lunedì 24 luglio 2017

Quando Bellini era Catania...



Quando Bellini era Catania...

Leggiamo dalle cronache di questi giorni che si assegna, in occasione del trentesimo anniversario, il premio "Bellini d'oro" (evento che fu importante per la nostra etnea città, ora culturalmente decadente) a... Berlino!   No comment. Anzi sì, perchè in certe circostanze è bello indugiare sui tempi che furono i quali, se hanno una utilità, come ci insegnarono i Saggi, è quella di indicare la Via verso l'avvenire. Mario Rapisardi "il precursore" secondo l'Hugo, Bellini il "Cigno" , dimenticati a casa propria?... Ecco come la Catania del 1951, popolo soprattutto non circoli plutocratici avulsi dalla realtà, lo celebrava in occasione del 150° dalla nascita. Rivediamo il video della Settimana Incom del 7\11\1951: notare le folle nonché il teatro massimo gremito fino all'ultimo ordine... "e il tacere è bello".

giovedì 13 luglio 2017

Ricordo di Denis Mack Smith, uno storico inglese per l'Italia



                                Ricordo di Denis Mack Smith, uno storico  inglese per l'Italia

Se la storiografia otto-novecentesca italiana ha avuto uno "scienziato" che dall'alto del suo focale inglese l'ha veduta con obiettività e simpatia, questi è stato il professor Denis Mack Smith, morto martedì 11 luglio alla bella età di 97 anni. Dai suoi libri abbiamo appreso, per dirla con Marc Bloch, il "mestiere di storico", che non è necessariamente la conquista della cattedra universitaria -anzi sovente, tranne laudevolissime eccezioni, è la morte della ricerca- , bensì l'indagine onde comprendere fatti e avvenimenti.  Era Mack Smith, della generazione di coloro che ci furono Maestri in codesto campo: amico e sodale, nella comune visione di una Europa laica e sociale, scevra da influenze clericali, del chiarissimo professor Giuseppe Giarrizzo, che lo ha preceduto verso l'Eterno a novembre 2015, quasi nonagenario pure lui.   Costoro hanno appreso dai Maestri dell'anteguerra, che da noi furono Gentile e Croce, a discernere il grano dal loglio. Non che i "vecchi" sempre focalizzassero  tutto: Croce ad esempio fu finissimo storico ma mediocre studioso di letteratura.   Pur non di meno, trasmisero ai Mack Smith ed ai Giarrizzo, quelle perle di saggezza, quell'eloquio affascinante, quella retorica necessaria per certe tematiche, oggi frànte.  Non ci pare abbiano molti allievi sul campo.
Di Mack Smith la pubblicistica ricorda l'amore per Giuseppe Garibaldi, su cui scrisse una concisa ma bella biografia, ancora insuperata: fu in effetti, il manifesto di un Eroe che non è solo italiano, ma mondiale, un puro, anche se circondato da impuri, per semplificare. Denis Mack Smith fu altresì attento storiografo di Casa Savoia, della quale lesse i pregi e difetti: da monarchico inglese magari deluso, entro una certa visione laicale ma sacrale della Corona.   Così le polemiche con la monumentale storiografia di Renzo De Felice su Mussolini, possono ora essere lette con maggiore obiettività: qualità, quella di riconoscere i propri eccessi, che al Mack Smith non mancava. Aveva il dono di farsi capire dalle masse, qualità che difetta parecchio alla storiografia italiana accademica (che anzi...):  ciò molto dice.
Scrisse anche una fondamentale storia della Sicilia medievale e moderna, per cui attinse alle informazioni dell'amico e collega Giarrizzo: alcune parti di essa furono contestate, perché il professore britannico era incisivo in certi  giudizi lapidari. Però nessuno gli può disconoscere l'acribia scientifica e l'acume analitico. Del resto, sempre in riferimento alla Sicilia, se rileggiamo la storia del Vespro siciliano scritta dall'illustre Michele Amari, nell'esiglio parigino a cui lo costrinse la tirannide borbonica, ci appassioniamo alle storie patrie risorgimentali vedute nella filiera dugentesca: e però, per capire i meccanismi che portarono al mòto panormitano del marzo 1282, è essenziale l'opera, novecentesca, di altro inglese, Stephen Runciman, che svela arcani e segreti non voluti vedere dall'Amari.  Che dunque, dobbiamo aver bisogno dell'occhio onniveggente dello storico di Albion, per capire chi siamo, dove andiamo, cosa vogliamo? Forse sì, mettendo un po' da canto il pur giustissimo e necessario nazionalismo.  Questo dobbiamo, da allievi (anche se non ébbimo la ventura di incontrarlo di persona ma de relato), allo scomparso professore Denis Mack Smith. Dai suoi libri continueremo ad apprendere "come l'uom s'eterna" e magari, ove egli, il Maestro Giarrizzo ed altri, ora dimorano, ci si guarderà con compiacente sorriso. O almeno, è ciò che teisticamente e tradizionalmente ci si augura.
                                                                                                                                FGio

venerdì 9 giugno 2017

A proposito di finitudine...


Dal Quotidiano di Sicilia, 1\6\17, l'opinione della SOCREM Catania


domenica 28 maggio 2017

24 Maggio, commemorati i caduti nel Sacrario di San Nicolò l’Arena




CATANIA – Nella ricorrenza di Maria Ausiliatrice, Regina del Cielo per i cristiani cattolici,  e nel rammentare l’inizio della prima guerra mondiale che vide il compiersi della Unità Nazionale col sagrifizio di tantissimi fanti, il Commissario di Catania della Associazione Nazionale del Fante, Dottor Francesco Giordano, ha partecipato alla S. Messa officiata da Monsignor Gaetano Zito, Vicario per la Cultura della Diocesi etnea, svoltasi il 24 maggio u.s. nella monumentale chiesa di San Nicola la Rena di Catania. Hanno partecipato diverse associazioni d’arma, fra cui i Marinai d’Italia, la Cavalleria, i Finanzieri, i Bersaglieri, i Carabinieri, la Polizia di Stato. La Messa è stata organizzata dalla Delegazione catanese dell’INGORTP, guidata dall’Ing .S. Caruso.
La stessa chiesa ospita il Mausoleo- Sacrario dei Caduti della grande guerra e del secondo conflitto, ove si è deposta una corona d’alloro ed intonata “La leggenda del Piave”, in ricordo dei Caduti.

Il Commissario della Associazione Nazionale del Fante per la città metropolitana di Catania, Dottor Francesco Giordano, ha voluto altresì onorare il monumento che trovasi nel vestibolo del Sacrario-Mausoleo dei Caduti, inaugurato come complesso monumentale il 5 maggio 1930 dall’allora Capo dello Stato Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III.  “I caduti ed i dispersi nella prima come nella seconda guerra mondiale”, ha egli dichiarato, “sono nel cuore di tutti gli italiani, nella nostra Catania onorati e ricordati come deve essere non solo in queste circostanze ma anche oltre, per cui è essenziale divulgare la storia della Patria nostra, chi fummo e perchè siamo un popolo unitario all’ombra del sacro tricolore. I caduti della prima e seconda guerra ed i dispersi, i senza nome, dal Milite Ignoto in poi, ci hanno lasciato codesta consegna che,  in quanto Associazione del Fante, è per noi suprema missione”.

Pubblicato da Sicilia Network

http://www.sicilianetwork.info/24-maggio-commemorati-i-caduti-nel-sacrario-di-san-nicolo-larena/

che ringraziamo per la gentile attenzione

martedì 23 maggio 2017

Brillante conferenza del Dottor Francesco Giordano, Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoja, su Carlo Delcroix nella sede di Catania della Delegazione delle Guardie al Pantheon





      Brillante conferenza del Dottor Francesco Giordano, Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoja, su Carlo Delcroix nella sede di Catania della Delegazione delle Guardie al Pantheon

Nella sede di Catania della Delegazione dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, la GdO Dottor Francesco Giordano, Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoja, sabato 20 maggio u.s. ha intrattenuto il qualificato uditorio di Guardie ed amici, con la relazione titolata "Carlo Delcroix, il mago della Parola di una Italia che non è più". Il testo dell'intervento, come molti altri, è stato editato nella Collana di studi di dottrina monarchica, omonimo Centro Studi istituito il 1\9\1999, curata ed edita dal Gr.Uff. OMS Giuseppe Valore.
Dopo l'introduzione del Delegato INGORTP etneo Cav.Uff.Ing.Salvatore Caruso, il Cav.Dott. Giordano, andando a braccio e seguendo il "fil rouge" della passione monarchica, ha brillantemente tratteggiato la figura di Carlo Delcroix, combattente, grande invalido e mutilato della prima guerra mondiale, sottolineandone le doti umane, morali e soprattutto letterarie. Delcroix, ha precisato l'oratore, fu un vero "aedo del Dolore", un monarchico fervente sempre fedele alla Real Casa di Savoja nei suoi Re, un oratore fecondissimo sia durante il regime fascista che nella repubblica, quando venne eletto alla Camera deputato per il partito monarchico. Oltre che luminoso scrittore, fu anche personaggio della letteratura, venendo citato ben sei volte da Ezra Pound e in un memorabile capitolo, da Ada Negri.   Il Cav.Dott. Giordano ha concluso la sua conferenza molto apprezzata dai presenti, col rammentare che gli eroi pubblici, come Delcroix (che si spegneva nel 1977) come quelli ignoti, mai non muoiono se ne viene ravvivato con intensità il ricordo.

Il video con brani della conferenza:


venerdì 19 maggio 2017

Il Coordinatore di Catania della Legione Garibaldina interviene alla presentazione del libro "Piume baciatemi.." ispirato alla vita del bersagliere Damaggio eroe del Pasubio nella Grande Guerra





  Il Coordinatore di Catania della Legione Garibaldina interviene alla presentazione del libro "Piume baciatemi.." ispirato alla vita del bersagliere Damaggio eroe del Pasubio nella Grande Guerra

Nel pomeriggio del giorno 11 maggio, nei locali di villa Fortuna ad Acitrezza (Ct), affacciata sullo splendido lungomare dei Ciclopi, sede della Pro Loco, si è tenuta a cura del Centro Studi Acitrezza diretto da Giovanni Castorina, la presentazione del libro "Piume baciatemi...", biografia romanzata del bersagliere Salvatore Damaggio eroe della Grande Guerra, scritto da Vera ambra ed edito da Akkuaria Edizioni.  Con la decisiova presenza dei componenti della locale Associazione Nazionale Bersaglieri, di cui sono intervenuti il Presidente regionale e quello sezionale, e l'intervento del giornalista Daniele Lo Porto, segretario Assostampa nonché vice presidente della locale sezione della Associazione Marinai d'Italia e autore della prefazione del libro, l'evento è stato ben partecipato.
Il Coordinatore per Catania e provincia della Legione Garibaldina, Cav.Dott.Francesco Giordano, invitato a tenere un intervento -anche in quanto autore della postfazione del libro-, ha intanto voluto portare il saluto della Legione a codesto evento che rammemora, nella figura del Tenente Damaggio che tenne la cima del monte Pasubio in condizioni difficilissime nel luglio 1916 meritandosi la medaglia al valore, tutti i combattenti del primo conflitto mondiale, "un massacro", ha detto il nostro esponente, "ove la maggioranza dei Fanti provenivano dalla Sicilia e dal Sud: neppure si comprendevano perchè la lingua italiana parlata non era troppo diffusa seppure la legge Coppino del 1877 istituiva, e fu merito del governo unitario nazionale mentre i Borboni mai vollero istruire le masse, la scuola elementare gratuita e pubblica per tutti: fu lo spirito di corpo e la vita comune nelle trincee accomunati dalla medesima fede nella Patria, ammantata dal sacro tricolore, che compì il miracolo della compiuta Unità nazionale .   "La Legione Garibaldina", ha proseguito Giordano, "già nel 1914 partecipava alla grande guerra coi battaglioni di volontari nell'esercito di Francia, pugnando nelle Argonne al comando di Peppino Garibaldi figlio di Ricciotti e lasciando sul campo Bruno e Costante Garibaldi, per poi dopo l'ingresso dell'Italia nel conflitto, confluire nel Regio Esercito".
Ha quindi ricordato la genesi della Legione, direttamente dal Corpo dei Volontari poi Esercito Nazionale che, al grido di "Italia e Vittorio Emanuele", unificarono la Patria con la mitica spedizione dei Mille dalla Sicilia a Napoli nel maggio 1860, or sono 157 anni; come la Legione Garibaldina si sia coperta di gloria nella guerra per la libertà della Grecia e dell'Epiro combattendo a Domokos nel 1897, al comando di Menotti Garibaldi, il cui battaglione era composto da 50 volontari siciliani e catanesi, tra cui il valoroso deputato e poi Sindaco etneo Giuseppe de Felice Giuffrida;  ha altresì ricordato che se è bene che i Bersaglieri, "una specialità del Regio Esercito prima e dell'Esercito della Repubblica oggi, nelle loro associazioni, diffondano l'amor patrio anche nelle scuole, questo mai deve far dimenticare il sagrifizio di coloro che non tornarono, i morti ed i dispersi, che solo ebbero la gloria muta di compiere il loro dovere, non ad altro aspirando che alla Liberta italiana, quindi alla nostra": in questo senso, ha precisato il Coordinatore etneo della Legione, "è importantissimo spiegare ai ragazzi il significato della Storia, particolarmente del Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti senza nome, verso cui deferente leviamo il nostro pensiero; la Legione è lieta di condividere questo evento patriottico, nella speranza che si persegua la diffusione dei valori della conoscenza ed amore per la nostra Italia, una e libera".      L'evento si è concluso con la preghiera del Bersagliere, al suono dell'attenti intonato da un militare, e il ricordo del Damaggio, decorato dell'ordine della Corona d'Italia e nel volume liberamente descritto nei suoi travagli interiori. *

*Si ringrazia la signorina Roberta Celano per le foto gentilmente concesse

giovedì 11 maggio 2017

La Legione Garibaldina festeggia l'anniversario della sua fondazione a Catania rendendo onore al busto del Generale Garibaldi al giardino Bellini, 7 maggio 2017



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