiene risultati duraturi nel tempo. Come l’opus mixtum delle costruzioni dei Romani era coacervo di terraglia e pietrisco, ma le cui mura durano ancora nei millenni… mentre l’analisi chimica del cemento armato moderno, ne mostra tutta l’intrinseca vacuità, l’inanità della sua consistenza: il paragone non casuale serva a comprendere.&lt;br /&gt;Tra i momenti salienti della serata, oltre le premiazioni dei vincitori, la cui attenta giurìa ha scelto, la lettura di alcune intense liriche di Emilio Greco, la cui vena poetica fu di ispirazione cardarelliana (così ha precisato Concetta Tiralosi, impiegata del Museo Greco, nel suo intervento), da parte della bella e brava attrice Marta Lìmoli, la cui voce suadente ha donato il quid indispensabile alla comprensione del segreto messaggio, che ogni poesia degna racchiude. L’intervento di Maria Collina, giunta dalle Marche e figlia del noto maestro e scrittore, la cui malattia agli occhi venne curata mercé l’opera di Sua Maestà la Regina Elena di Savoja, dama della carità, la quale gli consentì di vivere poi una intensa ed artistica vita, ha destato ammirazione e commozione nell’uditorio, non solamente al fine di ricordare come anche quelle che un tempo erano definite diversità od infermità fisiche sono a volte sanabili ed occasioni di crescita, ma anche –a noi in particolare- nel gaudio del ricordo di quella Sovrana d’Italia precipuamente buona, che il nostro popolo (a Messina rimane eterna la sua memoria, anche con una statua, in pro del suo benevolo intervento nei giorni infausti del terremoto del 1908) ognora continua a venerare.&lt;br /&gt;Premiati anche alcuni collaboratori che sostennero l’iniziativa, tra cui lo storico e giornalista Francesco Giordano, che ha brevissimamente sottolineato come a Vera Ambra, inimitabile organizzatrice, si debba il cuore della manifestazione, e l’importanza del conoscere la figura letteraria di Emilio Greco, a cui Catania molto deve, come già la città di Sabaudia che ne serba le spoglie, ha fatto.&lt;br /&gt;Il Premio Artists &amp;amp; Creatives 2010 "Omaggio a Emilio Greco, Scultore e Letterato" presieduta da Vera Ambra, Angela Agnello e Gabriella Rossitto è stato assegnato, per la sezione di Poesia:Prima classificata: "Voli di incertezza" di Antonella Cardella ; Seconda classificata: "Fiorisce di luna" di Rita Alessandro Consoli; Terzi classificati ex equo "Nuovo Viaggio" di Ivano Bersini ,"Costellazione Gelinda" Calogero Gueli .Per la sezione di Narrativa:"Prendi le mie mani" di Maria Collina , "Il Gabbiano di Torrefiamma" Silvia Bellia ,"Il quarto cavaliere" di Adriana Di Grazia .Il premio della Giuria è stato assegnato a: "Il primo anno in Tribunale" di Santino Mirabella; "You are my angel" di Chiara Forcisi ; "L’amore maturo" di Adriana De Vincolis ;"Barbara e gli Uomini, questi strani animali ed altri racconti" di Lia Mauceri ; "Quando l'alba del tramonto incombe" di Pippo Nasca ; "Il Muro dentro. Berlin 1984" di Cinzia Pierantonelli;"Madinat Catania" diAngelo Pulichino. ; "...dove finisce il mare" di Caterina Carbone . Fuori concorso è stato premiato il saggio "I due Zoppo di Gangi" di Paolo Ziino e il libro per ragazzi "Sapiensauris" di Giovanna Strano. E’ già in corso la seconda edizione del Premio Emilio Greco, dati i notevoli risultati: questa volta tuttavia la premiazione si svolgerà a Roma (città che il Maestro elesse a luogo primigenio di ispirazione, e dove lungamente visse), nella sede della Società Umanitaria, il 13 febbraio 2011. Borges, il grande Poeta ispirato, scriveva: "Ho un po’ di vertigine \ non sono abituato all’eternità"… è quella vertigine che si cerca e, a volte, si può trovare, narrando di Poesia. Per codeste ragioni, iniziative come il Premio Greco meritano, più di altre inutili e fallaci, di essere attentamente illuminate e, come nell’eloquio si afferma, di volare alto, nel cielo pindarico della sana ispirazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bar.Sea.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Pubblicato su Sicilia Sera n° 337 del 6 marzo 2011)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-6933505858728948485?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/6933505858728948485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/03/il-premio-letterario-emilio-greco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6933505858728948485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6933505858728948485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/03/il-premio-letterario-emilio-greco.html' title='Il premio letterario Emilio Greco a Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Pc01AeXQ0yQ/TX4sEvfX2oI/AAAAAAAAAWc/0kMDQM4iccY/s72-c/presidenza2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3068425232299440127</id><published>2011-02-07T14:54:00.007+01:00</published><updated>2011-02-07T15:28:25.395+01:00</updated><title type='text'>Antonio Corsaro poeta, intellettuale scomodo, sacerdote: Catania lo ricorda e lo celebra</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TVAAirQfo-I/AAAAAAAAAV0/agO7uQwW8mQ/s1600/antonio_corsaro.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 251px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570953334784762850" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TVAAirQfo-I/AAAAAAAAAV0/agO7uQwW8mQ/s320/antonio_corsaro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TU_6q-PXbaI/AAAAAAAAAVk/gsPZLQJgJiM/s1600/Immagine.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570946880249490850" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TU_6q-PXbaI/AAAAAAAAAVk/gsPZLQJgJiM/s320/Immagine.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TU_6XJZ3CRI/AAAAAAAAAVc/CvF9rPa9XCY/s1600/libro%2Bant%2Bpremio%2Bcorsaro.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570946539648911634" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TU_6XJZ3CRI/AAAAAAAAAVc/CvF9rPa9XCY/s320/libro%2Bant%2Bpremio%2Bcorsaro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella prestigiosa cornice dell’Orto Botanico&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Grande successo del primo premio di Poesia intitolato ad Antonio Corsaro&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Una prestigiosa figura di sacerdote intellettuale, poeta scomodo, ricordata finalmente&lt;br /&gt;nella sua Catania ad opera di Vera Ambra – Importanti interventi dei relatori- &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;"Qual nepente ci salverà contro l’essere e il niente?" A tale dimanda, che strutturalmente presuppone una assenza di risposta, a tal verso profondo scaturito dall’arte poetica di Antonio Corsaro, prete, poeta, maestro, saggista, studioso e creatore di avanguardie, morto in una calda estate di quindici anni fa e rapidamente dimenticato –se pure l’interezza magmatica dell’opera sua la cui ampiezza aleggiò e tinse la Letteratura europea della seconda metà del Novecento, era realmente indagata in Catania ove visse gran parte della vita terrena- si è tentato, forse con una certa capacità di comprensione, di fornire una spiegazione, lo scorso novembre, svolgendosi la premiazione del primo Concorso internazionale di Poesia dedicato alla figura importantissima di codesto sacerdote affatto originale.&lt;br /&gt;Si deve alla vulcanicità tutta mediterranea di Vera Ambra, ideatrice di iniziative culturali le più disparate e dinamicissima nel mondo della poesia e del sociale, nonché poetessa ella medesima, se per la prima volta a Catania viene pubblicamente ricordato padre Corsaro, con una importante e pubblica iniziativa, la quale ha avuto il suo culmine con la conferenza e cerimonia svoltasi nella prestigiosa aula magna dell’Orto Botanico di Catania (da qualche tempo sede di notevoli manifestazioni artistiche), a cui prese parte un numerosissimo e qualificato uditorio. E se nell’arco temporale di un cinquantennio, dagli anni Quaranta della prima sua raccolta di poesie, "Castello marino" (con prefazione di Carlo Bo), all’ultima di "Quartine cloniche" del 1993, l’opera poetica creativa e letteraria di padre Corsaro, sacerdote coerentemente della Chiesa Cattolica sino all’ultimo, anche se "prete senza parrocchia", trasvolò soprattutto in quella terra di Francia baluardo esemplare di Libertà e di sperimentazione, germinando altresì in Catania ove tornò e scelse di vivere –forse volontariamente, pure in contatto epistolare con i grandi quali Montale, Pound, Ungaretti, Quasimodo, alcuni dei quali collaborarono alle sue iniziative letterarie- attraverso la fondazione dell’ancor oggi assaj attivo "Piccolo Teatro"; se egli traduttore dell’intiera opera poetica di Mallarmé e di "Sour le soleil de Satàn" di Bernanos, vòlle con aristocraticità sicula sfogliare le pagine del libro del Tempo nella sua patria assolata, sembravaci una mera ingiustizia che l’ingrata città etnea non lo avesse ricordato come meritava. Sarà sempre assegnato a Vera Ambra ed a coloro che la aiutarono in questo intento, il merito di aver rivalutato coinvolgendo linfe mature e giovani di poeti appassionati del verso e della forma e del contenuto, celebrando un grande intellettuale europeo, figlio della Sicilia autenticamente madre di lirici senza tempo.&lt;br /&gt;Alla cerimonia parlarono di Antonio Corsaro, e non poteva essere diversamente constatato il non lungo làsso temporale dalla sua dipartita, che rende la voce dell’Artista quasi coeva come l’eternità del suo messaggio, l’operatore culturale, regista teatrale e "maestro puparo" Nino Amico, che lo ebbe vicino tra gli anni Quaranta e Cinquanta in qualità di Sacerdote officiante nella Chiesa nobiliare dei Bianchi, e professore al Liceo Ginnasio Spedalieri di Catania. Egli ne ha tratteggiato le grandi doti di intellettuale quasi eterodosso, nonché rammentato un interessante intervento del 1976, ad una premiazione poetica indetta dal Circolo Arte e Folklore di Sicilia, ove padre Corsaro così si espresse: "la poesia non è sentimento, non è fantasia, la poesia non è immaginazione, ma un bicchiere, una bottiglia, un tavolo, cioè una struttura di cose, che sono le parole, messe lì e fabbricate in un determinato modo…la poesia è costruzione, in altre parole forma. La forma è una operazione che si comunica e si chiude in se stessa; la forma quindi non può essere una maniera di sensibilizzare le parole, ma è una isotopa dell’espressione".&lt;br /&gt;Personalità evidentemente difficile, complessa, Antonio Corsaro poeta d’avanguardia: con accenti di densa commozione lo ha ricordato il regista ed autore teatrale Gianni Salvo, ivi appositamente intervenuto, non soltanto per riportare, per la prima volta dopo tanto tempo, la testimonianza diretta di colui che fondò il suo "Piccolo Teatro", avente notorietà oramai internazionale, ma per suggerire interpretazioni dell’opera poetica del Maestro attraverso gli "esercizi di stile" di Queneau, per cui, come ha egli detto, "vi possono essere novantanove modi diversi di leggere " la poeticità del messaggio letterario di Corsaro, il quale se la poesia è intrinsecamente forma, la vedeva anche negli atti più minimi ed apparentemente insignificanti della quotidianità, pur letta in senso di macerante critica.&lt;br /&gt;Dell’aspetto propriamente letterario, della poetica pencolante fra luce e tenebra, della estrema misticità tendente dal peccato al nulla e viceversa, della notevolissima attività di studioso di Antonio Corsaro, indagatore attento della filosofia pedagogica di Fènelon come della ansia di Pascal, due autori da lui lungamente amati, ha parlato lo studioso di Letteratura e giornalista Francesco Giordano, il quale ha anche ricordato la frequentazione con padre Corsaro negli anni Ottanta, epoca in cui il sacerdote poeta era la firma più prestigiosa del settimanale diocesano "Prospettive". Ideatore della importante rivista di letteratura "Incidenza" tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la quale gli costò la sospensione dall’insegnamento in Seminario per aver osato tentare il dialogo tra riformismo e cattolicesimo avanzato (intento che la Storia ha poi svelato essere apprezzabile), Antonio Corsaro, come Giordano ha precisato, era coevo di La Pira, di Dossetti, di Fanfani, di Bargellini, di padre David M.Turoldo, quasi di Luzi, di tutti coloro cioè che scrissero la poesia della Letteratura e della politica dell’Italia nata dalle macerie del conflitto ad una appassionante aurora di ricostruzione, con entusiasmi e idee di cui anche oggi si ha ardente necessità. Illuminando pure l’attività sua di docente all’Istituto San Benedetto catinense, negli anni Sessanta, lo studioso focalizzando l’attenzione sulla raccolta "Antifone per una fanciulla santa", pubblicata da Antonio Corsaro nel 1955, ha letto e descritto alcune liriche del Maestro: "Nell’estate matura e gloriosa \ che arde sul mare; \ nella foglia dorata dell’autunno \ che se ne va \ frusciando di facile pazienza; \ nella candida stola della neve \ e nell’occhio della rondine; Ti vedo, mio dolce Signore; \ come uno spirito trasvolante \ che mi cerca. \ Vieni a cercarmi. Ti aspetto sempre. \ Vieni a cercarmi. \ -Io mi nascondo. Vieni a cercarmi", ove si echeggia il Cantico dei Cantici, ed altra di tenore sociale: "Carissimi parlando d’amore ci odiamo \ non viene che da Dio la carità \ in quest’aria di sotterfugi la maschera \ è perfetta il pesce abbocca all’amo \ differisce il tempo dall’eternità \ ogni cosa ha distrutto la filossera \ e il mondo ha detto \ godiamoci la vita a sazietà \ poiché il tempo non è l’eternità", aggiungendo altresì la visione che egli ebbe del rapporto fra teologia e poesia: "Il poeta è sempre un teologo e il teologo è sempre un poeta, in un sistema strutturale dell’azione simbolica del linguaggio… il poeta indovina la grazia nella realtà emozionale, il teologo vede la grazia nella realtà trascendentale", concludendo nel citare la prefazione al primo libro di liriche di Vera Ambra, "La voce delle donne" del 1991, laddove Antonio Corsaro, nello scorgere frammenti di Lettrismo nelle poesie di colei che anni dopo lo avrebbe celebrato, scriveva: "in Vera Ambra il termine Nulla, che comporterebbe una assenza di essere, si traduce in angoscia… non esiste alcun "pun" che possa dar loro una trasparenza assoluta", tentando infine di sciogliere l’aporìa del mistero del linguaggio di Corsaro, mercé la lettura dell’amatissimo Fènelon.&lt;br /&gt;La manifestazione si concluse quindi coll’intervento di Vera Ambra in qualità di Presidente dell’Associazione Akkuaria, che con l’AICS di Orazio Fresta ha tecnicamente organizzato l’evento, e la premiazione dei vincitori del concorso, nonché la menzione speciale ad alcuni dei partecipanti.&lt;br /&gt;La prima edizione del premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro è stata assegnata alla poesia Sognando di Giuseppe Nasca. Si è classificata al secondo posto La luce della sera di Rosa Maria Di Salvatore ; al terzo posto Ritorno a casa di Carmela Tuccari ed ex equo al quarto posto Lampare di Ornella Gatti, Di me stessa la grazia di Gianna Campanella, Dopo la pioggia di Silvia Bellia&lt;br /&gt;Il Premio della Giuria è stato conferito a: Andrea Righi, Alessandra Ferrari, Alessio Casari, Annamaria Locatelli, Domenico Giansiracusa , Filippo Pirro, Giuseppe Lucca , Mariella Mulas, Marco Tabellione , Suada Halilaj, La Giuria inoltre ha segnalato le opere di: Antonio Scarpone, Cristina Tabita, Carmelo Castorina, Emanuele Insinua, Giuseppe Lucca , Giusi Baglieri, Salvatore Messina, Silvana Calanna, Silvia Bellia, Peppino Ruggeri, Piero Sardo Viscuglia, Tiziana Monari&lt;br /&gt;Il premio speciale per la sezione Scuola è stato assegnato a: Alessandro Lancerotto, Caterina Rapini, Chiara Corinne Amico, Chiara Di Sabatino, Daniele Vincenzo Bruno, Francesco Morgia&lt;br /&gt;Giulia Bellia, Irene Shivji, Martina Giansante, Mattia Musa, Miriam De Michele, Sara Bassi, Sara Frascatelli, Valeria Amelli&lt;br /&gt;Una bella iniziativa quindi ed estremamente importante nel rilanciare non solamente le attività dei poeti nuovi del XXI secolo, ma al fine di rendere il dovuto ricordo di un Letterato prestigioso e schivo quanto denso nella sua indagine dell’Uomo, quale fu Antonio Corsaro, a cui la città di Catania deve molto ed avrà ancora, auguriamo, luogo di concedere: qui pubblicamente auspichiamo un convegno specifico sulla sua opera, ma anche l’intitolazione di una strada od una piazza, al suo nome. Prospettando la seconda edizione del riuscito premio (questo evento lascia una pubblicazione antologica in cartaceo, a cura delle edizioni Akkuaria, presentata in loco), con le parole del poeta, "Il cuore dell’isolano è un rombo di mare. Sciaborda lentamente nel seno della luna. L’occhio dell’isolano è una vampa di sole…", laddove quella Luce riverberi sempre la sua eternità nella forma, in sostanza plasmata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Bar.Sea.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(pubblicato su Sicilia Sera n° 336 del 6 febbraio 2011)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nelle immagini, la copertina dell'Antologia poetica edita per il I° premio Corsaro, ed una foto inedita del giovane sacerdote-poeta, gentilmente fornitaci dal signor Castorina&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Nota Biografica di Antonio Corsaro,&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;di &lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;*&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Antonio Corsaro (Camporotondo Etneo, 5 novembre 1909 - Catania, 18 agosto 1995) è stato un sacerdote, poeta, saggista, scrittore teatrale italiano.&lt;br /&gt;Sacerdote della Chiesa Cattolica dal 1933 dopo il Seminario a Catania, laureato in Lettere e Filosofia alla Cattolica di Milano, compagno di studi di Carlo Bo (un sodalizio amicale e letterario durato tutta la vita), torna a Catania per insegnare al Seminario. Contrario al militarismo fascista, rifiutò di partecipare alla guerra d'Etiopia come cappellano militare. Il suo primo libro di poesie, "Castello marino", ebbe la prefazione di Bo, che così scriveva: "Caro Corsaro, tu mi chiedi per il tuo primo libro di poesie una nota che lo accompagni davanti al lettore... il tuo libro non ha bisogno di argini, vive immediatamente per le condizioni e la sincerità della forma... La conquista della tua parola non sarà, dunque, una cosa facile, non avrà nessuna idea di successo ma significherà un lavoro intero dell’anima, la soluzione di tutta una vita d’attesa, di volontà, di fiducia..."&lt;br /&gt;Nel 1948 uscì la raccolta poetica "Responsori", con cui vinse il "Premio Roma" (consegnato in Campidoglio nel 1949). Seguirono "Plurabella" (1950) e il "Il Figlio dell’Uomo" (1951) (nella prefazione, il poeta Carlo Betocchi parlò di «un incontro di spiritualità terrestre e d'infocata saggezza religiosa»). Scrisse anche "Balletti liturgici» "Aaron" (1953) e "L’ombra del primo giorno..., fino al settimo", cui seguirono il "Responsorio dell’Avvento" e il "Responsorio della Passione" (1954), la "Pietra di solitudine", nonché "Antifone per una fanciulla santa" (1955): questo forse il suo più bel volume di poesie, ove raggiunge vette eccelse, tra luce e tenebre. "Ti desidero e muoio nell'arcana vita \ avere e non avere uguale partita \ l'amore è indifferente \\ Cieco sguardo d'orgoglio che nulla riceve \ bisognoso non è chi al mio desco beve \ ma chi d'amore è tardo \\ D'amore non son tardo quando a Te mi chiami \ annullami Signore recidi i miei stami \ irrompe in me la luce".&lt;br /&gt;Tra gli anni Cinquanta e i Sessanta fonda e dirige la rivista letteraria "Incidenza", che focalizza, nel momento storico del Concilio, incontri sulla scia della poesia e letteratura sperimentalista, tra riformisti cattolici e di sinistra. Ciò gli costa la sospensione dall'insegnamento in Seminario e la chiusura e riapertura della rivista, 'epurata' da elementi spiccatamente marxisti. Ad "Incidenza" collaborarono il giovane Sebastiano Vassalli, Jean Cardonnel, Sebastiano Addamo, ed anche Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound; dei catanesi, Salvatore Mirone che poi sarebbe divenuto direttore della Biblioteca Universitaria, e Maria Salmeri poi direttrice della Biblioteca Civica. Antonio Corsaro era anche stato il creatore del movimento artistico d'Avanguardia Arte Club.&lt;br /&gt;Fonda con l'attore e regista Gianni Salvo il "Piccolo Teatro" di Catania, ove si rapprensentano alcuni suoi scritti teatrali; il teatro è oggi attivo sulla scia dello sperimentalismo e dell'avanguardia ideata da padre Corsaro. Continua ad insegnare (allo Spedalieri di Catania), e negli anni Sessanta diviene professore all'Istituto San Benedetto delle Suore dell'Adorazione Perpetua del SS.mo Sacramento (allora la scuola aveva il Liceo Classico). Completa la carriera accademica come assistente di Letteratura Francese allUniversità di Urbino (retta dall'amico Bo), poi titolare della cattedra di Letteratura Francese al Magistero di Palermo, sino al pensionamento nel 1982. Negli anni Settanta diveniva il teorico delle correnti artistiche e poetiche dette Verticalismo ed Universalismo. Scrittore prolifico, continua a scrivere in riviste nazionali, europee e locali; apprezzatissimo sin dagli anni Sessanta in Francia (ove ha collaborato al quotidiano "La Croix"), traduttore dell'intiera opera poetica di Mallarmé, di "Sour le soleil de Satan" di Bernanos, di Pegùy, è profondo studioso della filosofia di Pascal e, soprattutto, di Fénelon, nella cui parabola vitale forse intravvede la propria.&lt;br /&gt;Collabora alla pubblicazione "Arte e Folklore di Sicilia" negli anni Settanta e, dagli anni Ottanta sino alla morte, al settimanale diocesano catanese "Prospettive", ove continua a costituire una guida intellettuale di prim'ordine per la sua cultura vastissima e di respiro europeo. "Prete senza parrocchia", o "prete rosso", come è stato definito, si autoisolò vincolandosi alla Sicilia, terra che moltissimo amava, forse limitando i suoi vasti orizzonti e non godendo perciò sino ad oggi di quella notorietà che poteva avere, come il coetaneo David M.Turoldo, ma che probabilmente non cercò mai intimamente, convinto com'era della propria concretezza. Inoltre, a differenza di altri uomini di cultura siciliani dell'epoca, non era organicamente aggiogato a nessun 'carro' politico. Leonardo Sciascia lo cita quasi ironicamente in un suo libro; ma Antonio Corsaro contemporaneamente scriveva la poesia inno alla Madonna catanese dell'Aiuto, Santuario diocesano mariano assai venerato.&lt;br /&gt;Nel 1991 scrive la prefazione al libro di poesie "La voce delle donne" di Vera Ambra, ancor sconosciuta nel mondo delle Lettere. La esorta a continuare, intravvedendo nelle sue liriche frammenti di Lettrismo, corrente poetica da lui amata. Nel 1993 il suo ultimo libro "Quartine cloniche", presentato al "Piccolo Teatro" a Catania. Si spegne dimenticato ed ultrottantenne nella calda estate del 1995. Carlo Bo scrive nel trigesimo dalla scomparsa, un affettuoso suo ricordo nella terza pagina del Corriere della Sera.&lt;br /&gt;Il 6 novembre 2010 nell'aula Magna dell'Orto Botanico di Catania, dipartimento di Botanica, per iniziativa di Vera Ambra fondatrice ed anima dell'Associazione culturale Akkuaria, si svolge la prima edizione del Premio internazionale di Poesia dedicato alla memoria ed all'opera di Antonio Corsaro. Dopo un lungo oblìo, finalmente la sua terra ricorda questo insigne intellettuale, sacerdote e poeta di rara sensibilità. La manifestazione affollata registra gli interventi dello studioso Francesco Giordano, che descrive la parabola letteraria delle opere di Corsaro, di Nino Amico operatore culturale che ne ricorda gli aspetti umani, di Gianni Salvo del Piccolo Teatro che lo commemora con commozione, e di Vera Ambra, a cui si deve la riscoperta dell'opera di un sacerdote originale, "prete sciolto", come scrisse in una sua autobiografia, ma tendente sempre, tra aneliti di tristezze e complessità, a quella Luce che è nell'infinito percorso. "Ma il Tuo soffio, mio dolce Signore, \ si porti soltanto la musica \ ch'era in me sepolta".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;* Questa nota è un omaggio alla memoria di Padre Corsaro, che conoscemmo negli anni Ottanta, nell'auspicio che altri illuminati, laici e sacerdoti, seguano la sua Via di perfezione.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3068425232299440127?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3068425232299440127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/02/antonio-corsaro-poeta-intellettuale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3068425232299440127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3068425232299440127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/02/antonio-corsaro-poeta-intellettuale.html' title='Antonio Corsaro poeta, intellettuale scomodo, sacerdote: Catania lo ricorda e lo celebra'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TVAAirQfo-I/AAAAAAAAAV0/agO7uQwW8mQ/s72-c/antonio_corsaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-8574877087726219985</id><published>2011-01-31T11:41:00.002+01:00</published><updated>2011-01-31T11:45:14.495+01:00</updated><title type='text'>Appuntamenti culturali in libreria a Catania con Akkuaria</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TUaSfTqbp3I/AAAAAAAAAU4/P89GvZm_ig4/s1600/akkuaria%2Bin%2Blibreria.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 232px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568299055842043762" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TUaSfTqbp3I/AAAAAAAAAU4/P89GvZm_ig4/s320/akkuaria%2Bin%2Blibreria.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;A partire dal 26 gennaio 2011 tutti i mercoledì dalle ore 17 in poi presso la Libreria Trinacria di Piazza Giovanni Verga 6a si svolgono degli incontri culturali sul tema della poesia, narrativa, pittura e... tanto altro ancora&lt;br /&gt;Gli incontri, patrocinati dall'AICS, Comitato Provinciale di Catania, Settore Cultura, sono tenuti da Vera Ambra.&lt;br /&gt;Tra gli ospiti sono presenti attori, letterari, critici, pittori, cultori della lingua siciliana ecc.&lt;br /&gt;Inoltre vengono trattati argomenti di attualità vari e in particolare sarà dato spazio agli Autori di Akkuaria e alla loro produzione letteraria.&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Programma del Punto Akkuaria,&lt;br /&gt;tutti i mercoledì ore 17.00 Libreria Trinacria Piazza Giovanni Verga 6a Catania &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;2 FEBBRAIO 2011&lt;br /&gt;Incontro con il Poeta Pippo Nasca&lt;br /&gt;I versi di Giacomo Leopardi tradotti in siciliano&lt;br /&gt;A seguire libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;9 FEBBRAIO 2011&lt;br /&gt;Pomeriggio con il Duo Calì - D'Arrigo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;16 FEBBRAIO 2011&lt;br /&gt;Spazio aperto: libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;23 FEBBRAIO 2011&lt;br /&gt;Incontro con il Poeta Carlo Trovato&lt;br /&gt;A seguire libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;2 MARZO 2011&lt;br /&gt;Incontro con il Poeta Gaetano Petralia&lt;br /&gt;A seguire libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;9 MARZO 2011&lt;br /&gt;Incontro con il Poeta Giovanni Scilio&lt;br /&gt;A seguire libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;16 MARZO 2011&lt;br /&gt;Incontro con la Poetessa Antonella Cardella&lt;br /&gt;A seguire libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;30 MARZO 2011&lt;br /&gt;Per i 190 anni dalla sua scomparsa&lt;br /&gt;"Omaggio a Domenico Tempio" a cura di Francesco Giordano&lt;br /&gt;A seguire libero recital con gli Autori presenti &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-8574877087726219985?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/8574877087726219985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/01/appuntamenti-culturali-in-libreria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8574877087726219985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8574877087726219985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/01/appuntamenti-culturali-in-libreria.html' title='Appuntamenti culturali in libreria a Catania con Akkuaria'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TUaSfTqbp3I/AAAAAAAAAU4/P89GvZm_ig4/s72-c/akkuaria%2Bin%2Blibreria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2845777048520712440</id><published>2011-01-21T16:49:00.003+01:00</published><updated>2011-01-21T17:20:29.286+01:00</updated><title type='text'>La poesia la Libraria di Domenico Tempio, letta da Francesco Giordano</title><content type='html'>Ci permettiamo di proporre una video lettura della poesia La Libraria, del grandissimo poeta in lingua siciliana, ed italica, Domenico Tempio, detto Micio (Catania 1750-1821), tratta dal volume pubblicato nel 1926 a cura di R.Corso, più volte ristampato. Colui che con Giovanni Meli fu il massimo poeta della Sicilia fra il XVIII e XIX secolo, merita a nostro parere maggiore diffusione e conoscenza, oltre i versi licenziosi che lo resero noto: la voce dell'autore de "La Caristìa", facente parte del circolo illuminato del Maestro Ignazio Paternò di Biscari, ancor risuona nel cuore della immortale Catania, nonché nelle contrade dell'Isola libera e gloriosa.&lt;br /&gt;Fu recitata in pubblico il 17 gennaio c.a., nei locali della libreria Trinacria di piazza G.Verga a Catania, nell'ambito della Giornata nazionale del Dialetto, fortemente voluta da Vera Ambra.&lt;br /&gt;Il sottofondo musicale è una contraddanza della tradizione sicula, il ritratto del poeta è coevo; voce recitante di Francesco Giordano.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-641643c412598ed1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v19.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D641643c412598ed1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D537524F9DF245F109CC2ACDDAA3144C9FEAEBEA3.32F23BBF35B3FF3736D933E8EFD02C6E1B17CF80%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D641643c412598ed1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DnNwCFiGcg_4NDFvg9A4CYCP0LCI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v19.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D641643c412598ed1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D537524F9DF245F109CC2ACDDAA3144C9FEAEBEA3.32F23BBF35B3FF3736D933E8EFD02C6E1B17CF80%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D641643c412598ed1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DnNwCFiGcg_4NDFvg9A4CYCP0LCI&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2845777048520712440?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2845777048520712440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/01/la-poesia-la-libraria-di-domenico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2845777048520712440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2845777048520712440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/01/la-poesia-la-libraria-di-domenico.html' title='La poesia la Libraria di Domenico Tempio, letta da Francesco Giordano'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-6862734394396150098</id><published>2011-01-14T13:43:00.003+01:00</published><updated>2011-01-14T13:50:53.514+01:00</updated><title type='text'>Nasce a Catania l'Associazione 25 novembre contro la violenza alle donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TTBF9RPKclI/AAAAAAAAAUg/9TffXSMVy5I/s1600/logohome.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 47px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562022458703901266" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TTBF9RPKclI/AAAAAAAAAUg/9TffXSMVy5I/s320/logohome.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nasce a Catania l’Associazione 25 Novembre Giornata Mondiale contro la Violenza alle donne con lo scopo è di farsi portatrice dell'uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne.&lt;br /&gt;L'Associazione è aperta a persone, Associazioni. Gruppi, Comitati e quant'altre organizzazioni che perseguono finalità similari e comunque compatibili con il presente statuto e che non perseguono fini di lucro.L’Associazione intende promuovere il proprio impegno sociale e culturale attraverso tutte quelle linee guida ed eventuali progetti presenti e futuri (nazionali e internazionali), dettati dai Rappresentanti dei Governi degli Stati Membri dell’Unione Europea, dall’UNESCO, dall’ONU, dalle Associazioni Governative e non Governative, dai Collegi Scientifici, dai Movimenti e Comitati Pubblici e dei Cittadini, dai Volontari e da tutte quelle organizzazioni e/o rappresentanze, seppur non elencate, che si sono dedicate alla realizzazione delle linee guida ed agli eventuali progetti.l’Associazione è apartitica, apolitica, non persegue fini di lucro ed è fondata su principi di libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà. Essa si prefigge lo scopo di promuovere la prevenzione della violenza contro le donne e i bambini e la lotta contro tutte le forme di discriminazione nei confronti dei più deboli e quant'altro rientri nell'ottica di genere nelle politiche di cooperazione allo sviluppo; sulla Disabilità, sulla Democratic Ownership, sulla Comunicazione, sulla Valutazione e sui diritti dei Minori".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA ANNUALE DELLE ATTIVITÀ 2011&lt;br /&gt;Gennaio&lt;br /&gt;Realizzazione della Collana d'informazione per la prevenzione degli abusi e della violenza"&lt;br /&gt;"IO SONO… IO ESISTO…&lt;br /&gt;Volumi in preparazione: Abusi sui minoriViolenza alle donne e di genere&lt;br /&gt;Realizzazione della "Biblioteca delle Autrici contemporanee" che sarà ospitata presso la sede del Comitato Provinciale di Catania Via Traversa Corso Messina 23 - 95014 Giarre (Catania) tel. 095 7795285&lt;br /&gt;I Salotti dell’Arte. A breve saranno attivati presso centri culturali e biblioteche di Catania e provincia una serie di appuntamenti settimanali dove si svolgeranno incontri vari.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.viaggiotraleviedellarte.it/HYPERLINKhttp://www.viaggiotraleviedellarte.it/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Febbraio. 11-13 febbraio Roma durante la manifestazione "&lt;a href="http://www.viaggiotraleviedellarte.it/"&gt;Viaggio tra le vie dell’arte&lt;/a&gt;" rassegna artistica dedicata al canto, musica, letteratura, fotografia e pittura sarà presentata pubblicamente l'Associazione 25 Novembre Giornata Mondiale contro La Violenza alle Donne.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Giovani &amp;amp; Legalità. È un progetto che principalmente vedrà protagonisti i giovani. I programma toccheranno i temi della prevenzione e della salute. Sono previsti una serie di incontri con medici, magistrati e Operatori Socio-Culturali.Marzo "La differenza di genere e la mascolinità" A Catania e provincia si darà il via ad una Campagna di sensibilizzazione e di educazione per l’eliminazione delle differenze e le violenze sul genere. Il percorso presuppone quello di far mettere l’attenzione sulle irrazionali regole imposte dalla società (dalla nascita in poi), che determinano le differenze di genere, nonché l’emarginazione, la discriminazione e la violenza in tutti gli strati culturali. Porta pure alla luce le varie dinamiche della famiglia e della società odierna.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Giugno. "La violenza generata dalle differenze di genere"Campagna di sensibilizzazione e di educazione per l’eliminazione delle differenze e le violenze sul genere. Il percorso prevede la visitazione del condizionamento degli individui di qualunque sesso, nelle varie forme di violenza esistenti nella nostra società. Saranno perciò riportate e spiegate tutte le forme di violenza (bullismo; mobbing; nonnismo; violenza e abusi sul genere maschile; violenza e abusi sul genere femminile; (per entrambi i generi violenza: psicologica, economica, fisica, sessuale).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Novembre&lt;br /&gt;DIBATTITI - CONFERENZE E CONVEGNI SUL TEMA: 25 novembre Giornata mondiale contro la violenza alle donne&lt;br /&gt;　 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio Direttivo dell’Associazione&lt;br /&gt;25 Novembre Giornata Mondiale contro la Violenza alle donne&lt;br /&gt;è così composto:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Presidente &lt;em&gt;Sara Aguiari&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Vice Presidente &lt;em&gt;Antonia Belvedere&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Segretario &lt;em&gt;Vera Ambra&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mariella Sudano&lt;br /&gt;Gabriella Rossitto&lt;br /&gt;Angela Agnello&lt;br /&gt;Carla Russello&lt;br /&gt;Graziana Scalisi&lt;br /&gt;Giorgio Russello&lt;br /&gt;Francesco Giordano&lt;br /&gt;Roman Clarke&lt;br /&gt;Angelica Lazzarin &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sito: www.venticinquenovembre.it&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-6862734394396150098?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/6862734394396150098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/01/nasce-catania-lassociazione-25-novembre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6862734394396150098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6862734394396150098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2011/01/nasce-catania-lassociazione-25-novembre.html' title='Nasce a Catania l&apos;Associazione 25 novembre contro la violenza alle donne'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TTBF9RPKclI/AAAAAAAAAUg/9TffXSMVy5I/s72-c/logohome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2708169031753547380</id><published>2010-11-11T12:46:00.003+01:00</published><updated>2010-11-11T12:52:44.564+01:00</updated><title type='text'>La Carboneria, setta eretica e baluardo della Libertà</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TNvYrLMiczI/AAAAAAAAAS0/BDx9FweN-Lo/s1600/carboneria+grembiule+foto+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538258403033510706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TNvYrLMiczI/AAAAAAAAAS0/BDx9FweN-Lo/s320/carboneria%2Bgrembiule%2Bfoto%2B1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Intorno ad una importante società segreta&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carboneria setta eretica e baluardo di Libertà&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel primo Ottocento molti patrioti vi aderirono, e diversi moti insurrezionali, anche in&lt;br /&gt;Sicilia, furono dall’associazione ispirati – Verga e i Carbonari -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il fiorire delle idealità che fecero seguito alla Restaurazione dei governi, dopo la caduta della stella napoleonica nel 1815, vi fu certamente il sorgere di società segrete le quali, segnatamente in Italia martoriata dalla occupazione dell’Austria la quale era in quegli anni la dominatrice dell’Europa, cercavano di sovvertire il giogo dello straniero, educando le classi sociali alla idea di Libertà ed autodeterminazione, i cui semi erano stati gettati dalle armate del grande Còrso. Vero è che tali gruppi occulti erano limitati a coloro che erano agevolati nella istruzione ed aventi sensibilità etica: nondimeno, la storiografia post risorgimentale ha accertato che questi han fornito importante contributo, per il trentennio che va dalla caduta del Murat ai moti del 1848, all’idea di indipendenza di quella che sarà la Patria italiana: con evidenti sfumature di carattere autonomistico e, per ciò che concerne la Sicilia in particolare, indipendentistico. La società segreta più importante di quegli anni, come è noto, è stata la cosiddetta Carboneria.&lt;br /&gt;Mentre anche gli studiosi di parte frammassonica, han da tempo verificato ed accertato, pur nella similitudine dei rituali e di un certo compiuto stile di affiliazione, la diversità sostanziale fra la Massoneria –la quale rimaneva anzi assente, come organizzazione, nei fatti insurrezionali di quegli anni-, come varii studiosi indipendenti e magari avversi ai settarismi, non han mancato di precisare ("è da escludersi la tesi massonica che le sètte, pullulanti in Italia dopo il 1815, siano derivazioni o mascheramenti o economia della Massoneria. Poco conta che dei massoni affluirono tra i carbonari, e fra le due sètte vi siano rassomiglianze rituali… Lo spirito religioso e nazionale della Carboneria non quadra con l’internazionalismo e l’irreligiosità sostanziale della Massoneria", scrive A.Omodeo in Difesa del Risorgimento, Torino 1951), è assai probabile la nascita della Carboneria nel meridione d’Italia durante il periodo murattiano: "La Carboneria… fu un prodotto del tutto italiano e di natura contingente… ebbe contatti non con la Massoneria, ma coi singoli Massoni che ad essa si affiliarono, malcontenti della inattività in cui languivano le logge, ed ebbe invece con la Massoneria aspri contrasti soprattutto per i metodi di azione ripugnanti allo spirito ed alla tradizione massonica" (V.Francia, Il mito dell’empietà, Napoli 1946). Codesta diversità, come il fatto che la Massoneria in Italia, ma anche in Francia dopo la restaurazione, fosse svanita operativamente, è attestata dagli informatissimi rapporti della onnipresente Polizia austriaca, i cui importanti documenti così precisano: "… la vecchia setta dei Franco Muratori erasi già disciolta –intorno al 1817\18- e nuove società segrete s’andavano costituendo in Italia, fra le quali la più estesa era quella dei Carbonari" (Carte segrete ed atti della Polizia austriaca in Italia, Capolago 1851).&lt;br /&gt;Per tratteggiare anche brevemente un quadro della idealità carbonara, si può affermare che l’associazione ebbe finalità nettamente politiche e velleità indipendentistiche dei popoli contro "i tiranni", da cui il gergo noto "purgare la foresta dai lupi", ed ostentò attaccamento filiale alla religione Cattolica, includendo i simbolismi della Croce, della corona di spine, ed altri nel proprio immaginario: e se Gesù Cristo era il primo Carbonaro dell’Universo, il Santo protettore della Carboneria era San Teobaldo, un nobile eremita che per puro misticismo nel secolo XI si fece legnajolo. Da qui tutte le derivazioni esoteriche della simbologia forestale, naturistica, la cosiddetta mistica del legno. Era una setta ben importante, se si considerano le affiliazioni: da Silvio Pellico (il quale pure non fu Massone, ma esclusivamente carbonaro), che la rese familiare anche nella vulgata post risorgimentale, con il libro-denuncia a moltissimi noto, "Le mie Prigioni", lettura esaltante e commovente ov’egli stigmatizza con la serenità tollerante dell’Adepto superiore, il fanatismo e la violenza feroce della repressione del governo oscurantista Austriaco (si può anzi definire tale libro il manifesto politico della Carboneria), al conte Federico Confalonieri (questi adepto della Massoneria regolare inglese, a cui affiliassi a Cambridge); dal Santarosa infelice artefice dei moti piemontesi del ’21 ai tenenti Morelli e Silvati e l’abate Minichini che imposero a Re Ferdinando la Costituzione spagnola, poi subito tradita. In Sicilia furono carbonari di ispirazione i moti che ebbero epicentro in Catania nel 1837, e propugnacolo di indipendentismo della Sicilia, così carbonari furono molti dei fucilati, dal Barbagallo Pittà al Pensabene, in seguito alla feroce repressione del Luogotenente borbonico Del Carretto. Persino Mazzini pare fosse passato attraverso la filiazione carbonara, prima di maturare la strategìa che lo trasporterà ad individuare, egli maestro di complotti e di congiure, nella struttura organizzativa da lui ideata, la Giovine Italia –che sarà pertanto della Carboneria antagonista feroce- il mezzo, quasi sempre inefficace nella pratica ma di notevole idealità, per scardinare il connubio allora esecrato fra Trono ed Altare.&lt;br /&gt;La Chiesa si avvide subito del pericolo,e condannava la Carboneria come setta eretica con la enciclica "Ecclesiam a Jesu Chisto" il 13 settembre 1821: Pio VII scomunicando senza appello i Carbonari ed i fiancheggiatori loro, dopo aver ammesso che la setta "si vanti di esigere dai suoi seguaci che mantengano ed esercitino la carità ed ogni genere di virtù, e con la massima diligenza si astengano da ogni vizio", li accusa "di profanare e deturpare con certe loro sacrileghe cerimonie la Passione di Gesù Cristo, di farsi scherno degli stessi misteri della religione cattolica… di volere rovesciare la Sede Apostolica". Moltissimi sacerdoti erano affiliati, come Roma ben sapeva, alle "Vendite", ossia assemblee, carbonare, e, come ben scrive l’insigne studioso e sacerdote paolino R.Esposito nei suoi studii, "terminavano nelle Baracche le prediche iniziate nelle Chiese", ovvero era per loro consequenziale il messaggio di Libertà diramato dalla Carboneria, rendendosi ben conto del fanatismo abietto dell’allora potere costituito e laico ed ecclesiastico. Terribile è purtanto la dichiarazione della Penitenzieria Apostolica del novembre 1821, seguente "alcuni dubbi insorti" circa la bolla di scomunica, sollevati dalla Curia di Napoli: la Santa Sede autorizza, ad esplicita dimanda "se il figlio debba denunziare il padre, il fratello, la sorella", che "stabilito una volta che sia una Sertta eretica, il figlio è tenuto a denunziare il padre, ecc, il tutto però con gran prudenza e segretezza". L’ultima precisazione è quantomeno repellente: per fortuna anche la Chiesa ha riconosciuto in questo campo le sue colpe ed è rifiorita alla nuova primavera, come è stato notato: nella dichiarazione conciliare "Dignitatis humanae" del 1965 si esprime "un solennissimo ed esplicito mea culpa a proposito delle deviazioni commesse dal Popolo di Dio, la Chiesa, nei confronti della libertà di coscienza" (cfr.Esposito). E se finora la Chiesa, come è stato per la Massoneria, non ha implicitamente ‘revocato’ la scomunica ai Carbonari che esistono, in forme rinnovellate ma secondo la Tradizione, anche nel XXI secolo- , ciò sia sufficiente a tacere ogni eventuale polemica.&lt;br /&gt;Il ventunenne Giovanni Verga da Catania (e Vizzini), il cui nonno era Carbonaro, stampava –a sue spese- nel 1861 ad Italia appena unificata dai gloriosi borghesi in camicia rossa di Garibaldi (il quale, simbolo della Massoneria italiana dell’Ottocento, venne elevato al grado di Maestro massone solo nel 1860, conquistata Palermo, a ben 53 anni… la precisazione è data per rendere l’idea di quanto la Massoneria, pur idealmente similare, era nella struttura e negli uomini lontana dalla Carboneria italiana) presso Crescenzio Galatola, il romanzo "I Carbonari della Montagna", il secondo suo e primo di un luminoso successo letterario. Questo libro è, con quello del Pellico, il manifesto letterario della Carboneria storica. E’ altresì importante poiché, seppure sotto le vesti della finzione scenica, chiarisce quel che poi la storiografìa preciserà (mai del tutto bene, a nostro parere), ossia la filiazione precipuamente inglese dei finanziamenti, e della ideazione quindi delle Vendite carbonare, durante il periodo della presenza inglese in Sicilia da parte di Lord W.Bentinck, l’autentico artefice e creatore della Carboneria meridionale anglo-calabro-meridionale, la cui figura ebbe ampio respiro pur nei tre anni del suo governo dell’Isola. Tale politica, in funzione naturalmente antifrancese, sarà continuata dall’Ammiraglio Sidney Smith, comandante in capo della Flotta Britannica nel Mediterraneo (e autorevole Frammassone): per cui se vi fu una filiazione Massoneria-Carboneria essa deve eventualmente ricercarsi oltreoceano, nelle brume londinesi e negli archivi di quella United Grand Lodge of England la quale, anche per impulso dello Smith, erasi riunificata, gli Ancient coi Moderns, con il noto ‘Act of Union’ del 1813, vera data di nascita della Massoneria moderna dalla ‘casa madre’ britannica.&lt;br /&gt;"Mio Buon Cugino, di dove venite? –Dalla Foresta. –Che cosa ci arrecate? –Salute, Amicizia e Fratellanza. –Chi è vostro Padre? –(il Buon Cugino volge gli occhi al cielo) –Chi è vostra Madre? (il Buon Cugino guarda la Terra)". Questo stralcio da un rituale carbonaro, dona l’idea del misticismo preciso e diremmo pànico, naturistico della società carbonica, in linea del resto con tutte le confraternite iniziatiche del mondo antico, e di quello moderno. L’auspicio finale è che, come "quella croce dovea risplendere come l’occhio di Dio" (finale dei Carbonari della Montagna) nell’ideale della Carboneria, così il comune intendimento dei molti, già acclarato dalla storiografia, legga l’esperienza dei Carbonari dell’Ottocento come un sublime anelito, e spirito sempre rinnovato, di Indipendenza e di Libertà, dei popoli ma soprattutto dei cuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Barone di Sealand&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nella foto, il grembiule carbonaro appartenuto a Ciro Menotti&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;(pubblicato su Sicilia Sera n°333 del 3 novembre 2010)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2708169031753547380?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2708169031753547380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/11/la-carboneria-setta-eretica-e-baluardo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2708169031753547380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2708169031753547380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/11/la-carboneria-setta-eretica-e-baluardo.html' title='La Carboneria, setta eretica e baluardo della Libertà'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TNvYrLMiczI/AAAAAAAAAS0/BDx9FweN-Lo/s72-c/carboneria%2Bgrembiule%2Bfoto%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7224201014352160322</id><published>2010-10-15T13:29:00.000+02:00</published><updated>2010-10-15T13:30:38.303+02:00</updated><title type='text'>Premio Antonio Corsaro Concorso Internazionale di Poesia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLg7K3YCaMI/AAAAAAAAASk/9Qe5-CjkCqM/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 284px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528233600446785730" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLg7K3YCaMI/AAAAAAAAASk/9Qe5-CjkCqM/s400/locandina.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7224201014352160322?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7224201014352160322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/10/premio-antonio-corsaro-concorso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7224201014352160322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7224201014352160322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/10/premio-antonio-corsaro-concorso.html' title='Premio Antonio Corsaro Concorso Internazionale di Poesia'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLg7K3YCaMI/AAAAAAAAASk/9Qe5-CjkCqM/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-1718033847656159781</id><published>2010-09-20T16:47:00.007+02:00</published><updated>2010-10-15T12:57:56.063+02:00</updated><title type='text'>Mostra e Seminario su Colera e rivoluzioni in Sicilia all'Archivio Storico Comunale di Catania, 25-26 settembre 2010</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgzOOpxLyI/AAAAAAAAAR8/-qPkqFGMmTQ/s1600/art+La+Sicilia+mostra+Verga.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 223px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528224862141755170" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgzOOpxLyI/AAAAAAAAAR8/-qPkqFGMmTQ/s320/art+La+Sicilia+mostra+Verga.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgzCZZZo8I/AAAAAAAAAR0/l4KBy2qdoLs/s1600/SAM_1181.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528224658867463106" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgzCZZZo8I/AAAAAAAAAR0/l4KBy2qdoLs/s320/SAM_1181.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgyxFEGheI/AAAAAAAAARs/ydDDdiJZmd8/s1600/SAM_1167.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528224361351644642" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgyxFEGheI/AAAAAAAAARs/ydDDdiJZmd8/s320/SAM_1167.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgydQjzwHI/AAAAAAAAARk/w6UncjLN1Hw/s1600/SAM_1151.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528224020840038514" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgydQjzwHI/AAAAAAAAARk/w6UncjLN1Hw/s320/SAM_1151.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TJd0Rs6FcrI/AAAAAAAAAQ8/OMtwBAIWGyM/s1600/loc+manif+sem+2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; FLOAT: right; HEIGHT: 283px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519007715827217074" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TJd0Rs6FcrI/AAAAAAAAAQ8/OMtwBAIWGyM/s400/loc+manif+sem+2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TJd0Rs6FcrI/AAAAAAAAAQ8/OMtwBAIWGyM/s1600/loc+manif+sem+2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2010 "Italia tesoro d'Europa" a cui partecipa il Comune di Catania, l'Archivio Storico Comunale di Catania organizza una mostra ed un seminario su "Colera e Rivoluzioni in Sicilia: due sciagure dentro e fuori i monasteri nelle lettere dei Verga (1854-1866)".&lt;br /&gt;E' una laudevole iniziativa di cui è artefice primiera la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dott.ssa Marcella Minissale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, direttrice dell'Archivio, affiancata dai solerti collaboratori. Con questi eventi la Luce intramontabile della Cultura splenderà sempre oscurando le tenebre dell'ignoranza.&lt;br /&gt;Qui riportiamo la locandina dell'evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relatori:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prof. Antonio Di Silvestro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, della Facoltà di Lettere dell'Università di Catania, sul tema &lt;em&gt;"Momenti e temi della religiosità della famiglia Verga"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dott. Francesco Giordano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, giornalista pubblicista studioso di storia patria, sul tema: &lt;em&gt;"Aspetti politico sociali del colera del 1837"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dott. Giovanni Verga&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, giornalista pubblicista, pronipote dello scrittore&lt;br /&gt;Leggerà alcuni brani delle lettere in esposizione &lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'attrice Agata Tarso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, della compagnia "Amici del Teatro" di Nicolosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriori informazioni sull'iniziativa possono essere ottenute al seguente indirizzo:www.comune.catania.it/informazioni/news/cultura/musei/archivio-storico/default.aspx?news=16097, ove è la scheda storico tecnica della mostra. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'esposizione permarrà sino a novembre. Aggiungiamo alcune foto della manifestazione, nonché l'articolo che il quotidiano "La Sicilia" ha dedicato all'evento, il 1° ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TJd0H2TJVhI/AAAAAAAAAQ0/v0FBtNE2zHg/s1600/loc+man+semin+1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; FLOAT: right; HEIGHT: 279px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519007546549556754" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TJd0H2TJVhI/AAAAAAAAAQ0/v0FBtNE2zHg/s400/loc+man+semin+1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1718033847656159781?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1718033847656159781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/09/mostra-e-seminario-su-colera-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1718033847656159781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1718033847656159781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/09/mostra-e-seminario-su-colera-e.html' title='Mostra e Seminario su Colera e rivoluzioni in Sicilia all&apos;Archivio Storico Comunale di Catania, 25-26 settembre 2010'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TLgzOOpxLyI/AAAAAAAAAR8/-qPkqFGMmTQ/s72-c/art+La+Sicilia+mostra+Verga.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-5696733157209855632</id><published>2010-08-12T13:14:00.002+02:00</published><updated>2010-08-12T13:29:54.703+02:00</updated><title type='text'>Sant’Euplio ricordato per la prima volta nel luogo del suo martirio: S.Messa nella piazza-cortile San Pantaleone a Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TGPYxtMI3BI/AAAAAAAAAP8/jGBf02HZBLI/s1600/foro+romano+Ct+chiuso+11+8+10.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504481518032575506" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TGPYxtMI3BI/AAAAAAAAAP8/jGBf02HZBLI/s320/foro+romano+Ct+chiuso+11+8+10.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TGPYxrWXQTI/AAAAAAAAAP0/2UBaSXm4HKY/s1600/11082010(001)+messa+cort+pantaleone+sEuplo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504481517538591026" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TGPYxrWXQTI/AAAAAAAAAP0/2UBaSXm4HKY/s320/11082010(001)+messa+cort+pantaleone+sEuplo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TGPYxUQ-kJI/AAAAAAAAAPs/qQ7CNz2KjbY/s1600/S.Euplio.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 232px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504481511341985938" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TGPYxUQ-kJI/AAAAAAAAAPs/qQ7CNz2KjbY/s320/S.Euplio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come tutte le grandi e popolose città nel tempo della repubblica e poi dell’Impero di Roma, anche Catania ebbe la sua platea magna, la piazza grande ove si svolgevano i più importanti affari, s’ergeva il tempio, la Curia ove il senato civico riunivasi; ove s’apriano le botteghe importanti dei rinomati venditori, ove era l’erario, il carcere, la Basilica, i granai, le armerie, la zecca. Per almeno mille e cinquecento anni, fino alla conquista de’ Normanni, tale luogo –dispiace deludere i cultori di memorie artefatte, ma è così- non fu piazza del Duomo, laddove alcuni indotti strombazzano sia sempre stato il centro della città etnea, poiché sin dal 1091, per volere di Ruggero il Gran Conte s’innalza il tempio cristiano maior dedicato alla protomartire Agata, ma una oggi quasi anonima piazza (impropriamente dal secondo dopoguerra, la toponomastica la definisce cortile) appellata da secoli di San Pantaleone. Trovasi, in senso antiorario, di tra le vie Vittorio Emanuele, già strada reale o Corso, via SS.ma Trinità, via Garibaldi già strada Ferdinanda, via S.Giovanni, via Orfanelli e via Politi. In quella piazza a forma di parallelepipedo, disomogenea ed ornata di variegati edifizi sorti in maniera discontinua durante il XVIII e XIX secolo, in seguito al devastante terremoto del 1693 il quale distrusse tutto e costrinse alla rinascita settecentesca, era l’antico Foro romano, ovvero il cuore della città antica. Così il grande storico Francesco Ferrara: "Il Bolano dice che la fabbrica aveva la forma quadrata bislunga di 50 piedi. Mancava affatto il lato di occidente; quello a mezzogiorno mostrava ancora otto botteghe, quello ad oriente sette, quello di tramontana quattro. Oggi non restano che quelle ad oriente e tre a mezzogiorno attaccate alle prime ad angolo retto. Servono di moderne abitazioni, e formano all’intorno il cortile detto di S.Pantaleo. L’ordine inferiore è sotterra, del quale le scoverte si chiamano dal volgo le grotte di S.Pantaleo. Si osserva ancora un picciolo pavimento sotterraneo con due braccia opposte di scale che portavano nei diversi appartamenti, ed esistono due grandi archi, ora ripieni di moderna fabbrica che mostrano la robustezza, e la magnificenza dell’antica Piazza. Nel foro di Pompei sonosi trovati i resti di una fontana in mezzo, in quello di Catania vi colano ancora acque copiosissime che erano senza dubbio destinate allo stesso uso, onde il popolo lo crede un antico bagno, e con esso alcuni volgari scrittori" (In Storia di Catania sino alla fine del secolo XVIII, Catania 1829, pag. 308).&lt;br /&gt;Nel Foro romano, i cui discavi furono iniziati dall’illuminato mecenate Principe Ignazio di Biscari, in qualità di Custode delle Antichità del Valdemone e Valdinoto, poi continuati dal medesimo abate Ferrara, che ebbe eguale incarico dal Re Ferdinando di Borbone, i quali ambienti visibili sono oggi –come documenta l’istantanea da noi scattata- lasciati, ad onta delle segnalazioni delle guide, nel più lercio abbandono dalla Sovrintendenza regionale ai Beni Archeologici di Catania (serrato da una porta di ferro sino a poche settimane fa inesistente, il cortile con gli avanzi è inaccessibile…), era la sede del Governatore romano: ivi il 12 agosto del 304, dopo un processo noto dagli Atti, venne martirizzato, perché orgogliosamente cristiano, il diacono catinense Euplo, ovvero Euplio. Sulla vicenda e le connessioni col vicino tempio dell’Ajuto, così come sul suo culto e la chiesa che nei paraggi sorgeva, leggasi il nostro intervento in questo blog riportato &lt;a href="http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/santa-maria-dellaiuto-e-santeuplo-di.html"&gt;(http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/santa-maria-dellaiuto-e-santeuplo-di.html&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;La Chiesa di Catania è sempre attenta alle memorie antiche dei suoi illustri figli. Merito del Rettore del Santuario di S.Maria dell’Aiuto nonché Parroco, Mons. Carmelo Smedila, è stato l’undici agosto ricordare, per la prima volta nei luoghi del martirio, la vicenda umana e coraggiosa di codesto protomartire cristiano, nonché compatrono della città di Catania e protettore di Trevico, in quel di Avellino, ove sono serbate le spoglie (ivi si svolgono ogni anno grandi festeggiamenti per onorarne la memoria). Euplo è grandemente celebrato nel Cristianesimo ortodosso, che lo annovera tra i più antichi difensori della fede. E se per numerosi lustri le autorità catanesi –non il popolo, il quale ha sempre venerato con affetto uno dei suoi rappresentanti più sinceri: egli semplice cittadino, non sacerdote, rappresenta forse nell’ottica moderna meglio che jeri, la vivacità dell’etica dell’Unto di Galilea- hanno quasi dimenticato l’antico Santo (eccettuata la Messa che si celebra annualmente nella già prigione del martire, in piazza della Borsa), oggi tale lacuna è stata sanata, nella visione del recupero intelligente del comune passato, il quale costituisce enorme slancio per meglio vivere il presente, per massimamente costruire, con solide fondamenta, adoprando la calce dell’Amore, l’opus mixtum della Tolleranza e la cura della Fratellanza, il futuro. Ognuno di noi in tal senso fornisce il proprio contributo. Siamo pertanto lieti che anche questo blog abbia portato la sua levigata pietra a tale nobile scopo, ad maiorem Dei gloriam, della Theotokòs e del Santo Euplo.&lt;br /&gt;Scrive il colto e noto studioso di temi religiosi prof. Antonino Blandini, sul quotidiano "La Sicilia" del 11 agosto 2010, nell'articolo titolato "Festa di S.Euplio, Messa della vigilia in piazza San Pantaleone": &lt;em&gt;"Domani pomeriggio alle 18.30, il parroco-rettore del santuario Maria Santissima dell'Aiuto, celebrerà la s. messa vespertina nella vigilia della festa di sant'Euplio, diacono e martire catanese, compatrono principale della città e dell'arcidiocesi, in piazza San Pantaleone al Foro Romano (tra le vie Vittorio Emanuele, Santissima Trinità, Garibaldi e Orfanelli), 17 secoli fa la piazza cittadina più importante di Catania. Un'antichissima tradizione locale vi pone il sito in cui, la mattina di martedì 12 agosto 304, il giovane cristiano Euplio, dopo la condanna a morte da parte del correttore (governatore romano Calvisiano) e la traduzione in catene per le strade della città greco-romana con appeso al collo il libro dei Vangeli, motivo della sua condanna, fu decapitato davanti al popolo ivi convenuto. Il servizio liturgico sarà curato dal Collegio liturgico "Cardinale Giuseppe Francica Nava", diretto dal dr Piersanti Serrano e del quale S. Euplio, assieme a S. Agata, è l'eletto patrono. L'altare mobile per il sacrificio eucaristico sarà posto davanti ad una nuova edicola votiva di S. Euplio, contenente una piccola statua del venerato santo concittadino che sarà inaugurata per l'occasione ed è stata voluta dalla fervida devozione dei residenti di piazza San Pantaleone verso il grande martire della Chiesa antica delle persecuzioni anticristiane, che immolò la sua giovane vita per testimoniare la fedeltà a Cristo e al suo Vangelo. E' assai interessante considerare, come spiega Francesco Giordano in una delle "Lettere catinensi", che il Foro Romano in cui sarebbe avvenuta la decapitazione di Euplio corrisponderebbe all'attuale cortile San Pantaleo, dove anticamente era una chiesa a lui intitolata. Il corpo del martire sarebbe stato custodito a Catania fino al 975 e tempo dopo si venne a sapere che si trovava nella cattedrale della città di Trevico (Avellino), forse portato lì da un soldato normanno, originario dell'Irpinia al tempo della spedizione di Maniace nel tentativo di cacciare dall'Isola gli arabi. La contrada del Foro Romano dal IV al XV secolo divenne la Giudecca, il cui cuore era l'attuale via Pozzo Mulino, forse l'alveo dello Judicello (Amenano), delimitata da un pozzo a est e da un altro ad ovest. La chiesa sacramentale della contrada era intitolata a Santa Marina, già Sant'Anna dei Casalini, al cui ingresso si venerava un'icona della Madonna dell'Aiuto, nel 1641 traslata nella chiesa SS. Pietro e Paolo che assunse il nome della miracolosa immagine".&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Al fine di illustrare la sacra cerimonia, inseriamo qui due brevi video -da noi girati- della S.Messa celebrata nella antica platea magna (in uno vi è la lettura del Vangelo di Luca, paragrafo delle beatitudini; nell’altro si narra il passaggio cruciale dell’interrogatorio del martire), ove la pietà del popolo ivi abitante ha deciso erigere una edicola votiva, altrimenti detta altarino, al Santo Euplo nella felice occasione. Si noti infine, che i paramenti di Mons.Smedila, il quale è da tempo promotore del culto delle patrie memorie, dai colori regolamentari secondo l'ufizio, sono anche quelli della bandiera della Sicilia. In tempi di rinnovato interesse per l’autonomismo, un particolare da far rilevare nel giusto modo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;(F.Gio)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nota: Le istantanee ritraggono un frangente della S.Messa, l'ingresso -chiuso!- di alcuni resti del Foro romano, ed una immagine del Santo, gentilmente fornitaci dal prof.Blandini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-e38891ee45c55fbb" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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Si stabilivano nel monastero di via dei Crociferi, angolante con via Teatro Greco, il quale, eretto nel XIV secolo e da allora sede delle monache figlie di San Benedetto, era languente e secondo le leggi di soppressione degli ordini ecclesiastici di quarant’anni prima, volute dal governo anticlericale (e rapace economicamente: era ministro delle Finanze, che approvò l’operazione, Quintino Sella: qualcuno può fare dei paralleli storici…), destinato a chiudere. Non fu così, e la luce del Sole di Giustizia del Redentore, per i moltissimi che la tengono da conto all’epoca, ed anche oggi, continua da un secolo pieno secondo la volontà di Nostra Signora, ad irradiarsi in Catania, attraverso la forma antica e rinnovata della mistica delle Benedettine dell’Adorazione. Si compiono infatti cento anni dalla rinnovata presenza delle monache figlie di S.Benedetto in città, e si concluse da poco l’anno giubilare, il quale ha veduto svolgersi, nella augusta e settecentesca chiesa che scenograficamente chiude la strada barocca fra le più famose al mondo per la sua unità e armonia architettonica, incontri di studio, seminarii, e di preghiera, a cura della fervente e fiorente comunità di ecclesiastiche, la quale oggi come jeri anima di afflato divino il vetusto luogo, ingrandito ed ampliato sin dai secoli passati e comprendente pure la cosiddetta badia piccola, che funge da novantacinque anni anche da scuola, od educandato, per fanciulle (dal 1986, per volontà della attuale Priora, sono ammessi anche i maschietti).&lt;br /&gt;Proprio la scuola, ovvero il Pio Istituto Educativo San Benedetto, la prima realtà scolastica cattolica nata a Catania dall’Unità, svolgente la propria attività dal novembre 1915, è stata il riverbero illuminato di quel messaggio evangelico monastico e prettamente spirituale, lanciato con grande successo dalle Suore benedettine del Sacramento, sin dalla venuta delle Sorelle del Monastero di Ghiffa, fondatrici della nuova comunità. Bisogna aggiungere, come è stato detto e scritto non solo in questa occasione, ma anche negli anniversari passati (chi scrive ricorda con commozione l’ottantesimo, allorché l’illustre canonico della Cattedrale Mons. Nicolò Ciancio, ivi celebrò il fausto evento), che il merito della rinascita del monastero e della istituzione della scuola, si deve al noto e deciso Arcivescovo di Catania del tempo, Cardinale Francica Nava di Bondifè ed Asmundo. Egli, la cui famiglia abitava l’attiguo palazzo Asmundo nella piazzetta omonima (e la cui prima Abbadessa del Monastero ricostruito dal devastante terremoto del 1693, nel 1704 era una sua antenata, Suor Ignazia), fece in modo di riscattare, leggasi comperare, ex novo l’edificio dal demanio statale che lo aveva a sé avocato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Disparvero nel 1867 i Benedettini in Catania soprattutto nel grandioso monastero maschile di San Nicolò de harenis; si estinsero le monache della SS.Trinità per far luogo all’educandato femminile e poi al Liceo scientifico; egualmente le benedettine di San Placido e della Badia di Sant’Agata: ma non quelle di via Crociferi, poiché rappresentavano anche il prestigio della secolare presenza della Chiesa nella città dell’Etna, l’avevano guidata sin dalla riconquista Normanna (benedettino era Ansgerio il primo vescovo, benedettini furono tanti altri) e non potevano essere impunemente ridotte al silenzio, in un momento di grande frattura per la coesione nazionale. E’ stato questo anche il tono degli interventi del convegno di studi svoltosi il 24 maggio, all’interno del tempio, alla presenza di molti qualificati relatori; per parte nostra, rileviamo l’intensa, appassionata disamina svolta dal Preside dello Studio Teologico San Paolo di Catania Mons. Gaetano Zito, il quale ha per grandi linee ma con l’acutezza che lo contraddistingue, tracciato il passato recente e suggerito interessanti spunti di riflessione storiografica, per la storia della comunità monastica e di quelle similari: chi infatti tien chiaro che in Catania, come egli ha detto, esistevano undici monasteri femminili a fronte di circa venticinquemila abitanti, prima del terremoto magno, può ben rendersi conto di quella che è stata definita una anomalìa sociale.&lt;br /&gt;Parimenti interessante e dòtto, come nel suo stile, il saluto, mutatosi poi in illuminati e pregnanti suggerimenti, dell’Accademico dei Lincei e Preside onorario della Facoltà di Lettere, nonché storico insigne, Prof.Giuseppe Giarrizzo: il quale non ha nascosto la propria commozione, per la sua presenza in quel luogo antico, a cui lo legano antichi affetti. Chiarire ed interpretare i rapporti fra giurisdizionalismo e storiografia, nella consapevolezza –ha egli affermato- del "peccato originale della mancanza di una antropologia religiosa in Italia, come invece vi è in Francia", al fine di creare quel "libero circolo tra la storia della chiesa e la storia delle religioni": tale l’auspicio, in parte raccolto da alcuni dei relatori ma da ingrandire, approfondire e degnare di studi quanto più minuziosi sia possibile, del nostro grande storico della laicità europea, il quale non si è -come d’indole degli uomini di amplissimo sentire- fatto schermo a suggerire indagini anche in un campo, quello degli studi religiosi, che non è il esattamente il proprio.&lt;br /&gt;Qualche cenno in fine bisogna tracciare della specifica mistica la quale da un centennio è impiantata a Catania, quella della fondatrice dell’Ordine delle Adoratrici: Mectilde de Bar, una suora lorenese che visse nel cosiddetto secolo d’oro della spritualità francese, il XVII. Ella era prima monaca delle Annunciate, di obbedienza francescana: ma solo dopo diverse vicissitudini anche personali, nel 1640 si faceva perpetuamente benedettina, e nel 1654 nasceva l’Ordine da lei fortemente voluto, e sostenuto dalla beneficenza di nobilissime dame, primariamente della Regina di Francia Anna d’Austria, in piena Guerra dei Trent’anni. L’Ordine fu sempre sostenuto dalla nobiltà, ma era anche un perfetto agente di coesione col popolo, poiché fu sempre desiderio di Madre Mectilde istituire educandati per fanciulle che erano inclini alla vita cristiana.&lt;br /&gt;Anche in Catania, nei decenni trascorsi del secolo XX, l’istituzione monastica e la scuola, all’epoca solo femminile, delle Benedettine era sinonimo di prestigio e di orgoglio, per molti i quali inviavano le proprie figlie a studiare nell’Istituto; fra l’altro, per indicare quale ruolo ebbe la comunità, la chiesa di San Benedetto vide nel 1950 l’ordinazione sacerdotale di Padre Salvatore Pignataro, il ‘dominus’ del quartiere Tondicello della Plaja, rione che egli còlla forza di un carattere indomito, plasmò a novella vita riuscendo in molti casi a sconfiggere la povertà e la miseria degli abitanti del quartiere. Inoltre, negli anni Sessanta, insegnava all’Istituto San Benedetto materie classiche Antonio Corsaro, sacerdote che si diceva essere ‘eterodosso’ per i suoi multiformi interessi e gli studi di alto valore intellettuale: personalità carismatica per molti studiosi in città, ancor oggi da alcuni ricordato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Monastero delle Suore Benedettine catinensi e la scuola, sono stati e sono ancora, mutatis mutandis, un essenziale ed alto punto di riferimento, per molti catanesi che intendono a quel luogo riferirsi, e tra quelle mura intrise di storia e di spiritualità affidare l’avvenire animistico e psicologico del frutto de’ loro lombi: merito della attuale Madre Priora Suon Giovanna Caracciolo, di origini catanesi, come delle sue collaboratrici (Suor Agata Fede la direttrice, Suor Anna Maria instancabile tessitrice di belle speranze e concrete attività, Suor Rosa fedelissima vigilante, nonché i docenti ed i collaboratori oblati) mantenere la guida sicura e prestigiosa di una istituzione la quale, se ha molto dato, ha anche molto ricevuto."Che cosa di più dolce per noi", dice San Benedetto, "di questa voce del Signore che ci invita… ci indica la via della Vita". E Madre Mectilde: "Dio ha delle voci ovunque: nelle fiamme, nelle acque, voce nella virtù, nella magnificenza…". Tornano spontanei al cuore i versi non dimenticati del Poeta romagnolo: "C’è una voce nella mia vita, \ che avverto nel punto che muore; \ voce stanca, voce smarrita, \ col tremito del batticuore, \\ voce d’una accorsa anelante, \ che al povero petto s’afferra \ per dir tante cose e poi tante, \ ma piena ha la bocca di terra…" (Pascoli, La voce). E’ quella voce, forse, la quale trasporta in un lungo percorso: "E tra un violetto ed un tuffo \ vanno le foglie morte \ e non tornano più" (Pascoli, Le foglie morte). L’enigma è forse qui, tra le tenebre e la luce, fra il bianco ed il nero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Barone di Sealand &lt;em&gt;(FGio)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pubblicato su Sicilia Sera n° 330 del 4 luglio 2010&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1862676523550539651?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1862676523550539651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/07/benedettine-delladorazione-perpetua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1862676523550539651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1862676523550539651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/07/benedettine-delladorazione-perpetua.html' title='Benedettine dell&apos;Adorazione perpetua: cento anni a Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TDL_6BY9GsI/AAAAAAAAAOU/CJWyj2tiZu4/s72-c/Catane_San_Benedetto1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-6173340082116593891</id><published>2010-06-24T10:58:00.003+02:00</published><updated>2010-06-24T11:05:15.273+02:00</updated><title type='text'>Una lettera di Finocchiaro Aprile a Giorgio VI ed un ricordo dell’illustre padre dell’autonomia della Sicilia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TCMe1Cdrh2I/AAAAAAAAAOE/gds7MxXZTYE/s1600/FinAprile.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486262667610654562" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TCMe1Cdrh2I/AAAAAAAAAOE/gds7MxXZTYE/s320/FinAprile.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Cinque anni fa, nel giugno del 2005, ideammo e, in qualità di direttore responsabile, guidammo il mensile "Lo Spettatore", editore Boemi s.r.l. Fu una esperienza breve, ma esaltante ed interessante. In quel contesto, dappoiché si discuteva con rinnovata attenzione l’argomento dell’autonomìa della Sicilia, scegliemmo di pubblicare la seguente lettera dell’illustre padre nobile del movimento indipendentista poi sfociato nello Statuto siciliano, l’Onorevole Andrea Finocchiaro Aprile, al Re d’Inghilterra Giorgio VI, le cui implicazioni sono di seguito spiegate. Ad integrazione di quanto scritto allora nella nota introduttiva (Lo Spettatore anno I numero 1, giugno 2005, pagina 4), aggiungiamo che l’anticlericalismo di cui Andrea Finocchiaro Aprile fu corifeo nel secondo dopoguerra, si inserisce nello spirito del tempo, ed oggi appare evanescente ed affatto antistorico: nulla osta di rimarcare nondimeno la sua adamantina onestà intellettuale e limpidezza d’animo e d’intenti. Un nostro caro amico, da qualche anno involatosi nell’eternità dell’Oriente ove Colui che tutto muove tutti accoglie, l’avvocato Michele Papa di Catania, narràvaci di Finocchiaro Aprile con accenti di passione. Tale il ritratto di questo gentiluomo siciliano di vecchio stampo, che egli traccia nel volume che dedicò, avendone fatto parte, all’esercito indipendentista (M.Papa, "Storia dell’Evis", Clio-Brancato 1995, pag. 95\100).: "Finocchiaro Aprile era alto, armoniosamente robusto: testa leonina, capelli neri in età avanzata, riga sul lato sinistro: un bell’uomo. Portava occhiali a pince-nez che tirava fuori alla bisogna, con eleganza, dal taschino del gilet, e vestiva di grigio scuro con naturale signorilità: credo che nel primo dopoguerra non avesse un ricco guardaroba. Aveva sulla guancia sinistra una cicatrice, che forse testimoniava un duello, una shlande bruederschaft. Non ebbi mai il coraggio di chiedere notizie su quella ferita, sebbene ne fossi tentato durante le lunghe passeggiate in via Etnea: più volte l’accompagnai in casa Guzzardi, ove era di solito ospitato. Oratore elegante e raffinato, voce gradevolissima, avvinceva il pubblico con studiate pause. I suoi discorsi erano sempre ricchi di riferimenti storici su personaggi dell’intellighenzia internazionale che frequentava, sia quale giurista famoso che come Gran Maestro ai vertici della Massoneria, che allora aveva una enorme influenza avendo "muratori" tra i regnanti e i presidenti degli Stati Uniti. Lo rividi, per l’ultima volta, a Catania quando commemorò al Municipio la titanica figura di Giordano Bruno, che con il rogo pagò l’illusione di un confronto del libero pensiero con i dogmi della Chiesa. La sua oratoria travolgente ed appassionata aveva fatto rivivere le angosce del grande umanista del Rinascimento, coinvolgendo gli ascoltatori in un lirico inno alla libertà. La sera fummo a cena con pochi amici, tra cui Nino Velis e Pippo Amato, inebriati dal suo conversare brillante: con le signore, come al solito, era molto galante, ma non invadente: manifestava, anche avanti negli anni, una gran voglia di vivere: mai lo vidi adirato e mai alzò la voce, anche nei momenti drammatici… era ingenuo come un fanciullo ed al tempo stesso furbo come una volpe di fronte ad ogni insidia. Ricchissimo di umanità, il suo coraggio era immenso e totale, la sua onestà pura come un diamante. Non aveva dimestichezza alcuna con il denaro: vorrei dire che non lo conosceva. Non ne aveva, non ne voleva e non lo portava addosso… fu, senza alcun dubbio, il vero protagonista della storia della Sicilia nel dopoguerra".&lt;br /&gt;(Fr.Giord.)&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Siamo lieti di pubblicare un documento fondamentale per la storia dell’indipendentismo siciliano: la celebre ma poco conosciuta ai più lettera che il capo indiscusso del MIS, Onorevole Andrea Finocchiaro Aprile (1878-1963), inviava al Sovrano d’Inghilterra per illustrare il progetto di autogoverno dell’isola, in un momento particolarmente felice per la sua attuazione. E’ una lettera bellissima ed illuminante, densa di grandi ideali, di immensa passione, degna di un grande uomo libero quale il Finocchiaro Aprile fu. Contiene altresì suggerimenti ed intuizioni illuminanti, che in giorni di veri o presunti conati autonomistici di inizio millennio, par necessario rammentare. Infine è nostro intendimento rendere in tal guisa omaggio a questa fulgida figura di Siciliano integerrimo, oggi misconosciuta alle masse, che fra i molti meriti ebbe quello non ultimo di rifiutare, egli ex parlamentare prefascista, la nomina a Senatore da parte del governo unitario repubblicano. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;A Sua Maestà Giorgio VI Re d’Inghilterra e Imperatore delle Indie, Londra &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Palermo, 22 dicembre 1943 &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Sire,&lt;br /&gt;Nel nome del popolo di Sicilia io rivolgo alla Vostra Maestà supremo appello perché voglia prestargli l’alto e magnanimo suo ausilio onde possa raggiungere finalmente la libertà e l’indipendenza che sono state sempre la sua aspirazione più viva e per le quali stiamo ora conducendo l’ultima battaglia. Vincere questa battaglia significherà assicurare l’avvenire ad un popolo generoso che non è a nessuno secondo nella volontà di progredire sulle vie della civiltà, ma che ne fu sempre ostacolato da tutti i governi succedutisi dopo la leggendaria impresa del 1860, dimentichi del grande contributo dato dalla Sicilia al risorgimento nazionale; popolo che l’iniquo regime fascista bersagliò ed oltraggiò in tutti i modi.&lt;br /&gt;Il popolo siciliano, dopo l’infelice esperimento di circa un secolo di unione con l’Italia, si è convinto che esso non ha altra salvezza che quella di governarsi da sé, con i propri uomini, con la propria economia, scuotendo il servaggio che le classi politiche ed industriali del Nord gli hanno imposto, e che permarrebbe se noi ci lasciassimo adescare da troppo interessate e tardive profferte di autonomia o di decentramento, che ci si fanno di fronte al dilagare dell’idea dell’indipendenza, ma che sarebbero senz’altro dimenticate appena noi avessimo ancora aderito all’unità italiana. Nel 1860 ci fecero le stesse promesse e non furono mantenute; oggi non siamo disposti a farci tradire ancora una volta, e quelle profferte decisamente respingiamo.&lt;br /&gt;Il nostro proposito, Maestà, è quello che si addivenga alla creazione di uno stato sovrano di Sicilia a regime repubblicano costituzionale. La Sicilia fu sempre un’entità organica a sé stante, fu il primo stato sorto nel Mediterraneo e fu di esempio a tutti gli altri. L’unione con l’Italia non fu il risultato di un reale e sentito desiderio del popolo, ma il prodotto dell’attività di uomini politici i quali, guidati da nobili intenti, credettero che attraverso l’unità, la Sicilia avrebbe potuto ottenere vantaggi maggiori che restando isolata. La triste esperienza degli ultimi 84 anni ha dimostrato la vanità di quella illusione e reso il concetto dell’indipendenza insostituibile nel pensiero di tutti coloro che sono guidati dall’amore per la loro terra e non dalla speranza di un personale tornaconto, di fronte al quale non si esiterebbe a sacrificare la patria siciliana.&lt;br /&gt;Né è dubbio per chi abbia serenamente studiato l’argomento, che la Sicilia possa vivere da sé, con le sue imponenti risorse agricole e minerarie, sviluppando le industrie che essa, con i suoi prodotti, potrebbe alimentare. L’attuale situazione economica è soddisfacente, quella dell’avvenire non potrà essere che di gran lunga migliore. Così la bilancia commerciale, che dava prima della guerra un notevole eccesso delle esportazioni sulle importazioni, come la bilancia dei pagamenti sempre favorevole, si avvantaggeranno sensibilmente da una economia a carattere esclusivamente siciliano, svincolata dalle pastoie della prevalenza degli interessi continentali.&lt;br /&gt;L’indirizzo della costituenda repubblica siciliana, che dovrà essere guidata da uomini particolarmente degni per riconosciuto patriottismo, per prudenza di consiglio e per saggezza di decisioni, sarà quello di contemperare equamente le esigenze delle varie classi sociali in modo che non derivino al paese agitazioni e disquilibri che turbino la pace pubblica; ma è necessario, tuttavia, ed urgente che siano riguardate con particolare cura le condizioni delle classi più umili, che sono il nerbo del popolo siciliano. Contadini ed operai dovranno avere dal nuovo stato tutti i maggiori aiuti che li mettano in grado di elevarsi moralmente ed economicamente. Come sono essi che hanno alimentato potentemente il movimento per l’indipendenza siciliana e che gli hanno dato e gli danno la passione della loro anima semplice e sana, così saranno essi che dovranno avere i veri vantaggi della situazione che verrà a crearsi, e contro la quale non resteranno che le esigue schiere dei profittatori del reazionarismo unitario o degli illusi circa la possibilità di penetrazione in Sicilia delle idee comuniste, oggi profondamente estranee alla coscienza delle nostre classi lavoratrici.&lt;br /&gt;Ho già avuto occasione di significare al Governo di Vostra Maestà che, creato lo stato sovrano e indipendente di Sicilia, esso dovrebbe ottenere dall’Inghilterra o da un gruppo di stati ad essa associati la garenzia della propria sicurezza nel senso che si dovrebbe accorrere in difesa della Sicilia nel caso di aggressione di altro stato. Questo concetto mi onoro di confermare a Vostra Maestà. Così pure rinnovo la dichiarazione che noi non avremmo difficoltà, anzi ne saremmo lieti, di federare lo stato siciliano con la repubblica o le repubbliche che fossero per sorgere in Italia, naturalmente conformi nei loro principi e nelle loro finalità alla repubblica democratica siciliana. Se però dalla futura conferenza della pace dovesse nascere, come è stato preannunziato, una grande confederazione europea, è ovvio che a questa la repubblica siciliana dovrebbe essere chiamata a partecipare, come vivamente desidera, non occorrendo più la creazione di una confederazione di stati italiani, tutti potendo essere membri della grande confederazione europea. E fra questi stati, grandi e piccoli, potrebbe bene trovare posto la Sardegna, dove è andato determinandosi un forte movimento separatista a causa dell’abbandono, se non anche del disprezzo, del governo e del popolo italiano verso quell’isola di eroi, anelante, come la Sicilia, a risorgere a nuova e indipendente vita.&lt;br /&gt;Rivolgo altresì a Vostra Maestà la preghiera di considerare sin d’ora l’opportunità di annettere al nuovo stato siciliano territori dell’Africa settentrionale. La vicinanza di essa alla Sicilia, la grande maggioranza siciliana degli abitanti in alcune zone, le affinità etniche, la necessità di un unico governo che disciplini le esigenze similari delle popolazione che sospinga queste verso il progresso, sono ragioni che suffragano i voti della nostra isola. Ma è necessario affrettare i tempi; è necessario che, intanto, sia costituito lo stato sovrano e indipendente di Sicilia onde questo possa partecipare alla conferenza della pace, quale amico ed alleato della Gran Bretagna. Il popolo siciliano ha chiesto di essere ammesso a dire con un plebiscito che desidera la sua indipendenza e la istituzione di una repubblica democratica. Questo plebiscito, in conformità del principio dell’autodecisione dei popoli, non potrà essere negato; ma è d’uopo ch’esso, perché risponda a verità, si svolga liberamente sotto il controllo internazionale, altrimenti il Governo italiano, al quale, per nostra sventura, la Sicilia sta per essere riconsegnata, falserebbe con ogni sorta di violenze la manifestazione della volontà popolare. Su ciò, che è essenziale, io mi permetto di richiamare in particolar modo l’augusta attenzione di Vostra Maestà. Né varrà il dire che il Governo di Badoglio come la Monarchia hanno oramai in Italia una vita del tutto effimera e che non v’è a preoccuparsene, dappoiché il governo e il regime che succederanno avranno anche loro interesse a soffocare l’espressione del pensiero e del sentimento del nostro popolo. Vero è che la guerra contro la Germania non è finita e che alla vittoria bisogna volgere tutti gli sforzi comuni. Ma la Sicilia, mentre si appresta a dare il suo maggior contributo materiale e morale agli Eserciti Alleati, pronta, se richiesta, a lanciare nella lotta i suoi battaglioni, è lontana ormai dal teatro della guerra e può, senza pericoli e disturbi di sorta, essere chiamata ad esprimere la sua volontà. E’ questa l’esortazione di tutto il popolo di Sicilia.&lt;br /&gt;Alla Maestà Vostra certamente è noto che, nei giorni della liberazione, le truppe britanniche furono accolte con evidenti segni di soddisfazione e di gioia. Il comitato per l’indipendenza siciliana face tutto quello che era in suo potere perché l’accoglienza fosse calorosa e solenne a conferma della tradizionale, secolare amicizia del popolo siciliano verso il popolo inglese. A questa amicizia, Sire, io mi richiamo nella fiducia che durante il felice e glorioso regno della Maestà Vostra, la Sicilia possa vedere realizzato il suo grande ideale dell’indipendenza.&lt;br /&gt;Voglia, Maestà, gradire il mio devoto e profondo ossequio.&lt;br /&gt;Andrea Finocchiaro Aprile&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-6173340082116593891?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/6173340082116593891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/06/una-lettera-di-finocchiaro-aprile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6173340082116593891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6173340082116593891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/06/una-lettera-di-finocchiaro-aprile.html' title='Una lettera di Finocchiaro Aprile a Giorgio VI ed un ricordo dell’illustre padre dell’autonomia della Sicilia'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/TCMe1Cdrh2I/AAAAAAAAAOE/gds7MxXZTYE/s72-c/FinAprile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-5920615009346879840</id><published>2010-05-21T12:36:00.003+02:00</published><updated>2010-05-21T12:43:29.443+02:00</updated><title type='text'>L'Archivio Storico Comunale digitalizza i Riveli di Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_ZjTdiRgII/AAAAAAAAANc/n8OpvD_0JEU/s1600/Memoriale+1584.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 217px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473671583112462466" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_ZjTdiRgII/AAAAAAAAANc/n8OpvD_0JEU/s320/Memoriale+1584.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;L'Archivio Storico Comunale di Catania ha di recente digitalizzato i Riveli, importantissimi per conoscere la nostra storia passata, già microfilmati dopo il funesto incendio del 1944. Per gentile concessione della Direttrice dott.ssa Marcella Minissale, coadiuvata dai solerti collaboratori, di seguito pubblichiamo la nota esplicativa. L'immagine documenta una pagina del memoriale del 1584.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;L’Archivio Storico Comunale digitalizza i riveli di Catania&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel dicembre del ’44, il rogo del Palazzo Municipale, appiccato durante un tumulto popolare, cagionò la perdita della preziosa e cospicua documentazione cittadina prodotta a partire dal secolo XV. Il professore Guido Libertini, allora presidente della Deputazione di Storia Patria, recatosi sui luoghi nel Gennaio del 1945, osservò che: alcuni pavimenti erano precipitati e, in altre stanze, i volumi rovesciatisi con i palchetti giacevano per terra allineati ma carbonizzati o ridotti dalle sopravvenute piogge a una poltiglia fangosa.&lt;br /&gt;Dieci anni dopo, per ricercare ed acquisire - presso archivi, biblioteche e antiquari - documenti e pubblicazioni concernenti la storia amministrativa di Catania, già custoditi nel vulnerato archivio, il sindaco Luigi La Ferlita, insediò una Commissione per la ricostituzione dell’Archivio Storico Comunaler in cui si avvicendarono, sino al 1974, eminenti studiosi, quali Matteo Gaudioso, Carmelina Naselli, Vito Librando, Giuseppe Giarrizzo. Presso l’Archivio di Stato di Palermo, si diede avvio alla selezione e microfilmatura di documenti riguardanti Catania, tratti dai registri della Real Cancelleria di Sicilia, competente, fin dall’epoca normanna, in materia di apposizione del sigillo, registrazione e tassazione degli atti, attiva fino al 1819.&lt;br /&gt;Nella seduta del 15.02.1962, su proposta del Prof. Giuseppe Giarrizzo, il Consesso deliberò, inoltre, la microfilmatura dei Riveli di Catania consistenti nelle dichiarazioni sulle ricchezze delle famiglie e delle città, affidandone l’incarico al Prof. Vincenzo Caldarella, che già stava curando la selezione, regestazione e riproduzione della Real Cancelleria.&lt;br /&gt;L’ufficio preposto alla periodica indizione dei Riveli, fu il Tribunale del Real Patrimonio dal 1505 al 1682, quando la competenza passò alla Deputazione del Regno di Sicilia che proseguì i censimenti sino al 1800.&lt;br /&gt;L’identificazione dei contribuenti e delle loro capacità reddituali fu, all’inizio del ‘500, uno dei problemi che il Vicereame di Sicilia - dipendente dalla monarchia spagnola impegnata in guerre imperialistiche e alle prese con un endemico deficit di bilancio- si trovò ad affrontare per una più equa e veritiera ripartizione del carico tributario.&lt;br /&gt;Nel 1505, le "multi quereli" - avanzate nei Parlamenti del Regno, ove si contrattavano i Donativi regi - indussero l’amministrazione centrale spagnola a una cherca, sorta di censimento de li habitacioni e facultati del regno, secondo modalità che nel corso del secolo si sarebbero perfezionate rimanendo immutate per tutto l’antico regime. Risale al medesimo anno il più antico censimento siciliano, condotto sistematicamente, di cui pochissimo si conserva. In tale circostanza, si ottenne la pubblica lettura e correzione dei relativi risultati custoditi dal Mastro Notario di ciascuna Università.&lt;br /&gt;Dovevano rivelare tanto le città, riguardo alla specie e valore dei beni mobili e immobili posseduti ed all’ammontare dei debiti e dei crediti che i capifamiglia tenuti, inoltre, a dichiarare nome, età, e relazione di parentela di persona convivente in ciascun fuoco (gruppo familiare).&lt;br /&gt;Tale procedura fu minutamente prescritta dalle Istruzioni per la numerazione di anime e beni, date a Messina il 9 Aprile del 1548 (sesta indizione) dal vicerè Giovanni De Vega per conto della Cesarea et Cattolica Maestà dell’imperatore Carlo V, affinché: si numerassiro li fochi et discrivissero li facultà di tutti li cità et terri del preditto Regno per poterse reformare la taxia di li colletti et donativi regii ordinarij e straordinarij, a talchè ogni cità, terra et loco habbi di pagari la ratha che debitamenti si competixe su la sua facultà et di sgravarsi o quelli che per tal censo si trovassiro gravati.&lt;br /&gt;L’incarico di provvedere a tale descrizione, per le varie località dell’Isola, spettava a ventidue personi di qualità integri e virtuosi, ciascuno coadiuvato da una persona religiosa e da uno scrivano. Costoro dovevano investigari et sapere lo numero di li fochi et la qualità et quantità della facultà de la università come di particolari, dove li tenino et in che consistino senza exceptione di persona alcuna conforme a quillo che per nostre istrutioni vi è ordinato, usando forma et espediente tale che se ni sappia la verità, di sorte che nixuno in tutto oy in parte li possa occultare maliziosamente nè celeratamente.&lt;br /&gt;Agli incaricati doveva essere prestato ogni aiuto dalle autorità locali: comandamo a tutti et singuli illustri spettabili et magnifici marchesi, conti, baruni, gubernaturi, capitanei d’armi, capitanei ordinarij, iurati et qualsivoglia altri personi et officiali di li ditti cità et terri , magiuri et minuri, presenti … che vi digiano prestare ogne honore, ajuto, favore et obediencia et darvi loro brachio et exequiri vostri comandamenti tanti volti quanti è del modo per voi sarrà ordinato, et provedendovi gratis di posata (soggiorno) commoda et conveniente…."&lt;br /&gt;Ogni capofamiglia doveva compilare sotto giuramento un memoriale con l’indicazione di tucti soi beni debiti et crediti cum la summa di quello che veramente valissiru e di quello che duvissiro dari et richipiri.&lt;br /&gt;Ciascun Rivelo, dovendo riportare il nome l’età e la provenienza del capofamiglia, nonché quelli della moglie, dei figli e di conviventi consanguinei, affini e non consanguinei (quali servitori ed altri) rappresenta una preziosa fonte di ricerca per la storia demografica, economica e sociale dei comuni siciliani, e per la genealogia di molte celebri casate integrando o sostituendo altre informazioni contenute in raccolte documentarie lacunose, non più esistenti per calamità (terremoti, incendi), o comunque non consultabili.&lt;br /&gt;Di recente l’Archivio Storico Comunale, consapevole della importanza dei microfilm posseduti, ha utilizzato i contributi regionali concessi dalla L. R n°66/1975 e già impiegati, per l’acquisto di attrezzature, per la rilegatura e il restauro di registri e antiche edizioni, per riversare su formato digitale i fotogrammi concernenti la serie Riveli di Catania per il periodo compreso tra il 1548 al 1753, non più visionabili per l’obsoleto formato dei microfilm e la vetustà del lettore stampatore.&lt;br /&gt;Si è, inoltre, elaborato uno specifico software per l’indicizzazione e la ricerca dei fotogrammi, tramite vari criteri, quali l’anno, la tipologia, il numero di bobina originale e l’ufficio emanante: è, anche, possibile ingrandire, stampare o salvare il fotogramma od i fotogrammi che interessano lo studioso.&lt;br /&gt;Gli archivi, per sopravvivere quale scrigno della memoria, devono guardare al futuro, accogliendo le variegate opportunità offerte dalle nuove tecnologie di conservazione e fruizione, pur se connesse a, talora, sofferti cambiamenti di metodo e prospettiva.&lt;br /&gt;Si auspica, quindi, che, in un prossimo futuro, possa essere portata a compimento la meritoria opera, a suo tempo intrapresa dalla Commissione per ricucire lo strappo sofferto dalla memoria civica, completando la ricerca e selezione degli atti della Real Cancelleria riguardanti la città di Catania fino al 1819 nonché, il riversamento dei microfilm della stessa Cancelleria e dei Riveli posseduti dall’archivio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-5920615009346879840?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/5920615009346879840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/larchivio-storico-comunale-digitalizza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/5920615009346879840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/5920615009346879840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/larchivio-storico-comunale-digitalizza.html' title='L&apos;Archivio Storico Comunale digitalizza i Riveli di Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_ZjTdiRgII/AAAAAAAAANc/n8OpvD_0JEU/s72-c/Memoriale+1584.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-6286049232415381254</id><published>2010-05-17T13:13:00.002+02:00</published><updated>2010-05-17T13:17:34.656+02:00</updated><title type='text'>Santa Maria dell’Aiuto e Sant’Euplo di Catania: fra storia e simboli</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_ElkAdVdYI/AAAAAAAAANU/2aaeL1tvMK8/s1600/15052010(001).jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472196322760422786" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_ElkAdVdYI/AAAAAAAAANU/2aaeL1tvMK8/s320/15052010(001).jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_Eljrz-icI/AAAAAAAAANM/E7nSt8Pth_k/s1600/euplio(1).jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 84px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472196317218245058" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_Eljrz-icI/AAAAAAAAANM/E7nSt8Pth_k/s320/euplio(1).jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_EljRxsLAI/AAAAAAAAANE/2bwuLCjweXo/s1600/aiuto.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 225px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472196310229330946" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_EljRxsLAI/AAAAAAAAANE/2bwuLCjweXo/s320/aiuto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Santa Maria dell’Aiuto e Sant’Euplo di Catania: fra storia e simboli&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;　&lt;br /&gt;Una attenta quaestio di storia patria, formulataci dall’eminentissimo Rettore Monsignor Carmelo Smedila del Santuario di Santa Maria dell’Ajuto in Catania, di antica venerazione, è la scaturigine di codeste note, vergate ad uso e decoro della città e di tutti coloro che con cuore sincero, mòndo da interessi veniali, la amano. Pare affatto notevole, ove sino ad oggi non ci risulta sia stato ne’ dettagli indagato, illuminare i rapporti storici che intercorsero fra la venerata tela della Madonna dell’Ajuto, assai amata dal popolo "per la frequenza delli Miracoli" (afferma il cronista secentesco Privitera), ed i luoghi del martirio di Sant’Euplo (ovvero Euplio), diacono e compatrono di Catania assieme alla Vergine Sant’Agata. Questo giovane zelatore dell’Evangelo, della buona novella del Risorto, come molti sanno patì sotto Diocleziano persecuzione e martirio proprio a causa del voler manifestare apertis verbis, in tempi di fanatismo, il suo credo. Rileggiamo la cronaca dei fatti dall’insigne testo di Storia Ecclesiastica di Monsignore Antonio Godeau (tomo III, Venezia 1762, pag. 188-192): "In Catania Euplo Diacono restò sorpreso nel tempo, che leggeva il Vangelo ad alcuni Cristiani. I Soldati lo condussero dinanzi a Calvisiano. Per la strada gridava: io son Cristiano, e dïsidero di morire per lo nome di Gesù Cristo. Il Giudice lo interrogo, onde avesse avuto quel Libro, e se lo avesse portato seco dalla sua casa. Il Diácono rispose : Non ho casa come è ben noto al mio Dio, Signore Gesù Cristo. Calvisiano aperse il Libro dei Sacrosanti Ecc.mi Vangelj , e gli venne dinanzi agli occhi quel passo ; Beati sono coloro, i quali soffrono persecuzione per la giustizia , perché di essi è il Regno de' Cieli. Continuando a volgere il Libro lesse quell' altro ; E chi vuol venir dietro a me, prenda la sua croce, e mi segua. Cosi divine parole parvero molto stravaganti al Giudice accecato da Idolatría, e diede ordine, che Euplo messo fosse alla tortura. I carnefici gliela diedero asprissima ; ma nella violenza de' tormenti il Diácono null' altro disse se non: Grazie, o mio Dio, ti rendo: ed abbi pietà di me, che per amor tuo tali cose patisco. Calvisiano comandò, che si desistesse alquanto dal tormentarlo, e prese quello tempo per esortarlo a sacrificare agli Dei, al fine di liberarsi. Rispose Euplo io adesso sacrifico me stesso a Dio, ne mi rimane altro da fare ; invano ti affatichi di spaventarmi; sono Cristiano. Si fatta risposta vieppiù accrescendo la collera di Calvisiano, lo condannö egli ad esser decapitato. Gli fu appeso il Libro degli Evangelj al collo, ed incontrö con tanto coraggio la morte, quanto ne avea dimostrato nel combattere per la sua difesa".&lt;br /&gt;Il luogo dove il cristiano battezzato Euplo, il quale non essendo un sacerdote –nel senso che oggi si intende- è tanto più meritevole di lode in quanto può essere considerato, specie alla luce degli insegnamenti dottrinali del Concilio Ecumenico Vaticano II, un preclaro esempio di quei figli prediletti che nell’assemblea divina non di rado si manifestano (fra l’altro è importante rammentare che gli atti del suo processo sono pressoché gli unici a esserci giunti in versione completa nella nobile, ed ancora ufficiale oggi nella Chiesa, lingua latina), è noto, ossia il Cortile di San Pantaleone, il quale in epoca romana era l’antico Foro, la platea magna della città. Ivi si concentravano tutti gli edifizi più importanti della Catina risorta a novella vita mercé la volontà di Augusto primo Imperatore, nonché (cfr. F.Giordano, "L’anfiteatro romano di Catania", Catania 2002) costruttore del grandioso, ed unico dopo il Flavio di Roma per la sua bellezza e maestosità, anfiteatro romano il quale, dai discavi del 1906, è visibile in piazza Stesicorea. Il nostro illuminato storico Francesco Ferrara, abate e letterato e scienziato di cui è bene far grata citazione, citando il Bolano, così descrive il Foro: "la fabbrica aveva forma quadrata bislunga di 50 piedi. Mancava affatto il lato di occidente; quello a mezzogiorno mostrava ancora otto botteghe, quello ad oriente sette, quello di tramontana quattro. Oggi non restano che quelle ad oriente e tre a mezzogiorno attaccate alle prime ad angolo retto. Servono di moderne abitazioni, e formano all’intorno il cortile detto di S.Pantaleo" (in "Storia di Catania…", Catania 1829, pag.308). Nel Foro pertanto la decollazione di Euplo, speculum di quella del Battista (non casuale accostamento, come vedremo in appresso), si svolse sotto il concorso di molti catanesi, come precisa lo studioso patrio Sac. Giuseppe Consoli "La sentenza pare venisse eseguita nel centro della città, attuale cortile San Pantaleone, dove anticamente era una chiesa a lui dedicata. Il suo corpo fu custodito con venerazione a Catania nel 975, poi non se ne ebbe notizia alcuna. Dopo qualche tempo si seppe che si trovava a Trivico (provincia di Avellino, Diocesi di Lacedonia), dove è sommamente venerato da quella popolazione. Si crede che sia stato involato dall'isola assieme ai corpi di altri martiri (S.Agata, S.Lucia, i santi catanesi, ecc.) e per vicende a noi ignote, lasciato in quella cittadina" (ne "Catania, Il Duomo", 1950, pag.88). Le vicende del trafugamento del corpo sono tuttavolta ricostruibili: a Catania gli arabi entrarono (ad opera dell’Emiro Abd el Kassem, afferma il Ferrara) nell’878, quindi cinquant’anni ed oltre dopo lo sbarco di Asad ibn Al Furat a Mazara del Vallo, nel giugno dell’827. Le consuetudini cristiane si mantennero intatte, se si eccettua il pagamento della tassa, per il secolo X ("c’è lu Gaitu, e gran pìna ‘nnì dùna: vòli arrinùnziu a la fidi Cristiana", cantava il popolo che non voleva pagar né dazio né mutar religione): ma era all’orizzonte Maniace ed i suoi epigoni, per trasportare in luoghi liberi "dagli infedeli" le reliquie dei Santi protettori, in primis Agata. Pertanto alcuni valorosi, i cui nomi ci son rimasti ignoti, evidentemente trafugarono il corpo del martire Euplo, trasferendolo in quel di Trivico, o Trevico, di dove forse uno di costoro, normanno, era originario. Era allora Vescovo e Metropolita di Catania Eutimio; che fu a Costantinopoli disputando con Fozio.&lt;br /&gt;Per meglio precisare la toponomastica del luogo del martirio del Santo (cella di detenzione fu invece la grotta ancor visitabile, in piazza oggi della Borsa, ove egli fu rinchiuso: antico carcere e, con maggior certezza, necroterio civico), si tenga ben presente che esso è il cuore di quel quartiere che, sin dal IV secolo e per tutto il XVII secolo, fu la Giudecca: divisa in due grandi rioni, "judeca soprana e judeca suttana" o "di susu e di jùsu", secondo l’antico vernacolo, attraversata dal sempiterno e fondamentale (per l’approvvigionamento idrico della città) fiume Amenano (il quale infatti veniva anche appellato Judicello, o fiume de’ giudei). Il cuore della Giudecca, l’intersezione dei due quartieri, era la via Pozzo Mulino, così denominata da due pozzi pòsti al limitare della strada, l’uno ad est l’altro ad ovest (per tutta l’indagine sul luogo, cfr. F.Giordano, "La Giudecca di Catania", ne "La Fenice" n°25\26 ott.dic. 2003). La chiesa di riferimento era quella di Santa Marina (in ebraico antico la radice màr vale amaro, ma anche splendente): la nota della storia del Santuario dell’Ajuto precisa che "nel 1635 vi era una Congregazione sacerdotale che zelava il culto della Madre di Dio nella chiesa di Santa Marina sita all'epoca nell'attuale via Pozzo Mulino. Nel 1641, il 3 novembre, la Congregazione sopracitata portò solennemente nella chiesa di SS.Pietro e Paolo una preziosa tela della Vergine che per i miracoli fatti al popolo,dalla pubblica icone dove si trovava venne invocata col titolo di Madonna dell'Aiuto". Quindi proprio la chiesa di Santa Marina e la sua Congregazione fomentavano il culto della immagine sacra della Vergine Madre, esposta nella pubblica via: essendo i fautori del trasporto nel tempio attuale. Il collegamento con Sant’Euplo è palese allorché si precisa che la dietro la chiesa di S.Marina, già S.Anna dei Casalini, "era quella di S.Giovanni della judeca, dedicata poi a S.Euplo" (G.Policastro, Catania prima del 1693, Catania 1952, pag.208). Codesta dedicazione della chiesa di S.Giovanni, evidentemente il decollato, a Sant’Euplo avvenne, aggiunge sempre il preciso ed informatissimo Policastro, nel 1486, per la tradizione del capo mozzato del santo, per cui ivi fu collocata una sua testa marmorea. (ibidem, pag.213). Altra tradizione, raccolta dal Pirro, vuole che proprio nel "puteo de Ugolino" (Ugolino era l’antico proprietario della casa che inglobava il pozzo ed altri casaleni, dònde il nome della via che per corruzione fonetica assunse poi quello di "pozzo mulino") venisse gettato il capo mòzzo del diacono martire. La chiesa di San Giovanni Battista quindi, tempio ove si venerava particolarmente Sant’Euplo, rammenta il parallelismo mistico fra i due campioni della religione rivelata (pare inoltre che all’ingresso ovest del cortile San Pantaleone esistesse un quadro, oggi occupato dall’immagine di San Giuseppe col Bambinello, proprio del Precursore decollato: vox populi intende che tale piccolo altarino fu la fonte della ispirazione, pel commediografo e giornalista d’assalto, Nino Martoglio, per la celeberrima commedia "San Giovanni decollato": evidentemente in zona il fantasma di mastr’Agostino Miciacio non cèssa di manifestarsi…).&lt;br /&gt;Se la chiesa di S.Giovanni alla Giudecca ebbe forse un ideale continuum –ma la toponomastica, sia pur confusa, asserisce che furono edifizi diversi- con la pur assai vicina chiesa di San Giovanni Battista, la quale serbava decorazioni templari e dell’Ordine di Malta (era in via Garibaldi all’angolo della via San Giovanni, distrutta dal bombardamento aereo dei "liberatori", nel maggio 1943) e se il luogo preciso della decollazione di Euplo ancor si cela sotto i passi di tutti coloro che transitano in que’ luoghi densi di patrie memorie, il legame con la chiesa di Santa Marina (a cui verisimilmente fecero riferimento tutti i numerosi ebrei, convertiti dopo l’editto di Granata, che rimasero abitanti del quartiere) e quindi con la venerata immagine della Madonna dell’Ajuto, appare pertanto di evidente limpidezza. Peraltro, perfezionando qui un aspetto del sopra citato nostro studio di anni or sono, abbiamo rinvenuto –e siamo in grado di disvelare, come documenta l’istantanea allegata- quella che, probabilmente, fu l’antichissima chiesa di S.Marina (secondo una indicazione del Policastro), esattamente a sud di via Pozzo mulino, caratterizzata da una finestra a lunetta la quale tradisce l’originaria destinazione; pare altresì che ivi sino agli anni Trenta del secolo XX vi fossero degli affreschi descriventi il martirio di Euplo: da lunghissimo tempo è abitazione privata, trasformata forse nel secondo Ottocento. Evidentemente era stata ricostruita dopo il terremoto del 1693, ma il centro del culto era oramai trasferito a S.Maria dell’Ajuto, già SS.Pietro e Paolo: od era forse codesta la chiesa di S.Giovanni alla giudecca, ove si venerava il capo di Euplo? In ogni caso, il passeggiere può ben accorgersi dei vetusti avanzi, anche se mistificati artatamente dalle successive destinazioni d’uso.&lt;br /&gt;Sulla tela della Vergine Madre e del Divin Figlio, ci sia permessa qualche precisazione. Le fonti ne parlano dal XVII secolo, ma è evidente, da una analisi anche superficiale senza scendere ne’ meandri della storia dell’Arte moderna, che le fattezze delle due figure, lo stile ed i colori sfumati, la collocano cronologicamente attorno alla metà del secolo XVI: tempi di grande tribolazione per Catania, anni di pestilenze, carestie e sommovimenti guerreschi. La zona detta della Giudecca era già dai secoli precedenti in buona parte proprietà del gran condottiero Artale Alagona e del di lui padre Don Blasco, Gran Cancelliere del Regno di Trinacria (nei secoli XIV e XV i Re di Sicilia dimoravano in Catania, e la loro sede era il castello Ursino). Fra l’altro Artale Alagona aveva una particolare predilezione per la Madre di Dio (cfr. F.Giordano, "La Rotonda…", Catania 1997), per cui si può supporre con un certo margine di approssimazione ragionevole, che la committenza la quale vòlle la realizzazione della tela, assecondando anche la pietà popolare, sia stata della famiglia magniloquente e benemerita della città, degli ultimi Alagona, grandi di Sicilia e d’Ispagna. In ogni caso, ad una analisi mistico-esoterica del quadro, saltano all’indagatore che si avventura "oltre il velame de li versi strani", secondo l’adagio del gran Poeta, alcune considerazioni.&lt;br /&gt;La Madonna "auxilium Christianorum" è evidentemente bruna: non nera come quella della Santa Casa di Loreto (altra coincidenza non casuale: il Santuario Mariano dell’Ajuto custodisce, come è noto, la riproduzione della Santa Casa Lauretana, eseguita nel XVIII secolo in modo pressoché perfetto), e però secondante il verso del Cantico: "nigra sunt sed formosa". Si sa che il culto delle Madonne nere, come assevera la storia oramai acclarata, ha le radici nell’antica devozione isiaca che i popoli d’Oriente e di Occidente tributarono, prima del Cristianesimo, alla Magna Mater: da Chartres alle Vergini nere de’ Templari, da Tindari a Chestokowa sino alla Madonna nera del villaggio bavarese di Altòtting (molto cara all’attuale Santo Padre Benedetto XVI), il patrimonio mistico e storico della Chiesa ha nel bimillennio di feconda vitalità, tramandato un culto perenne e sempiterno di poesia arcana e di intenso, indistruttibile amore. La luna a’ piedi ideali della Gran Madre, rappresenta la Chiesa, secondo la lectio di San Bernardo di Clairvaux (colui che fu tra l’altro il ‘fondatore’ dei Templari e il redattore della Regola loro), il massimo studioso di mariologìa dell’evo antico: le stelle in numero di dodici che la attorniano, simbolicamente rammentano il collegio Apostolico. E tuttavia, il numero delle punte delle stelle è otto: l’otto è numero dell’equilibrio cosmico, della rigenerazione e della purificazione risuscitatrice (le fonti battesimali medievali hanno forma ottagona: lì l’iniziato sorge a nuova aurora); l’otto è mediatore fra quadrato e cerchio, e quale mediazione più perfetta della Vergine Madre, fra il Figlio suo ed il popolo di coloro che la vòcano, con estrema semplicità e sincero afflato?&lt;br /&gt;Le mani della Madre di Dio sostengono il Bambino Gesù in modo preciso: la destra tiene la spalla, la sinistra poggia sulla coscia. Significato simbolico della spalla, è la potenza: secondo Ireneo, "la potenza " di Cristo "è sulle sue spalle"; mentre Dionigi l’Areopagita aggiunge: "le spalle rappresentano il potere di fare, di agire, di operare". La coscia è invece la rappresentazione della forza; secondo la Cabala, essa è analoga per importanza alla colonna. Forza e potenza di Cristo bimbo quindi, possiamo affermare, coadiuvate gestite e mediate dalla Grande Vergine Madre, nel nostro antico quadro.&lt;br /&gt;V’ha infine un riferimento a nostro parere, nascosto, che l’autore –o la committenza- suggerirono nel pìngere le stelle ad otto punte: il Salmo numero otto -secondo la antica numerazione- ad una attenta lettura, laddove narra di stelle, della luna e del resto, si adatta mirabilmente ad una precipua meditazione in senso mistico intorno alla sacra immagine: lo trascriviamo nel suo puro linguaggio latino (segue una nostra versione italiana):&lt;br /&gt;Dòmine, Dòminus noster, quam admiràbile est&lt;br /&gt;nomen tuum in univèrsa terra　!&lt;br /&gt;Quoniàm elevata est magnificèntia tua, super caelos.&lt;br /&gt;Ex ore infantium et lactèntium perfecìsti làudem propter inimicos tuos,&lt;br /&gt;ut dèstruas inimìcum ed ultòrem.&lt;br /&gt;Quòniam vidèbo caelos tuos, opera digitòrum tuòrum:&lt;br /&gt;lunam et stellas, quae tu fundàsti.&lt;br /&gt;Quid est homo, quod memor es ejus　?&lt;br /&gt;Aut filius hòminis, quòniam vìsitas eum　?&lt;br /&gt;Minuìsti eum pàulo minus ab Angelis, glòria et honòre coronàsti eum:&lt;br /&gt;Et constituisti eum super òpera mànuum tuàrum.&lt;br /&gt;Omnia subjecìsti sub pèdibus ejus, oves et boves univèrsas:&lt;br /&gt;Insuper et pècora campi.&lt;br /&gt;Vòlucres caeli, et pisces maris, qui peràmbulant sèmitas maris.&lt;br /&gt;Dòmine, Dòminus noster, quam admiràbile est&lt;br /&gt;nomen tuum in univèrsa terra　!&lt;br /&gt;(Signore, Signore nostro, quanto è ammirabile il tuo nome nell’universa terra! Poiché la tua magnificenza si leva al di sopra de’ cieli. Dalla bocca dei bimbi e dei lattanti ti procacciasti lode, ad onta dei nemici, per distruggere il nemico e l’avversario. Poiché contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita: la luna e le stelle che vi disponesti. Che è l’uomo, che memoria di lui? O il figlio dell’uomo, perché tu lo visiti? Lo facesti di poco inferiore agli Angeli, di gloria e di onore lo incoronasti: e lo costituisti alle opere delle tue mani. Tutto facesti soggiacere ai suoi piedi, pecore e buoi tutti: e le bestie della campagna. Gli uccelli del cielo ed i pesci del mare, che nei flutti marini guizzano. Signore, nostro Signore: quanto è ammirabile il tuo nome nella terra universa!)&lt;br /&gt;Inno alla Natura alma Mater, alla terra universa creatrice di concezione divina e pertanto immacolata, il Salmo (che echeggia reminiscenze egizie: confrontisi coll’inno ad Aton del faraone ‘monoteista’ Akhenaton, ovvero Amenonfi IV) parrebbe mirabile corona alle dodici stelle che fan da ideale raggiera alla Vergine: è una ogdoade che si ripete indefinitamente nella ideale concatenazione degli specchi (le otto punte per il numero di dodici fan novantasei, che è il tre ripetuto tre volte e due, ovvero la perfezione celeste che racchiude il pentalfa, l’Uomo perfetto e sempiterno, l’Adamo immortale, Gesù Alfa ed Omega), laddove si vince la Morte (nove più sei crea il quindici, che negli Arcani maggiori è il Diavolo: distruzione) con la Vita universa, nel più profondo mysterium fidei, arcana arcanorum della mistica di Colui il quale, spezzato il pane, disse: "Prendete, questo è il mio corpo" (Mc. 14, 22) ; ed anche "Un poco e non mi vedrete più e ancora un poco e mi vedrete" (Gv. 16,16).&lt;br /&gt;Su l’altar maggiore del tempio della Madonna dell’Ajuto, affacciato graziosamente sulla strada Ferdinanda oggi via Garibaldi, sfolgorante delle dieci colonne barocche (anche l’incompiuta facciata della chiesa maestosa de’ Benedettini di San Nicolò la Rena ha dieci colonne: seppure moltissimi studiosi dicono -a torto poiché sovente non si ha l’umiltà di transìre lento pede ed osservare silenter- che siano otto), incastonate nella facciata di Antonino Battaglia, cèppo della famiglia di maestri costruttori della Catania post terremoto, Dio Padre adagia la mano sinistra sul mondo -la destra va verso l’alto- : il Delta trinitario è dietro il capo suo; un superbo compasso, simbolo della creazione perfetta ab origine, della Aequitas come della fraternità universale delle genti, sovrasta la terracquea sfera , nella certa consapevolezza che l’amore de’ puri, spalanca le porte del Regno a chi ha occhi per vedere, ed orecchie per sentire.&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;　&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Nelle foto: S.Maria dell'Ajuto, la 'ritrovata' chiesa di S.Marina in via pozzo mulino, e Sant'Euplo)&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-6286049232415381254?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/6286049232415381254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/santa-maria-dellaiuto-e-santeuplo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6286049232415381254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6286049232415381254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/santa-maria-dellaiuto-e-santeuplo-di.html' title='Santa Maria dell’Aiuto e Sant’Euplo di Catania: fra storia e simboli'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S_ElkAdVdYI/AAAAAAAAANU/2aaeL1tvMK8/s72-c/15052010(001).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-6428199697947327033</id><published>2010-05-11T19:32:00.005+02:00</published><updated>2010-05-11T20:01:52.324+02:00</updated><title type='text'>Langue moribonda la Biblioteca Civica ex benedettina di Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mVPoM2TKI/AAAAAAAAAMk/3lsxyd1vAuI/s1600/biblioteca+civica+ct.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470067318140062882" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mVPoM2TKI/AAAAAAAAAMk/3lsxyd1vAuI/s320/biblioteca+civica+ct.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mVPoM2TKI/AAAAAAAAAMk/3lsxyd1vAuI/s1600/biblioteca+civica+ct.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel menefreghismo dell’amministrazione comunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Langue moribonda la Biblioteca civica ex benedettina &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personale assolutamente carente, nonostante la buona volontà della Direzione, è di gravissimo nocumento per i lettori – Inutili ed offensivi gli "stagisti" -&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Più volte da queste colonne abbiamo riportato i piacevoli eventi culturali che si sono svolti, e continuano ad attuarsi, nei saloni augusti della vetusta biblioteca Civica allocata nell’ex monastero benedettino: ente morale dagli anni Trenta, le Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero raccolgono preziosissimo patrimonio librario e documentario dal Settecento a tutto il XX secolo fino ad oggi, costituendo una fra le istituzioni più prestigiose, nel panorama bibliotecario, in tutta Europa. Basti pensare, per dare anche solo una vaga idea del prestigio del luogo, concepito da uno di quegli uomini intelligenti e creativi che ebbe Catania in dono per la rinascita dopo l’immane tremuoto, alla solenne sala Vaccarini –nome di colui che la ideò-, conchiglia meravigliosa racchiudente il millenario sapere de’ benedettini espresso in manoscritti, erbarii e rari volumi dei secoli passati.&lt;br /&gt;Tutto questo patrimonio, che era stato valorizzato, dopo la soppressione delle corporazioni religiose successiva all’Unità italiana, per l’intiero secolo ventesimo, attraverso una attività di promozione del sapere che si è concretata nella presenza viva del personale il quale è assolutamente indispensabile per il funzionamento di una biblioteca, langue da tempo, ed in particolare da almeno un anno, nella morìa più abietta. La colpa è, sarebbe semplice affermarlo, non già degli stranoti problemi finanziarii dell’amministrazione comunale attuale, ma della ignavia di essa: il Sindaco Stancanelli in primis, quale responsabile del CdA dell’Ente biblioteca, ha evidentemente sottovalutato con grave nocumento per il lettore e per lo studioso, il fatto incontrovertibile e da tutti verificabile che, dall’aprile 2009 (data del pensionamento dell’ultimo bibliotecario, che ivi lavorava da quarant’anni, persona esperta come i colleghi predecessori), la Biblioteca Civica è del tutto priva di personale addetto a prelevare i libri ed altro materiale, onde fornirlo al pubblico studioso. Sola e unica rimane la direttrice, tale dal 1998, Rita Carbonaro. Alla quale pure non si può far colpa dello stato di decadimento assoluto in cui versa l’ente da lei diretto, poiché non le compete stornare del personale quantomeno minimamente qualificato, al fine di destinarlo alle funzioni di reperimento bibliografico, che sono vitali per un simil luogo. Tanto per dare una immagine plastica, si può affermare che la biblioteca che fu di Guttadauro, dell’abate Recupero e del cardinale Dusmet, è un corpo senza braccia e senza mani, con solamente gli occhi: rivolti nondimeno al passato.&lt;br /&gt;Ed è al passato che il lettore studioso –come ci è personalmente capitato di constatare- vòlge il nostalgico pensiere, ove gli occorra, richieste alcune pubblicazioni, di trovarne a stento una: quindi nella scelta di rinunziare alla propria ricerca, o recarsi in altre biblioteche si spera parimenti fornite. Sempre per l’assenza di personale: e se la Facoltà di Lettere, con una soluzione concordata còlla direttrice non molto tempo fa, invero macchinosa e pittorica (ove non si configuri un danno etico all’immagine del lavoratore tout court), sta offrendo degli studenti a modo di ‘stagisti’ (termine che rimanda ad altre e tristi situazioni… e forse nasconde ben altro…) onde svolgere funzioni di mera guardia dei locali, recentemente visitati da tipi male intenzionati, con anche piccoli ruoli collaborativi (è chiaro che costoro non hanno niuna competenza per rilevare e portare al pubblico i libri, né si può inferire un futuro ruolo per tale mansione, constatato il termine di cinquanta ore per ciascuno), e stazionanti in quelle sale a titolo assolutamente 'gratuito' (è soprattutto questo aspetto, a fronte delle migliaja di Euro che il Comune, vedasi le delibere dell’attuale Sindaco per esempio a proposito del dottor Lanza, il cui compenso mensile è di dodicimila Euro, sperpera in eccesso, a suscitare indignazione e conati di disgusto…), mentre la Facoltà di Lettere li remunera: tutta questa situazione ha del paradossale e del vergognoso. Le cui scaturigini stanno nella psicologìa del profondo della civitas catanese, in parte indolente per antica genìa, ma artatamente ‘silenziata’ dalle trame dei politicanti, come nella ignavia dei cosiddetti intellettuali, almeno di taluni, che mentre ne’ chiusi delle stanze o nei corridoj blaterano verbalmente, poi sfuggono per variegati motivi da azioni od anche solo denunce coraggiose, in nome dell’adagio antico "amicus Plato, sed magis amica veritas". E la verità è codesta: che una biblioteca, la cui ossatura vitale per coloro che ne usufruiscono, è costituita dal personale, e personale qualificato ovvero esperto quindi a conoscenza dei meandri del luogo, laddove questo personale sia mancante, è moribonda ed, a lungo andare e pur nelle migliori intenzioni di chi la dirige (che non può svolgere mansioni multiformi…), muore.&lt;br /&gt;Se è questo che il Comune desidera, se è ciò nelle mire occulte di qualcuno, lo si dica senza remore. Dal 1867, da quando cioè l’Abate Dusmet fu presente alla consegna del Monastero ai funzionarii dello stato, quei luoghi sacri ne han viste di ogni genere. Anzi, è proprio in anni di languente abbandono e di vincitrice polvere, allor che Federico de Roberto, direttore Lucio Finocchiaro, era bibliotecario ivi, che si scrissero entro quelle sale Pagine de "I Viceré"; e Giuseppe Villaroel narrava della immensa aquila che rifugiatasi nelle silenziose sale… Ma dagli anni Trenta, tutto rinnovellasi a vita gorgogliante: Orazio Viola che ivi diresse sino alla morte, nel 1950, già direttore alla Universitaria, compilava schede ed ammanniva prestigio; poi vi furono gli anni di Di Benedetto ed Elvira Ursino (discendente da quel mecenate che ha dato anche il nome suo all’ente, per aver donato la più completa collezione di periodici siculi che vi sia), ed il trentennio magistrale di Maria Salmeri, esperta d’arte e donna d’ingegno (nipote del celebre pittore Alessandro Abate): sino al 1998 la gestione, con finanziamenti anche regionali per l’acquisto dei libri e di fondi (quello Granata, quello Savasta quello Vigo Fazio, quello Santonocito, ossia uno spaccato notevolissimo del nostro patrimonio artistico) di Maria Salmeri era un autentico modello di virtù bibliotecarie, in Sicilia ed in tutta l’Italia. E la Biblioteca funzionava egregiamente, in pochi minuti potevi avere sugli antichi tavoli settecenteschi il libro o la pubblicazione richiesta: magari accanto al proprio scranno notavasi l’allora Preside ed insigne storico Giuseppe Giarrizzo, lo studioso Sebastiano Catalano, la docente Giovanna Finocchiaro Chimirri, ed altri. L’attuale direttrice ha rilanciato nell’ultimo decennio la Biblioteca come luogo di multiformi attività culturali: un merito che le è ampiamente riconosciuto, del resto al passo con i tempi. Ma è assaj triste costatare che, nelle settimane in cui il governo s’accorda col colosso di Internet Google e le due massime biblioteche italiane, Firenze e Roma, decidono di mettere online un milione di antichi volumi, creando così quella biblioteca mondiale da molti sognata, la nostra Civica si avvii, se il Comune non stòrna del personale in modo definitivo (non cenniamo neppure alla possibilità di concorsi all’uopo: nel 1998 erano stati previsti quattro posti, ma il bando non si fece mai…) da altri uffici alla Biblioteca, consentendo al pubblico di usufruirne adeguatamente ed in modo civile, all’ente di continuare a vivere. Perché non saranno le mostre, le esposizioni pur bellissime ed entusiasmanti che ne potranno impedire la morte, se l’andazzo così continua. Vestite a festa un cadavere: potrà essere superbo, ma è corpo inerte, senza vita.E sopra tutto, senza anima. La quale, suggeriva in epoche felici quella grande donna che fu Matilde Serao, come nei fiori è silenziosa, fuggevole e proprio per questo, estremamente concreta e dènsa di autentica poesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bar.Sea.&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(Francesco Giordano)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato su Sicilia Sera n°328 del 9 maggio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-6428199697947327033?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/6428199697947327033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/langue-moribonda-la-biblioteca-civica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6428199697947327033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/6428199697947327033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/langue-moribonda-la-biblioteca-civica.html' title='Langue moribonda la Biblioteca Civica ex benedettina di Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mVPoM2TKI/AAAAAAAAAMk/3lsxyd1vAuI/s72-c/biblioteca+civica+ct.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-1098829657206121537</id><published>2010-05-11T19:02:00.004+02:00</published><updated>2010-05-11T19:58:48.521+02:00</updated><title type='text'>Giacomo Sacchero, librettista catanese</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-marf6UtKI/AAAAAAAAAMs/wiJBEmWcAd8/s1600/Giacomo+Sacchero.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 199px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470073294509356194" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-marf6UtKI/AAAAAAAAAMs/wiJBEmWcAd8/s320/Giacomo+Sacchero.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mOVplH7zI/AAAAAAAAAMM/I5VjxLwsYlQ/s1600/casa+morte+Sacchero.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470059725008138034" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mOVplH7zI/AAAAAAAAAMM/I5VjxLwsYlQ/s320/casa+morte+Sacchero.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mOVplH7zI/AAAAAAAAAMM/I5VjxLwsYlQ/s1600/casa+morte+Sacchero.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-mOVplH7zI/AAAAAAAAAMM/I5VjxLwsYlQ/s1600/casa+morte+Sacchero.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un apprezzabile libro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giacomo Sacchero, non più ignoto librettista catanese&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il saggio di Giovani Pasqualino ha il merito di far scoprire al grande pubblico l’opera di un&lt;br /&gt;catanese illustre – Suoi libretti per Donizetti e Pacini-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una di quelle congiunture favorevoli le quali, a volte, illuminano senza soluzione di continuità i momenti anche buj della storia delle comunità civiche, negli ultimi anni Catania si ritrova circondata, come altezzosa dama settecentesca, di validi studiosi, non molti ma di costante ingegno, i quali con dignità la onorano, sceverandone i patrii giojelli. Un di costoro è il musicologo Giovanni Pasqualino, noto a molti nel consesso culturale per le numerose pubblicazioni di saggistica ispirate a pagine poco conosciute della poetica musicale del gran Cigno etnèo, e di musici coevi. Stavolta il nostro studioso, fra l’altro meritevole di lode poiché con garbo sa trattare i suoi numerosi interessi (dote dalle nostre parti poco diffusa), disvela al grande pubblico, attraverso un volume di 112 pagine edito pe’ tipi della casa editrice foggiana Bastogi, la figura misconosciuta, se non ai musicologi addetti ai lavori (come ben definisce la prefazione di Giuseppe Montemagno), di Giacomo Sacchero, "un librettista catanese alla Scala di Milano". E che costui sia in città, almeno sino ad oggi, un vero e proprio "siculo fantasma dell’Opera" (felice definizione di Pasqualino), è documentato non solo da niuna traccia che dell’opera sua vi è nei volumi di civica storia (per tutti si rammenta la celebre Enciclopedia di Catania, impresa per molti aspetti fondamentale), ma anche, se si eccettua una via nel centro storico, la equivocità della figura del Sacchero, persino scisso in due persone distinte le quali non si riuniscono che nella medesima. A tale guazzabuglio, scaturito più da manchevolezza superficiale che da malafede, ha pòsto il fine il libro di Giovanni Pasqualino, definendo correttamente la storia terrena di un catanese illustre, il quale se non eccelse in ogni modo nella temperie culturale dell’Ottocento, il secol suo, è nondimeno da ricordare per aver contribuito alla unità culturale d’Italia con il contributo librettistico unito ai famosi maestri Donizetti e Pacini, ed attraverso l’azione politica esplicata in Sicilia, svolto un ruolo non secondario in anni decisivi per il perfezionamento della compagine nazionale.&lt;br /&gt;Si scopre che persino la nascita di questo uomo di cultura era data per "probably" a Catania, dai dizionarii musicologici di lingua inglese recentemente editi: mentre il nostro autore disvela l’atto di battesimo, che vede Giacomo Sacchero nascere nella etnèa città il 14 gennaio del 1813, "l’anno di nascita di Verdi e Wagner", si precisa, con un certo auspicio per i desiderii del personaggio. Emigra infatti a Venezia e poi a Milano ventenne circa, per far parte di quel mondo letterario, egli figlio di proprietari terrieri, che evidentemente lo aveva affascinato anche mercé le lezioni che nella città nativa, pedagoghi intrisi di liberali studii, magari nascosti sotto berciate tonache (come accadrà per il concittadino e più celebre Vate Mario Rapisardi), avévangli ammannito. Altro merito di Giovanni Pasqualino è di aver unito le ipotetiche fantasime del Sacchero librettista musicale e del Sacchero cultore di botanica, in unica figura: ritrovando, attraverso pazienti ricerche, l’elogio che di lui, morto sette anni prima, pubblicava negli Atti dell’Accademia Gioenia (di cui Sacchero fece parte) tale G.Leonardi: autentica, ed unica, miniera di precise informazioni sul nostro. La celebrità del quale si deve, dopo aver egli scritto circa una trentina di libretti d’opera per musicisti celebri e non (tra cui si può rammentare il Corrado d’Altamura su musiche di Federico Ricci, del 1841, di ambientazione siciliana), alla nota tragedia Caterina Cornaro, musicata da Gaetano Donizetti e data in prima al San Carlo di Napoli nel gennaio 1844, e l’Ebrea, dramma su musica di Giovanni Pacini, data alla meneghina Scala nel febbraio del medesimo 1844. Furono infatti il maestro bergamasco ed il lucchese, ma catanese di nascita, i celebri musicisti con i quali Giacomo Sacchero ebbe più amicizia e dimestichezza, e che massimamente valorizzarono i frutti del suo estro creativo.&lt;br /&gt;E se dall’amore di Donizetti non v’era da aver paura, dall’abbraccio ‘mortale’ del catanese ‘per caso’ Giovanni Pacini (ognun sa come la sua presenza in Catania nei primi tre anni di vita, nato da genitori toscani, fu tanto fugace quanto deleteria per ciò che poscia accadde) Giacomo Sacchero, in virtù dell’arcobaleno di colori rappresentato da quell’autentico genio e nume mondiale dell’arte musicale, che fu Vincenzo Bellini, dovette certamente pagare, con i contemporanei ed i posteri, le conseguenze. E’ infatti perfettamente nota la perfidia e la corruttela del Pacini, scaturite da una invidia senza pari, verso il nostro carissimo Vincenzo Bellini: il cigno catinense già lo avverte, scrivendo al Florimo dopo il trionfo del Pirata: "il signor Pacini non si contenta di macchinare degl’intrighi costà, ma manovra ancor qui…" (2\1\1828), arrivando fino a copiare la partitura del Pirata , ed anche a peggio, come si sa.&lt;br /&gt;Giacomo Sacchero, che del Pacini, come Giovanni Pasqualino documenta attraverso la pubblicazione di alcune inedite epistole, rimase amico sino alla morte, fu in certo senso ‘punito’ con un postumo oblìo dalla inflessibile anima dei catanesi, attaccatissima e gelosissima al suo Bellini come pervicacemente feroce ed implacabile contro tutti coloro che parteggiarono coi nemici suoi, Pacini in primis. Questa riflessione l’amico Pasqualino evita, e ben si comprende: mentre pone in rilievo il fatto che Giacomo Sacchero, tornato definitivamente in Catania dopo l’Unità nazionale e spenti gli ardori letterarii –egli aveva già avuto esperienze patriottiche durante l’anno e mezzo della autoproclamata indipendenza della Sicilia dal dominio borboniano nel 1848-49, ma era andato poi esule in Parigi, approfondendo gli studi di botanica verso cui, per interessi personali, era attratto-, componente della giunta comunale del Sindaco Alonzo (1863\66) nonché deputato al Parlamento nazionale (ma eletto a Castroreale: comunicazione orale dell’autore del libro), fu tra coloro che propugnarono il ritorno delle ceneri di Bellini dal cimitero parigino a Catania. Postumo riscatto di un uomo avviato a sereno tramonto!&lt;br /&gt;Giacché il Sacchero, mediocre poeta (Pasqualino ha rintracciato, nei fondi bibliotecarii, suoi libretti di versi che non brillano certo per originalità), preferì alfine, confortato dall’amore per la moglie di origine milanese –era moda nel secondo Ottocento ‘trapiantare’, nella borghesia catanese, la compagna dal Continente, come allora si diceva: con esiti a volte non proprio felici…- dedicarsi ai personali interessi agricoli. Di qui le pubblicazioni di botanica, tra cui l’autore rammenta quelle sugli Eucalyptus e sugli agrumi, di cui la famiglia possedeva un fondo in contrada Acquicella, ed al cui padre –come apprendiamo, e non a lui- è stata all’epoca intitolata la via Sacchero, che conserva l’originaria porta detta del fortino, nel quartiere omonimo (e non di San Cristoforo, come Pasqualino afferma): come la via Sacchero non è "tetra viuzza", secondo l’affermazione dell’autore, ma ampia e luminosa strada, sebbene abitata da ceto prevalentemente popolare: e cosa vi è di più orgogliosamente autentico e sincero se non il volto vero del nostro popolo? Inoltre, il Sacchero (ci informa similmente l’autore), nelle vicinanze abita e muore: viene infatti annotata la dipartita il 16 settembre del 1875 nel palazzo, ancor oggi di estrema dignità, di via Garibaldi 154 (vedasi la qui acclusa istantanea): un quartiere, quello compreso fra le vie Garibaldi e Vittorio Emanuele, che sino al secondo dopoguerra vide la felice commistione di elementi della più alta nobiltà e del popolo, armonicamente conviventi còlla nascente, e feroce (si pensi ai Viceré…) borghesìa che spezzava l’idillio e guidava i tempi nuovi.&lt;br /&gt;Non più un carneade qualunque Giacomo Sacchero dunque, dal lodevole lavoro di Giovani Pasqualino: ma neppure una splendida cima. Senza dubbio una cittadino che meritava il dovuto ricordo, vieppiù apprezzabile in un retroterra a volte sì distratto, ma non tanto da dimenticarsi di tutto. Sotterraneamente, visitando l’interno della terra, si risorge a nuova vita. Laddove si sappia discernere il retto cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Barone di Sealand&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(Francesco Giordano)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;pubblicato su Sicilia Sera n° 328 del 9 maggio 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nella istantanea, la casa di via Garibaldi 154 a Catania dove visse e morì Giacomo Sacchero, ed una foto del librettista, dalla copertina del libro)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1098829657206121537?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1098829657206121537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/giacomo-sacchero-librettista-catanese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1098829657206121537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1098829657206121537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/05/giacomo-sacchero-librettista-catanese.html' title='Giacomo Sacchero, librettista catanese'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S-marf6UtKI/AAAAAAAAAMs/wiJBEmWcAd8/s72-c/Giacomo+Sacchero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3023711275224684817</id><published>2010-04-08T12:10:00.005+02:00</published><updated>2010-04-08T12:23:07.663+02:00</updated><title type='text'>Un illuminato a Catania: Francesco Ferrara abate, storico e scienziato</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s-2O9rrI/AAAAAAAAALk/Ryc_S7hiKJs/s1600/atto+morte+FFerrara.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457708519153053362" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s-2O9rrI/AAAAAAAAALk/Ryc_S7hiKJs/s320/atto+morte+FFerrara.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s-YL8G0I/AAAAAAAAALc/yw6lMGX_ThI/s1600/casa+abate+Ferrara.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 230px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457708511087303490" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s-YL8G0I/AAAAAAAAALc/yw6lMGX_ThI/s320/casa+abate+Ferrara.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s97u3MSI/AAAAAAAAALU/nglQarITa68/s1600/abate+Ferrara.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 242px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457708503449153826" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s97u3MSI/AAAAAAAAALU/nglQarITa68/s320/abate+Ferrara.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ un onore celebrare, da queste pagine, un illuminato che ha coll’ingegno e la sapienza illustrato degnamente e con scientifica serietà, la città sua Catania e la Sicilia tutta. Francesco Ferrara abate, storiografo e scienziato, cultore di mineralogia, matematica e delle patrie antichità, deve esser degnamente ricordato, nelle nostre contrade. Non sia sufficiente il passato secolo, che ne rammentò l’opera somma intitolandogli la via dove visse, nel centro storico etnèo, e ripubblicando alcuna opera. Catania qui ne onora la memoria, vieppiù in quest’anno, il cento sessantesimo anniversario della morte. Fioriva egli tra il XVIII ed il XIX secolo, e partecipò, autentico sapiente, alla temperie culturale del suo tempo. Tutti quei che attinsero alla storia, alla letteratura, alla scienza catinense e sicula, gli debbono moltissimo, anche se sovente non lo riconoscono e s’appropriano delle di lui scoperte. Da parte nostra, ne abbiamo in passato (nel volume "La Rotonda", 1997, e ne "L’anfiteatro romano", del 2002) precisato gli incancellabili meriti. Ancor la sua anima, unita alla frusciante tonaca, s’incontra nelle notti illùni, odoroso il tragitto di tabacco, tra la via Ferdinanda ed il Corso reale, immettersi in quella strada di Sant’Antonio abate ove sorgeva, e sorge, la magione sua ornata da ampio giardino; mentre sale silente al Monastero verso gli amici benedettini e consulta i volumi nella grandiosa biblioteca, con accanto un biondo giovinetto, che egli nel novembre 1801, amico di famiglia, tenne a battesimo nel tempio di San Francesco Borgia di via Crociferi: Vincenzo Bellini.&lt;br /&gt;Ecco la biografia da lui stesso vergata, tratta dalle pagine 512\13 della sua "Storia di Catania fino alla fine del secolo XVIII", ivi 1829:&lt;br /&gt;Nacqui in Trecastagne sulle falde dell’Etna nell’aprile 1767. L’ottimo mio padre mi condusse a Catania nel 1778 perché apprendessi le buone discipline; macro pauper agello volle provvedere così alla mia futura sussistenza. Lo perdei nel 1792. La mia affettuosa madre ebbe la più viva premura per sostenere la mia educazione. Feci sotto Zahra il lungo corso delle matematiche per molti anni; con Mirone travagliammo insieme sulla chimica. Appresi la Botanica da Pietropaolo Arcidiacono ed indi da Matteo di Pasquale provetti, e diligenti farmacisti; l’ultimo morì poi nel 1805 professore alla Università con molto onore. Il tempo di riposo fu impiegato da me nemico delle vane dissipazioni, e del gioco alla musica sotto il rinomato maestro Vincenzo Bellini; alla lingua greca sotto il sapiente brasiliano Giocrisostomo Messina; l’Architettura sotto il vecchio ed esperto Battaglia. Correndo nel 1781 presso il celebre Dolomieu che andava visitando l’Etna mi accesi della passione per lo studio delle pietre. Conoscendo nel 1788 a Catania il gran Spallanzani con il quale mi legò poi la più dolce amicizia le scienze naturali divennero il mio studio favorito. La Contemplazione della Natura del famoso Bonnet da me pubblicata con giunte a Catania nel 1792 ed indi la mia Storia generale dell’Etna che diedi alla luce nel 1793 mi procurarono amici e corrispondenze utili di varj luoghi della dotta Europa che m’incoraggiarono e mi sostennero nella ardua impresa di essere io il solo maestro a me stesso. Verso la fine del secolo tutta la mia attenzione concentrata già era sopra la Sicilia che cominciato avea a studiare pieno di ardente brama di farla conoscere in tutti i pregi di cui essa è tanto ricca. Solo, senza mezzi, senza compagnia di dotti uomini che avessi potuto consultare, senza alcuno incoraggiamento, era nelle mie occupazioni sostenuto soltanto dalla mia passione".&lt;br /&gt;Francesco Ferrara univa la modestia alla virtù. Era di famiglia indigente, ma di ceppo nobile, almeno per parte di madre. Egli medesimo ricorda l’antenato "Giovan Battista Motta professore di Medicina nella Università, famoso per tutta la Sicilia fioriva nel 1677 di famiglia antica a Trecastagne. Valoroso nella sfimmica tirava di essa prognostici quasi sempre veri, e sorprendenti. Dai miei maggiori conobbi che fu mio parente dalla parte di mia madre" (in "Storia di Catania…", cit., pag.492). Devoto al Vescovo mecenate Ventimiglia di Belmonte, che giovanissimo andò a trovare allorché questi si era ritirato in Palermo, fece parte del ‘circolo di illuminati’ del munifico Ignazio Paternò Castello principe di Biscari, continuato alla morte di questi dal degno figlio Vincenzo: famiglia, con i Rosso di Cerami, sommamente benemerita per la città poiché non solo ne rinnovellò la storia con il discavo dei più insigni monumenti antichi, ma anche salvò la popolazione più volte, nel corso del XVIII secolo, con dispendio di personali ricchezze, da terribili carestìe.&lt;br /&gt;Il Ferrara, uomo alieno dalla avidità di denaro –dote rara jeri come oggi- quanto appassionato amante del cuore puro che alberga in ogni uomo, dal più alto al più infimo, lo rammenta sovente nei suoi scritti.&lt;br /&gt;Ebbe ad essere chiamato "il Plinio di Sicilia" per la sua sapienza. Professore di Fisica e matematica nella Università di Catania e, dal 1819 sino a tarda età in cui tornò a Catania, in Palermo. La sua figura è centrale nel racconto di G.Pietro Holst, "L’amante di Bellini": lo scrittore danese, venuto in Catania nel 1842 ed ospite di Francesco Ferrara, sentì da lui narrare la storia d’amore del giovine Bellini con Marianna Politi, sua vicina di casa e figliola del notajo nonché alunna del Ferrara: dalla storia creò la novella avente molti echi veridici. Nel 1993 lo scrittore catanese di origini romane Santo Sgroi, nel romanzo "La donna del Cigno", Solfanelli 1993, con prefazione di Giovanni Pasqualino, pone l’abate Ferrara al centro del complesso e felice intreccio narrativo ispirato al suddetto Holst, avente per tema l’amore giovanile di Bellini per la Politi, pronubo proprio il celebre abate Ferrara.&lt;br /&gt;Va tenuto presente che "il Nestore dei naturalisti siciliani", come lo appella il Coco-Grasso nell’elogio funebre stampato in Palermo (città alla quale fu molto legato e laddove lasciò ampio ricordo e numerosi allievi) nel 1850, precoce nell’ingegno in gioventù, fu Intendente delle Patrie Antichità pel Valdemone e Valdinoto, carica già istituita per Ignazio di Biscari: ed in questa veste si adoprò onde far conoscere i monumenti della Sicilia, che descrive nei suoi libri. L’opera di storico patrio è non meno felice di quella di scienziato: una mente eccelsa a cui sin dal primo fiorire non fu estraneo l’ambiente frammassonico. Ignazio di Biscari essendo Venerabile (vedasi il Landolina e, massimamente, il bel volume del nostro illustre storico Giuseppe Giarrizzo, "Massoneria ed Illuminismo nell’Europa del Settecento", Venezia 1994 per la storiografia del settecento latomistico: ivi a pag.179, "…i templari, cui dopo il 1775 è passato anche Ignazio di Biscari…") della Loggia allocata nel suo palazzo, di obbedienza inglese e poi autonoma, il Ferrara dové quasi certamente essere iniziato al circolo esoterico della Massoneria: lo erano del resto i suoi mecenati il Vescovo Ventimiglia ed il Viceré di Sicilia d’Acquino principe di Caramanico. Proscritta la forma associazionistica massonica in seguito all’avvento di Napoleone, egli e gli amici si guardan bene dal cennàre alcunché a tal riguardo, per motivi evidenti: come il Ferrara non precisa, socio di numerose accademie e cattedratico in Catania e Palermo, che fu lui il giovane abatino il quale accompagnava nell’aprile del 1787 il gran Wolfango Goethe in visita a casa Biscari ove, appena morto Ignazio, lo scrittore celebre –e notorio frammassone nonché autorevolissimo esponente degli Illuminati di Baviera- venne accolto dalla vedova e dal figlio, che gli fecero visitare il famoso museo.&lt;br /&gt;Uomo di idee moderne, che i nuovi tempi, anche mercé quella Luce eterna in cui credette silentemente in gioventù, avrebbero portato a compimento. Spegnevasi in Catania, nella strada di Sant’Antonio abate (che dalla seconda metà dell’Ottocento è intitolata a suo nome: arteria importante, collega via Garibaldi a via del Plebiscito; uniforme è il tessuto architettonico, avente palazzi sette-ottocenteschi, con pochissime inserzioni), il 12 febbrajo 1850. Il suo funerale si svolse in quella chiesa dei Cappuccini in piazza Stesicoro, ora non più esistente e nel cui sito è il palazzo della Borsa. Si ignora il luogo di sepoltura, anche se gli amici auspicarono che potesse essere il Duomo di Catania.&lt;br /&gt;Per la cortesia della direttrice dell’Archivio Storico Comunale di Catania dott.ssa Marcella Minissale, pubblichiamo la pagina del registro dell’atto di morte di Francesco Ferrara (Arch. St. Comunale Ct, Registro storico atti di morte, sez. I 733 coll.B 8 a). Da esso si evince la data di morte il 12 febbrajo 1850, ore 10, "nella casa del Sign.D.Rodolfo Ferrara", ed una imprecisione, probabilmente dovuta a svista, sulla reale età dello studioso, poiché ivi viene dichiarato avere "anni ottantacinque", mentre avrebbe compiuto ottantatré anni di lì a poco, essendo nato il 2 aprile 1767.&lt;br /&gt;Infine forniamo di seguito, frutto delle nostre ricerche sul web, l’elenco completo delle opere da lui scritte che risultano presenti nelle biblioteche d’Italia (fonte ICCU), nonché i link con i libri che sono digitati e messi online dal nuovo, ed utilissimo, servizio di Google books, per cui grandi ed importanti biblioteche di tutto il mondo consentono agli studiosi di leggere direttamente attraverso le pagine dell’epoca, testi altrimenti introvabili. Dai campi Elisi ove certamente il nostro abate Ferrara continua ad indagare la Natura, ed amare la Sicilia, il suo sorriso di compiacimento non potrà che sapientemente riverberarsi, anche attraverso queste novelle forme. "Il parlar semplice, è del vero amico" (Euripide).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;　&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Nota: le immagini dell’abate Ferrara e della sua casa col giardino, sono tratte dal volume di Guglielmo Policastro "Bellini 1801-1819, edizione del centenario", Catania 1935; l’atto di morte si riproduce per gentile concessione dell’Archivio Storico del Comune di Catania&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Libri di Francesco Ferrara presenti nelle biblioteche italiane (fonte ICCU):&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=22&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+francesco+ferrara+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D2+%22francesco+ferrara%22&amp;amp;totalResult=479&amp;amp;ricerca=base&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Discorso nella solenne apertura degli studj della R. Universita di Catania l'anno 1841 / del cav: A. Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : Stamp. di P. Giuntini, 1843Monografia - Testo a stampa&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=28&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+francesco+ferrara+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D2+%22francesco+ferrara%22&amp;amp;totalResult=479&amp;amp;ricerca=base&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Sopra alcune medaglie del re Pirro coniate in Sicilia : Sopra una medaglia di Leontini / del cavaliere Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : tip. del Giornale Letterario, 1839Monografia - Testo a stampa&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=39&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+francesco+ferrara+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D2+%22francesco+ferrara%22&amp;amp;totalResult=479&amp;amp;ricerca=base&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Storia naturale della sicilia che comprende la mineralogia con un discorso sopra lo studio in vari tempi delle scienze naturali in quest'isola / Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : tip. dell'universita' per Franco Pastore, 1813Monografia - Testo a stampa&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=1&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Discorso nella solenne apertura degli studj della R. Universita di Catania l'anno 1841 / del cav: A. Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : Stamp. di P. Giuntini, 1843Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\PAL\0051553] 2.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=2&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Sopra alcune medaglie del re Pirro coniate in Sicilia : Sopra una medaglia di Leontini / del cavaliere Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : tip. del Giornale Letterario, 1839Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\SBL\0718195] 3.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=3&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Storia naturale della sicilia che comprende la mineralogia con un discorso sopra lo studio in vari tempi delle scienze naturali in quest'isola / Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : tip. dell'universita' per Franco Pastore, 1813Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\GEA\0004461] 4.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=4&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Della influenza dell'aria alla sommita dell'Etna sopra l'economia animale dell'abate Francesco Ferrara professore di storia naturale nella R. Universita di Palermo &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : presso Filippo Solli, 1825Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\NAPE\013365] 5.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=5&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Guida dei viaggiatori agli oggetti piu interessanti a vedersi in Sicilia / del professore abate Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : Tip. Abbate, 1836Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\NAP\0159455] 6.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=6&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Storia di Catania sino alla fine del secolo 18. con la descrizione degli antichi monumenti ancora esistenti e dello stato presente della citta/ del professore Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;S.G. La Punta (CT) : Clio, c1993Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\VEA\0192757] 7.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=7&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Descrizione dell'Etna con la storia delle eruzioni e il catalogo dei prodotti / dell'abate Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : Lorenzo Dato, 1818Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\GEA\0003741] 8.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=8&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;I Campi Flegrei della Sicilia e delle isole che le sono intorno o descrizione fisica e mineralogica di queste isole / dell'abate Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Messina : Stamp.dell'Armata Britannica, 1810Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\GEA\0003771] 9.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=9&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Descrizione dell'Etna con la storia delle eruzioni e il catalogo dei prodotti dell'abate Francesco Ferrara ... &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : presso Lorenzo Dato, 1818Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\NAPE\001304] 10.&lt;br /&gt;Bonnet, Charles &lt;1720-1793&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=10&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Contemplazioni della natura con tutte le aggiunte fatte dall'autore all'ultima edizione francese 1781 / Carlo Bonnet &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venezia : A. Rosa, 1818Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\RLZE\038485]&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=11&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Memoria sopra i tremuoti della Sicilia in marzo 1823 del signor Francesco Ferrara... &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In Palermo : Presso Lorenzo Dato, 1823Monografia - Testo a stampa&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=13&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Brani di una lettera da Palermo sul movimento avvenuto in quella citta nella fine di novembre 1847 / \Francesco Ferrara! &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Malta : Tip. di L. Tonna, 1847Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\PAL\0035254] 14.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=14&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Memorie sopra il lago Naftia nella Sicilia meridionale, sopra l'ambra siciliana, sopra il melo ibleo e la citta d'Ibla Megara, sopra Nasso e Callipoli &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : R. Stamperia, 1805Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\SBLE\001416] 15.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=15&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Storia generale dell'Etna che comprende la descrizione di questa montagna, la storia delle sue eruzioni e dei suoi fenomeni ... &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : stamp. F. Pastore, 1793Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\SBLE\001417] 16.&lt;br /&gt;Bonnet, Charles &lt;1720-1793&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=16&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Contemplazione della natura del signor Carlo Bonnet con tutte le considerabili aggiunte fatte dall'autore all'ultima edizione francese. Con le note, e le curiose osservazioni del sig. ab. Lazzaro Spallanzani con altre nuove note del sig. ab. Francesco Ferrara. Tom. 1. (-4.) &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : Giovanni Riscica negoziante di libri : per Francesco Pastore, 1791Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\CAGE\003718] 17.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=17&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Storia naturale della Sicilia che comprende la mineralogia : con un discorso sopra lo studio in vari tempi delle scienze naturali in quest'isola / dell'ab. Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : dalla Tipografia dell'universita, 1813Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\SBLE\018394] 18.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=18&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Storia generale dell'Etna che comprende la descrizione di questa montagna, la storia delle due eruzioni e dei suoi fenomeni ... / dall'abate Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Catania : ?s.n.?, 1793Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\SBLE\013633] 19.&lt;br /&gt;Bonnet, Charles &lt;1720-1793&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=19&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Contemplazione della natura del signor Carlo Bonnet con tutte le aggiunte fatte dall'autore all'ultima edizione francese 1781, ed arricchita delle molte note ed osservazioni fatte posteriormente all'ultima veneta edizione 1790 dai signori abati Lazzaro Spallanzani e Francesco Ferrara ... Tomo 1. [-4.] &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In Venezia : presso Antonio Rosa, 1818Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\UBOE\039244] 20.&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=20&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Memoria sopra i tremuoti della Sicilia in marzo 1823 del signor Francesco Ferrara... &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In Palermo : Presso Lorenzo Dato, 1823Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\NAPE\002045]&lt;br /&gt;Ferrara, Francesco &lt;1767-1850&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/opacsbn/opaclib?db=iccu&amp;amp;select_db=iccu&amp;amp;nentries=1&amp;amp;from=34&amp;amp;searchForm=opac/iccu/error.jsp&amp;amp;resultForward=opac/iccu/full.jsp&amp;amp;do=search_show_cmd&amp;amp;rpnlabel=+Autore+%3D+Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E+&amp;amp;rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D1003+%40attr+4%3D1+%22Ferrara+%2C++Francesco++%3C1767-1850%3E%22&amp;amp;totalResult=35&amp;amp;ricerca=navigazione&amp;amp;fname=none&amp;amp;brief=brief"&gt;Antichi edifici ed altri monumenti di belle arti ancora esistenti in Sicilia / disegnati e descritti dall'ab. Francesco Ferrara &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palermo : dalla Tip. reale di guerra, 1814Monografia - Testo a stampa&lt;br /&gt;　&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Link dei libri digitalizzati in versione completa di Francesco Ferrara, presenti sul Web e messi online da biblioteche estere:&lt;br /&gt;　&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;1)&lt;br /&gt;http://books.google.it/books?id=oBA5AAAAcAAJ&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=AZWjS8i7EsfDsgbSv-jwCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CC8Q6AEwAA#v=onepage&amp;amp;q=&amp;amp;f=false&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;link alla edizione digitale completa della Storia di Catania del Ferrara, anno 1829 in Catania&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;2)&lt;br /&gt;http://books.google.it/books?id=OGw5AAAAcAAJ&amp;amp;pg=PA338&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=AZWjS8i7EsfDsgbSv-jwCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=8&amp;amp;ved=0CEwQ6AEwBw#v=onepage&amp;amp;q=&amp;amp;f=false&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;link alla edizione digitale completa della &lt;/em&gt;&lt;a href="http://books.google.it/books?id=OGw5AAAAcAAJ&amp;amp;pg=PA338&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=AZWjS8i7EsfDsgbSv-jwCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=8&amp;amp;ved=0CEwQ6AEwBw"&gt;&lt;em&gt;Storia generale della Sicilia: Storia civile ; p. 6 - Pagina 338&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; Francesco Ferrara - 1833 - 428 pagine&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;3)&lt;br /&gt;http://books.google.it/books?id=CggAAAAAQAAJ&amp;amp;pg=PA74&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=AZWjS8i7EsfDsgbSv-jwCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=10&amp;amp;ved=0CFUQ6AEwCQ#v=onepage&amp;amp;q=storia%20catania%20ferrara&amp;amp;f=false&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;edizione digitale completa della Descrizione dell'Etna con la storia delle eruzioni e il catalogo dei prodotti, 1818, pp.74&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;4)&lt;br /&gt;http://books.google.it/books?id=ickJAAAAIAAJ&amp;amp;pg=PP9&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=9JajS-3wEpSssAb0zOXGCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=4&amp;amp;ved=0CDoQ6AEwAzgK#v=onepage&amp;amp;q=storia%20catania%20ferrara&amp;amp;f=false&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;link edizione digitale completa della &lt;/em&gt;&lt;a href="http://books.google.it/books?id=ickJAAAAIAAJ&amp;amp;pg=PP9&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=9JajS-3wEpSssAb0zOXGCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=4&amp;amp;ved=0CDoQ6AEwAzgK"&gt;&lt;em&gt;Storia naturale della Sicilia che comprende la mineralogia &amp;amp;c&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; F. Ferrara – 1813&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;5)&lt;br /&gt;http://books.google.it/books?id=TTkAAAAAQAAJ&amp;amp;pg=PA157&amp;amp;dq=storia+catania+ferrara&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=xZ-jS4u4OM6msQbui6TtCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CC0Q6AEwADge#v=onepage&amp;amp;q=storia%20catania%20ferrara&amp;amp;f=false&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;link alla edizione digitale completa de "I campi Flegrei della Sicilia e delle isole che le sono intorno..", 1810, 424 pag.)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;　&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3023711275224684817?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3023711275224684817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/04/un-illuminato-catania-francesco-ferrara.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3023711275224684817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3023711275224684817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/04/un-illuminato-catania-francesco-ferrara.html' title='Un illuminato a Catania: Francesco Ferrara abate, storico e scienziato'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S72s-2O9rrI/AAAAAAAAALk/Ryc_S7hiKJs/s72-c/atto+morte+FFerrara.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7415471113737301911</id><published>2010-03-29T13:19:00.002+02:00</published><updated>2010-03-29T13:26:44.900+02:00</updated><title type='text'>Il tempo ritrovato, ovvero due intellettuali a Catania: Maria Salmeri e Salvatore Mirone</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S7CNQtOc3wI/AAAAAAAAAK8/FmYrL0hwN7w/s1600/biblioteca+civica+ct.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454014466903301890" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S7CNQtOc3wI/AAAAAAAAAK8/FmYrL0hwN7w/s320/biblioteca+civica+ct.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S7CNQ9qyefI/AAAAAAAAALE/fbFTIqFXnjs/s1600/pal+centrale+universit%C3%A0.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454014471317125618" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S7CNQ9qyefI/AAAAAAAAALE/fbFTIqFXnjs/s320/pal+centrale+universit%C3%A0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il tempo non cancella il ricordo. Anzi, colorisce di tratti misteriosi quel che è stato, quel che può essere. Chiave di volta per il presente? Forse, se si è ancora in tempo. Come Platone nel Fedone: ancora, vi è luce.&lt;br /&gt;Catania città insonnolita e distratta nella incipiente primavera del decimo anno del nuovo millennio, non può dimenticare due persone straordinarie, che l’hanno adornata di amore, col frutto del loro lavoro, perfezionato dalle arti sorelle che furono e sono loro compagne. Chi ha amato i libri, chi è studioso autentico rammenta sempre che nelle due massime biblioteche della città, la Universitaria allocata nel palazzo centrale, Syculorum Gymnasium, e la Civica ex benedettina troneggiante nel maestoso monastero su l’acropoli, vera reggia attraverso i secoli, vi furono a’ vertici, dal 1968 agli anni 1995-98, due studiosi che univano la competenza alla virtù: Salvatore Mirone alla Universitaria e Maria Salmeri alla Civica. Da anni i due, coniugi nella vita privata, proseguono nel loro stile di vita discreto e riservato, come è d’uso. Felicemente qui desideriamo rammentarne, ai molti verso cui furono disponibili di informazioni e consigli, ai tanti che aiutarono a crescere e migliorare, il contributo umano e culturale, verso una comunità che, forse sino ad oggi, non li ha adeguatamente celebrati come meritano.&lt;br /&gt;Salvatore Mirone, autore fra l’altro della dòtta voce sulla Biblioteca Regionale Universitaria presente nelle due edizioni della Enciclopedia di Catania, pubblicata negli anni ottanta dal compianto editore Tringale, ha il merito di aver diretto l’istituzione in un periodo difficile ma anche felice per l’ampliamento ed il consolidamento del patrimonio librario e dei manoscritti: sua operazione fu l’acquisizione, nell’ottobre del 1978, delle carte di Giovanni Verga, tra cui i manoscritti dei Malavoglia, di Mastro Don Gesualdo ed altri molti; nonché molto materiale epistolare di Federico De Roberto. Inoltre egli fu promotore di diverse iniziative culturali, tra cui ricordiamo la mostra della Letteratura catanese tra le due guerre; affitta i locali di palazzo Carcaci, in via Etnea 84, per crearvi, esigenze di spazio lo imponevano, la sezione staccata della Biblioteca, ove si collocano molti fondi storici, e dove nel 1983 viene creata la sezione musicale e fonografica, di cui oggi possono usufruire molti. Un autentico operatore culturale dòtto ed attento quindi, come si notò anche dalla cura che infuse nel promuovere, tra le ultime opere, il catalogo dei Periodici della Biblioteca: inoltre ha contribuito alla acquisizione, unitamente alla Soprintendenza regionale che subentrò negli anni Sessanta nella gestione della Biblioteca, dell’ex collegio dei Gesuiti di via Crociferi, fino a pochi mesi fa Istituto statale d’Arte (oggi chiuso per lavori di consolidamento), ove un giorno la Biblioteca dovrebbe trasferirsi.&lt;br /&gt;Salvatore Mirone è tra gli intellettuali che animarono la stagione culturale catinense nel torno di tempo fra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo XX: tra i più appassionati collaboratori di Incidenza, il bimestrale di letteratura ed arte diretto da quell’infaticabile poeta e creatore di avanguardie che fu padre Antonio Corsaro, si rivelò al pubblico con una raccolta di poesie dedicate a Giorgio Morandi, il grande pittore, pubblicate nella collana omonima della rivista. I suoi "taccuini di viaggio", gli appunti ed altre note che ritroviamo, in vecchi numeri di Incidenza che, da cercatori di quella Luce ispiratrice che ovunque si cela ma è necessario scorgere per ben coglierne l’aire, abbiamo rintracciato, ci narrano di uno scrittore estremamente sensibile ai movimenti, ai suoni ed ai colori: un uomo di rara caratura, tendente alla perfezione. "Quando scendo a Ledìspoli, torna improvvisamente la mia infanzia: quando fui a Viareggio nel ’41 (o lontano, a Rodi, nel ’38). Un’aria di mare inquieto, con il vento che cade fra le tende e poi s’alza tra i villini coloniali… risento le punte degli zoccoli; stracci di cotone azzurro sono i calzoni dei ragazzi. La felicità rasenta nell’ozio misura di umiltà…&lt;br /&gt;A Cerveteri: Questi paesi segregati vivono nel deserto del silenzio; e il silenzio è la campagna… Qui mi sono fermato per udire le cicale; e qui –come un tratto- s’è rotto il filo del pensiero: tra i rami degli ulivi vecchi, in un’unica striscia d’argento delle foglie" (da Paesaggi, in Incidenza aprile 1964). Ed ancora: "La casa di Morandi: … forte e curvo scende con una lentezza da patriarca. Poi, non ricordo altro se non un tempo lunghissimo (come d’infanzia ritrovata) in un salottino stretto, con gli oggetti rigidi e scarni, e un vaso coi fiori rossi e raccolti… Le montagne vicine, che chiudono il pianoro, hanno mutato colore. Andiamo verso l’ombra.&lt;br /&gt;A Roma: …la luce abbaglia le finestre, mentre una campana invade il cielo sonoro come una fuga di nubi" (da Incidenza, febbraio 1964).&lt;br /&gt;Può darsi che in un verso, "l’ombra nera, deposta, ha la stessa valenza della luce", vergato nei momenti di vita militare che il Mirone segnava, a Maddaloni nel 1959 (su Incidenza del dicembre 1964), vi sia la misura di tutte le cose, come suggerivasi un tempo. O preferiamo crederlo.&lt;br /&gt;Ed è attraverso il tempo ritrovato, sorta di ‘recherche’ proustiana, che l’abbrivio alato ci trasporta verso Maria Salmeri, che della Biblioteca Civica e Ursino Recupero, ente morale mercé il regio decreto del 1931, fu il genius loci, dal 1968 al luglio 1998. Direttrice brillante e molto amata per la sua competenza e passione, ha trasfuso nel ruolo assegnatole l’amore per l’arte che porta nel sangue: poiché nipote per parte materna di quell’Alessandro Abate, pittore celebre e rinomato nel panorama artistico nazionale fra il XIX ed il XX secolo, le cui opere ancora abbelliscono Musei pubblici e adornano private magioni.&lt;br /&gt;E tanto più il ruolo di Maria Salmeri, quale responsabile della Biblioteca ex benedettina, la cui "acribia filologica " lo storico Giuseppe Giarrizzo lodò nella prefazione al Catalogo dei Periodici, in quattro volumi, che rimane imperitura testimonianza del suo operato nell’ente, si nota oggi, in tempi di decadimento etico e strutturale di quel tempio della memoria che ha veduto le opere di studiosi e lettori noti ed ignoti, oscuri e celeberrimi: lavori prestigiosi e di minuto ordine ma sempre instillati d’amore che in quel luogo maestoso e magico nacquero, sovente proprio per impulso ed incoraggiamento di Maria Alessandra Salmeri. Chi scrive può ben dirlo, testimone muto e diretto di tutto ciò, con cognizione di causa.&lt;br /&gt;In quelle sale, la cui storia ella ha sapientemente tracciato, sempre nella voce apposita racchiusa nell’Enciclopedìa di Catania, si notavano Santo Mazzarino e Rosario Romeo, Giuseppe Giarrizzo e Sebastiano Catalano, Giovanna Finocchiaro Chimirri ed altri meno noti, seduti magari al fianco di imberbi studentelli i quali, con timida passione, iniziavano nel tralucere delle enormi finestre protette dalle inferriate, il cammino della vita intellettuale. E la grand’ombra di Mario Rapisardi, giganteggiare nella stanza attigua, fu sempre da Maria Salmeri –poiché la biblioteca da cent’anni possiede la più gran parte delle carte e dei libri del Vate etnèo- adeguatamente onorata: lei s’adoprò onde acquisire al patrimonio comune i fondi del giornalista e studioso giarrese, ma catanese d’animo, Francesco Granata (tra cui alcune tele rapisardiane): come quelli di Saverio Fiducia, letterato e scrittore insigne, e dei musicisti Santo Santonocito, Antonio Savasta, del rapisardiano scrittore Lorenzo Vigo Fazio, del critico cinematografico Enea Ferrante; inoltre acquisì i carteggi ed i libri di Carlo Sada, di Bonaiuto, Libertini e Casagrandi, ed il fondo Vincenzo Giuffrida. La sua opera trentennale fu di autentica sostanza e costellata di grande esperienza. E tuttavolta, anche della Maria Salmeri letterata qualcosa si rintraccia, meritoria opera di padre Corsaro (che rammentiamo tanto ieratico nei modi quanto variegato negli interessi), nella citata rivista Incidenza. Recensendo&lt;br /&gt;"Rien va" di Mario Landolfi, pubblicato da Valecchi nel 1963, ella afferma: "… è un diario che l’autore imprende a scrivere avendo, però, già abbandonato ogni "volontà di dire", essendo pervenuto al limite ultimo tra la parola e il silenzio… Nulla, di tutta la realtà, merita di essere fermato, circoscritto dalle parole… Ma su questo raggiunto "silenzio", su questo vuoto perseguito con accanimento, su questa suprema "noia", nasce un nuovo puro canto: ancora la poesia dei sentimenti originari, non corrotti dalla abitudine o dalla viltà, spogli di ogni gravezza e di compiacimento, avvertiti e sofferti nel loro "fulgore d’origine"; insieme con l’amore stupito, trepidante, dubbioso di se stesso, per la figlia nata; insieme con le nuove riflessioni e le nuove prospettive sull’esistenza a cui questo amore costringe" (su Incidenza aprile 1964).&lt;br /&gt;Parole che rispecchiano quella rara sensibilità, speculum della nobiltà autentica di chi ama le cose belle.&lt;br /&gt;In fine, di Maria Salmeri e di Salvatore Mirone, due intellettuali di concreto prestigio che molto hanno donato alla cultura catinense, si può affermare quel che Federico De Roberto, anima eccelsa addentro a le secrete cose, vergava nella chiusa di Spasimo: "Vi sono di queste creature venute al mondo per convertirci alle cose delle quali purtroppo la vita ci fa dubitare. Il loro cuore è come una fontana di salute". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Francesco Giordano&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;(nelle immagini, il palazzo centrale dell'Università di Catania nell'omonima piazza, sede della Biblioteca regionale; e la sala Vaccarini, Biblioteche riunite Civica e U.Recupero, ex monastero Benedettino, Catania)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7415471113737301911?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7415471113737301911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/il-tempo-ritrovato-ovvero-due.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7415471113737301911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7415471113737301911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/il-tempo-ritrovato-ovvero-due.html' title='Il tempo ritrovato, ovvero due intellettuali a Catania: Maria Salmeri e Salvatore Mirone'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S7CNQtOc3wI/AAAAAAAAAK8/FmYrL0hwN7w/s72-c/biblioteca+civica+ct.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7134200117714299452</id><published>2010-03-17T18:02:00.003+01:00</published><updated>2010-03-17T18:23:31.688+01:00</updated><title type='text'>Infanzia abbandonata a Catania, una importante mostra all'Archivio Storico Comunale</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S6EMMSVovrI/AAAAAAAAAKs/F4H5JJoTAwM/s1600-h/CollegioGesuitiCT.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449650429315563186" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S6EMMSVovrI/AAAAAAAAAKs/F4H5JJoTAwM/s320/CollegioGesuitiCT.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Per iniziativa della Direttrice dell'Archivio, dott.ssa Marcella Minissale, coadiuvata dai validi e solerti collaboratori, è in atto in questi giorni la mostra sui luoghi della infanzia abbandonata nella città etnèa, dal XVI al XX secolo. Di seguito riportiamo, per gentile concessione, la nota documentaria sulla esposizione, che può annoverare opere bibliografiche, immagini e testi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Benedetto chi ti porta, maledetto chi ti manda !"&lt;br /&gt;- note e documenti sull’assistenza all’infanzia abbandonata a Catania -&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il sistema assistenziale cominciò a strutturarsi in Europa verso la metà del ‘500 sotto la spinta della Chiesa e di benestanti filantropi con la fondazione di ricoveri per orfani, per ammalati ed indigenti. Ordini e Congregazioni religiose amministravano ingenti lasciti volti a redimere emarginati ed "immorali o segregarli in strutture ove non turbassero l'ordine costituito.&lt;br /&gt;Proprio in quel periodo nacquero a Catania le prime istituzioni di beneficenza. Nel 1550 il Viceré&lt;br /&gt;spagnolo Giovanni De Vega fondò la Casa degli Orfanelli con l’approvazione del Papa Giulio III.&lt;br /&gt;Secondo quanto confermava il suo Statuto Organico, riformato nel 1910, essa aveva lo scopo di&lt;br /&gt;provvedere, gratuitamente, secondo i propri mezzi, al ricovero, mantenimento, educazione morale e fisica ed istruzione professionale di fanciulli orfani o abbandonati dai genitori.&lt;br /&gt;Il Conservatorio delle Verginelle sorse nel 1586 per opera del filantropo Govanni Paolo Larocca&lt;br /&gt;col contributo del Senato cittadino; in esso erano ammesse, secondo le notizie tratte dalla "Guida&lt;br /&gt;di Catania" di Sebastiano Salomone," le ragazze povere che intendano istruirsi nei lavori&lt;br /&gt;donneschi o nelle materie elementari di coltura letteraria". Ancora nel 1910 ospitava, circa&lt;br /&gt;duecento ragazze ed era diretto dalle Suore di Carità.Ciascuna ricoverata che passava a nozze,&lt;br /&gt;riceveva un legato di maritaggio di £. 190,25.&lt;br /&gt;Per oltre due secoli le Opere Pie godettero di una indipendenza assoluta dalla vigilanza del potere&lt;br /&gt;civile, che, dalla metà del XVIII secolo andò decrescendo per l’influsso delle riforme illuministiche&lt;br /&gt;introdotte nei vari stati preunitari e per le nuove concezioni amministrative affermatesi nei primi&lt;br /&gt;dell’800 insieme all’occupazione napoleonica di gran parte della Penisola.&lt;br /&gt;Il regime borbonico, diede prova di un particolare interventismo sotto il profilo assistenziale ed&lt;br /&gt;educativo; già nel 1741 assoggettò alla giurisdizione laica, con un concordato con la Santa Sede,&lt;br /&gt;gli istituti di pia carità per orfanelli. In seguito, nel 1750, il viceré Laviefeuille istituì&lt;br /&gt;la"Deputazione Generale dei projetti" a cui era affidata la protezione dell’ infanzia abbandonata&lt;br /&gt;nel regno, avvalendosi anche del clero per la graduale creazione di una assistenza statale.&lt;br /&gt;Invero, nel 1782 il viceré Caracciolo riconobbe ente morale l’Ospedale o Conservatorio del Santo&lt;br /&gt;Bambino, per l’assistenza alle partorienti di figli illegittimi fondato nel 1776 dal sacerdote&lt;br /&gt;Giuseppe Giuffrida. Secondo quanto riferiva il Duca di Carcaci , nella sua Descrizione di Catania e&lt;br /&gt;delle cose notevoli nei dintorni di essa, apparsa nel 1847. Nell’Istituto - all’epoca sito in Via dello Stazzone, 8 –: "… qualsiasi donna gravida di qualsiasi stato e patria appena si presenti e senza obbligo di palesarsi è gratuitamente alimentata ed assistita con ogni possibile cura, ha facoltà di esporre il parto od allevarlo, di partirsene o passare da nutrice in altro stabilimento. Le vicende dell’attuale Ospedale di Maternità sono state efficacemente, illustrate da Alfonso Toscano ne: L’Ospedale di maternità e la chiesa del S. Bambino, pubblicato a Catania nel 1950.&lt;br /&gt;Il controllo dello Stato sulle opere assistenziali divenne ancor più penetrante con l’istituzione dei&lt;br /&gt;Consigli Generali degli Ospizi da Gioacchino Murat, cognato di Napoleone durante l’occupazione&lt;br /&gt;del Regno di Napoli (Decreto n. 493 /09).Tali organi, Ferdinando IV, dopo la Restaurazione, li&lt;br /&gt;mantenne con decreto del 1816 estendendo li sull’ intero territorio del Regno per la "sorveglianza&lt;br /&gt;tutela e direzione degli stabilimenti di beneficenza e dei luoghi pii laicali che esistano in tutti i&lt;br /&gt;comuni" di ogni Valle. Essi dipendevano dal Ministero degli Affari interni ed erano distinti da&lt;br /&gt;ogni altra amministrazione con officina separata dalle Intendenze. La loro presidenza spettava&lt;br /&gt;all’Intendente coadiuvato dagli Ordinari della Diocesi dei Capoluoghi e da Consiglieri scelti fra i&lt;br /&gt;notabili. I Consigli furono sciolti con Legge del 3 agosto 1862 n. 753 in favore delle Deputazioni&lt;br /&gt;Provinciali.&lt;br /&gt;La corrispondenza attestante la loro minuziosa opera di controllo tra le Commissioni&lt;br /&gt;amministranti i diversi Istituti di beneficienza, ed il Patrizio di Catania della contabilità annuale -&lt;br /&gt;si trova presso l’Archivio Storico Comunale.&lt;br /&gt;I projetti. esposti - o gettatelli come definiti in talune regioni italiane - erano il frutto delle&lt;br /&gt;condizioni di estremo disagio sociale dell’epoca, contrassegnata da frequenti carestie, dalla&lt;br /&gt;frequente impossibilità di mantenere famiglie numerose, nonchè dalle ferree convenzioni religiose&lt;br /&gt;che stigmatizzavano irreversibilmente, i nati da relazioni extramatrimoniali. I proietti venivano&lt;br /&gt;depositati nelle "ruota" : un cilindro di legno cavo, collocato in chiese od istituti a ciò deputati,&lt;br /&gt;con una apertura a finestra, che ruotava con un perno in modo da poter portare il neonato dall’altra&lt;br /&gt;parte del muro. L’abbandono era preceduto dal suono di una campanella. Il preposto al servizio,&lt;br /&gt;udendola, si recava a ricevere il neonato senza vedere chi lo avesse lasciato. Il cappellano curato,&lt;br /&gt;riempiva un foglio del libro dei projetti, imponendo un nome e cognome di fantasia, (di città:&lt;br /&gt;Catania, Messina, oppure di allusione alla condizione di abbandonato: Trovato, Diolosà&lt;br /&gt;Diotallevi, D’ignoti Parenti, oppure di spregiativo riferimento alla relazione adulterina o ai costumi della madre: cornetto, bordello, etc.)&lt;br /&gt;e lo battezzava subito, dato l’elevatissimo tasso di mortalità infantile. Nel 1771, era stato revocato l’uso di "bullare" sulle carni i trovatelli&lt;br /&gt;disponendoci legar loro al collo, una medaglietta con scritto il nome dell’Ospedale o dell’Università che l’aveva in cura ed un numero di&lt;br /&gt;matricola.&lt;br /&gt;Dal 1820, anno di istituzione dello Stato Civile in Sicilia, secondo le disposizioni sulle Leggi Civili del Codice per il Regno delle due&lt;br /&gt;Sicilie del 1818 l’Ufficiale di Stato civile (in quel tempo, a Catania, era il Senatore, cioè il capo di una delle sei sezioni in cui la città era&lt;br /&gt;divisa) riceveva un conciso rapporto sulle circostanze del ritrovamento e lo inseriva nell’atto di nascita da lui redatto. Le norme di tenuta&lt;br /&gt;dei registri borbonici, perpetuavano a vita, la condizione degli abbandonati, ordinandone gli atti nelle serie dei projetti, divise per nascita&lt;br /&gt;e per morte.&lt;br /&gt;Gli orfanelli , come prescritto dal Real Decreto n. 1138/32, fino ai cinque anni per i maschi e sette per le femmine, erano affidati alle&lt;br /&gt;levatrici od alla Casa di Nutrizione, che in Catania , secondo la descrizione del citato Duca di Carcaci: "si trovava nella strada delle ree&lt;br /&gt;pentite num. 11: in tutte le ore del giorno e della notte può ognuno depositare n questa casa, in una ruota appositamente erettavi,&lt;br /&gt;qualunque bambino esposto nato da ignoti parenti. Depositato nella ruota esso si dà in cura ad una delle nutrici quivi stabilite se pure&lt;br /&gt;non trovi da affidare ad alcuna donna che voglia allattarlo in casa per un sovvenimento di tarì quindici al mese che il comune le&lt;br /&gt;somministra. Agli inizi del XX secolo la Guida di Catania informava che: la Casa di Nutrizione situata in via Ardizzone, 59 era un altro&lt;br /&gt;pietoso ospizio per l’allevamento dei projetti affidato a molte nutrici stipendiate.&lt;br /&gt;Al compimento del quinto o del settimo anno di vita, i bambini e bambine erano affidati ai "convitti" statali o ai"conservatori" gestiti da&lt;br /&gt;ordini religiosi, ove essi erano considerati come affetti dal peccato d’origine e quindi, da educare con particolare severità al fine&lt;br /&gt;estirparne eventuali tendenze pericolose per la società.&lt;br /&gt;Con il Decreto del 7 Agosto 1834, Ferdinando II istituì tre Reali Ospizi di Beneficenza suddivisi nelle città di Palermo, Messina e&lt;br /&gt;Catania: A Catania l’istituzione trovò posto nel Collegio dei Gesuiti di Via Crociferi, confiscato all’Ordine dopo la sua espulsione nel&lt;br /&gt;1767 e già adibito a Collegio della bassa gente ed accolse gli orfani mendici, e quei figli di cui i genitori&lt;br /&gt;erano privi di mezzi di sussistenza. Presso il "Convitto", come veniva anche chiamato, venivano portati i&lt;br /&gt;projetti provenienti da Catania e Noto, di sette anni compiuti. All’inizio del XX secolo vi erano ricoverati&lt;br /&gt;circa seicento orfanelli. All’interno dell’istituto erano attive numerose scuole professionali ed officine, tra&lt;br /&gt;cui una falegnameria ed una tipografia, affinché i ricoverati apprendessero un mestiere, Invero la marca&lt;br /&gt;del Reale Ospizio di Beneficienza" fu impressa sui frontespizi di diverse edizioni locali pubblicate nella&lt;br /&gt;mete dell’Ottocento.&lt;br /&gt;Secondo le disposizioni istitutive, il Convitto, usava una rigida disciplina verso gli allievi che erano&lt;br /&gt;istruiti anche negli esercizi di soldato ed alcuni di loro formavano una banda musicale che si esibiva&lt;br /&gt;nelle cerimonie pubbliche; come testimonia la richiesta, indirizzata dall’Intendente e Presidente del&lt;br /&gt;Consiglio Generale degli Ospizi al Patrizio, ove si scrive di un concerto della banda militare dello&lt;br /&gt;Stabilimento del Reale Ospizio di Beneficenza in occasione del genetliaco delle Regina madre, nel 1841,&lt;br /&gt;da svolgersi sul palchetto già predisposto "alla marina".&lt;br /&gt;Le projette settenarie, che ricevevano beninteso, un’educazione separata da quella dei maschi, potevano&lt;br /&gt;essere destinate, al Consevatorio di Esposte ubicato, ai tempi del&lt;br /&gt;citato Duca di Carcaci, nella Strada degli Ammalati (oggi Via&lt;br /&gt;Maddem) n. 63 che "godeva di esteso edificio di viale alberato e&lt;br /&gt;di chiesa …; chiamato a vita da… Ferdinando I nel 1807 … vi entravano "… le fanciulle&lt;br /&gt;all’anno settimo della vita e ne escono tosto che vanno a marito …" vivono "… in comune&lt;br /&gt;vestono in abito uniforme e sono istruite nei lavori donneschi e della dottrina cristiana … il&lt;br /&gt;comune ha dovuto supplire al mantenimento di essa.&lt;br /&gt;Negli istituti femminili la disciplina per le "convittrici" era mo0lto severa: vigeva il divieto di&lt;br /&gt;giocare per strada , di stare alla finestra, di fermarsi mentre camminava da sole per le vie. Il fine&lt;br /&gt;della loro educazione era esclusivamente, il matrimonio e la costituzione della relativa dote in&lt;br /&gt;cui affluivano oltrecchè , il frutto del loro lavoro come sarte o ricamatrici, parte delle risorse&lt;br /&gt;dell’istituto o eventuali specifici legati. Se non andavano a nozze le giovani, non preparate ad&lt;br /&gt;affrontare il mondo esterno, potevano restare a lungo, tra le rassicuranti mura dell’Istituto,&lt;br /&gt;come testimonia una delibera del 1948, con cui la Giunta Municipale di Catania disponeva una&lt;br /&gt;buonuscita di L. 1000 a favore di una orfanella infine, passata a matrimonio, e rimasta&lt;br /&gt;nell’Orfanotrofio annesso all’Ospedale Garibaldi "abolito da moltissimi anni" .&lt;br /&gt;Dopo l’Unità, la disgregazione della famiglia patriarcale,legata alla crescente&lt;br /&gt;industrializzazione, ed al lavoro femminile fuori dalle mura domestiche, imposero&lt;br /&gt;l’allargamento ed il rinnovamento delle forme di cura dell’infanzia ed assistenza in genere&lt;br /&gt;assumendo, gradatamente, la fisionomia di diritto universale. Il mutato ordinamento dello Stato&lt;br /&gt;Civile unitario (R.D. 2602 del 1865), attenuò lo "stigma" riservato ai trovatelli i cui atti&lt;br /&gt;cessarono di costituire serie a parte; per la sparizione della dicitura "figlio di NN", sugli atti anagrafici bisognerà attendere la Legge. n.&lt;br /&gt;1064 del 31 Ottobre 1955..&lt;br /&gt;La legge sulle Opere Pie del 1862, assegnò loro una diversa autonomia; essi furono sganciati dal potere ecclesiastico e posti in una&lt;br /&gt;situazione giuridica a metà fra quella pubblica e quella privata. Ciò potè avvenire per la decisione inflessibile del nuovo Stato italiano di&lt;br /&gt;sottrarre la ingente aliquota di ricchezza detenuta dagli ordini religiosi, e di ridurre al contempo, l’influenza del clero all’interno della&lt;br /&gt;società; tale disegno fu, invero, attuato con l’eversione dell’asse ecclesiastico realizzata con la cd. "Legge Siccardi" del 1866.&lt;br /&gt;In questo clima, fu insediata una Commissione d’Indagine sulle Opere Pie per rilevarne l’assetto patrimoniale, il numero di assistiti e la&lt;br /&gt;natura delle prestazioni elargite .Quelle presenti nel Regno fra il 1880 e il 1888 erano 21.819. di cui ben 2.770 dedicate al culto o alla&lt;br /&gt;beneficenza, 1.923 ai sussidi dotali, 257 conservatori, ritiri o convitti per il recupero morale delle donne "cadute'', 823 ospedali, 13 istituti&lt;br /&gt;per sordomuti e 2 per ciechi. E poi scuole, asili infantili, ospizi di maternità, manicomi, case di rieducazione per minorenni "traviati''ed&lt;br /&gt;un numero rilevante di monti di maritaggio.&lt;br /&gt;La "Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza adottate con la legge&lt;br /&gt;n. 6972 del 1890,(cd. Legge Crispi) definirono per la prima volta il ruolo dello Stato&lt;br /&gt;non più limitato al controllo patrimoniale ed amministrativo; il fine delle istituzioni&lt;br /&gt;benefiche divenne quello universalistico di assistere i poveri in stato di malessere ed&lt;br /&gt;infermità e di procurare l'educazione e l'istruzione ai bisognosi. … senza distinzione&lt;br /&gt;di culto religioso o di opinione pubblica''. Le Opere Pie furono trasformate in Istituti&lt;br /&gt;di beneficenza (Ipab) regolate nella formazione, nel funzionamento e nell'estinzione&lt;br /&gt;in modo da assicurarne la gestione "laica''. Nacquero, inoltre, gli Enti di Carità e&lt;br /&gt;Assistenza (ECA).&lt;br /&gt;La pressione delle lotte operaie, determinò l’approvazione, nel 1904, della legge&lt;br /&gt;Giolitti ove, con lucida consapevolezza, la beneficenza fu considerata un aspetto&lt;br /&gt;della situazione sociale, configurando come indiscutibile il diritto del povero ad essere&lt;br /&gt;assistito da istituzioni pubbliche coordinate ed integrate alle iniziative private tramite&lt;br /&gt;una Commissione Provinciale, per gli interventi a carattere locale, e da un Consiglio&lt;br /&gt;Superiore, per le questioni nazionali. In tale periodo sorsero in città orfanotrofi&lt;br /&gt;municipali, come il Buon Pastore, nella borgata Cibali, erede del Conservatorio delle&lt;br /&gt;Figlie del Buon Pastore, sorto a metà ottocento per il recupero delle donne ex&lt;br /&gt;carcerate.&lt;br /&gt;Nel 1923, al potere il Regime Fascista, la legge Giolitti fu abrogata per il suo spiccato decentramento che contrastava il verticismo voluto&lt;br /&gt;da Mussolini, sostenitore della famiglia cattolica e fascista, nata come puntello dell’assistenza sociale e della politica demografica.&lt;br /&gt;Nello stesso anno il "Regolamento generale per il servizio d'assistenza agli Esposti" abolì definitivamente le "ruote" già cadute in disuso&lt;br /&gt;a partire dalla fine dell’Ottocento, perché ritenute incivili e causa di abusi.&lt;br /&gt;Nel 1925 fu istituita l'Opera nazionale per la maternità e l'infanzia (ONMI)e soppressa nel 1975 . Esso era una sorta di ministero sorto&lt;br /&gt;con il compito di coordinare le iniziative a favore dell'infanzia. La legge Crispi del 1890, rimase l’unica, fino ai tempi recenti , legge&lt;br /&gt;organica sull’assistenza e beneficenza.&lt;br /&gt;La Costituzione Repubblicana del 1948 innovò profondamente, i principi ispiratori dell’intera materia, postulando il diritto inalienabile&lt;br /&gt;all'assistenza sociale intesa non come "adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale', garantito&lt;br /&gt;dall’art. 2 a "tutti i cittadini … senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e&lt;br /&gt;sociali. per … rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che … impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la&lt;br /&gt;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese'' (art. 3).soprattutto per "ogni&lt;br /&gt;cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere" Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all’&lt;br /&gt;avviamento professionale. Ai compiti previsti in quest’articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.&lt;br /&gt;L'assistenza privata è libera'' (art. 38).&lt;br /&gt;Nei primi decenni della Repubblica l'assistenza fu appannaggio di enti pubblici e privati per lo più sovvenzionati dallo Stato e spesso&lt;br /&gt;fonte di clientelismo, incuria e degrado. Essa si reggeva principalmente, sulle attività delle Ipab che assicuravano il ricovero a&lt;br /&gt;handicappati e minori.&lt;br /&gt;Nei primi anni ‘50 l’organizzazione degli istituti a livello Provinciale fu integrata negli IPAI (Istituti Provinciali di Assistenza&lt;br /&gt;all’Infanzia) che avrebbero dovuto provvedere non solo alla istituzionalizzazione dei bambini abbandonati ma anche ad una serie&lt;br /&gt;integrata di servizi per la cura dell’infanzia. Tali enti, sono stati gradatamente chiusi per la preferenza accordata dal legislatore delle&lt;br /&gt;ultime riforme, alle "case famiglia" e la conseguente chiusura o trasformazione degli orfanotrofi e dei brefotrofi.&lt;br /&gt;I documenti, custoditi presso l’Archivio Storico Comunale, appartenenti al fondo "Beneficenza" per la liquidazioni delle rette agli istituti,&lt;br /&gt;e talune pratiche edilizie del fondo "Ufficio Tecnico" forniscono uno spaccato della consistenza, dell’attività e delle condizioni degli&lt;br /&gt;orfanotrofi di Catania e dintorni. tra il 1939 ed il 1965.&lt;br /&gt;Il Decreto n. 616/1977, demandato a dare attuazione all’assetto regionalistico voluto dalla Costituzione. distinguendo fra prestazioni&lt;br /&gt;previdenziali, gestite a livello nazionale e prestazioni assistenziali erogate dagli enti locali e da loro strutture, stabilì che le funzioni, il&lt;br /&gt;personale e i beni delle IPAB venissero trasferiti ai Comuni; successivamente, le Ipab cosiddette infraregionali, grande maggioranza tra le&lt;br /&gt;istituzioni assistenziali, sono ritornate alle linee fondamentali della legge Crispi del 1890.&lt;br /&gt;La necessità di una nuova legge-quadro sull'assistenza, portò alla controversa "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di&lt;br /&gt;interventi e servizi sociali'' (L. 328/2000). Ad essa fu addebitata da taluni la colpa di aver privatizzato i servizi sociali scaricandoli sulla&lt;br /&gt;famiglia e sulla donna. Consapevole della realtà di abbandono in cui molti degli istituti di infanzia versavano e con l’intento di dare una&lt;br /&gt;famiglia ad ogni bambino incoraggiandone l’adozione o sostenendone il rientro graduale nel nucleo d’origine, la legge 149 del 2001&lt;br /&gt;stabilì la chiusura di tutti gli orfanotrofi entro il 31 dicembre 2006. Di fatto, però, molte realtà hanno riorganizzato la struttura, divenendo&lt;br /&gt;comunità, case-famiglia, villaggi e altre forme di micro-istituzionalizzazione; soluzioni previste dalla legge come temporanee che invece,&lt;br /&gt;per molti bambini ospitati, si protrae per anni, ad un costo per lo Stato molto più alto che non l’affido familiare.&lt;br /&gt;Esemplare testimonianza della condizione di violenza e degrado che molte generazioni di bimbi "senza famiglia" hanno dovuto subire in&lt;br /&gt;molte Istituzione incaricate all’assistenza all’infanzia è l’articolo Mamma non c’è, babbo nemmeno il personale neppure di Maria&lt;br /&gt;Giovanna Casabene - apparso sulla: Sicilia-Catania Oggi n° 18 del 6 Ottobre 1979 – che per il toccante contenuto di denuncia, si vuole&lt;br /&gt;riportare per intero:&lt;br /&gt;Sono stata alcuni giorni fa all’IPAI di Catania sito i via Mavilla, un vicolo cieco che si trova in uno dei quartieri più popolari della città&lt;br /&gt;Alcuni giorni prima parlando con una degli addetti ai lavori dell’istituto venni a sapere che&lt;br /&gt;all’interno si trovava una cinquantina di bambini che per anni non escono dai grandi&lt;br /&gt;cameroni a loro destinati … Varcato il cancello con la targa Ipai … chiedo di una&lt;br /&gt;puericultrice, mi viene indicato un portone poco distante. …&lt;br /&gt;Quando arrivai al primo piano … ebbi a vedere uno spettacolo inconcepibile in un paese&lt;br /&gt;che vanti di essere civile … : pareti spoglie e sporche, nessun gioco, niente di niente :&lt;br /&gt;banchetti sporchi di materia marrone, solo dopo mi resi conto che si trattava di feci; a terra&lt;br /&gt;qualche chiazza di liquido giallo. Circa 25 bambini imbestialiti, con la violenza stampata&lt;br /&gt;nel volto, tutti eguali: con i capelli rasati quasi a zero vestiti allo stesso modo, mi vennero&lt;br /&gt;incontro. Tale scena mi ricordò i campi di sterminio nazisti dove gli ebrei erano costretti a&lt;br /&gt;dimenticare di essere uomini; i più grandi non sanno parlare, nessuno gliel’ha insegnato .Il&lt;br /&gt;personale loro addetto consisteva in due puericultrici.&lt;br /&gt;Chiedo ad una di esse."ma come mai questi bambini non hanno … nemmeno un&lt;br /&gt;giocattolo?" perchè non lo chiede al direttore di turno? I giocattoli vengono distribuiti in&lt;br /&gt;genere a Natale con la foto ricordo che vede il benefattore che divide i regali …&lt;br /&gt;L’indomani … . le gentili signore di questo istituto se li portano a casa per i loro figli. …&lt;br /&gt;chiedo di vedere i bambini più piccoli; … al secondo piano …lo spettacolo che mi si&lt;br /&gt;presenta è ancora più squallido: una cameraccia … accoglie quattro lattanti: tre di loro&lt;br /&gt;stanno piangendo da un pezzo; uno addirittura, ha la manina viola a forza di succhiarla, [la&lt;br /&gt;puericultrice] mi dice: [che] .. badare non può a questi bambini perché le fanno troppa&lt;br /&gt;pena poi aggiunge che non tutte le sue colleghe hanno la sensibilità adatta per queste cose,&lt;br /&gt;per molte questi sono bambini di serie b.&lt;br /&gt;Le donne dovrebbero venire …a svolgere una missione e non perché c’è uno stipendio&lt;br /&gt;discreto. … Almeno la metà del personale è sempre ammalato o chiede sempre permessi&lt;br /&gt;Qui non funziona nulla. Si permette a madri snaturate di abbandonare i loro figli in&lt;br /&gt;questo posto e di conservarne la patria potestà venendo raramente , a trovarli.. La maggior&lt;br /&gt;parte dei bambini non sa di avere una madre, nemmeno la conoscono eppure la madre risulta venire ogni giovedì;.. vengono a trovare il&lt;br /&gt;loro bambino,si siedono in un angolo e non permettono al piccolo nemmeno di toccarle, perché potrebbero sporcarle il costoso&lt;br /&gt;abbigliamento. … Hanno chiuso i manicomi perché enti amorali come questi allora?&lt;br /&gt;Salutiamo le cortesi signore ed andiamo via. … penso a cosa ne sarà di questi bambini. certo io avrò fatto il mio bravo articolo ma poi?&lt;br /&gt;… forse saranno semplicemente più severi con gli estranei che vorranno visitare l’istituto…".&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(Nella foto l'ex collegio dei Gesuiti in via Crociferi, dal 1834 al 1968 Ospizio di Beneficenza, dal 1968 al 2009 sede dell'Istituto Statale d'Arte; proprietà della Regione Sicilia, è ora chiuso per restauri)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7134200117714299452?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7134200117714299452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/infanzia-abbandonata-catania-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7134200117714299452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7134200117714299452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/infanzia-abbandonata-catania-una.html' title='Infanzia abbandonata a Catania, una importante mostra all&apos;Archivio Storico Comunale'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S6EMMSVovrI/AAAAAAAAAKs/F4H5JJoTAwM/s72-c/CollegioGesuitiCT.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-2169634069938274056</id><published>2010-02-25T14:56:00.002+01:00</published><updated>2010-02-25T15:03:48.064+01:00</updated><title type='text'>La poesia La piramide di Mario Rapisardi letta da Francesco Giordano</title><content type='html'>Presentiamo una video lettura della poesia La piramide, di Mario Rapisardi, dal volume "Poesie, prose e lettere postume di Mario Rapisardi", a cura di Lorenzo Vigo Fazio, in Torino 1930. La voce è di Francesco Giordano. Il sottofondo è la sonata n°32 in do minore op.111 di Ludwig Van Beethoven, il musicista prediletto del Vate catinense; al pianoforte Arturo Benedetti Michelangeli. La fotografia risale al 1902.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-3154fe3f9bf88579" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v24.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D3154fe3f9bf88579%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6933E6840CF1E62F0415D4C71171D8B9C6C70353.5CAD5FFC8455EC75739F5F245F41B272ACA82727%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D3154fe3f9bf88579%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D_L_nFj4OzrUdNKOfU0CuJJzpab0&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v24.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D3154fe3f9bf88579%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6933E6840CF1E62F0415D4C71171D8B9C6C70353.5CAD5FFC8455EC75739F5F245F41B272ACA82727%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D3154fe3f9bf88579%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D_L_nFj4OzrUdNKOfU0CuJJzpab0&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-2169634069938274056?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/2169634069938274056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/02/la-poesia-la-piramide-di-mario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2169634069938274056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/2169634069938274056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/02/la-poesia-la-piramide-di-mario.html' title='La poesia La piramide di Mario Rapisardi letta da Francesco Giordano'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7340996273611566493</id><published>2010-02-25T13:52:00.005+01:00</published><updated>2010-02-25T13:58:00.968+01:00</updated><title type='text'>Nel 166° anniversario della nascita di Mario Rapisardi, un poemetto ed una poesia in prosa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4ZzF32ONUI/AAAAAAAAAKU/QmGvkxATIG4/s1600-h/Rapisardi+occhi+mariu.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 237px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442163744451736898" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4ZzF32ONUI/AAAAAAAAAKU/QmGvkxATIG4/s320/Rapisardi+occhi+mariu.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4Zy8-tRfBI/AAAAAAAAAKM/honEe0c-tk8/s1600-h/Rapisardi+passaggio+imp+3.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 246px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442163591674428434" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4Zy8-tRfBI/AAAAAAAAAKM/honEe0c-tk8/s320/Rapisardi+passaggio+imp+3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4Zy2Z9k-RI/AAAAAAAAAKE/O0Cp7tZKMkg/s1600-h/Rapisardi+passaggio+imp+2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 246px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442163478731487506" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4Zy2Z9k-RI/AAAAAAAAAKE/O0Cp7tZKMkg/s320/Rapisardi+passaggio+imp+2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4ZyvGajAtI/AAAAAAAAAJ8/e1owVPS4TEs/s1600-h/Rapisardi+passaggio+imp+1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 245px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442163353225200338" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4ZyvGajAtI/AAAAAAAAAJ8/e1owVPS4TEs/s320/Rapisardi+passaggio+imp+1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In occasione del 166° anniversario della nascita di Mario Rapisardi, che cade oggi (egli nacque in Catania nella strada del Penninello, dietro piazza Stesicorea, il 25 febbrajo del 1844: ivi è una lapide), doniamo al lettore, nella forma originale in cui furono stampati, delle pagine di alcuni poco noti suoi componimenti: il poemetto "Il passaggio dell'Imperatore", qui riprodotto dalla edizione Giannotta del 1892 ("Empedocle ed altri versi"), poi versato nella edizione definitiva delle Opere di Sandron; e la poesia in prosa "Agli occhi di Mariuccia", dal volume "Prose, poesie e lettere postume" (del 1930) curato da Lorenzo Vigo Fazio, brillante cultore dell'opera rapisardiana nonché valente scrittore (moriva in Catania nel 1986, in via Piave; spirito libero, era mazziniano e frammassone: meritevolmente la sua biblioteca ed alcuni oggetti sono custoditi nella stanza Rapisardi delle Biblioteche riunite Civica ed U.Recupero di Catania). Il poemetto (riferito alla venuta in Catania, intorno al 1880, dello sfortunato Kaiser Federico Guglielmo III di Prussia) documenta la sensibilità umana e la tolleranza caritatevole, che furon sempre la bussola della poetica del Rapisardi; il componimento prosastico (la cui genesi è nelle note delle pagine), se non spicca per la sua originalità, testimonia nondimeno l'afflato paterno di un animo eccezionalmnte sensibile ai grandi sentimenti della vita. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7340996273611566493?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7340996273611566493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/02/nel-166-anniversario-della-nascita-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7340996273611566493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7340996273611566493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/02/nel-166-anniversario-della-nascita-di.html' title='Nel 166° anniversario della nascita di Mario Rapisardi, un poemetto ed una poesia in prosa'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S4ZzF32ONUI/AAAAAAAAAKU/QmGvkxATIG4/s72-c/Rapisardi+occhi+mariu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3930083273815648322</id><published>2010-02-05T16:11:00.004+01:00</published><updated>2010-02-05T16:19:15.054+01:00</updated><title type='text'>Lodi a Sant'Agata, Iside catinense, nel suo giorno di festa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S2w2jQewaUI/AAAAAAAAAHg/1eZdzvpaass/s1600-h/SAgata+04022010(001).jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434778829676636482" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S2w2jQewaUI/AAAAAAAAAHg/1eZdzvpaass/s320/SAgata+04022010(001).jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S2w2MoNNpiI/AAAAAAAAAHY/hGBij-OMXy4/s1600-h/SAgata+04022010.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434778440908514850" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S2w2MoNNpiI/AAAAAAAAAHY/hGBij-OMXy4/s320/SAgata+04022010.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"O Agata martire illustre, che coronasti, confortata da Dio, la tua innocenza colla porpora del martirio, tu che ti bei tra gli angeli, chiedi in pro di tutti la corona dell’immortalità.&lt;br /&gt;O tu che all’ape desti di essere artefice di dolce liquore, vera medicina dei corpi, e al flugello, verme anch’esso, la tessile scienza, dà pure a me di ordire un inno che celebri i tuoi prodigi e le lodi dei tuoi vittoriosi atleti. Manda, o Verbo divino, a me il germe della grazia tua, perché anche dalla mia terra si elevino rigogliose le tue sublimi parole, ed io canti il valore di Agata tua, amante tua, torturata per te, anelante alla corona dell’immortalità".&lt;br /&gt;Dall’Inno greco a Sant’Agata, in "Sant’Agata V.M. catanese", di G.Consoli, Catania 1951 vol.2, pag.94&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;"Tu sei santa, sei l’eterna salvezza del genere umano, sempre generosa nell’aiutare i mortali, tu dài alle sventure dei miseri il dolce affetto di una madre. Non v’è giorno o notte o momento, sia pur piccolo, che passi senza una tua grazia, senza che tu protegga gli uomini sulla terra e sul mare, senza che tu scacci le tempeste della vita porgendo la tua destra, salutare, che riordina le fila confuse inestricabilmente dal fato e mitiga le procelle della fortuna e impedisce il corso funesto delle stelle.&lt;br /&gt;Cercherò comunque di fare quello solo che può fare un devoto, per altro povero: nel segreto del mio petto custodirò ed osserverò per sempre nascosto il tuo volto divino e la tua santissima potenza".&lt;br /&gt;Dall’inno ad Iside di Apulejo di Madaura, ne Le Metamorfosi, libro XI capitolo 25.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(&lt;em&gt;Le istantanee sono di F.G., scattate in piazza dei Martiri o della Statua, Catania, il 4 febbraio 2010, ore 11&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3930083273815648322?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3930083273815648322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/02/lodi-santagata-iside-catinense-nel-suo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3930083273815648322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3930083273815648322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/02/lodi-santagata-iside-catinense-nel-suo.html' title='Lodi a Sant&apos;Agata, Iside catinense, nel suo giorno di festa'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S2w2jQewaUI/AAAAAAAAAHg/1eZdzvpaass/s72-c/SAgata+04022010(001).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7136725591579431248</id><published>2010-01-25T15:03:00.006+01:00</published><updated>2010-01-25T15:18:02.658+01:00</updated><title type='text'>Thesaurus memoria, ovvero l’Archivio Comunale di Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12oEF8hfpI/AAAAAAAAAHI/VK1YyvSMaJU/s1600-h/archivio_storico+comunale+ct.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430681513947659922" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12oEF8hfpI/AAAAAAAAAHI/VK1YyvSMaJU/s320/archivio_storico+comunale+ct.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12nzrRYKeI/AAAAAAAAAHA/0FRkozCn96s/s1600-h/prospetto_archivio_storico+comunale+ct.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 231px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430681231909464546" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12nzrRYKeI/AAAAAAAAAHA/0FRkozCn96s/s320/prospetto_archivio_storico+comunale+ct.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12nrsjyvKI/AAAAAAAAAG4/wZlRpyDITT0/s1600-h/archivio_storico+comunale+ct.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12nd4tAWDI/AAAAAAAAAGw/aLlDfZI8GN4/s1600-h/prospetto_archivio_storico+comunale+ct.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Un viaggio nello scrigno del tempo, in quel luogo di inesauribile vivacità ove nulla cede alla mòrsa corruttrice degli eventi; nelle cui sacre sale l’uomo si scambia segni segreti di amore fraterno: dònde si rinasce a novella luce. E’ tale il senso della conferenza, assaj interessante, svoltasi il 23 u.s. nel bel salone auditorium del tempio di Santa Maria dell’Ajuto (rètto con sapienza da Monsignor Carmelo Smedila), a cura della Unione Cavalleria Cristiana Internazionale, dipanata dalla dottoressa Marcella Minissale, direttrice dell’Archivio Comunale di Catania; intervennero pure il dottor Trovato, del medesimo Archivio, e l’architetto Rosangela Spina, che focalizzò l’attenzione sulla curiosa e per certi aspetti controversa ricostruzione, negli ultimi secoli, di alcuni edifici della architettura civile etnea, molti pregevoli per l’opera dei valenti ideatori.&lt;br /&gt;Il risalto necessario che l’eloquenza dòtta e preziosa di Marcella Minissale dònò nella minuta e dènsa ricostruzione delle vicende dell’Archivio catinense, non possono che essere divulgate all’uditorio intervenuto e diffuse nel vasto etere ed attraverso la stampa, per quell’intento meritorio che da diversi lustri la dirigente si è impegnata ad ottenere dalla cittadinanza còlta e sensibile: ‘adottare’ cioè il complesso e composito materiale archivistico, rendendolo non solo fruibile nel massimo grado a tutti, ma anche affatto comprensibile ed utile, per la ricostruzione della memoria cittadina. Quel filo rosso ideale che lega, attraverso il labile presente, il passato al futuro: il quale subiva un vulnus forse irreparabile nella sua plasticità arcana (anche se in parte sanato dalle riproduzioni di microfilm di documenti inerenti la storia amministrativa della città, operati negli anni Sessanta dal paleografo Cardarella dall’Archivio di Palermo: tessitura che ha permesso di colmare la grave lacuna), durante il terribile incendio che quasi completamente lo distrusse, il 14 dicembre del 1944, con i locali del palazzo municipale. Non si deplorerà mai abbastanza che quell’atto, scaturito da fatti concreti che oggidì la storiografia tende a dimenticare (la cosiddetta rivolta del "non si parte" ed i moti separatisti, la cui compagine peraltro fu vittima e non attrice dell’evento), distrusse documentazioni importantissime, delle quali abbiamo serbato l’inventario del 1934 operato dal solerte archivista dell’epoca, Avila: tra essi le "giuliane" ed il "Libro rosso" delle mastre nobili dal XV al XIX secolo, gli Atti dei Giurati e del civico Senato del medesimo periodo, oltre una svariatissima mòle di carte, concessioni, fideiussioni, gabelle, lettere. Tutto divorarono le fiamme in quell’infausto giorno, mentre il Sindaco Carlo Ardizzoni fuggiva, impotente, dal portone nord del Municipio per non finire nelle mani dei rivoltosi. Forse non a caso, quell’Ardizzoni figliolo di Gaetano, grande amico e sodale del Vate etnèo Mario Rapisardi, per cui "Volge fortuna i torbidi \ flutti, e con mobile talento opprime \ ne’ gorghi atri le specie, \ ch’or or dell’essere toccàr le cime" (Alla virtù, dalle Poesie Religiose), già ultimo Sindaco prefascista di Catania e primo dalla liberazione, dovette sanzionare con l’igneo segno, la dipartita del vecchio mondo.&lt;br /&gt;La ricostruzione del fondamentale tempio della memoria amministrativa catanese fu lunga e complessa, trascorrendo tutti gli anni fecondi del dopo guerra: punti fermi, l’impegno dell’avvocato Frazzetta che presentò all’uopo una relazione nel 1947, e la commissione voluta dal Sindaco La Ferita nel 1955: di essa fecero parte coloro che, può affermarsi senza dubbio, s’armarono degli strumenti necessari e, architetti ed operaj, impegnàronsi per ridonare dignità storica alla città: i docenti Carmelina Naselli, autorità nell’ambito del folklore, Matteo Gaudioso di paleografia e diplomatica, e Salvatore Santangelo, maestro di Filologìa romanza (nonché autorevole esponente della Massoneria etnèa); coadiuvati dall’apporto del filone ‘ecclesiastico’, di cui erano magna pars l’Assessore alla Pubblica Istruzione Filina Gemmellaro, anima per molti anni del CIF locale, e Monsignor Antonino Di Stefano. La Commissione negli anni successivi ha veduto l’apporto del bibliotecario Andrea Cavadi, e dei docenti Vito Librando e del chiarissimo Accademico Giuseppe Giarrizzo, il quale fu, in certo senso, il Socrate della rinascita dell’Archivio, trasferito finalmente nella degna e funzionale sede di via Sant’Agata, in fondo a via Santa Maria del Rosario, alle spalle del piano dell’Università, locali ex tempio del Rosario o di Santa Caterina, distrutti dall’incursione aerea degli ‘Alleati’ nell’estate 1943, poi venduti e riadattati dal Comune. Rammentiamo la bella cerimonia, ove fra l’altro si installò nelle stanze attigue la Fondazione Verga (quasi parallela la nascita di questa al ‘risorgimento’ del civico Archivio), abbondante di carte e manoscritti, alcuni ancora inediti, del celeberrimo scrittore verista: era già al ‘timone’ di codesta prestigiosa ‘nave’, Marcella Minissale, donna di multiforme ingegno che in questo dodicennio ha proposto, ad un pubblico sempre più attento e ricettivo, attraverso diverse mostre documentali (le carte commerciali dei Verga, le lettere degli internati, ricordi di eventi sportivi, per ultimo esposizione di rari tomi) e presentazioni di libri di autori contemporanei, una immagine plurisemantica e caleidoscopica dell’Archivio, la quale sia assolutamente lungi dagli schemi polverosi, che vedono l’archivista sommerso da quintali di quella "polvere vincitrice" della quale, anni fa, ci narrava il compianto arabista Francesco Gabrieli, in un suo racconto-verità. Vince davvero la polvere a volte, nelle pieghe del privato: ma una pubblica istituzione deve donare, pietra grezza ben levigata da sapienti mani –fu questa una bella lezione di vita che più volte, dalle sale dell’Archivio, suggerì, con lo stile elegante che lo contraddistingueva, il compianto storico e già Sovrintendente Gianfilippo Villari-, la luce a coloro che ne fruiscono. E’ tale l’impegno della dirigenza e dei solerti e meritevoli collaboratori: ivi i registri dello Stato Civile di Catania dal 1820 al 1905 possono svelare misteri e sciogliere privati e pubblici enigmi; ivi le carte dell’ECA rammentano della tragedia dei bisognosi, quasi tutti, che la infelice guerra provocò; ivi la digitalizzazione in corso di molto del notevole materiale documentario, ove completata anche in parte (percorso iniziato già col volume "Il riscatto della memoria" ed accluso CD, del 1998), permetterà allo studioso di sentirsi confortato, nel perseguire un cammino non più oscuro ed irto di ostacoli, ma semplificato.&lt;br /&gt;Così quel luogo già sacrato alle lodi di Nostra Signora, immortale stella che ogni essere di polvere, nel breve tratto del cammino vitale, guida silente ma incorrotta nella sua maestà soavissima, riceve ancor oggi prestigio, anima e dolcissimo cuore.&lt;br /&gt;　&lt;br /&gt;FGio&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7136725591579431248?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7136725591579431248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/01/thesaurus-memoria-ovvero-larchivio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7136725591579431248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7136725591579431248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/01/thesaurus-memoria-ovvero-larchivio.html' title='Thesaurus memoria, ovvero l’Archivio Comunale di Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S12oEF8hfpI/AAAAAAAAAHI/VK1YyvSMaJU/s72-c/archivio_storico+comunale+ct.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7804039049060197430</id><published>2010-01-15T12:31:00.008+01:00</published><updated>2010-01-15T12:40:42.204+01:00</updated><title type='text'>Pergamene, opuscoli e fotografie in mostra per Sant’Agata alla Biblioteca Civica del Monastero ex benedettino di Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BTKlgQA-I/AAAAAAAAAGQ/VvD2r--miac/s1600-h/s[1].agata+418.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426928992312624098" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BTKlgQA-I/AAAAAAAAAGQ/VvD2r--miac/s320/s%5B1%5D.agata+418.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BS_4IzMhI/AAAAAAAAAGI/YD1_PMJLmiU/s1600-h/s[1].agata+284.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426928808335979026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BS_4IzMhI/AAAAAAAAAGI/YD1_PMJLmiU/s320/s%5B1%5D.agata+284.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BS2AJkvaI/AAAAAAAAAGA/-M3I0dLBTgk/s1600-h/s[1].agata+210.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426928638688017826" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BS2AJkvaI/AAAAAAAAAGA/-M3I0dLBTgk/s320/s%5B1%5D.agata+210.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BSsyVuY5I/AAAAAAAAAF4/-LFapqj6LI4/s1600-h/s[1].agata+112.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426928480362062738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BSsyVuY5I/AAAAAAAAAF4/-LFapqj6LI4/s320/s%5B1%5D.agata+112.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BSjGUl2gI/AAAAAAAAAFw/FFCA7vZX_Kw/s1600-h/pergamena+imperatrice+Costanza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426928313927326210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BSjGUl2gI/AAAAAAAAAFw/FFCA7vZX_Kw/s320/pergamena+imperatrice+Costanza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BSaljnXUI/AAAAAAAAAFo/2M_EsiNeC_c/s1600-h/biblioteca+civica+mostra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426928167693016386" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BSaljnXUI/AAAAAAAAAFo/2M_EsiNeC_c/s320/biblioteca+civica+mostra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se i luoghi della memoria sono inondati di Luce sublime, quella luce proveniente dall’animo puro di coloro i quali, anche per breve tratto, albergano sulla terra spargendo i semi della conoscenza, allor si può dire, fugate le tenebre, dissolta la coltre dell’ignoranza, spalancate le porte della Libertà. Quale poi sia il concetto di quest’ultima e se a molti è dato di comprenderla nella sua essenza, è altra indagine. Parrebbe rinvoltolato in paesi lontani codesto incipit, se non si narrasse della mostra di pergamene e pubblicazioni a stampa concernenti Sant’Agata, corredata da una esposizione fotografica, inaugurata il 14 gennajo nei saloni delle biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero di Catania, allocata nell’ex monastero dei Benedettini. Quello "spazio fisico illustre, cui bibliotecari e lettori han serbato dignità e prestigio, che ha ormai un’identità storica percepibile" (scriveva nel 1992 l’illustre professor Giarrizzo nella presentazione al catalogo dei periodici della medesima), è da alcuni anni sede di importanti manifestazioni. Continuando su tale via, proseguendo la mostra "Scienze ed arti in Sicilia nel XVIII secolo", inaugurata lo scorso dicembre e sino a primavera allestita nella splendida sala Vaccarini, l’esposizione di fogli volanti, opuscoli, documenti e libri concernenti l’Iside catinense (è oramai storicamente accertata la derivazione del culto agatino da quello isiaco: anche se ciò può ad alcuni inclini al fanatismo, ma tale nebula confidiamo sia vieppiù dileguata, dispiacere) che appellasi "la buona", dall’etimologìa ellenica. Agata la vergine e protettrice della città da mille ed ottocento anni ivi rivive, nelle poesiole, nelle stampe coeve, nelle pubblicazioni ingenuamente celebrative, esposte con la solita cura e la particolare passione che la contraddistingue, dalla Direttrice della biblioteca Rita Carbonaro (coadiuvata dalla dottoressa Di Mauro e dallo staff di giovini e gradevoli ragazze ‘stagiste’ che, in momenti difficili per le casse comunali, mercé la collaborazione della attigua Facoltà di Lettere, collaborano al funzionamento della struttura), la quale in questo come in tutti i suoi interventi, riesce in poco tempo e col massimo impegno a costruire ex novo una immagine gradevole e simpatica della biblioteca, che deve accogliere il pubblico con garbo e socialità.&lt;br /&gt;Ci parse estremamente appassionante, al riguardo, l’esposizione (di cui riportiamo una istantanea) della pergamena originale con suggello in ceralacca del 1195, un privilegio e conferma in favore del Vescovo di Catania e della chiesa di S.Maria Rovere Grumo, di un molino in territorio di Adernò, concesso già in privilegio da Re Guglielmo: è un provvedimento, anno primo del regno di Arrigo VI Imperatore e Re, della Regina Costanza d’Altavilla sua consorte, "Dei gratia Imperatrix sempre augusta et Regina Siciliane". E’ quella "Costanza imperatrice" (Purg. III, 113) ricordata da Manfredi poiché sua celebre nonna, e madre dell’Imperatore ‘stupor mundi’ Federico II, la quale ricorda con passione, da ultima discendente della Casa Reale normanno-sicula degli Altavilla che per prima (dopo la riconquista della Sicilia dalla dominazione mussulmana) la dinastìa sua eresse –e ne vòlle abate il benedettino Ansgerio- il tempio supremo ad Agata, nella platea magna del Duomo. La conferma del dono di un molino oggi forse parrà poca cosa: non così nel XII secolo, quando era vivo Francesco d’Assisi e ben si conosceva il valore del pane. Altra pergamena in esposizione è quella della regina Maria d'Aragona, che concede ulteriore privilegio a Sant'Agata, del 1393. Vi è poi il foglietto volante dell’Ode a Sant’Agata che il quindicenne Mario Rapisardi (ivi però risulta coll’autentico cognome di Rapisarda) fece gettare dai balconi del palazzo Tezzano di piazza Stesicoro il 4 febbrajo del 1859, poesia già frutto di reprimende da parte del censore borbonico, nonché primo –ma inane- ramuscello della ben più copiosa, e densamente poetica, produzione dei decenni successivi (del resto, egli mai vòlle riconoscere tale componimento, che infatti non compare nella edizione definitiva delle opere). Tali documenti si trovano esposti nella sala di lettura; mentre nel refettorio piccolo alcune bacheche custodiscono i preziosi manoscritti della nota cronaca delle festività agatine dei Cristoadoro, della metà del XIX secolo; in altre teche libri coevi sulla storia della Santa etnea, ed un simpatico angolo con taluni pieghevoli di feste private che un noto mecenate catanese, il Barone Mario Ursino, ha recentemente organizzato nella sua magione. E’ in ogni caso una esposizione variegata, la quale alfine si arricchisce di ventidue istantanee del fotoamatore Salvo Sallemi, a colori ed in bianco e nero –quest’ultimo estremamente più significativo-, le quali colgono momenti essenziali e vividi delle festività che si dipanano nei giorni di febbraio, trasmettendo allo spettatore un crescendo notevole di emozioni e di impressioni, che difficilmente la narrazione verbale riesce a donare. Può anzi affermarsi, come si disse nella dissertazione amena che avemmo coll’autore, che il bianco e nero delle foto sta all’ascolto della radio, come il colore si può paragonare all’invasione barbarica delle trasmissioni televisive. E’ il popolo di Catania, quel popolo particolarissimo, che nelle foto emerge e trionfa: il vero ed autentico popolo dei devoti, il medesimo nel trascorrere dei millenni, grossolano còlto aristocratico nella sua eloquente barbaricità, dènso di spontaneità autentica, quasi oltre il muro del tempo: dal ‘navigium Isidis’ di Apulejo alla passeggiata della Marina del fercolo, l’afflato supremo, oltre i dogmi e le superfetazioni, rimane inalterato.&lt;br /&gt;Riguardo la visione tecnica delle fotografie, unico punto dolente –che però solo l’occhio acutissimo può cogliere-, e tuttavolta quasi inevitabile a causa della incombente modernità, è l’uso del digitale, che ha da qualche anno soppiantato, ma non fatto tramontare, la pellicola. Le opere fotografiche di Salvo Sallemi, componente della associazione civica di fotoamatori ACAF la quale ha in preparazione un catalogo ove saranno inserite, sia per il loro dinamico movimento quasi scenico, sia per la non comune tecnica di prospettiva, meritano ampia visibilità: una occasione del genere è senza dubbio alcuno congeniale al fine di farne conoscere le caratteristiche.&lt;br /&gt;Nondimeno, mentre il battito dell’ali della grande aquila del Monastero ora deve trovare altri e più silenziosi rifugi, per costruirsi la propria tana, che non sia il tònfo vanìto del portale che immette nella sala Vaccarini, noi rammentiamo, con le parole di uno dei suoi studiosi migliori, il professor Antonio Di Grado, con riferimento alla biblioteca, il passaggio di Federico De Roberto che –forse svogliato bibliotecario aggiunto, negli anni 1894-95- non si peritò solo di ambientare, nella intiera cornice del monastero, il suo prospettico romanzo, ma vide sempre come "quei luoghi potevano assurgere perfino a scena primaria, a privilegiato fondale, per quel poco che possiamo saperne, di rivisitazioni oniriche, d’incubi che sono le prime esemplari narrazioni del disagio derobertiano, della sua tormentata iniziazione, del suo romanzo familiare" (in La vita, le carte, i turbamenti di Federico De Roberto gentiluomo, Catania 1998, pag. 230\31). E’ un romanzo familiare, un percorso dell’anima che coinvolge quanti di noi sentono ruggire dentro il genius loci. Che narra, oltre il gioco di ombre e silenzi rarefatti da ricongiungere e delicatamente ricostruire come impalpabile tela di aracne, sempre e sempre d’amore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FGio&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Nota: Le fotografie della festa di Sant'Agata sono di Salvo Sallemi, qui riprodotte per gentile concessione; quelle del salone della biblioteca e della pergamena, sono dell'autore dell'articolo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7804039049060197430?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7804039049060197430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/01/pergamene-opuscoli-e-fotografie-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7804039049060197430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7804039049060197430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/01/pergamene-opuscoli-e-fotografie-in.html' title='Pergamene, opuscoli e fotografie in mostra per Sant’Agata alla Biblioteca Civica del Monastero ex benedettino di Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/S1BTKlgQA-I/AAAAAAAAAGQ/VvD2r--miac/s72-c/s%5B1%5D.agata+418.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-3151235058245481567</id><published>2009-12-23T15:24:00.004+01:00</published><updated>2009-12-25T18:59:45.085+01:00</updated><title type='text'>Sul presepe esposto dall'Associazione Artisti e Creativi a Catania, Centro Culturale Concordia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SzIoWY9VrpI/AAAAAAAAAFg/mk9gBFX8W0U/s1600-h/presepe+alt+marion+nat+09.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418437666802085522" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SzIoWY9VrpI/AAAAAAAAAFg/mk9gBFX8W0U/s320/presepe+alt+marion+nat+09.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Se la materia dònde son composte le feste natalizie, si concreta come cristalli di ròcca, in appariscenti lustrini e tradizionali addobbi, le vesti della superba invenzione francescana del Presepe, hanno particolare valenza, come un pìcco sporgente dal tranquillo mare. Eppure anche in questo costruire, si può essere dirompenti nel silenzio assordante dell'immagine: è ciò che Graziana Scalisi, Giorgio Russello ed Ezio Scandurra han fatto, nella loro originale esposizione interpretativa del presepe, allestita in questi giorni al Centro Culturale Concordia -in via Plaja 43 a Catania- in occasione della mostra di presepi di varia provenienza, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune. E' l'esordio ufficiale, come ha dichiarato la scrittrice Vera Ambra che del sodalizio è animatrice, della Associazione Artisti e Creativi. Apparentemente manierata la forma, assaj originale la sostanza. C'è, per chi vuol vederla, quella "cornamusa del Natal" cantata in celebri versi dal Vate italico Mario Rapisardi; v'ha nondimeno un quid rivoluzionario, nel televisore zèppo di telefonini cellulari, in forme ovoidali che ricodan feti e forse son cervelli, in marionette mute ma dall'ugola possente, appese a fili visibilissimi al muro; v'ha da narrare molto quella lumaca enorme, il cui guscio è composto da fogli di giornale (sì, proprio le nostre parole che amiamo vedere ancor stampate nero su bianco mediate da inchiostro e carta: osservate quanto valore hanno, a che fine giungono...), assisa in modo eloquente nell'angolo. Bisogna guardare oltre le forme, ed i nostri artisti lo fanno, forse in modo troppo esplicito: e però bisogna dar loro atto di tenere diritta la barra, come nocchieri indomiti, verso la mèta intravveduta oltre le erculee colonne.&lt;br /&gt;Quelle marionette, cercano le nuvole: proprio il clima natalizio, che sovente indulge allo spleen poetico, può essere spesso, forse in modo massimamente plastico che la pur nobilissima e non negoziabile culla di Greccio, intravveduto leggendo artisticamente l'esposizione di Graziana Scalisi, Giorgio Russello ed Ezio Scandurra, fra i cirri dell'incipiente tramonto. Lo capì un poeta maledetto come Pasolini che, regista, suggerisce al Principe Totò De Curtis, vestito da Jago e gettato da un curioso spazzaturajo Modugno nell'immondizia: "Guarda, le nuvole... Struggente bellezza del Creato...". Così ad uno straniero che dichiarava di non amare nè la famiglia, nè la patria, nè Dio, nè la bellezza, Baudelaire (in uno degli straordinari poemetti in prosa), fa dire: "Eh! ma allora cosa ami, straordinario straniero? -Amo le nuvole... le nuvole che vanno... laggiù... laggiù... le meravigliose nuvole!"&lt;br /&gt;F.Gio&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-3151235058245481567?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/3151235058245481567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/12/sul-presepe-esposto-dallassociazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3151235058245481567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/3151235058245481567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/12/sul-presepe-esposto-dallassociazione.html' title='Sul presepe esposto dall&apos;Associazione Artisti e Creativi a Catania, Centro Culturale Concordia'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SzIoWY9VrpI/AAAAAAAAAFg/mk9gBFX8W0U/s72-c/presepe+alt+marion+nat+09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7020991687584154710</id><published>2009-12-15T17:10:00.006+01:00</published><updated>2009-12-18T16:07:43.731+01:00</updated><title type='text'>L'altarino di Sant'Agata in via della Palma a Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye2BZD-b6I/AAAAAAAAAFY/mQut3pie_NM/s1600-h/altarino+snt+agata+palma+II.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415497211959996322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye2BZD-b6I/AAAAAAAAAFY/mQut3pie_NM/s320/altarino+snt+agata+palma+II.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye12C94RHI/AAAAAAAAAFQ/ELegYDZNgrU/s1600-h/altarino+sant+agata+palma+III.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415497017050285170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye12C94RHI/AAAAAAAAAFQ/ELegYDZNgrU/s320/altarino+sant+agata+palma+III.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye1qCfmzmI/AAAAAAAAAFI/reHO58BmM7E/s1600-h/altarino+sant+agata+palma.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415496810764881506" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye1qCfmzmI/AAAAAAAAAFI/reHO58BmM7E/s320/altarino+sant+agata+palma.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sino agli anni Venti del secolo XX, la processione del fercolo di Sant'Agata in Catania, oggidì conosciuta in tutto il mondo attraverso i mezzi di comunicazione, ma già in passato celebre per fasto e maestosità, percorreva via Vittorio Emanuele, sino al tempio detto di S.Agata 'alle sciare', a nord dell'odierna piazza Machiavelli, ove si eresse tal luogo di culto a memoria dell'immagine della Santa protettrice dela città, ivi trovata durante l'invasione delle lave del 1669 nel territorio civico. Nella salita -la strada che fu detta reale, ai tempi borboniani, procede in leggero declivio dal Municipio verso ovest- , il fercolo si arrestava all'angolo còlla via della Palma: il motivo è la presenza di un altarino che racchiude una immagine della 'Santuzza', poco distante dall'incrocio.&lt;br /&gt;La processione, da circa settanta anni, prosegue per altre vie, ma l'altarino è ancora lì, tra il civico 48 ed il 50 di via della Palma, accanto al cortile chiamato 'di Agatina', non a caso. La storia di codesta edicola sacra è interessante e poco nota, sebbene i catanesi autentici che ivi transitano lo osservino con affetto. Bisogna innanzi tutto precisare che la via della Palma, la quale si percorre 'a pinnìnu', come si afferma in lingua sicula, ovvero in discesa da nord a sud, intersecando via Vittorio Emanuele, via Pozzo Mulino sino a via Garibaldi (ove angola col tempio di S.Maria della Palma, adesso adibito a sede teatrale), è tra le strade più antiche della topografia di Catania. Essa è già presente nella pianta del XVI secolo della città disegnata dal Braun, ove si nota una immensa palma che sovrastava le abitazioni circostanti, dònde il suo nome.&lt;br /&gt;L'altarino di Sant'Agata nasce evidentemente per intenzione del vicinato, a puro scopo devozionale, nel XIX secolo (se non prima: non si dispone di testimonianza anteriore), ma rovina, come alcune abitazioni vicine, per la particolare conformazione della strada, durante il terremoto di Messina del 1908 che, sebbene in misura lieve, data la sua potenza, apportò alcuni danni anche in Catania. La spiegazione che infatti si legge nel marmo, sotto l'inferriata che protegge una immagine a stampa della Vergine catinense (di nessun valore artistico invero: mentre sconosciamo l'originale icona) è la seguente: "W S.Agata. S.Agata vergine e martire - a grata e perenne memoria - per la liberazione del terremoto - del 28 dicembre 1908 - il vicinato devoto ristorò". E' evidente, in codesta invocazione protettiva, il ricordo mai spentosi nelle generazioni di catanesi, dei sismi che negli ultimi secoli distrussero o danneggiarono gravemente la città: nel 1818, nel 1783 e, tremendo e distruttivo in assoluto, quello del 1693 che lasciò solo rovine, per cui l'urbanistica di Catania è affatto settecentesca. Dopo quell'evento spaventoso, mutàronsi persino i nomi di alcune strade: via della Palma invece, quasi come mònito di indistruttibilità, rimase appellata nel medesimo modo. Evidentemente la protezione di Sant'Agata per questa via ed i suoi abitanti è particolarmente efficace. Ancora oggi, nei giorni di febbrajo e di mezz'agosto, festività agatine, molti devoti depongono ceri votivi inanzi alla sacra effigie, che documenta un culto quasi bimillenario(se non si computa il precedente isiaco, sul cui tronco fervidissimo quello della Vergine Agata s'innestò felicemente), che unisce in appassionato amore l'intiera comunità dei catanesi, in patria e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;FGio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(&lt;em&gt;fotografie dell'Autore: l'altarino illuminato a festa, 4 febbrajo 2009&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;testo rilasciato sotto cc-by-sa / GFDL&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7020991687584154710?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7020991687584154710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/12/laltarino-di-santagata-in-via-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7020991687584154710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7020991687584154710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/12/laltarino-di-santagata-in-via-della.html' title='L&apos;altarino di Sant&apos;Agata in via della Palma a Catania'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sye2BZD-b6I/AAAAAAAAAFY/mQut3pie_NM/s72-c/altarino+snt+agata+palma+II.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-4660849947432581884</id><published>2009-12-09T15:54:00.003+01:00</published><updated>2009-12-09T16:01:19.458+01:00</updated><title type='text'>Silenzio assordante per Francesco, Patrono d'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sx-68m6KffI/AAAAAAAAAFA/-ASn3iEJLDc/s1600-h/san+francesco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413250827522047474" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 251px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sx-68m6KffI/AAAAAAAAAFA/-ASn3iEJLDc/s320/san+francesco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Settanta anni fa Pio XII lo proclamò protettore d’Italia&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Silenzio assordante per Francesco, patrono della nostra Nazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Persino Benedetto XVI, nel giorno della sua festa, "dimentica" di ricordarne le virtù – Il grande messaggio della povertà che l’umile frate ha lasciato, validissimo oggi e domani -&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ illuminante la constatazione di quanto la nostra bella Patria, mentre è stata gloriosamente beneficata nel passato da reggitori che l’amarono con assoluta evidenza, vèrsa negli ultimi tempi nella condizione di carenza diremmo quasi affettiva, da cui financo i massimi esponenti non si esimono. E’ il caso di San Francesco, il Poverello di Assisi elevato da subito agli altari, di cui quest’anno si celebra il settantesimo della sua proclamazione a Patrono primario, unitamente a Caterina da Siena, d’Italia. Nel giugno del 1939 l’illustre principe e Pontefice Eugenio Pacelli, da tre mesi incoronato Pio XII, nel suo primo atto magisteriale vòlle concretamente, e di ‘motu proprio’, con la formula del ‘breve’, donare alla Nazione italiana, ai fini di intensificarne la devozione in particolare –come afferma il documento, del 18 giugno- "nelle difficoltà dei tempi che da ogni parte premono..", verso il venerato padre dell’Umiltà e della perfezione, colui che solo fu degno di essere paragonato al Cristo degli Evangeli. "Difatti S. Francesco, poverello ed umile, vera immagine di Gesù Cristo, diede insuperabili esempi di vita evangelica ai cittadini di quella sua tanto turbolenta età e ad essi anzi con la costituzione del suo triplice ordine, aprì nuove vie e diede maggiori agevolezze per la correzione dei pubblici e privati costumi e per un più retto senso dei principi della vita cattolica", scrive ivi Papa Pacelli, con meditato pensiero. Quest’anno la festa del Santo si svolse come sempre in Assisi nella basilica ove egli riposa, mentre la Camera dei Deputati celebrò, con una cerimonia nella sala ‘della lupa’, l’avvenimento: epperò la suprema autorità della Chiesa, ossia il Papa Benedetto XVI, persona vigile ad ogni sommovimento spirituale dell’ecumène da lui guidata e fine teologo, nel giorno, 4 ottobre domenica, della festa del Santo, non solo non cennò minimamente alla sua figura, e neppure al settantesimo dalla proclamazione, ma si ricordò perfino di avvenimenti che crediamo minori (come la giornata per l’abbattimento delle barriere architettoniche), mentre ignorò totalmente, caso che si crede sino ad oggi unico nella storia dei Pontefici romani, di anche solo fugacemente accennare alla figura dell’umile poverello fondatore di uno degli Ordini più prestigiosi della cattolicità (ognuno può verificare, leggendo i comunicati della sala stampa della Santa Sede, nel sito Internet). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ un atteggiamento quantomeno singolare, considerata la grande devozione che suoi predecessori come Giovanni XXIII, il quale era pure terziario, ma anche Giovanni Paolo II, hanno avuto per Francesco. Segnale di qualcosa che in assordante silenzio si vuole comunicare a qualcuno? Non è necessario sempre svolgere considerazioni dietrologiche, gli è che tale comportamento da parte di Joseph Ratzinger, uomo assolutamente intelligente ed attentissimo alle sfumature, merita di essere attentamente compreso e valutato. E tuttavolta, testimonia un fatto che appare, nella sua triste evidenza, ogni giorno più incontrovertibile: l’allontanamento della Chiesa che si dice fondata da Gesù stesso attraverso Pietro, dagli ideali evangelici di povertà ed umiltà, nel XIII secolo perfettamente incarnati da Francesco. "Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e trascurerà l’altro: non potete servire a Dio e a Mammona" (Mt.6,24). E’ evidente che, a parte le laudevoli eccezioni, i vertici e le varie comunità della Chiesa cattolica han fatto la loro scelta, la quale sempre più appare antievangelica; ciò addolora, ma non si può non constatarne la fondatezza, di là dalle intenzioni, dalle parole. Una simile omissione è la più eloquente testimonianza, nonché l’evidente silenzio che da tutti i pulpiti è seguito, senza bisogno di ulteriori commenti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Fin dalla conversione", scrive la ‘Leggenda perugina’, "Francesco con l’aiuto del Signore fondò sé stesso e la sua casa, vale a dire l’Ordine, da sapiente architetto, sopra solida roccia, cioè sopra la massima umiltà e povertà del figlio di Dio… senza nulla voler possedere sotto il cielo all’infuori della santa povertà…". Tra gli studiosi che negli ultimi anni hanno prescelto l’analisi adeguata ai tempi moderni del "più Santo fra gli Italiani, del più italiano dei Santi", come affermò Pio XII, è Leonardo Boff, già sacerdote francescano, il quale nel suo libro "Francesco d’Assisi, una alternativa umana e cristiana", scrive: "Tutti i maestri di spirito vissero e predicarono una vita di povertà come forma ascetica per liberare lo spirito dall’istinto del potere e dall’attaccamento al godimento dei beni materiali. Questa virtù non è specificatamente cristiana. Essa si impone come esigenza di ogni ascesa spirituale e di ogni autentica creatività in qualsiasi campo della dimensione ‘creativa’ dell’uomo. La povertà, come virtù, si colloca tra il disprezzo e l’amore dei beni. Si tratta del loro uso moderato e sobrio, uso questo che può variare secondo i luoghi e le culture, il cui significato tuttavia resta sempre lo stesso: la libertà dello spirito per poter realizzare le opere proprie dello spirito che sono la libertà, la generosità, la preghiera, la creazione culturale. Povertà-ascesi significa saggezza della vita. L’opposto di questa forma di povertà è la prodigalità e lo sperpero irresponsabile. Fare una scelta per la povertà, in questa accezione, significa… scegliere una vita senza lusso ed anticonsumistica contro una società della produzione per la produzione e del consumo per il consumo" (pag.95 ed.it. 1981). Rarissimamente codeste parole, dette da un uomo di Chiesa –poiché si è sacerdoti in eterno- hanno a nostro avviso il chiaro potere di squarciare il velo della ipocrisia, della menzogna, della fraudolenza che si accatasta sugli animi e sui corpi di ciascuno di noi, e massime su coloro che per investitura hanno avuto il compito di guide, di pastori, di reggitori dei popoli e di comunità. Parafrasando John Kennedy, ci si consenta di immaginare un sogno: se un pensatore raffinato, un uomo del genere di Leonardo Boff disposto ad applicare quel che abbiamo letto, fòsse investito della tiara papale, quale rinnovellamento per la comunità cattolica si potrebbe intravedere… Ma forse ciò è già accaduto, volando col pensiero a Papa Luciani (unico Papa ad aver scelto per mòtto la parola francescana ‘humiltas’), benché solo per pochi, trentatré, giorni…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"E così si adagiò ignuda sopra la nuda terra. Chiese inoltre un guanciale per il suo capo, e quelli subito portarono una pietra e la posero sotto il capo di lei": è la Povertà che incontra i figli di Francesco, i frati, nello scritto noto come "Sacrum commercium". Inutile nascondersi dietro làcere vestigia, oltre muri di fango: se il modello non scaturisce dal cuore del singolo, come fu per il Santo che chiedeva una, due, tre pietre, nudo e lacero, per la ricostruzione del Tempio di San Damiano, non avrà seguito lo sforzo riformatore, rivoluzionario quasi, che deve portare alla radicale modifica della società moderna. Sì, avrebbe effetti assoluti osservare un Pontefice, come Giovanni XXIII cominciò a fare, dormire con guanciale la pietra santa della Povertà: epperò ciascuno di noi, spogliandosi degli orpelli e del veleno del modernismo e del consumismo capitalistico, tornando a vivere secondo dimensioni sociali e comunitarie, dovrebbe non solo amare, ma dimorare lungamente su quella pietra. Sentirne il freddo gelido, percepirne la durezza. Ed alfine, constatarne l’ardente, inestinguibile fuoco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Barone di Sealand&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(pubblicato su Sicilia Sera n° 323 del 6 dicembre 2009)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-4660849947432581884?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/4660849947432581884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/12/silenzio-assordante-per-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4660849947432581884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4660849947432581884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/12/silenzio-assordante-per-francesco.html' title='Silenzio assordante per Francesco, Patrono d&apos;Italia'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sx-68m6KffI/AAAAAAAAAFA/-ASn3iEJLDc/s72-c/san+francesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-1232682469786805922</id><published>2009-11-10T12:06:00.003+01:00</published><updated>2009-11-10T13:11:47.668+01:00</updated><title type='text'>Proclama della Vittoria del Re Vittorio Emanuele III 9 novembre 1918</title><content type='html'>Presentiamo una video lettura del proclama che Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III indirizzò il 9 novembre del 1918 ai soldati ed ai marinai delle Forze Amate, al fine di celebrare degnamente la Vittoria dell'Italia nella Guerra mondiale. E' un testo poco noto, se si paragona al celeberrimo ultimo bollettino di guerra del Maresciallo Diaz: tuttavia conserva intatta la freschezza e la passione del tempo, documentando altresì il profondo amore del popolo italiano per il suo Sovrano e del Sovrano per il popolo.&lt;br /&gt;Lo si propone nel duplice anniversario della fine dell'immane conflitto e nel 140° genetliaco del nostro monarca, che con cognizione di causa fu appellato 'Re Soldato', auspicando il sollecito ritorno delle sue mortali spoglie in Italia, per la degna sepoltura nel Pantheon di Roma. Lettura di Francesco Giordano; istantanea di una delle tante trincee, nell'attesa dell'attacco, testimonianza dell'eroico sacrifizio del nostri soldati per la grandezza della Patria. In sottofondo, "La leggenda del Piave", suonata dalla banda Milano, anni Quaranta.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-6c6318307df5ab67" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v16.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D6c6318307df5ab67%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2718B5B66C9BD023DA9E2BA474F0648BABEF053F.483755C8924B193DE46F8316E4C106B28C990CBA%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D6c6318307df5ab67%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dk411USNrGWCYZ64BIAUwkGwRbOQ&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v16.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D6c6318307df5ab67%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2718B5B66C9BD023DA9E2BA474F0648BABEF053F.483755C8924B193DE46F8316E4C106B28C990CBA%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D6c6318307df5ab67%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dk411USNrGWCYZ64BIAUwkGwRbOQ&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1232682469786805922?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1232682469786805922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/11/proclama-della-vittoria-del-re-9.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1232682469786805922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1232682469786805922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/11/proclama-della-vittoria-del-re-9.html' title='Proclama della Vittoria del Re Vittorio Emanuele III 9 novembre 1918'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-1702801848540654820</id><published>2009-09-24T12:44:00.004+02:00</published><updated>2009-09-24T12:55:00.313+02:00</updated><title type='text'>“Catania nella memoria”, ovvero un libro che è atto d’amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SrtOPLOhwVI/AAAAAAAAAEI/CBF62ujHWsE/s1600-h/libro+Catania+nella+memoria.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384983802070286674" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SrtOPLOhwVI/AAAAAAAAAEI/CBF62ujHWsE/s320/libro+Catania+nella+memoria.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; In occasione della giornata mondiale per la lotta all’Alzheimer, la nota malattia degenerativa del cervello di cui misteriose sono le cause e tristissime le conseguenze, anche Catania ha voluto svolgere la sua parte: così il 21 settembre al cortile Platamone, col patrocinio del Comune nonché di molte associazioni culturali unite per codesto fine, l’Associazione Malati di Alzheimer ha, con un convegno ed un finale intrattenimento canoro, voluto incontrare il numeroso e qualificato uditorio intervenuto, onde sensibilizzare e sostenere la ricerca per tale morbo. Proprio a tale scopo, l’Associazione culturale Akkuaria presieduta da Vera Ambra, ha fortemente voluto la edizione di un volume antologico, "Catania nella memoria", a sostegno della importante iniziativa. E se la serata, coincidenza forse non casuale, dell’equinozio di autunno, si concluse con le narrazioni piacevoli e armonicamente sonore dei cantastorie Carlo Barbera (che intrattenne sul ‘cuntu’ di Ulisse e Polifemo) e di Alfio Patti (il quale dipanò un pout-pourri di canzoni della tradizione siciliana, inframmezzate da poesie e aneddoti), quel che rimane, come insegnano tutte le manifestazioni di tal guisa, è appunto la parola scritta. Pertanto il volume collettaneo edito dall’Associazione Akkuaria, curato da Vera Ambra –il quale si può richiedere direttamente tramite il sito del sodalizio, o trovare nelle librerie- è testimonianza tangibile del momento in sé contingente.&lt;br /&gt;Un libro variopinto, che si è voluto anche definire "viaggio alla scoperta della catanesità". Difficile, negli ultimi tempi quasi soffocati da pubblicazioni sovente inutili e che nessuno leggerà, coniugare la estrema modernità colla più pura tradizione. Difficile parimenti riscontrare un ‘sì originale connubio, ove alla intelligente raccolta attenta e coerente di storie, poesie, monumenti, luoghi , leggende e modi di dire riguardanti quella che il recentemente scomparso, e compianto, storico Santi Correnti appellò "la città semprerifiorente", si alternano dòtti studiosi, scrittori e poeti, investigatori della parola non paludati nelle mutrie accademiche ma sovente operanti su Internet (è il caso, di lieto esito, del gruppo che sul network Facebook ha contribuito con l’utilissimo dizionario delle parole in vernacolo catanese, molte ignote ai più). Quindi l’unirsi delle nuove tecnologie con gli usuali stilemi della ricerca, ha potuto far sì che l’iniziativa voluta da Vera Ambra, donna appassionata di letteratura, poeta e narratrice ella medesima, che dell’amore per la diffusione del verbo culturale in Sicilia e nell’intera Nazione nonché nel mondo, attraverso le numerose iniziative e contatti con scrittori di varie nazionalità, ha fatto il proprio obiettivo primario, quasi una scelta di vita, rimanga concretamente quale atto di amore, con caratteristiche uniche. Ideare una antologia è opera di responsabilità, che comporta delle scelte permanenti. Molto altro vi sarebbe stato da dire, da aggiungere, da integrare: tuttavia il testo si sarebbe trasformato in un ‘mattone’, magari accettabile sotto il profilo della completezza, ma inutilizzabile dal punto di vista pratico. Ed il libro, sovente lo si dimentica, è anche, forse sovra tutto, un ‘oggetto’ pratico, non solo scrigno dell’Ideale.&lt;br /&gt;Sfogliando il volume, si possono infatti leggere, vergati da autori quali lo scrittore Aldo Motta, il docente universitario Antonio Di Grado (che in un delizioso ‘cameo’ ricorda la genesi culturale di via Alessi), lo studioso e giornalista Francesco Giordano (sul settecentesco palazzo Fassari Pace, mai prima studiato, di via Vittorio Emanuele), ed altri apprezzabili per intensità di stile, pagine appassionate ed interessantissime, le quali documentano la simbologia, il mito, la realtà e la leggenda vivente della vulcanica patria di Sant’Agata e di Bellini, i cui duemila e settecento anni di storia son perennemente vivi e densi di creatività artistica, nonostante le numerose distruzioni, e la ferrea volontà di risorgere come fenice dopo il furioso rogo. "Catania è una città che sento forte come una madre, tiranna, gelosa, possessiva, avara e generosa. Catania, imponente e brontolona, è ancora oggi una parola che navigava lungo la rotta di quella speranza che colma la distanza fra l’illusione… per certi versi astratta eppure concreta, mimetizzata come la lava sull’Etna: così la percepii dal primo istante che mi prese per mano e mi incatenò con i suoi colori, i suoni, i suoi odori": tale è la parola di Vera Ambra, nel filo dei ricordi tracciato nel paragrafo "Il cuore stantuffava"; così la malìa arcana che avvince coloro che dalla figlia primigenia dell’Etna, la montagna per eccellenza, vengono avvolti, siano nativi della città o adottivi, è indissolubile. E però foriera di grandi passioni e di grandi illusioni: "Sanguini \ indomita \ irrequieta \ accanto ai tuoi figli \ e poi regali \ spiragli di speranze \ come acini d’uva \ sul profumo \ del melograno \ dimentico \ della nerazzurra onda \ ai piedi del tuo Vulcano". In tali versi, sempre della Ambra, notiamo sintetizzata la silente tragedia che sovente si costruisce entro ed attorno le antiche, or settecentesche mura, della città. La quale, come argutamente scrive Cecilia Marchese ne "La dea città", è "alchemica, sintesi perfetta dei quattro elementi che compongono le cose dell’universo in tutte le tradizioni magiche ed esoteriche del Mediterraneo": importante codesta interpretazione, da rammentare in specie riguardo l’antica storia civica, ove è noto che molte scelte e comportamenti (si pensi al leggendario ‘magus’ Eliodoro, come alla favola, non scevra di concretezza, del cavallo senza testa, ivi ricordate) affondano le radici nel mondo della autentica religiosità, non già dogmatica ma intrisa di ermetismo. Nel volume non manca un paragrafo dedicato al mare (nota di R.H.Clarke), nonché ai modi di dire, a cura del linguista Salvatore Camilleri: infine, una divagazione sul calcio nel ricordo del presidente della squadra locale, Angelo Massimino, e pagine sentite di come Catania può venire interpretata dai visitatori.&lt;br /&gt;Helvétius ha scritto: "On ne vit que le temps qu’on aime", ed a noi pare che tale sentimento, tale atto di amore verso una città alle volte abbattuta, spesso oscura ma dalle infinite potenzialità che solo pochi artefici, magari nel secreto dei templi, riescono ad accendere come prometeica fiaccola, debba esser di molto rinfocolato dalle duecento ed otto pagine di "Catania nella memoria". Rimembranze senza il cui vissuto è solo la morte, ovvero l’oblìo di ogni Luce. Ma per Catania, "con le sue lastre di lava scure, le sue edicole tappezzate di giornali, i suoi cinematografi, le sue pasticcerie affollate, i suoi monumentali orinatoi sfarzosamente illuminati", scriveva in "Giovannino" con malinconica nostalgia l’indimenticato Ercole Patti, che "aveva un’aria alacre ed allegramente funebre", se non può che esservi ancora un futuro non avvolto dal nero manto delle Parche, esso deve necessariamente dipanarsi fra le mani di coloro che l’amano. I quali dimorano, immortalò in un verso cesareo Mario Rapisardi, altro figlio ed innamorato delle nostre contrade, "tra l’Etna ed il mare", i "grandi amici" che vegliano, silenti ed immortali, le soglie del sacrario.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;FGio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1702801848540654820?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1702801848540654820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/09/catania-nella-memoria-ovvero-un-libro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1702801848540654820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1702801848540654820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/09/catania-nella-memoria-ovvero-un-libro.html' title='“Catania nella memoria”, ovvero un libro che è atto d’amore'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SrtOPLOhwVI/AAAAAAAAAEI/CBF62ujHWsE/s72-c/libro+Catania+nella+memoria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-1190714731213341236</id><published>2009-08-21T12:43:00.004+02:00</published><updated>2009-08-21T12:48:27.503+02:00</updated><title type='text'>Sant’Agata di mezz’agosto a Catania com’era…</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/So57F4pPiLI/AAAAAAAAAEA/ZssMgVowZIk/s1600-h/Sant_Agata_busto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372366746534512818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 207px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/So57F4pPiLI/AAAAAAAAAEA/ZssMgVowZIk/s320/Sant_Agata_busto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/So561G7zOQI/AAAAAAAAAD4/zpni_9bZLqs/s1600-h/Iside++Napoli+II+sec+dc.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372366458312669442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/So561G7zOQI/AAAAAAAAAD4/zpni_9bZLqs/s320/Iside++Napoli+II+sec+dc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Com’era bella un tempo, la festa di Sant’Agata di mezz’agosto! Noi catinensi la chiamavamo così, allorché era ancora ‘nostra’. E per ‘nostra’ intendiamo affermare una visione intimistica, quasi esclusiva, dell’uscita del busto reliquiario della Patrona cristiana della città, rammentandosi non solo l’anniversario del ritorno delle reliquie, il giorno 17 agosto del 1126 ad opera dei soldati bizantini Gisliberto e Goselmo, animati del resto non già da sola virtù ma da immortale ricordo (infatti sono sepolti nella cappella detta dei Re aragonesi, a destra di quella agatina, nel Duomo della città: pensate, due umili militi che dimorano accanto a’ Sovrani d’Aragona… et in pulvis reverterunt…!), resti mortali della Vergine traslati la notte dell’otto gennaio del 1040 dallo stratigò bizantino Giorgio Maniace venuto in Sicilia a combattere i mussulmani che la possedevano, ma anche lo scaturire delle feste popolari, le quali sin da quel secolo XII ebbero inizio in modo istituzionalizzato, stratificandosi pòscia nel noto cerimoniale del secolo XVI, più volte modificato sino ad oggi.&lt;br /&gt;Com’era bella, si affermava, la tradizione del ritorno sulle onde del Mediterraneo, da Costantinopoli teatro delle gèsta di Eliodòro, a Catania, delle frànte ma –si afferma- incorrotte reliquie della ‘Santuzza’, come i catinensi la appellano: siccome Iside fu dèa navigera, ed in Apulejo (Metamorfosi) ne abbiamo autorevolissima ed affidabile testimonianza (egli fu suo sacerdote), vogliamo credere alla pia leggenda non senza ingegno intessuta da’ Vescovi cristiani dell’accorrere i catinensi annottando, in camicia bianca onde ricevere, già arrivata la nave con lo scrigno reliquiario nel castello di Aci ed ivi ricevuta dal benedettino Vescovo Maurizio, a festeggiare dopo ottantasei anni, il ritorno della fanciulla quattordicenne simbolo di incorrotta virtù, da quel momento dimorante nel recentemente costruito, e turrito, edifizio della Cattedrale. E poco cale se i sacerdoti issaci ebbero appunto la bianca veste, e le donne quella verde (colore alla Divina Madre consacrato): in commistione perfetta, il popolo sempre più intuitivo dei saccenti e dei manipolatori della Verità sa, e ben conosce, chi è la Magna Mater ed a chi deve rendere il devoto omaggio.&lt;br /&gt;Agata dunque, il 17 agosto alla sera, in tra fuochi d’artifizio non invasivi, sino a pochi anni fa mostràvasi mesta quasi, senza pompa, solo nelle sue vesti semplici del busto reliquiario, aggirare l’elefante su cui sovrasta l’obelisco egizio, quindi in senso antiorario ritornare alle antiche origini, non prima di aver riveduto il sacro mare, per poi quasi subito rientrare. Una timida uscita, per i pochi rimasti in città, nella calura agostana.&lt;br /&gt;Ahinoi, tutto vanisce, nella mèsse del consumismo. Oggidì la piazza del Duomo appare stracolma più di allogeni che di autoctoni, i quali del resto non tutti ma in parte, come avviene nel rimanente mòndo imbarbarito dalla massificazione cosmica, dimenticarono la circostanza di raccoglimento che tale festa dona, in misura molto minore di quella, ben più solenne e maestosa, dei giorni del martirio, nel febbraio di ogni anno, che vede il fercolo girare per la città; invasione di corpi consumanti aria, quella residua che rimane dall’aspirazione impietosa degli apparecchi di refrigerazione installati in quasi tutte le case (e che nel centro storico settecentesco di una città antica costituiscono autentico segno della diminuzione di ossigeno), ove esso non venga da parte delle politiche autorità antropizzato del tutto (ovvero chiuso senza appello, non in minima parte ma completamente, al traffico automobilistico, vera fonte mefitica del calore eccessivo); un diciassette agosto dunque non più alla Vergine catinense dedicato, ma al commercio più sfrenato, al consumismo e sopra tutto, al trionfo dell’egotismo oltre la solidarietà fraterna la quale proprio dalla Luce di quella fanciulla incorrotta viene versato, in ogni caso ed in ogni tempo, nei cuori di chi sa comprendere, oltre ogni distinzione di fede come di assenza di essa, di razza, di ceto sociale.&lt;br /&gt;V’ha una scritta, sul portale a sinistra osservando la Cattedrale di Catania, in sigla che quasi nessuno rammenta: con motivazioni comprensibili, per coloro che ne han dònde. E’ "NOPAQVIE", ovvero "non provarti, o tu che varchi codesta soglia, ad offendere la patria di Agata, la civitas Catinensium, perché Costei è sicuramente vendicatrice delle offese ricevute". Se si notano le vicende degli ultimi amministratori politici della città, riguardo i guai giudiziarii e di salute, jeri ed oggi, si può dire che l’invocazione terrifica non è priva di valore. Anche dèssa è di origine precristiana, se proprio si vuol sceverare nelle antiche reliquie. Come Agata la bella, la Santa pura che naviga serena sul mare e che la tradizione religiosa (dallo storico reverendo Consoli a Padre Santo), vòlle segnalare qual giorno di nascita l’otto di settembre, del 238. Natività di Myriàm, appunto. Ave, Maris Stella. Anche se travolta dal triste modernismo delle màsse che più non ti consente di apparire come un tempo e ti dòna abiti inconsueti, ciò fa parte della ruota del Destino. Tornerai a risplendere, intemerata e dolce, nella intima povertà, nella quasi solitudine, di un tempo felice, ove fiorivano gli ibischi, senza che fòssero soffocati dal tànfo dei troppi, indegni profani. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1190714731213341236?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1190714731213341236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/08/santagata-di-mezzagosto-catania-comera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1190714731213341236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1190714731213341236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/08/santagata-di-mezzagosto-catania-comera.html' title='Sant’Agata di mezz’agosto a Catania com’era…'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/So57F4pPiLI/AAAAAAAAAEA/ZssMgVowZIk/s72-c/Sant_Agata_busto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-8152473762811337405</id><published>2009-07-07T12:47:00.004+02:00</published><updated>2009-07-07T14:31:01.373+02:00</updated><title type='text'>La poesia La bicicletta di Giovanni Pascoli letta da Francesco Giordano</title><content type='html'>Presentiamo una video lettura della poesia "La bicicletta", di Giovanni Pascoli, pubblicata nella raccolta celeberrima dei "Canti di Castelvecchio" (da "Poesie di Giovanni Pascoli", Mondadori, Milano 1940 2°ed.). In ricordo dell'immortale Poeta, di una visita alla casa avita in quel di Barga, anni fa, uno dei templi italici della Poesia, nonché omaggio al velocipede simbolo di assoluta Libertà.&lt;br /&gt;La voce è di Francesco Giordano ; la fotografia risale al 1903, il medesimo anno della raccolta di liriche, scattata nel giardino della casa di Castelvecchio; l'accompagnamento musicale sullo sfondo è di Niccolò Paganini, "Le streghe", variazioni sul tema del balletto "Il noce di Benevento" di F.X.Sùssmayr (l'allievo di Mozart che ne completò il Requiem), per violino e pianoforte op. 8, del 1813; il violino dell'esecuzione è un Guarneri del Gesù appartenuto al Paganini.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-b5afb7c02358ee1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v16.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D0b5afb7c02358ee1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DAF0EDE095244A06EA39136C32C22A1AF84CEFEA.75F4361475DE0979DAC121F174A79AAAA70DC7E6%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Db5afb7c02358ee1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DRbxGYQ1vLRz_bF6dR094cb0uR2Q&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v16.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D0b5afb7c02358ee1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DAF0EDE095244A06EA39136C32C22A1AF84CEFEA.75F4361475DE0979DAC121F174A79AAAA70DC7E6%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Db5afb7c02358ee1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DRbxGYQ1vLRz_bF6dR094cb0uR2Q&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-8152473762811337405?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=b5afb7c02358ee1&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/8152473762811337405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/07/la-poesia-la-bicicletta-di-giovanni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8152473762811337405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8152473762811337405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/07/la-poesia-la-bicicletta-di-giovanni.html' title='La poesia La bicicletta di Giovanni Pascoli letta da Francesco Giordano'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-617658390198810754</id><published>2009-06-22T15:56:00.002+02:00</published><updated>2009-06-22T16:02:46.319+02:00</updated><title type='text'>La bella Emma e l'eroe Nelson a Catania. Un curioso episodio.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sj-OJqafxTI/AAAAAAAAADI/iM7dHaINFZg/s1600-h/horatio_nelson.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350151178994828594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 263px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sj-OJqafxTI/AAAAAAAAADI/iM7dHaINFZg/s320/horatio_nelson.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Gli anni dal 1799 al 1814 videro la Sicilia al centro della politica mediterranea dell'Europa e, per la ininterrotta guerra che gli stati del Continente capitanati dall'Inghilterra mantennero contro Napoleone Bonaparte e la Francia repubblicana ed imperiale, la nostra isola ebbe il privilegio di costituire non solamente l'indispensabile base delle operazioni navali contro l'Armata francese, ma anche beneficiò delle riforme economiche, politiche e sociali connesse. Il culmine di ciò si ebbe con la costituzione siciliana del 1812, concessa mercé il volere di S.M. Britannica ed imposta al riluttante Ferdinando, che per sdegno nominò vicario generale del Regno (il napoletano occupato dal Murat) il figlio Ferdinando. Ma questa situazione è diretta conseguenza dei due grandi combattimenti navali che diedero alla Home Fleet il predominio mondiale sulle acque mediterranee: ovvero la battaglia di Abukir (estate 1798) e quella di capo Trafalgar (ottobre 1805), dovute al genio militare dell'ammiraglio Horatio Nelson.&lt;br /&gt;La figura fulgida di questo eroe indimenticabile, è indissolubile con quella della Sicilia, in quei giorni 'inglesizzata'. I marinai della flotta britannica infatti per ben due volte protessero la Sicilia e la famiglia Reale borbonica dalle invasioni dei ribelli giacobini e dell'esercito dell'Impero, costituendo il baluardo della libertà e della tolleranza civile, in anni di abbandono e di barbarie generalizzata. Dopo la grande vittoria colta nella rada egiziana dalla flotta del Nelson sulle navi napoleoniche, abbandonato malvolentieri il generale di là dalle piramidi, avendo avuto notizia "di alcuni scontri che essi chiamano grandi vittorie", l'ammiraglio fa ritorno a Napoli. Da lì protegge la ritirata della famiglia Reale a Palermo e, dopo la riconquista del regno nella primavera del 1799 ad opera delle truppe sanfediste del cardinale Ruffo e del presidio formidabile delle navi inglesi a Procida Ischia e Capri, riporta i sovrani sotto il Vesuvio, mentre il popolo festante intona la celeberrima melodia "Torna maggio".&lt;br /&gt;Nominato in quell'agosto, tra il tripudio generale della popolazione che appare, dalle lettere dei contemporanei, esaltato sino al parossismo, duca del feudo di Bronte da re Ferdinando, Horatio Nelson ne va immediatamente fiero, non solamente per il significato del nome (il ciclope del Tuono) che si ricollega alla sua infermità -sin dal 1794, causa l'assedio di Calvi, è orbo dell'occhio destro: ed a Teneriffa nello stesso anno, perderà il braccio- , ma anche per l'alto grado del titolo (e per la rendita di tremila sterline del feudo), adeguato a quanto egli stesso si sarebbe aspettato dal suo governo, che invece per la magnifica vittoria dell'Oriente si degnò concedergli il non brillantissimo titolo di barone del Nilo e Visconte di Burnham Thorpe (il villaggio natale). Egli fu ed è nondimeno il più popolare condottiero che la Gran Bretagna abbia mai avuto. E tuttavia, più d'ogni cosa al mondo, il valoroso combattente che non ebbe fortuna nel focolare domestico, trovò la devota affezione, l'amore a tratti eccessivo ma prepotentemente sincero di Emma Hamilton, a quel tempo moglie dell'incaricato d'affari inglese a Napoli, la donna più bella di quegli anni. Così Volfango Goethe la descrisse nel 1787, ammantata del peplo ellenico : "... per vero dire ch'ella è propriamente bella di figura e di persona... il vecchio cavaliere... trova in quella giovane tutti i pregi dell'arte antica, il profilo delle monete siciliane e quello pure, io credo, dell'Apollo del Belvedere...". Se a tanta soave bellezza, alle doti in lei circonfuse del canto e della passione intrepida che con buona dose d'ingenuità metteva nel suo ruolo di tramite fra la Regina Maria Carolina ed il marito, quale indispensabile fonte di informazioni per il gabinetto di San Giacomo, si unisce la volontà del glorioso ammiraglio di desiderare, come egli le scrisse mentre bordeggiava le coste danesi (era il 1801) "la pace, ed allora partiremo per Bronte... in dodici ore avremo attraversato le acque... nulla potrebbe impedirmi di andarvi...", può ben comprendersi la passione impetuosa che li unì d'amore profondo ed immortale. Passione coronata dalla figlia Horatia, lungamente amata: Nelson volle legare entrambe "al Re ed al Paese" affidandole alle cure, poi non corrisposte, del governo britannico.&lt;br /&gt;Questa la situazione in quei giorni, indispensabile premessa per la chiara comprensione di un curioso episodio occorso a Catania, dove sovente il Nelson con le sue navi (dall'agosto 1799 al gennajo 1800 più spesso, poiché esercitò le funzioni di Comandante in Capo della Home Fleet nel Mediterraneo) attraccava, ancorandole al largo delle scogliere dell'Armisi e della "porta di ferro", entrando nell'abitato per il piano della Statua. In quelle settimane egli si riforniva in città per alimentare l'assedio della Valletta, a Malta, ove resisteva una guarnigione francese, che avrebbe presto capitolato. Lo speziale Salvatore De Gaetani, della cui famiglia esiste ancora la farmacia (qualche isolato più in giù di allora), in via Vittorio Emanuele nel rione Civita, ebbe modo di curare una tipica forma di malanno dei marinai detta scorbuto, ricevendo le lodi dall'ammiraglio. Sembra anzi che questi donò del metallo di cannoni francesi, da cui il De Gaetani trasse un mortajo ancora esistente in farmacia. Ma pare leggenda, perché la data incisa nel bordo (all'incontrario) del manufatto è il 1842.&lt;br /&gt;In una delle frequenti visite in città (narrano le cronache pettegole dell'epoca, in particolare quella dei Cristoadoro, i cui manoscritti sono custoditi dalla Biblioteca Regionale Universitaria della città etnea) Nelson e la Hamilton, accompagnati dal vecchio Sir William, furono ospiti nel palazzo dei baroni Massa principi di San Demetrio, il più sfarzoso dei cosiddetti "quattro canti" etnei (in parte rifatto dopo il bombardamento aereo del 1943). Nella corte dell'edificio, come era d'uso, s'ergeva un teatrino privato: e vi fu chi riferì che Emma ebbe ivi l'opportunità di esibirsi in una danza al suono di arpe elleniche , ed innanzi all'estasiato Nelson ed ai convenuti dell'aristocrazia rimase letteralmente senza veli, così da poterne osservare le morbide fattezze! Ciò, come si immagina, destò ulteriore chiacchiericcio per la già discussa relazione: la quale tuttavia si protrasse per la rimanente vita di Nelson.&lt;br /&gt;Se infine egli non fosse caduto al servizio della Patria e dell'Europa a Trafalgar, i suoi stessi scritti ci permettono di affermare che avrebbe concluso serenamente i suoi giorni sotto il cielo poetico e stellato della ducéa alle falde dell'Etna, contemplando l'Orsa fra le braccia della bella Emma. Il destino decise però diversamente, ed il Tempio di San Paolo a Londra venera ognora colui che il poeta Giovanni Meli chiamò "anglu-sicanu eroi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Questo articolo di Francesco Giordano è stato stampato, in edizione leggermente ridotta, a pagina 40 della rivista "La Provincia di Catania – organo ufficiale della Provincia regionale", anno XXI numero 2, febbraio 2003, con il titolo "La dolce vita catanese dell’Ammiraglio".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-617658390198810754?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/617658390198810754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/06/la-bella-emma-e-leroe-nelson-catania-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/617658390198810754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/617658390198810754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/06/la-bella-emma-e-leroe-nelson-catania-un.html' title='La bella Emma e l&apos;eroe Nelson a Catania. Un curioso episodio.'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sj-OJqafxTI/AAAAAAAAADI/iM7dHaINFZg/s72-c/horatio_nelson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-8482736294882754938</id><published>2009-06-03T15:01:00.001+02:00</published><updated>2009-06-03T15:04:16.194+02:00</updated><title type='text'>Un gioiello della architettura settecentesca di Catania: il palazzo Fassari Pace</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SiZ0kdhF40I/AAAAAAAAADA/-s4-yFhd92c/s1600-h/palazzo+Fassari+Pace+firm+copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343086177669210946" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 226px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SiZ0kdhF40I/AAAAAAAAADA/-s4-yFhd92c/s320/palazzo+Fassari+Pace+firm+copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il palazzo Fassari Pace può essere considerato come splendido esempio di architettura civile settecentesca, nella ricostruzione di Catania dopo il disastroso terremoto che totalmente la distrusse, l’undici gennaio del 1693. E’ la prima volta in assoluto che se ne descrive l’esistenza, in un percorso ideale di valorizzazione del patrimonio artistico delle città barocche di Sicilia e d’Italia. Ubicato nella parte alta di via Vittorio Emanuele, già strada del Corso reale, asse viario il più vetusto della Catania sin dall’antichità ellenica, il palazzo si apre su quest’ultima nella sua facciata ariosa e semplice di barocco classicheggiante, angolando tra le vie Santa Barbara e della Palma, rivolto a sud; al nord è costeggiato dalla via San Barnabà, da cui si accede per via della Palma; nel Settecento era nella parte interna ornato da un giardino, oggi scomparso. E’ accanto all’ex convento della Trinità, oggi sede del liceo scientifico Boggio Lera, impreziosito dalla omonima chiesa.&lt;br /&gt;La sua costruzione si può far risalire con certezza al primo trentennio del XVIII secolo: tuttavia sin da prima del devastante terremoto e dalla eruzione lavica del 1669 che invase il perimetro urbano (ma non il luogo ove sorge il palazzo), erano ivi presenti, seppure il vecchio Corso aveva un tracciato non lineare ma leggermente sinuoso, abitazioni di fattura similare. Ciò può vedersi nella pianta di Catania pubblicata dal Cluverio (Sicilia antiqua, Leida) nel 1619. La presenza del severo e maestoso palazzo settecentesco, nei suoi due primi ordini, terrano con le botteghe, e piano nobile caratterizzato dalle cornici degli otto balconi che si affacciano nella pubblica via, con disegno rettangolare sovrastante, è rintracciabile nelle due piantine di riferimento, che lo vedono con esattezza delineato: quella di Giuseppe Orlando, stampata nel 1760, e quella (del medesimo periodo, poiché l’autore moriva nel 1762) che è inserita nel testo Lexicon topographicum siculum, dell’erudito abate Vito Maria Amico Statella. In tali disegni accurati degli edifizi della città, sorta con stile quasi militare per volontà del duca di Camastra Giuseppe Lanza, vicario generale del Regno per volere del Viceré de Uzeda, l’ingegnere militare Grunemberg ricalcò sostanzialmente gli schemi delle strade principali esistenti prima del sisma, la più importante delle quali, per la presenza del teatro greco romano e la salita verso i Benedettini nonché il collegamento verso il mare, è proprio via Vittorio Emanuele, si notano nitidamente i palazzi eretti e lo stato dei lavori all’epoca della stampa. Il palazzo Fassari Pace era allora stato costruito solo nella sua parte centrale: mancava il secondo piano, probabilmente concepito sin dal disegno originario,che sarà completato tra il XVIII ed il primo trentennio del XIX secolo: come attesta la pianta di Catania di Sebastiano Ittar, edita nel 1833. Pertanto la forma definitiva dell’edificio si può datare a quest’ultimo periodo. Le sopraelevazioni che si notano oltre il secondo piano sono opera del primo Novecento, con evidenti scopi commerciali. E’ da precisare altresì che l’abbassamento del livello delle strade di Catania, negli anni 1870-71 voluto dal governo nazionale con obiettivi eminentemente speculativi (perciò controversi e contestati all’epoca), ha modificato il disegno della facciata. Sia il portone centrale d’ingresso che quelli laterali di via della Palma e via Santa Barbara sono stati abbassati; i primi due rimangono tuttora sovrastati da finestroni ovali detti ad occhio di bue, l’ultimo ha un balconcino.&lt;br /&gt;L’autore del palazzo può essere identificato, per lo stile e per le modalità di costruzione e per i materiali, nonché attraverso indizi raccolti in svariati documenti, in Francesco Battaglia, forse il più grande maestro costruttore della Catania settecentesca, architetto di Casa del Principe Ignazio Paternò Castello di Biscari nonché dei Benedettini. E’ anche possibile che l’opera sia in parte del figlio Antonino, rifinita altresì dal nipote Carmelo Battaglia Santangelo (dallo stile più classico: sua è la sistemazione del finestrone centrale della incompiuta facciata del Tempio di San Nicolò la Rena, ove lavorarono il cugino e lo zio): però i riscontri che avrebbero permesso di attribuirne con sicurezza l’autenticità furono purtroppo distrutti dall’incendio che devastò il Municipio, quindi l’Archivio Comunale, nel dicembre 1944. Al Battaglia si risale per molte ragioni, non ultima delle quali il ‘vederlo’ fisicamente all’opera non solo nella edificazione del complesso monastico dei Benedettini, ma anche per l’attiguo monastero della Trinità, nonché per ogni opera di architettura religiosa e civile dei dintorni che abbia maestà e tipologia, unitamente ai componenti della sua famiglia, il genero Stefano Ittar, i parenti Amato, i Biondo tagliapietre oriundi di Messina (Federico De Roberto, nella monografia del 1907 su Catania, lo chiama Francesco Battaglia Biondo).&lt;br /&gt;Così la proprietà del palazzo è –sinché non si potranno effettuare approfondimenti attraverso documenti dal difficilissimo reperimento, qualora ancor vi siano- negli anni della edificazione, nebulosa: ma si può affermare che la committenza debba esser stata affatto nobiliare, di giurista o uomo di Chiesa, data anche la vicinanza e la similitudine plastica con il monastero delle suore benedettine della Trinità: nonché da deduzioni indirette avute consultando i regesti dell’Archivio di Stato di Catania, degli anni 1693-95.&lt;br /&gt;Il nome che si attribuisce è quello degli ultimi proprietari dell’edificio unificato prima della divisione, i coniugi Pace (importatore di mercanzie varie in Catania) e Fassari, in specifico donna Irene, a capo nei primi del Novecento dell’Unione Femminile Catanese ed amica di Mario Rapisardi (che così le scriveva: "…non posso che lodare gli intenti pietosi di codesta istituzione ed augurarne pronti ed efficaci gli effetti… la bellezza della donna è uno dei più generosi spettacoli che la natura concede ai mortali…", 16 maggio 1909), la quale avendo perduto un figlio, si dedicò alla istruzione delle fanciulle.&lt;br /&gt;La facciata del palazzo ha nel piano nobile otto balconi di stile classico sormontati nell’architrave da un rettangolo simbolico, forse in origine destinato ad essere decorato (solo uno di essi, al centro, ha degli stucchi floreali di stile Liberty), ariosi ma austeri come si addiceva al periodo, di cui solo i tre centrali –in una disposizione originale- sono racchiusi da unica ringhiera, rimanendo tre singoli verso ovest e due verso est: si rammenti che il piano terrano era nel Settecento quel che oggi si classifica per primo. Di notevole impatto scenico è il lunghissimo balcone del secondo piano, originalissima idea che può datarsi tra la fine del Settecento o primo Ottocento, per infoltire il numero degli spettatori alla festa più importante della città: infatti sino al 1926 da questo tratto di via Vittorio Emanuele, sino alla vicina ed allineata, nel piano detto della Consolazione o di San Cosimo, oggi piazza Machiavelli, chiesa di Sant’Agata alle Sciare (ove si svolgeva l’offerta votiva) saliva il fercolo di Sant’Agata, il giorno 4 di febbraio, nell’ambito del cosiddetto giro esterno. Fino al 1875, allorché lo Stato le fece sloggiare, le Benedettine della Trinità come gli Agostiniani più giù, erano allietati come i laici dal passaggio della processione agatina la quale toccava le dimora degli ordini ecclesiastici più importanti, ed i luoghi sacri.&lt;br /&gt;Il palazzo Fassari Pace ha avuto, sempre nel piano nobile, una connessione interna delle stanze che lo compongono creando una ‘fuga’ scenica piuttosto singolare. Ciò sino agli anni Trenta del XX secolo, allorquando la proprietà lo divise in appartamenti, ‘tagliati’ in modo diverso e secondo discutibili criteri. Da allora l’edificio, dalle belle lesène di pietra calcarea come le cornici dei balconi, dalle paraste possenti degli angoli che svettano al sole del mattino e s’inondano dell’oro del tramonto, soffre di quella senescenza inevitabile, comune a quasi tutti gli edifici del Settecento catanese (si pensi a palazzo Reburdone, anche questo opera di Francesco Battaglia e specularmente affacciato sempre su via Vittorio Emanuele all’oriente angolando con piazza dei Martiri o piano della Statua, il quale ospita al suo interno sia uffici dell’Università, sia un modesto alberghetto affittacamere), non conservati nella loro interezza e in modo dubbio ammodernati. La sua presenza nondimeno ancor solenne nel contesto della antica strada del Corso, arricchisce il barocco catanese, di stile classico ed echeggiante spesso quello romano, donando nonostante il decadimento, quel profumo antico di segreta solennità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-8482736294882754938?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/8482736294882754938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/06/un-gioiello-della-architettura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8482736294882754938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8482736294882754938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/06/un-gioiello-della-architettura.html' title='Un gioiello della architettura settecentesca di Catania: il palazzo Fassari Pace'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SiZ0kdhF40I/AAAAAAAAADA/-s4-yFhd92c/s72-c/palazzo+Fassari+Pace+firm+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-4568045835601045185</id><published>2009-05-12T13:28:00.003+02:00</published><updated>2009-05-12T13:35:15.451+02:00</updated><title type='text'>Il poemetto "La cometa" di Mario Rapisardi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SgleUW5XbWI/AAAAAAAAACw/w3GK75YKmTU/s1600-h/rapisardi+e+amelia+che+legge.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334898937433648482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 161px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SgleUW5XbWI/AAAAAAAAACw/w3GK75YKmTU/s320/rapisardi+e+amelia+che+legge.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Presentiamo al Lettore, nella linea tracciata da codesto blog, il poemetto "La cometa" di Mario Rapisardi, trascritto dal volume unico di "Poemi liriche e traduzioni" edito dal Sandron nel 1911 (edizioni dei "Poemetti" erano già apparse nel 1902 e nel 1908). In esso è sintetizzata la concezione etica e scientifica della poesia rapisardiana: nel passaggio dell’astro (la cometa detta di Halley fu visibile da noi nell’aprile 1910; l’attesa suscitò controverse aspettative) egli simboleggia la vindice Giustizia, contra le turpi nefandezze umane nonché, nel solco della filosofia lucreziana del cui capolavoro fu insigne traduttore, il dissolversi panteistico del Tutto nell’immenso oblìo. Non mancano le frecciate anticlericali, né il tono autobiografico: Antero è il poeta, ed Egle l’amatissima compagna Amelia, che con lui visse sino alla fine, di schiatta nobile. Il Riccò citato altri non è che il noto astronomo Annibale Riccò, collega ed amico del Rapisardi all’Università di Catania, il quale fondava, e dirigeva in quel tempo, l’osservatorio astronomico etnèo. L’istantanea fotografica ‘familiare’ che qui si allega, riproduce il Rapisardi e l’Amelia che legge, nel salotto della casa del Borgo, inizi del Novecento. In primo piano la famosa pelle di leopardo, che il Vate con eccentricità amava tenere nella stanza, la quale risulta dispersa, poiché non figura tra i cimeli (la tenda che si intravvede è ivi) serbati nella stanza-museo della biblioteca Civica nell’ex monastero benedettino.&lt;br /&gt;(Nota di FGio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cometa &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;A qual parte del cielo erano intèse,&lt;br /&gt;o Riccò, le tue lènti, allor che al nostro&lt;br /&gt;sguardo si fe’ l’orrendo astro palese?&lt;br /&gt;E dov’era allor fiso il pensier vostro,&lt;br /&gt;spiatori dei cieli, se inaspettato&lt;br /&gt;raggiò sì presso a noi l’aereo mostro?&lt;br /&gt;A Sirio opposto, a Orìon da lato&lt;br /&gt;La chioma irta ei diffuse, e fu di strane&lt;br /&gt;Apparenze ad un tratto il ciel turbato:&lt;br /&gt;torbido fiammeggiò l’etereo Cane,&lt;br /&gt;e di solfureo vel cinta offuscossi&lt;br /&gt;del gigante Algebàr la spada immane;&lt;br /&gt;bianco si fece Aldebaràn, che i rossi&lt;br /&gt;crini mirando usurpar l’etra, a’ due&lt;br /&gt;suoi compagni ristretto in mar calossi.&lt;br /&gt;Come al sopravvenir d’occulta lue&lt;br /&gt;Trema il vulgo mortale, e tutte a’ lesti&lt;br /&gt;Piedi confida le speranze sue,&lt;br /&gt;atterrito così per le celesti&lt;br /&gt;regìoni ad un’ora il siderale&lt;br /&gt;popol fuggire e impallidir vedresti.&lt;br /&gt;Qual core allor fu il tuo, gregge mortale,&lt;br /&gt;cui sapere e ragion tardi soccorre,&lt;br /&gt;ma all’errore, al terror sì pronte hai l’ale?&lt;br /&gt;Esce a’ lidi ansioso, a’ monti accorre,&lt;br /&gt;e muto, intènto nel funereo raggio,&lt;br /&gt;alle porte urge dell’aerea torre,&lt;br /&gt;su la cui cima imperturbato il saggio&lt;br /&gt;scruta dell’igneo drago il raro e il denso&lt;br /&gt;e l’orbe informe e l’inegual viaggio;&lt;br /&gt;e se dismaga il basso error, l’immenso&lt;br /&gt;terror non vince delle scarse menti,&lt;br /&gt;a cui più che ragion comanda il senso:&lt;br /&gt;mirano spazìar per le silenti&lt;br /&gt;aure il nemico, e arcani influssi e morbi&lt;br /&gt;novi e stragi fraterne ecco imminenti.&lt;br /&gt;E quant’ei più si appressa e di più torbi&lt;br /&gt;Sguardi infetta le stelle, e più gli umani&lt;br /&gt;Intelletti si fan trepidi ed orbi.&lt;br /&gt;Di rosse spade, di serpenti strani&lt;br /&gt;Munito il corpo mostruoso pende&lt;br /&gt;Vasto e sanguigno per gl’impervj vani.&lt;br /&gt;Oh spaventosi aspetti, oh notti orrende,&lt;br /&gt;quando una pioggia di fulminee stelle&lt;br /&gt;Vibra e’ dall’arco il nostro globo offende;&lt;br /&gt;e ad ogni umano argomentar ribelle&lt;br /&gt;altre vie s’apre, ed il mutevol crine&lt;br /&gt;in coda allunga o in fulvi orbi convelle!&lt;br /&gt;Non questo della terra è dunque il fine?&lt;br /&gt;Non la minace profezia, che all’empie&lt;br /&gt;Tracotanze dell’uom segna un confine,&lt;br /&gt;per te, sterminatore angiol, s’adempie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;br /&gt;Come su le spettrali ombre d’un bosco&lt;br /&gt;Pendulo su l’etnée balze, la luna&lt;br /&gt;Roggia e grande campeggia all’aer fosco:&lt;br /&gt;sorgon su dalla terra umida e bruna&lt;br /&gt;vaporosi fantasmi, e rubiconde&lt;br /&gt;l’ombre si fan che l’emisferio aduna;&lt;br /&gt;apron gli antri le bocche atre e profonde,&lt;br /&gt;e pavidi tremori e dètti strani&lt;br /&gt;ricambiando si van l’aure e le fronde:&lt;br /&gt;così tetro grandeggia a gli occhi umani&lt;br /&gt;il dragon ruinoso, e i petti molli&lt;br /&gt;di sogni inonda e di spaventi arcani.&lt;br /&gt;Empj dètti, opre ree, proposti folli&lt;br /&gt;Odon campi e città, dove che raro&lt;br /&gt;Il popolo più erri e più s’affolli.&lt;br /&gt;Ma chi fitto ha nel core il tarlo amaro&lt;br /&gt;Del tardo ripentire, e chi del punto&lt;br /&gt;Vano in che vive ha l’avvenir più caro;&lt;br /&gt;chi in turpi fatti al duro secolo giunto&lt;br /&gt;l’ora del gran Giudicio appressar vede,&lt;br /&gt;pio per terrore e per viltà compunto,&lt;br /&gt;dell’insolito altar gittasi al piede,&lt;br /&gt;e al Dio, che già sprezzò, con disperati&lt;br /&gt;pianti pietà per sé, pe’ suoi richiede,&lt;br /&gt;Suona d’umili preci e d’ululati&lt;br /&gt;La reggia e il casolar: suonan le meste&lt;br /&gt;Vie d’un salmodìar mesto di frati.&lt;br /&gt;Pur non poche vi sono alme rubeste,&lt;br /&gt;che nel periglio estremamente audaci&lt;br /&gt;a tutto osare, a tutto oprar son preste:&lt;br /&gt;indi un pazzo sitir d’oro e di baci,&lt;br /&gt;e ferali tripudi e nozze strane,&lt;br /&gt;vendette orrende e generose paci.&lt;br /&gt;Taccion le leggi, o son derise e vane:&lt;br /&gt;tutti adegua il terrore, e ad una mensa&lt;br /&gt;con la plebe il signor divide il pane;&lt;br /&gt;cade vinta un dì l’opera immensa:&lt;br /&gt;non trarre oro dal sangue osa il Giudeo,&lt;br /&gt;non i solchi ad aprire il villan pensa.&lt;br /&gt;Allor fu che felici al tempo reo&lt;br /&gt;Si strinsero d’amore Egle ed Antero,&lt;br /&gt;ella di regio sangue, ei di plebeo.&lt;br /&gt;Ben ella avea nel verginal pensiero&lt;br /&gt;Idoleggiato il fosco vate, a cui&lt;br /&gt;L’arte abbellìa d’alte lusinghe il vero;&lt;br /&gt;ma ostia rassegnata al cenno altrui&lt;br /&gt;nello splendor d’una regal magione&lt;br /&gt;giorni ella visse inonorati e bui;&lt;br /&gt;dall’amor calpestata or la ragione,&lt;br /&gt;lascia i palchi dorati, e in umil tetto,&lt;br /&gt;nelle braccia di lui tutta si pone.&lt;br /&gt;Oh inaspettato a lor dì benedetto,&lt;br /&gt;che nel tremore universal beati&lt;br /&gt;bocca unirono a bocca e petto a petto!&lt;br /&gt;Tutti allor memorando i giorni ingrati,&lt;br /&gt;le pugne vane e la fatal minaccia&lt;br /&gt;che alla progenie rea vibrano i fati,&lt;br /&gt;all’imminente mostro erto la faccia&lt;br /&gt;illuminata da una fiera Idea,&lt;br /&gt;trasumanato nelle amate braccia,&lt;br /&gt;vaticinj ed amplessi egli mescea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III&lt;br /&gt;"Ascolta, o ciel, della mia voce il tuono;&lt;br /&gt;porgi, o terra, al mio dir le orecchie intente:&lt;br /&gt;odimi, o notte: la Giustizia io sono.&lt;br /&gt;O morituri, a cui l’ora dolente&lt;br /&gt;L’animo pervicace umilia e scema,&lt;br /&gt;e voi che in traccia di piacer, la mente&lt;br /&gt;travagliate errabondi all’ora estrema,&lt;br /&gt;tutti ascoltate la funerea voce&lt;br /&gt;che su voi piomba, e ognun ne pianga e frema.&lt;br /&gt;Io da voi nata e da voi posta in croce,&lt;br /&gt;ecco libero il braccio, e in voi dall’alto&lt;br /&gt;zolfo avvento e bitume e fuoco atroce;&lt;br /&gt;ecco le schiere mie lancio all’assalto&lt;br /&gt;de’ valli tuoi, plebe gaudente, e mozzo&lt;br /&gt;le tue moli di bronzo e di basalto.&lt;br /&gt;Stolti! Assai non vi fu l’aver di sozzo&lt;br /&gt;Bacio sconciato il mio virgineo seno,&lt;br /&gt;e il mio corpo tuffato in luteo pozzo;&lt;br /&gt;voi di sangue mi avete e di veleno&lt;br /&gt;abbeverata, e delle case mie&lt;br /&gt;fatto avete e di me traffico osceno.&lt;br /&gt;A che valse che poche anime pie&lt;br /&gt;Visser fide al mio culto? Un branco infame&lt;br /&gt;Le schernì per le reggie e per le vie.&lt;br /&gt;Ma così paga sia l’onesta fame&lt;br /&gt;C’hanno di me l’austere anime, io tosto&lt;br /&gt;Di voi, stolti, farò stoppa e letame!&lt;br /&gt;Come della prigione in cui fu pòsto&lt;br /&gt;Spezza fervido i cerchj, e dalle aperte&lt;br /&gt;Doghe prorompe gorgogliando il mosto;&lt;br /&gt;accorre il vinajuol tardi solerte&lt;br /&gt;nel chiuso loco, e dall’afror percosso&lt;br /&gt;in ebbrezza mortal giù piomba inerte:&lt;br /&gt;così lo sdegno mio spumante e rosso&lt;br /&gt;sfrenasi dal mio petto, e fulminato&lt;br /&gt;primo ne andrà chi più si tien colosso!&lt;br /&gt;O di neri avvoltoj stormo malnato,&lt;br /&gt;che dell’umanità stolida a’ danni&lt;br /&gt;fra l’aere di Gesù vegli in agguato;&lt;br /&gt;o di folli signori e di tiranni&lt;br /&gt;imbestiata genìa, che treschi e ruzzi&lt;br /&gt;e a te gloria procacci, al mondo affanni;&lt;br /&gt;geldra rea, che in mio nome i ferri aguzzi,&lt;br /&gt;e leggi ordendo, anzi vendette, impregni&lt;br /&gt;d’odio la vita, e le mie nari appuzzi;&lt;br /&gt;stuol venale d’eroi, che i torvi ingegni&lt;br /&gt;abbandonando a la ragion dell’armi,&lt;br /&gt;ire, rapine e fratricidj insegni;&lt;br /&gt;scribi che in prose abiette, in turpi carmi&lt;br /&gt;schernite a prezzo Aristide e Catone&lt;br /&gt;per votare a Tersite onor di marmi,&lt;br /&gt;ecco, irrompe su voi la mia ragione,&lt;br /&gt;e tra le mèssi all’opra altrui rapite&lt;br /&gt;gira in cerchio ed avventa il suo tizzone!&lt;br /&gt;Ecco, scendo tra voi, torme aborrite:&lt;br /&gt;al passo mio, che nella notte romba,&lt;br /&gt;tentennan come canne aule e meschite;&lt;br /&gt;ecco, già scocca la siderea fromba,&lt;br /&gt;e sossoprando le terracquee grotte&lt;br /&gt;da l’uno a l’altro polo apre una tomba.&lt;br /&gt;Scatena i flutti il mar simili a frotte&lt;br /&gt;D’ippopòtami urlanti, e nel vorace&lt;br /&gt;Gorgo le razze e i continenti inghiotte;&lt;br /&gt;ma vinto anch’ei da la solar fornace,&lt;br /&gt;fervendo sfuma; e tu per l’universa&lt;br /&gt;vacuità cercando invan la pace,&lt;br /&gt;fatta pomice, o terra, andrai dispersa!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Rapisardi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-4568045835601045185?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/4568045835601045185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/05/il-poemetto-la-cometa-di-mario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4568045835601045185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/4568045835601045185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/05/il-poemetto-la-cometa-di-mario.html' title='Il poemetto &quot;La cometa&quot; di Mario Rapisardi'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SgleUW5XbWI/AAAAAAAAACw/w3GK75YKmTU/s72-c/rapisardi+e+amelia+che+legge.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-8327708781981091783</id><published>2009-05-06T17:22:00.001+02:00</published><updated>2009-05-06T17:27:08.460+02:00</updated><title type='text'>Torni la Luce</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SgGrk0UJr3I/AAAAAAAAACo/B9NENYU7_t0/s1600-h/susanna_vecchioni+AAllori.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332732082790182770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SgGrk0UJr3I/AAAAAAAAACo/B9NENYU7_t0/s320/susanna_vecchioni+AAllori.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Premettiamo di provare estremo fastidio trattando di codesti argomenti, che ci illudevamo di credere confinati nelle cronache della Historia Augusta, del basso Impero, nelle pagine più colorite di Tacito, nelle Satire di Giovenale, nelle storie bizantine di Procopio. Oggidì si travalica il segno. Per cui a coloro che son liberi e di buoni costumi è necessario, anche per la dignità di quel tricolore che si deve additare, nel senso dell'Unità italiana, ai propri figli, vergare parole dure e chiare. Non scritte. "A' megghiu parola", ha riportato il dottor Falcone nel suo libro, "è chidda cà non si dici": antico proverbio siculo.&lt;br /&gt;Queste le straordinarie frasi dette, e riportate il 3 maggio, dalla signora Vernica Lario, nome artistico di Miriam Bartolini, consorte in via di separazione e poi divorzio (si sa che l'iter in Italia è lungo) del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi: "Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni… perché la ragazza minorenne la conosceva prima che compisse 18 anni: magari fosse sua figlia…". "Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile". Tali affermazioni, ben più della smentita del presidente, trasmessa la sera del 5 maggio in diretta tv su Rai 1, hanno una valenza politica, sociale, se ci si permette Etica e psicologica, molto grave. Infatti la seconda di esse è stata massimamente ignorata dalle televisioni e dai giornali asserviti ai grandi gruppi finanziari ed industriali. In clima di notevole recessione sociale, non è possibile stendere il classico velo pietoso. Occorre indagare colla luce delle verità che provengono dal profondo, di ognuno di noi. Verità parziali per forza di cose; sfaccettate, impalpabili. Nessuno le possiede in toto.&lt;br /&gt;Bisogna nondimeno dare atto a pochi ma coraggiosi, e famosi, colleghi giornalisti di tenere desta l'attenzione su codesto problema che, se si fosse presentato nelle proporzioni nelle quali è in qualunque altra Nazione d'Europa e delle Americhe, avrebbe come minimo provocato le dimissioni dell'accusato. Tra costoro, oltre il valente Michele Santoro, è bene rammentare il collega Marco Travaglio, il quale fra l'altro ha ricevuto qualche giorno fa il premio per la libertà di stampa dalla associazione Djv dei giornalisti tedeschi, ed in tale occasione ha dichiarato a Berlino che in Italia la libertà di stampa "esiste sulla carta, ma non molto sulla carta stampata e quasi per nulla sulla televisione", manifestando uno stato di fatto gravissimo per la democrazia, il quale tuttavolta trova le scaturigini nella anomala situazione nella quale la Nazione si trova. Forse, da noi non accadrà nulla. In ogni caso, non si potrà dire che siamo rimasti zitti.&lt;br /&gt;Non esprimiamo commenti, solo un riferimento storico, privo di attinenza coi fatti odierni, epperò a nostro avviso utile onde far riflettere. Il 29 luglio del 1943, in piena tragedia nazionale, appare nel diario del generale Paolo Puntoni, ajutante di campo del Re Vittorio Emanuele III (il Duce era stato sostituito quattro giorni prima dal Maresciallo Pietro Badoglio), la seguente riflessione del Sovrano, confidata al suo collaboratore: "Per me, ha detto Sua Maestà, molta colpa è di quella donna. A sessant'anni non si possono commettere certe intemperanze! -Uscendo poi dal suo consueto riserbo, mi ha citato, ridendo, un proverbio napoletano che suona press'a poco così: Quando per amore si va in gloria, la capa di sopra perde 'a memoria" (pag. 149 del vol. "Parla Vittorio Emanuele III" di P.Puntoni, Bologna 1993). "Quella donna" era la Claretta Petacci, che seppe morire con coraggio, assassinata barbaramente, accanto all'uomo che amava; persino donna Rachele ha per lei parole di perdono e di companto, nel libro delle sue memorie.&lt;br /&gt;In fine, rammentiamo le parole che Giuseppe Garibaldi,la cui adamantina coerenza ideale splende intemerata, rifiutando di sedere in Parlamento nel 1880, scriveva a modo di testamento ai suoi seguaci: "Tutt'altra Italia io sognavo nella mia vita, non quella miserabile all'interno ed umiliata all'esterno, ed in preda alla parte peggiore della Nazione". Vi sono, lo crediamo fermamente, in Italia uomini d'onore e d'onestà i quali possono affermare col personale esempio, quel che disse il selvaggio nella volterriana Storia di Jennì: "Il mio Dio è là-, e mostrò il cielo; -la mia legge è qui dentro, e si mise la mano sul cuore", senza circonlocuzioni dogmatiche o barocche. Per tali motivi, purificate le acque dalla lutulenza, tornerà anche nella Patria nostra, la Luce. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-8327708781981091783?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/8327708781981091783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/05/torni-la-luce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8327708781981091783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/8327708781981091783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/05/torni-la-luce.html' title='Torni la Luce'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SgGrk0UJr3I/AAAAAAAAACo/B9NENYU7_t0/s72-c/susanna_vecchioni+AAllori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-1439233303555666307</id><published>2009-04-22T16:15:00.003+02:00</published><updated>2009-04-30T15:38:22.683+02:00</updated><title type='text'>Sul tempio - terme della Rotonda</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Se8m_oMputI/AAAAAAAAACg/vY1dGKL7OAs/s1600-h/copertina+libro+Rotonda.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327519758766684882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Se8m_oMputI/AAAAAAAAACg/vY1dGKL7OAs/s320/copertina+libro+Rotonda.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel 1997 lo studioso Francesco Giordano, autore di questo blog, per i tipi dell'editore Greco ha pubblicato la monografia, sinora unica e di carattere storico scientifico nonché ricca di documenti, "La Rotonda. Mito e verità di un tempio catanese" (per sua scelta, non percependo alcun compenso); il libro, che è in commercio tuttora, ha avuto ampio riconoscimento anche da enti pubblici, ed è presente in diverse biblioteche italiane ed estere. Se ne riproduce qui la copertina, la cui foto è del medesimo autore,&lt;br /&gt;Il 23 febbrajo 1997 la Chiesa di Santa Maria della Rotonda ha ricevuto, per volontà di Francesco Giordano, la visita di una delegazione religiosa capeggiata dall'Esarca della Chiesa Cristiana Ortodossa d'Italia, Metropolita Ghennadio, unitamente all'allora Console di Grecia in Catania Mefalopulos ed al presidente dell'Associazione Siculo Romena Lo Meo. I convenuti hanno ivi intonato una preghiera rivolta ad oriente, di cui rimane testimonianza filmata, riconsacrando virtualmente il tempio al culto della Vergine Partènos, al quale in origine era stato dedicato.&lt;br /&gt;Apprendiamo che recentemente è stato presentato il volume collettaneo, edito nel 2008 dalla Regione Siciliana, a cura di M.G.Branciforti e C.Guastella, "Le terme della Rotonda"; in esso alcuni studiosi han raccolto i risultati della campagna di scavi ivi svolta negli ultimi anni. Leggiamo dalla cronaca locale che "i lavori di scavo e di studio eseguiti nell'ambito del Por Sicilia 2000-2006" hanno avuto "un investimento di 740.000 euro al netto dei ribassi d'asta" (La Sicilia on line 18 aprile '09). Nel constatare, per una di quelle evidenti sviste dovute forse alla fretta di realizzazione, che nella bibliografia di codesto libro, l'opera anzidetta del Giordano non è citata, si plaude alla iniziativa che in ogni modo ha il merito di far conoscere uno dei luoghi più belli, e assaj poco noti, della Catania antica, dal fascino irresistibile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La precisazione è stata pubblicata a pagina 36 del quotidiano "La Sicilia" il 23 aprile del corrente anno 2009, nella rubrica "Lo dico a La Sicilia".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-1439233303555666307?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/1439233303555666307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/04/sul-tempio-terme-della-rotonda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1439233303555666307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/1439233303555666307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/04/sul-tempio-terme-della-rotonda.html' title='Sul tempio - terme della Rotonda'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Se8m_oMputI/AAAAAAAAACg/vY1dGKL7OAs/s72-c/copertina+libro+Rotonda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-191172747294117904</id><published>2009-04-21T15:57:00.003+02:00</published><updated>2009-04-21T16:06:12.127+02:00</updated><title type='text'>La poesia Mors et vita di Mario Rapisardi letta da Francesco Giordano</title><content type='html'>Presentiamo una video lettura della poesia Mors et vita, di Mario Rapisardi, dalla raccolta delle "Poesie religiose", edita nel volume unico per i tipi di Sandron, 1911. La voce è di Francesco Giordano. Il sottofondo è la nota sinfonia n°5 in do min. op.57, II movimento, di Ludwig Van Beethoven, il musicista prediletto del Vate catinense, nella esecuzione (30 giugno 1943) della Filarmonica di Berlino diretta da W.Furtwàngler. La fotografia risale al 1889, allorché il Poeta era quarantacinquenne.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-803f7ce7214b1e65" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v23.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D803f7ce7214b1e65%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5FDA33857C533CA12569438C22BBEB667E8E8ADB.4B0E4689E75C6AB8169EE3DFCF39ABDFA4FA5B9B%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D803f7ce7214b1e65%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DzKqoIZgSiE6B_b1xVrVoH19HEAU&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v23.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D803f7ce7214b1e65%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5FDA33857C533CA12569438C22BBEB667E8E8ADB.4B0E4689E75C6AB8169EE3DFCF39ABDFA4FA5B9B%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D803f7ce7214b1e65%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DzKqoIZgSiE6B_b1xVrVoH19HEAU&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-191172747294117904?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=803f7ce7214b1e65&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/191172747294117904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/04/la-poesia-mors-et-vita-di-mario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/191172747294117904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/191172747294117904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/04/la-poesia-mors-et-vita-di-mario.html' title='La poesia Mors et vita di Mario Rapisardi letta da Francesco Giordano'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7774189860285689880</id><published>2009-04-17T17:38:00.003+02:00</published><updated>2009-04-17T17:50:31.622+02:00</updated><title type='text'>Mario Rapisardi e la musica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SeijXjXndPI/AAAAAAAAACY/rCEEbN4iaZk/s1600-h/Copia+di+Rapisardi+e+Amelia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325686184392226034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 254px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SeijXjXndPI/AAAAAAAAACY/rCEEbN4iaZk/s320/Copia+di+Rapisardi+e+Amelia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sul rapporto fra Mario Rapisardi, la musica ed i musicisti, mentre è acclarato che molto vi sarebbe da scrivere sulle connessioni tra l'opera poetica rapisardiana e gli echi musicali del tempo, si può affermare senza tema di smentite che le preferenze del Vate etneo erano orientate verso l'alma favilla di Ludwig Van Beethoven, in modo prevalente ma non esclusivo. Leggiamo i documenti.&lt;br /&gt;"Tu intanto che fai? Che pensi? come passi le lunghe ore della nostra lontananza? Occupati quanto più puoi: suona spesso e molto, specialmente Beethoven e Mendelssohn. Così ti parrà esser vicino a me: tu sai che io adoro la musica di quei due sovrani ingegni..." Mario Rapisardi ad Amelia (sua compagna di vita, dopo la separazione dalla moglie Giselda), da Roma 28 sett. 1886, albergo della Minerva (In "Epistolario di M.Rapisardi" a c. di A.Tomaselli, Catania 1922, pag.232). Pertanto anche Felix Mendelssohn era tra i prediletti del Poeta. Risulta da molte fonti che una delle qualità che il Rapisardi apprezzò massimamente nella bionda fiorentina d'estrazione nobiliare polacca, che lo seguì in Catania dopo le note vicende familiari, era proprio la sua abilità pianistica.&lt;br /&gt;Ancora egli ribadisce all'amico carissimo Calcidonio Reina "Di questi ultimi giorni sono stato in vena, e ho scritto qualcosa che non ti spiacerà. Quanto più mi stacco sdegnoso da questa generazione che non comprendo e che non mi comprende, tanto più l'anima s'inalza a l'Ideale, e i miei versi perdono i contorni e si confondono con la musica. E in musica vorrei scrivere. Oh divino Beethoven! Sentirai". (in "Lettere di M.Rapisardi a C.Reina" a c. di A.Tomaselli, Palermo 1914, pag. 120). Codeste lettere private dirette ai più cari affetti dimostrano quanto il Rapisardi identificasse in certo senso la sua vena poetica colle melodìe beethoveniane. Inoltre era noto che l'Amelia soleva intrattenerlo, nella casa "aerea" del Borgo, onde dilettarne l'animo, al pianoforte sonando musiche del genio di Bonn. Oltre le testimonianze degli amici, v'è una istantanea fotografica che tale momento immortala: è quella che qui si pubblica, databile nell'ultimo decennio del XIX secolo, molto probabilmente del fotografo catanese Grita, amico del Vate. Un quadretto tipico dell'ottocento siciliano, per cui "l'arredamento della casa di Mario Rapisardi era quello del più modesto borghese", scrive in uno dei suoi deliziosi articoli sentimentali, Saverio Fiducia. Ora alcuni di quei mobili e quadri sono nella 'stanza Rapisardi' ubicata nei locali della Biblioteca Civica nell'ex monastero Benedettino.&lt;br /&gt;In una occasione particolare Mario Rapisardi, trovandosi in Napoli, fu festeggiato dagli amici e, certo su suo suggerimento, l'Amelia Poniatowski Sabèrnich, che lo accompagnava, suonò in pubblico proprio Beethoven. Così la cronaca di quell'estate del 1888: "Iersera nella luminosa sala pompeiana dell'Hòtel Vésuve, tra un fine pubblico cosmopolita, era a fargli festa una eletta schiera di artisti con a capo per autorevole anzianità il comm.Saverio Altamura... Mario Costa cantò delicatamente, come suole, le canzoni italiane, francesi, napolitane del suo abbondante, copiosissimo repertorio... Nadina Bulicioff, che è pur lei per pochi giorni ospite dell'Hòtel Vésuve e che con gentilezza pari al talento aveva organizzata la piccola serata musicale in omaggio al poeta, volle dare al programma di questa serata le preziose attrattive della sua voce e della sua arte. Cantò, non c'è bisogno di dire come nè fra quale entusiasmo, parecchi pezzi di Gounod, di Meyerber, di Bizet. L'Amelia suonò con uno slancio, un colorito, una agilità, un sentimento ignoti a molti pianisti di professione un'ouverture di Weber, una sonata di Beethoven: musica classica, stupendamente interpretata, che suscitò gli applausi più vivaci ed entusiastici. E poi Costa daccapo: Menotti Frascati cantò Scetate... la signorina Sofia Frascani cantò col Costa il duetto E vota e gira. Ad ora tarda si finì con un coro e con una lunga unanime acclamazione ch'era pure un ultimo cordiale saluto all'amico, al poeta..." (ne "Il Pungolo", Napoli 17-18 agosto 1888). Il Rapisardi nondimeno, più che compiacersi delle feste, se ne lamentava con l'amico Calcidonio: "... se io non mi fossi mosso di qui, penso, sarebbe stato meglio: non avrei avuto le accoglinze oneste e liete, e le feste con guarnitura di Bulicioff, ma avrei goduto della tua compagnia fino a novembre..." (a C.Reina, 27 ago.1888, in "Epistolario..." cit. pag. 271). Evidentemente egli vedeva nel cuore dei molti, ed apprezzava la rara sincerità dei pochi.&lt;br /&gt;Al musicista catanese F.P.Frontini, che musicò sue liriche e che egli raccomandava (lettera del 23, 1904: "...l'opera della commissione potrà essere molto agevolata da quei cittadini... fra i quali mi permetto rammentare alla SV. i signori Guseppe Giuliano, F.P.Frontini...") al Sindaco di Catania per la Commissione belliniana che s'interessava allora all'acquisto della casa natale del 'Cigno' etneo, scriveva altresì: "Tutte le arti, mio caro, non soltanto la musica, vano a rotta di collo verso il manicomio, che già spalanca i battenti a riceverle. Rimaner fermo al suo posto contro la furia della pazza corrente, è dovere di chiunque abbia per l'Arte, per la gloria e per l'onore d'Italia un culto disinteressato e sublime...", consigliandogli infine: "guardi il genio di Verdi, sereno fra la gazzarra wagneriana: si andò rinnovando fino all'estrema vecchiaia, ma restò sempre lui, ed ora si gode beato la giovinezza immortale. S'ispiri, senza scoramenti, all'esempio dei grandi; scriva come il cuor Le detta..." (a F.P.Fontini, 9 apr. 1906, in "Epistolario..." cita, pag. 398).&lt;br /&gt;Per concludere, segnaliamo che l'allor giovine musicista trecastagnese Gianni Bucceri (autore della nota Mariedda, del Miles Standish e di Graziella; moriva in dignitosa povertà all'Ospedale Vittorio Emanuele di Catania nel 1953, "sanissimo tra gli ammalati", scrisse Turi Nicolosi) compose un "Inno a Rapisardi", eseguito in pubblico il 22 gennajo 1899 al giardino Bellini, durante l'inaugurazione del monumento bronzeo raffigurante il Poeta, opera del Civiletti (così riferiscono le cronache delle Onoranze al Rapisardi, raccolte nel volume a cura di A.Campanozzi, edito in Catania nel 1899).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una specie verrà, che da la torma&lt;br /&gt;Nostra, dagli anni e dal dolor contrita,&lt;br /&gt;A più alti destini, a miglior forma&lt;br /&gt;Divinamente inalzerà la vita.&lt;br /&gt;A te, stirpe sovrana, i ferrei nodi&lt;br /&gt;Sciorran gli Enimmi, onde sì fiera in noi&lt;br /&gt;Lasciò la Sfinge i freddi artigli infissi;&lt;br /&gt;Sveleran le Cagioni ultime a' tuoi&lt;br /&gt;Sguardi il semplice ordito, e in nuovi modi&lt;br /&gt;Regnerai con amor cieli ed abissi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;                                                     M.Rapisardi, dal poemetto "L'impenitente"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;FGio&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-7774189860285689880?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/7774189860285689880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/04/mario-rapisardi-e-la-musica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7774189860285689880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/7774189860285689880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/04/mario-rapisardi-e-la-musica.html' title='Mario Rapisardi e la musica'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SeijXjXndPI/AAAAAAAAACY/rCEEbN4iaZk/s72-c/Copia+di+Rapisardi+e+Amelia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-418842200097166399</id><published>2009-03-31T04:12:00.002+02:00</published><updated>2009-03-31T04:18:00.141+02:00</updated><title type='text'>Ai giusti ed ai peccatori, dal Libro di Enoch</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SdF8ox8BW1I/AAAAAAAAACQ/2qNQdJF_uzw/s1600-h/libro+enoch.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319169674942962514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 258px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SdF8ox8BW1I/AAAAAAAAACQ/2qNQdJF_uzw/s320/libro+enoch.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Difficile è trovare delle parole anche solo di veloce commento, riguardo il turbine degli accadimenti che ci stanno travolgendo: la depressione, etica ben più che economica, la quale investe l'Occidente e l'Oriente è la fine di un modello, sbagliato per noi, di società, quello basato sul capitale e sul profitto a tutti i costi, senza rispetto verso la Natura e l'Uomo. Inoltre, l'attuale governo nazionale è sommamente incapace, per non dir altro, di affrontare anche da lunge, la estrema criticità del momento. Non troviamo altre riflessioni, che quelle pronunciate dal saggio Enoch, tratte dal volume "Il libro di Enoch", a c. di M.Pincherle e L.Palazzini Finetti (Faenza 1977), p. quinta, "Il libro delle esortazioni". Come è l'esempio personale a dirigere la volontà, così essa svolgerà la falce della Giustizia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ed ora io vi dico, figli miei, amate la rettitudine e praticatela, perché i sentieri della rettitudine sono degni di accettazione,&lt;br /&gt;mentre i sentieri dell'ingiustizia verranno improvvisamente distrutti e scompariranno.&lt;br /&gt;Ed a certi uomini di una generazione i sentieri della violenza e della morte saranno rivelati,&lt;br /&gt;ed essi si terranno lontano da essi e non li seguiranno.&lt;br /&gt;Ed io dico ora a voi, giusti:&lt;br /&gt;non prendete i sentieri della malvagità nè quelli della morte,&lt;br /&gt;e non avvicinatevi a essi, altrimenti sarete distrutti.&lt;br /&gt;Ma cercate e scegliete rettitudine e una vita eletta&lt;br /&gt;e camminate sui sentieri della pace,&lt;br /&gt;così vivrete e prospererete.&lt;br /&gt;E rammentate bene le mie parole nei pensieri dei vostri cuori,&lt;br /&gt;e fate sì che esse non vengano cancellate:&lt;br /&gt;sappiate che i peccatori spingeranno gli uomini a disprezzare la Saggezza,&lt;br /&gt;perché non vi sia posto per essa,&lt;br /&gt;e non lesineranno a ciò nessuna tentazione.&lt;br /&gt;Guai a coloro che creano ingiustizia ed oppressione,&lt;br /&gt;e si basano sull'inganno&lt;br /&gt;perché essi saranno improvvisamente abbattuti,&lt;br /&gt;e non avranno pace.&lt;br /&gt;Guai a coloro che costruiscono le loro case col peccato;&lt;br /&gt;poiché tutte verranno divelte dalle fondamenta,&lt;br /&gt;ed essi verranno trafitti a fil di spada.&lt;br /&gt;Guai a voi, ricchi, poiché avete posto la vostra fede nelle ricchezze&lt;br /&gt;e dovrete separarvi da esse&lt;br /&gt;poiché non avete ricordato l'Altissimo nei giorni della vostra prosperità.&lt;br /&gt;Voi avete commesso azioni blasfeme ed ingiuste,&lt;br /&gt;e siete ormai pronti per il giorno dell'eccidio,&lt;br /&gt;dell'oscurità e del grande giudizio.&lt;br /&gt;Perciò io parlo e vi dichiaro:&lt;br /&gt;Colui che vi ha creato, vi abbatterà,&lt;br /&gt;e per voi non vi sarà compassione,&lt;br /&gt;ed il vostro Creatore si compiacerà della vostra distruzione.&lt;br /&gt;Ed i giusti, in quei giorni, saranno rimprovero vivente per i peccatori e gli empi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-418842200097166399?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/418842200097166399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/03/ai-giusti-ed-ai-peccatori-dal-libro-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/418842200097166399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/418842200097166399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/03/ai-giusti-ed-ai-peccatori-dal-libro-di.html' title='Ai giusti ed ai peccatori, dal Libro di Enoch'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SdF8ox8BW1I/AAAAAAAAACQ/2qNQdJF_uzw/s72-c/libro+enoch.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-5874969155061387119</id><published>2009-03-27T17:58:00.003+01:00</published><updated>2009-03-27T18:10:36.718+01:00</updated><title type='text'>La poesia Felicitas di Mario Rapisardi letta da Francesco Giordano</title><content type='html'>Ci permettiamo di proporre una video lettura della poesia Felicitas, di Mario Rapisardi, presente nella raccolta definitiva delle "Poesie religiose", edita nel volume unico per i tipi di Sandron, 1911. La voce è di Francesco Giordano. Il sottofondo è la nota sinfonia n°5 in do min. op.57, I movimento, di Ludwig Van Beethoven, il musicista prediletto del Vate catinense, nella esecuzione (30 giugno 1943) della Filarmonica di Berlino diretta da W.Furtwàngler. La fotografia fu scattata al poeta, sessantasettenne e già ammalato, nell'aprile 1911, "sul terrazzo, presso il roseto" (Tomaselli) della casa del Borgo, in Catania, ove visse negli ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-6601a881c1210478" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3D6601a881c1210478%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D27E393306BF26D097A7D2CE9934A366EA05014DE.682AA499CB94FAB99F2DDAE9163AEE663AEBB250%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D6601a881c1210478%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DGTw4tItprLgid2KBwguSUnARYk0&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v7.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3D6601a881c1210478%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331315096%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D27E393306BF26D097A7D2CE9934A366EA05014DE.682AA499CB94FAB99F2DDAE9163AEE663AEBB250%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D6601a881c1210478%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DGTw4tItprLgid2KBwguSUnARYk0&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1858163751814056947-5874969155061387119?l=letterecatinensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/feeds/5874969155061387119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/03/la-poesia-felicitas-di-mario-rapisardi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/5874969155061387119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1858163751814056947/posts/default/5874969155061387119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/03/la-poesia-felicitas-di-mario-rapisardi.html' title='La poesia Felicitas di Mario Rapisardi letta da Francesco Giordano'/><author><name>Francesco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08887903805947992494</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/SYHUncF9b0I/AAAAAAAAABg/-2sPjCRLXZU/S220/Palme+e+sole+firmata.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1858163751814056947.post-7563397496424733267</id><published>2009-03-17T16:52:00.004+01:00</published><updated>2009-03-17T17:01:37.642+01:00</updated><title type='text'>Stemma di Francesco Giordano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sb_IpQjsOlI/AAAAAAAAACI/EbJCTY_pl-c/s1600-h/stemma-giordano3.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314186696465332818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_CQ_KfKZTTV0/Sb_IpQjsOlI/AAAAAAAAACI/EbJCTY_pl-c/s320/stemma-giordano3.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sin dall’antichità, la figurativa umana si esprime per simboli. Siccome l’uomo ha in sé l’istinto della conoscenza e quello della guerra, invalse l’uso di pingere nelle armi i propri simboli: donde l’abitudine di apporli nello scudo, arma di difesa e protezione. Lo stemma, familiare (ovvero borghese) o gentilizio, altro non è che metafora dello scudo, antico e medievale.&lt;br /&gt;Celeberrimo lo scudo di Achille, epifania di ogni araldica e visione simbolica e filosofica del mondo: Teti divina lo commissiona insieme all’elmo ed alla lorica, a Vulcano il dio fabbro e del fuoco, a causa della perdita delle armi del Pelìde trafugate dai Teucri, dopo la morte di Patroclo che le indossava. La descrizione di codesto scudo, occupa ampia parte del XVIII canto dell’Iliade omerica, divenendo ierofanìa sacra, axis dell’universo di cui Achille è il fulcro, mitopoieticamente:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"… primamente&lt;br /&gt;un saldo ei fece smisurato scudo,&lt;br /&gt;di dedaleo rilievo, e d’auro intorno&lt;br /&gt;tre bei fulgidi cerchi vi condusse;&lt;br /&gt;poi d’argento fuor mise la soga.&lt;br /&gt;Cinque dell’ampio scudo eran le zone;&lt;br /&gt;e gl’intervalli, con divin sapere,&lt;br /&gt;d’ammiranda scultura avea ripieni.&lt;br /&gt;Ivi ei fece la terra, il mare, il cielo&lt;br /&gt;E il Sole infaticabile, e la tonda&lt;br /&gt;Luna, e gli astri diversi, onde sfavilla&lt;br /&gt;Incoronata la celeste volta,&lt;br /&gt;e le Pleiadi, e l’Iadi, e la stella&lt;br /&gt;d’Orion tempestosa, e la grand’Orsa,&lt;br /&gt;che pur Plaustro si noma. Intorno al polo&lt;br /&gt;ella si gira ed Orion riguarda,&lt;br /&gt;dai lavacri del mar sola divisa.&lt;br /&gt;Ivi, inoltre, scolpite avea due belle&lt;br /&gt;Popolose città…&lt;br /&gt;Vi sculse poscia un morbido maggese&lt;br /&gt;Spazioso, ubertoso e che tre volte&lt;br /&gt;Del vomero la piaga avea sentito…&lt;br /&gt;Altrove un campo effigiato avea&lt;br /&gt;D’alta messe già b
