sabato 14 gennaio 2012

Presentati dalla casa editrice Akkuaria i nuovi ebook








Presentati dalla casa editrice Akkuaria i nuovi ebook


Nella simpatica cornice del Deluxe luxury coffee, locale sito in via Toselli dietro piazza Trento in Catania, è stata presentata la sera di venerdì 13 gennaio (se il XIII arcano è la morte, l'inverso come noi lo intendiamo, è immortalità) non soltanto la rassegna di ideazioni grafiche di Vera Ambra, che è l'anima e la creatrice della casa editrice e del sito Akkuaria, ma anche i primi 12 ebook prodotti appunto dalla predetta casa editrice, in collaborazione con una nota azienda informatica catanese. L'occasione, che ha riunito un folto gruppo di amici accomunati dalla passione per la Letteratura, se è scaturita dalle belle foto in bianconero, rappresentanti l'angoscia dell'Essere chiuso in gabbie immaginarie, ovvero le "Amnesìe di Eros", tema della serata -in onore del dio d'Amore si lèssero delle poesie da parte degli intervenuti, còlla solenne conclusione di una lirica tempiana densa d'erotismo, declamata da uno dei partecipanti- ha voluto essere il primo appuntamento del 2012 da parte degli amici di Akkuaria e di Vera Ambra, nella consapevolezza che la produzione libraria, cartacea e digitale, deve evolversi di pari passo in maniera conforme ai tempi.
Fra gli ebook (i quali hanno attualmente un notevole successo mondiale, e presto o tardi si diffonderanno anche in Italia affiancando la produzione cartacea), da segnalare il volume di liriche, di notevole successo, "Pegaseium nectar" di Vera Ambra (di cui è disponibile la traduzione in spagnolo), ed il saggio pubblicato lo scorso anno "Domenico Tempio cantore della Libertà" di Francesco Giordano, con una antologìa di liriche del sommo poeta del secolo XVIII.
Nel terzo millennio, la voce della Poesia, della Letteratura, dell'Amore è viva più che mai, "novus ordo ab antiquo".

mercoledì 4 gennaio 2012

Mario Rapisardi , nel centenario della morte, 4 gennaio 1912-2012

Mario Rapisardi , nel centenario della morte, 4 gennaio 1912-2012

Questo blog nasce 'rapisardiano', ovvero nei suoi primi passi, onora e rende omaggio alla figura di quel Vate della Poesia dell'Umanità, che per l'Italia del secolo XIX (ed anche dopo) fu Mario Rapisardi, catanese. Dell'opera sua, osannata e vituperata in vita quanto dimenticata in seguito poi riscopertta a cura dei discepoli, poscia novellamente coperta da oblìo, come è nella natura delle opere dell'uomo, rimane oggi il messaggio immortale; delle opere, la più gran parte sono di attualità, come le Poesie Religiose (chi vuole può qui http://letterecatinensi.blogspot.com/2009/01/mario-rapisardi-le-poesie-religiose.html leggere il testo integrale), i Poemi e Poemetti, le Ricordanze.
Moriva cent'anni fa, esattamente alle 16,30 del 4 gennajo 1912, nell'"aerea casa" dell'alto Borgo, in via Etnea a Catania, mentre il meriggio avanzava, e azzurreggiava "il mare immenso", l'Jonio cantato nelle sue poesie. Ad assisterlo pochi e fidati amici: Tano Ardizzoni, Alfio Tomaselli (che sarà il curatore delle memorie del Maestro), e la "creatura unica", Amelia Poniatowski Sabernich, che dalla nativa Firenze accettava di scendere in Sicilia per essere la compagna dell'uomo impareggiabile, in spregio alle allora severissime e dure convenzioni sociali che vedevano con sdegno un separato, convivere. Gli chiusero gli occhi dopo anni di "arteriosclerosi", si disse: ma era il mal di vivere del Poeta, che lo rapiva alla vita quasi sessantasettenne, lui ch'era nato in via del Penninello il 25 febbrajo del 1844. Un mese prima per i tipi del Sandron, dopo lunghissimo travaglio, era stato stampato il volume (anzi, il volumone!) della edizione definitiva delle opere complete; Concetto Pettinato, giornalista di razza e catanese d'altrettanta schiatta, allora giovane (dirigerà poi il "La Stampa" nel 1944 nella RSI, e ne pagherà lo scotto), scrisse a proposito delll'opera, sul Giornale di Sicilia del 31 dicembre 1911: "il Rapisardi non fu anticristiano, è vero: anzi amò fervidamente la figura di Cristo, che il Carducci non amò né comprese mai. Ma fu qualcosa di molto peggio: fu anticattolico. E gli italiani sono scettici, ma sono ad un tempo tradizionali", invocando per le liriche rapisardiane il premio Nobel "al primo vero idealista e filantropo che abbia partorito la razza italiana".
Moriva Mario Rapisardi, con gli ultimi versi sulle labbra, stampati l'indomani su tutti i giornali: "E sull'animo mio vasto, infinito \ lago nell'invernale ombra sopito \ la gran giornata della morte \ albeggia".
La sua Catania, fatto unico con Vincenzo Bellini (una città che non celebra mai vivi nè morti, tranne se geni: e se di geni ve ne son sempre pochi, nell'Ottocento furono appunto il Cigno per la musica ed il Vate per la Poesia), lo onora immensamente: la salma viene trasportata il giorno dopo in Comune sulla 'carrozza del Senato' (anche questo un fatto unico), poi l'omaggio del popolo. scuole e istituzioni chiudono per lutto: il Duomo chiude per protesta contro colui che considera il "Lucifero", titolo del celebre poema (non molti anni dopo di ben altri e veri 'luciferi', si sarebbero notati nelle sacre sale non solo delle cattoliche chiese, ma financo in Vaticano!). Il sette l'imponente corteo di circa centocinquanta mila persone percorre via Garibaldi sino a piazza Palestro, dove si tengono i discorsi commemorativi prima della deposizione: in cima al corteo, annotano i giornali locali, alla testa delle autorità tutte dal Sindaco al Rettore dell'Università dove per tanti anni il Rapisardi, fondatore della Facoltà di Lettere (egli che mai conseguì la laurea, nominato "per chiara fama" dal Ministro della P.I. De Sanctis...), Federico De Roberto, il celebre scrittore, amico del Poeta e anima nobilissima di uomo e letterato. Ma Rapisardi non venne tumulato per ben nove anni: solo il 9 gennaio 1921 il Comune si decise a costruire la tomba sua, che si vede oggi nel piazzale centrale. Anche ciò il Poeta aveva antiveduto. Era anticlericale, il Rapisardi: e come notò Pettinato, questo non viene perdonato da certa stirpe di bigotte biscie. Oggi possiamo dire che, nelle sue opere, vide in anticipo di un centennio il Concilio Vaticano II, di cui l'antico chierichetto che serviva messa, l'autore giovane dell'Ode a Sant'Agata e il cantore di quella "Palingenesi" che gli valse da parte di Victor Hugo l'appellativo di "precursore dell'avvenire", avrebbe approvato gli assunti. Era Frammassone (e la Massoneria, società di libero pensiero, ne onorò la figura), ma distingueva sempre l'Uomo puro dai faccendieri e dai trafficanti; perciò fece sempre "parte a se stesso". Ed a Cristo in ultimo, pur titano ed impenitente, poteva egli laicamente confessarsi: al prete no, non poteva: lo si può capire.
Noi qui da fedeli d'Amore verso il Vero, il Bello, l'Ideale, nonché catanesi, riteniamo di compiere il nostro dovere: perciò abbiamo scelto di consegnare al lettore, nel video che segue, onde celebrare degnamente il centenario della di lui dipartita verso l'Eterna Luce, i capoversi VIII, XII, XXI e XXII del poemetto "L'impenitente", apparso prima sulla "Nuova Antologia" del 1 ottobre 1900, poi nella edizione definitiva delle opere (la musica di sottofondo è il I tempo della Sinfonia 9 di A.Bruckner). L'ultima parola è il nome del Messìa di Galilea, non è un caso. Sono versi che segnano succintamente il percorso filosofico, umano e spirituale dell'Uomo e del Poeta Rapisardi: e dalle brume del tempo, egli riemerge dopo un secolo, trasumanato. Onore al Maestro, che la Luce dell'Inifinito sempre accompagni la Parola!
F.Gio.


lunedì 5 dicembre 2011

Considerazioni sulla Messa in Latino a S.Giuseppe al Transito in Catania




 
 
Ieri sera nella chiesa settecentesca di San Giuseppe al Transito in Catania recentemente riaperta al culto, si è celebrata, dopo la conferenza sulla figura del Cardinale Francica Nava, la S.Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (detta anche comunemente "messa in latino"), da parte del sacerdote Don Antonio Ucciardo, docente di teologia e cappellano dello SMOM, assistito dai diaconi Serrano e Adernò. Hanno partecipato molti fedeli (il tempio era gremito), lieti dopo mesi dalla prima volta -in seguito a silenti e convinte battaglie- che anche nella città etnea si celebrasse il sacro rito secondo il 'motu proprio' del 2007 di Papa Benedetto XVI: a Monsignor Smedila rettore del vicino santuario mariano di S.M.del'Aiuto, è così subentrato il giovane prete Ucciardo, di fine attenzione liturgica.
Alcune considerazioni: la S.Messa in lingua latina, secondo la tradizione ultramillenaria, è di certo una funzione che ispira alla meditazione ed alla preghiera ben più che la messa nelle lingue nazionali dei vari popoli. I fedeli partecipano soprattutto pregando, e nella preghiera si realizza l'unione con l'ipostasi divina. I canti in stile gregoriano che dalla parte alta del tempio, senza l'assistenza di organo, furono eseguiti da valenti interpreti (l'Agnus Dei, il Pater Noster, ed altri), donano lo spirito affatto misticheggiante della funzione, ove l'incenso è anche 'collante' esorcistico. Ma nel 'deserto degli ultimi quarant'anni', come ha detto esplicitamente il p. Ucciardo nell'omelia riferendosi alla nuova liturgia la quale ha in molti casi stravolto il senso della Santa Messa, è difficile ricostruire. Anche tra i motivati fedeli, senza nessun ausilio di messalini col testo intiero (i quali ci dicono siano in arrivo, e saranno venduti a chi ne faccia richiesta), ove non abbiano quelli della nonna, risultò a nostra indagine visiva pressoché impossibile di rispondere, oltre all' "et cum spiritu tuo" ed al "Dominus vobiscum". Meno male che alla fine, dopo l'"Ite Missa est", la lettura in senso del tutto purificante, del prologo del Vangelo di Giovanni, le parole della Luce (sempre in Latino, naturalmente!), pose il suggello alla intensa funzione. Molto v'ha da fare, molto rimane. Che la S.Messa nella lingua tradizionale della Chiesa Cattolica si espanda e vada verso il popolo, come nei secoli passati: e non sia solo serbata per elìtes e cultori nostalgici! Non accada che una funzione così pregna di afflato mistico sia 'riservata' ai soliti noti, ma da parte dei responsabili si utilizzino le moderne tecniche (e tecnologìe) per diffonderne la partecipazione, in molti sensi, non soltanto nella presenza fisica. Può servire l'aggancio a conferenze, incontri culturali: e però ci si metta d'impegno a chiamare i giovani, le nuove leve, non solamente colti studiosi (di una certa età). E' l'autentico spirito del motu proprio che deve essere esaltato, anche oltre la celebrazione. L'alternativa, che a noi può anche andar benissimo ma a lungo raggio si rivela asfittica, è costituire l'ennesimo cenacolo: con la differenza che in quello evangelico gli Apostoli (che erano laici, non sacerdoti...) secondo lo spirito della Pentecoste, andarono per tutte le genti ad annunziare la Buona Novella. Questa a nostro parere, è la pietra angolare: 'battere sullo stesso terreno', ci si passi il termine, la S.Messa in italiano. Molto difficile, non impossibile, per chi crede.
Appuntamento il 1° gennaio per i fedeli che anche a Catania desiderano partecipare alla S.Messa in lingua latina, sempre nella chiesa di S.Giuseppe al Transito (piazzetta Maravigna, di fronte l'Anagrafe) alle 18,30, nel giorno dedicato alla S.Madre di Dio; sarà cantato il solenne Te Deum.
(F.G.)

Nella foto e nel breve video: alcuni momenti della funzione sacra.


venerdì 2 dicembre 2011

Santa Messa in Latino e conferenza sul Cardinale Nava a San Giuseppe al Transito di Catania, 4 dicembre 2011

La Confraternita di San Giuseppe al Transito e San Giovanni Battista
e la Nobile Arciconfraternita dei Bianchi
in collaborazione con il
Sovrano Militare Ordine di Malta e il
Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Spagna)

Sono lieti di invitare la S.V. all’incontro sul tema
La Riforma della Riforma:
l’Episcopato Francica Nava
tra i Pontificati di Leone XIII e San Pio X

Nell’83° Anniversario del pio transito
dell’Em.mo Card. Giuseppe Francica Nava di Bondifè
Arcivescovo di Catania

Relatori:
· Prof. Avv. Antonino Blandini, storico e giornalista.
· Rev.do don Antonio Ucciardo, docente di Teologia presso l’ISSR San Luca di Catania,Cappellano Delegazione SMOM e Nobile Arciconfraternita dei Bianchi.

Moderatore
Prof. Giuseppe Adernò


Seguirà la celebrazione della
Santa Messa in Rito Romano Antico
nella II Domenica di Avvento
Presterà servizio il “Collegio Liturgico Card. Francica Nava”

DOMENICA 4 DICEMBRE 2011
ORE 17,00

Chiesa di San Giuseppe al Transito
P.zza Maravigna - Catania

martedì 8 novembre 2011

Successo della II edizione del Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro









































Successo della II edizione del Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro







Un premio di poesia che si tiene nel suo luogo più autentico, ovvero nel 'tempio della memoria', una biblioteca pubblica, è quanto di massimamente armonico si possa imaginare. Così nella biblioteca comunale di Tremestieri etnèo, ariosa e luminosa nella sua struttura nuova ispirata all'antico, si è svolta la II edizione del concorso internazionale di poesia dedicato alla memoria di quel maestro, sacerdote poeta, che fu Antonio Corsaro, figura notevole della Letteratura italiana del Novecento, che ebbe nella città di Catania stabile dimora. L'evento è stato patrocinato dal Comitato Provinciale dell'AICS di Catania - Settore Cultura e dal Comune di Tremestieri Etneo.
Per l'iniziativa instancabile ed altamente laudevole di Vera Ambra, anima e presidente dell'associazione culturale Akkuaria la quale da anni persegue la riscoperta e la valorizzazione della Letteratura in senso autentico e che proprio da padre Corsaro fu incoraggiata a pubblicare la sua prima raccolta di liriche, l'iniziativa ha avuto luogo col successo che conviene a coloro che si raccolgono, invero una folta e qualificata élite, intorno al focolare della Poiesis, della Parola indiatasi nel verso.
In questo senso, dopo i saluti del direttore della Biblioteca dottor D'Urso, hanno relazionato il critico letterario Sergio Collura e lo studioso dell'opera di Corsaro, Francesco Giordano. La voce di Sergio Collura ha intrattenuto mirabilmente l'uditorio, vagando con la nobiltà che è congeniale all'oratore sul concetto di Letteratura e sul significato del verso, della Parola nella visione altamente poetica che ogni ispirato deve o dovrebbe avere, specificando che se non si comunica all'altro il messaggio insito nella Poesia, essa è nulla, e solo la Poesia autentica, egli ha precisato ricordando il giovane lirico Cesare Cellini, può salvare l'Uomo.
Francesco Giordano ha scelto di illuminare la figura di Antonio Corsaro poeta e sacerdote, dopo una breve disamina biografica, leggendo alcune liriche tratte dalla raccolta "Il figlio dell'Uomo", ove egli opera una indagine finissima e temperata dalla alta sensibilità che lo contraddistinse, sul significato dell'esistenza dell'Uomo simbolo, Gesù che è negli altri; altresì dando lettura di altra lirica dove il poeta manifesta il suo amore per la terra nativa, "tra il sole e le sciare". Autore, tra le moltissime composizioni, dell'Inno a Sant'Agata che si canta ogni anno durante le celebrazioni per la Patrona di Catania, Antonio Corsaro sempre fu fiero della sua sicilianità, pur essendo uomo di visione internazionale. Dando lettura inoltre di una lirica verticalista (frangia estrema della poesia che vide in Corsaro il suo 'teorico), il relatore ha inteso informare l'uditorio su codesto aspetto della poeticità del 'prete sciolto', come amò definirsi padre Corsaro: un prete che molto amò la Santissima Vergine. E delle poesie alla Madonna, tratte dal volume "La Vergine", il relatore ha letto alcune, testimonianti l'afflato intenso che il religioso per altri aspetti controcorrente, quale Corsaro fu, ebbe sempre per la Madre di Dio, la Theotokòs.
La manifestazione ha veduto infine l'intervento di Vera Ambra, che coadiuvata dalle poetesse Gabriella Rossitto (la quale ha letto in modo affatto delicato e sensibile molte delle liriche premiate) e Mariella Sudano, amabile coordinatrice, ha premiato gli autori vincenti.
Una manifestazione semplice e pura, all'insegna della Poesia che è visione salvifica e solenne, in un mondo oramai troppo, indubitabilmente, prosastico.
(***)

mercoledì 26 ottobre 2011

Premio internazionale di Poesia Antonio Corsaro II edizione



Premio Internazionale di Poesia Antonio Corsaro II edizione




Il 5 novembre 2011 alle ore 18.00 si svolgerà presso la Biblioteca G. Calabrò di Tremestieri Etneo - Zona Canalicchio - la seconda edizione del Premio Antonio Corsaro.
Interverranno:


Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria
Sergio Collura, Critico Letterario
Francesco Giordano, Giornalista


Per l'occasione, alla presenza delle Autorità cittadine, sarà inaugurata presso la stessa Biblioteca una nuova sezione dedicata agli autori di Akkuaria con i libri che saranno donati dall'Associazione. Gli autori presenti firmeranno personalmente le loro copie.

lunedì 10 ottobre 2011

La Biblioteca Universitaria di Catania ricorda il direttore Salvatore Mirone ad un anno dalla scomparsa













La Biblioteca Universitaria di Catania ricorda il direttore Salvatore Mirone ad un anno dalla scomparsa
 
Con una cerimonia più affettuosa ed informale che strutturata nei canoni dell'ufficialità, si è ricordato la mattina del 7 ottobre, nella sala di lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Catania sita nel palazzo centrale, il compianto direttore della medesima Salvatore Mirone, ad un anno dalla sua scomparsa ed a sedici anni dalla sua quiescenza. Convennero a ricordare l'amico, l'uomo buono e gentile e dai tratti affatto sensibili con tutti, molti che gli vollero bene: fu questa anzi la mòlla che spinse a organizzarne il ricordo.
Relazionarono sulla figura di Salvatore Mirone insigne e brillante bibliotecario e capo della gloriosa biblioteca, nucleo rampollato dalla donazione del Vescovo Ventimiglia nel '700, il prof. Antonino Blandini, che narrò con dovizia di particolari le vicissitudini degli anni del XX secolo in cui Mirone fu al vertice della struttura, la loro intensa amicizia e collaborazione ed il fatto che alla sua tenacia si deve l'acquisizione delle carte Verga e De Roberto; il prof. Silvano Salvatore Nigro, ordinario di Letteratura italiana all'Università di Milano, ha voluto ricordare il Mirone sempre disponibilissimo con gli studiosi, ed alcuni personali aneddoti che ne fecero emergere l'umanità; il dott.Francesco Giordano, giornalista letterario, ha scelto di illuminare la figura di Mirone poeta discreto ma di grande levatura, leggendo alcuni versi di sue liriche tratte dagli "Appunti di Viaggio" pubblicati sulla rivista "Incidenza" (vedi la nota http://letterecatinensi.blogspot.com/2010/03/il-tempo-ritrovato-ovvero-due.html, che la direzione attuale della Biblioteca ha voluto affiggere all'ingresso della sala in ricordo del Mirone), così manifestando quel tratto peculiare dell'uomo, denso di grande nobiltà. Infine la dott.ssa Elena Migneco della Sovrintendenza ne ha ricordato la estrema affezione verso coloro che vedevano la Biblioteca come un luogo di pura ricerca; il Direttore attuale dott.Giovanni Viglianisi, allievo di Mirone, precisando l'approvazione di questi alla nascita della sezione musicale ed al corpus fotografico, ha concluso con l'auspicio che se non la Biblioteca (intitolata al palermitano G.Caruso), almeno la sala di lettura possano essere dedicate al nome dell'illustre estinto. L'uditorio intervenuto apprezzò molto il ricordo dell'amico, particolarmente la vedova prof.ssa Maria Salmeri, che di Mirone fu compagna di vita e d'arte, se così si può dire, avendo anch'ella diretto per trent'anni l'altra grande istituzione della città di Catania, la Biblioteca Civica ex benedettina, nel monastero omonimo. L'amico involato verso le eterne luci dell'Oriente, siamo convinti, del ricordo che in terra ancor si ha delle sue rimpiante qualità, avrà delicatamente sorriso.


F.Gio.


Nelle foto: momenti della celebrazione, e Salvatore Mirone in una foto di alcuni lustri fa.